Calabrese attacca sull'acqua
Calabrese attacca sull'acqua
“L’ultimo rapporto Eurispes sullo stato delle acque in Italia consegna al Comune di Ragusa un nuovo primato negativo: in Sicilia siamo il primo comune capoluogo di provincia per perdite d’acqua nella rete di distribuzione, per il 63%, sesto in Italia. Un traguardo, tutt’altro che lusinghiero, del quale il sindaco Cassì andrà certamente fiero visto che in campagna elettorale si vantava (nei suoi cartelloni sei metri per tre) d’aver ridotto del 90% lo spreco d’acqua in città… È il sintomo di un’amministrazione inefficace, abituata ad imbonire la cittadinanza ripetendo allo sfinimento che va tutto bene, che è tutto meraviglioso. Così non è, lo diciamo di continuo e no ci stancheremo di segnalare puntualmente ciò che non va. Altro che 90% in meno di perdite! Ecco perché quest’amministrazione è stata così contenta di mollare la gestione della risorsa idrica a qualcun altro… Ha voluto togliersi la patata bollente dalle mani. Nel frattempo le zone periferiche della città e le contrade soffrono ancor più dell’area urbana. Questa estate per gli utenti che hanno fatto richiesta di un’autobotte l’attesa era di due mesi, salvo rivolgersi ai privati. “Andiamo avanti” è stato lo slogan di Cassì in campagna elettorale. A noi sembra che Ragusa faccia solo passi indietro”. Lo dichiara Peppe Calabrese, consigliere comunale e segretario cittadino Partito Democratico Ragusa.
Dal 2 ottobre
Dal 2 ottobre
Non dimenticare di risintonizzare il televisore e cercare Teleiblea sul canale 89 nelle province di Ragusa, Enna, Caltanissetta, Agrigento. Trapani e Palermo.
Suggerimenti per andare alla FAM
Suggerimenti per andare alla FAM
La FAM Ragusa, anche oggi molto affollata, da appuntamento a domenica 1 ottobre con il proprio ricco programma che comprende anche un emozionante spettacolo equestre dedicato ai ragazzi e agli appassionati. Prevista naturalmente la sfilata conclusiva e premiazione dei campioni e delle campionesse delle razze bovine, equine ed asinine. Ma noi di Reteiblea invece di elencare tutti gli appuntamenti della giornata, cosa che ai visitatori alla fine interessa poco, preferiamo informarvi sulla parte logistica che invece in questa occasione è essenziale. Purtroppo le forti piogge del pomeriggio hanno reso impraticabile l'ampio terreno utilizzato da centinaia di auto come posteggio. Inoltre per domani è in calendario anche la tradizionale gara automobilistica Roccazzo Chiaramonte e quindi la provinciale n. 10 sarà particolarmente trafficata e con il divieto assoluto di sosta lungo le carreggiate. L'organizzazione quindi informa che è stato intensificato il servizio navetta con ben sei autobus che faranno la spola dall'area di sosta del centro commerciale Ibleo fino al foro boario. Il suggerimento quindi è di non cercare di raggiungere l'area della fiera con la propria auto o addirittura a piedi. Conviene posteggiare con tranquillità al centro commerciale e in pochi minuti potrete utilizzare la navetta senza preoccupazioni. Lo stesso naturalmente per il ritorno con tempi di attesa minimi.
Non hanno i soldi per aiutare la sanità pubblica…”
Non hanno i soldi per aiutare la sanità pubblica…”
La festa dell'Unità del PD ad Agrigento ha già visto scendere in campo i massimi esponenti del partito regionale e nazionale. In attesa della Schlein le attenzioni della stampa sono andate tutte a Stefano Bonaccini presidente del PD, che ha rispodto alle domande di una giornalista toccando alcuni punti di interesse generale. Si parla, ma non sappiamo con quale motivazione di Governo tecnico? Io penso che la prossima volta al governo dobbiamo tornare se vinciamo le elezioni ha detto Bonaccini. . Perché il Pd è stato al governo dieci degli ultimi dodici anni, con tanti governi diversi, per ragioni nobili e giuste, ma pur perdendo elezioni più volte”. Bonaccini si concentra sullo scenario politico nazionale, partendo, però, dagli equilibri interni del Pd. Sul “correntone” Dem non ha dubbi: “Sapete cosa penso delle correnti, mi sono alienato anche le simpatie di qualche capo corrente. Abbiamo bisogno di tanto pluralismo – continua Bonaccini – e quella a cui ho dato la vita io come area politico culturale si propone questo obiettivo, se dovesse diventare una corrente classica di quelle che pensano solo a chi candidare la prossima volta mi tirerei indietro. Io sto cercando di dare una mano alla segretaria, con le mie idee, guai a continuare con quello che è stato uno sport molto praticato nel Pd, che veniva eletto un segretario e dopo quindici giorni c’era chi lavorava per mandarlo a casa”. Il presidente del Pd interviene anche sul ponte sullo Stretto: “Sono convinto – sostiene – che non se ne farà nulla, non hanno i soldi per fare un vero taglio del cuneo e per la sanità pubblica…”. E ancora: “Il Ponte sullo stretto non lo faranno, mi pare che siano anche divisi fra di loro. E’ diventato un elemento ideologico”. Bonaccini non risparmia aspre critiche al governo Meloni, a partire dalla gestione degli sbarchi: “Stiamo rischiando le tendopoli nelle città, se arriveranno sarà il fallimento conclamato della destra”. Poi arriva l’affondo politico contro il presidente del consiglio: “Meloni ha una mediocrità di governo perché non viene da esperienze di governo. La Lega ha meno problemi di classe dirigente, perché da decenni governa le regioni e i comuni. FdI è nelle stesse condizioni di M5s, crescite alle urne ma non hanno radicamento nei territori.
Tg del 29 settembre
Tg del 29 settembre
Nell'Indice: Ricorda di risintonizzare. Convegno sul pronto soccorso a Chiaramonte. Inaugurata la Fiera Agricola. le interviste. critico l'on Dipasquale. Convegno sulla bleu economy. Family Day con il Questore. Mal Comune con Cesare Pluchino. Il convegno sul colonialismo. Servizio sulla stagione della Godot.
Un'occasione mancata. Vi racconto una storia inventata!
Un'occasione mancata. Vi racconto una storia inventata!
Il convegno organizzato dal Ragusa in movimento è stato proprio un colpo a salve, un'occasione mancata. Qualche tempo quando si era riaccesa la polemica su Pennavaria il Movimento si era fatto promotore di un convegno chiarificatore ma di sicuro quello di venerdi non lo è stato. L'ottimo Alberto Alpozzi giornalista, fotografo, corrispondente di guerra e scrittore ha parlato del colonialismo italiano in Africa, soprattutto in Somalia, facendo notare che le infrastrutture realizzati negli anni 20 e 30 del secolo scorso contribuirono allo sviluppo di quelle che erano le colonie e tutt'oggi svolgono egregiamente il loro compito. Ma di Pennavaria non si è parlato e poteva essere l'occasione buona per ripercorrere alcune fasi storiche che si concretizzano soprattutto con lo sviluppo economico e sociale di Ragusa che ebbe la possibilità di superare città più attrezzate. Credo che nessuno possa dubitare del fatto che in seguito alla scelta del governo del tempo, Ragusa visse un periodo denso di investimenti per realizzare opere pubbliche che non ebbe eguali.
Ma senza alcuna intenzione di schierarmi, visto che sono un vecchio giornalista appassionato di storia, ho pensato di fare un resoconto, fantasioso certo, di quello che sarebbe accaduto se quel famoso telegramma avesse annunciato la scelta di Modica come capoluogo. di Provincia invece che Ragusa:
Ragusa 6 dicembre del 1926: Appresa la notizia della scelta del governo, i fedelissimi di Filippo Pennavaria, alto esponente del governo fascista, al quale si erano affidati senza riserve, si mostrano profondamente delusi. In tutti i lunghi mesi precedenti avevano preparato le carte, i prospetti ed i progetti di accorpamento con Ragusa Inferiore, rassicurai proprio dal sottosegretario alle Poste che aveva, si dice, un certo ascendente su Mussolini.
Si sentono traditi. Ribadiscono che la scelta è inspiegabile visto che Modica era detta “ la Rossa” mentre Ragusa Superiore aveva sempre mostrato un grande amore per Mussolini a cominciare dalla sua visita in paese nel 1924. Vengono inviati diversi telegrammi con note di protesta . Pennavaria suggerisce di costituire un comitato di notabili, fascisti e non (perchè l'idea di diventare provincia piaceva a tutti) e di recarsi a Roma. Lo fanno qualche giorno dopo ma il duce è troppo impegnato e non li riceve: la scelta è dunque irrevocabile!
Nel giro di qualche mese, purtroppo, il fuoco della protesta si spegne. Pennavaria avendo capito che ormai la battaglia è persa rivolge la sua attenzione alla neopromossa Modica della cui provincia Ragusa farà parte.
Il governo le destina subito una cifra enorme per quei tempi, circa 100 milioni di lire, necessari per rendere la città adeguata ai nuovi impegni.
A Modica verranno così costruiti edifici pubblici come il Palazzo della Prefettura, un grande ospedale, le nuove carceri, il palazzo delle poste, la stazione, le case per i ferrovieri e per gli impiegati dello stato.
Si provvederà a costruire una nuova caserma dei Carabinieri ed addirittura un ponte in pietra che con diverse campate attraverserà la stretta vallata sulla quale sorge la città unendone le sponde popolose. Verrà inoltre realizzata un via di collegamento dal centro verso la parte alta in modo da facilitare gli spostamenti.
Architetti di fama verranno chiamati per arricchire, con ampie piazze idonee alle adunate oceaniche, la città di per se molto bella.
Noti artisti e pittori saranno impegnati nel decorare opere pubbliche importanti. Insomma un fervore che in meno di un decennio cambierà la città da cosi a cosi.
Di fronte a tale rapido e positivo cambiamento anche l'economia trova nuovi sbocchi e la popolazione si avvia a superare i 60 mila abitanti.
La provincia appena costituita si rifà al territorio della storica contea ma resta la più piccola d'Italia .
Tra i 13 comuni ci sono anche Ragusa Superiore e Ragusa Inferiore . Lo sforzo fatto negli anni precedenti per convincere i loro abitanti a riunirsi in una sola entità, con la finalità di ottenere il titolo di capoluogo di provincia, si trasforma subito in un mai sopito astio campanilistico . La sconfitta fa rinascere le antiche diatribe: Italia una, Ragusa due, si diceva già nel 1865 visto che in più occasioni si era tentato di riunirle in un solo comune ma inutilmente. A Ragusa Inferiore, che non si chiamerà mai Ibla, il sindaco può finalmente insediarsi nel nuovo palazzo comunale, appena completato in quella che oggi è Piazza Pola a fianco della chiesa di San Giuseppe e i notabili del paese mostrano una certa soddisfazione per lo scampato pericolo della riunificazione. In nome di una crescita non certa la loro piccola e vetusta cittadina sarebbe scomparsa costringendoli “a spartirisi u suonno cu i San Giuannari arriccuti.
Fu abbandonata anche l'idea di realizzare una strada carrabile tra le due località. La città superiore restò così costretta tra due ampie vallate ai lati e Ragusa Inferiore in basso . Non ci fu ne l'espansione demografica tanto auspicata, anzi migliaia di persone si trasferirono nel nuovo capoluogo, Modica, che attirava lavoratori e impiegati di ogni genere e neanche l'espansione edilizia sognata causa della mancanza di spazi.
Senza investimenti pubblici l'unica soluzione di crescita guardava verso l'alto andando ad occupare l'altopiano fino alla località detta San Luigi.
Non era neanche pensabile di fare un collegamento verso la zona dei Cappuccini già servita da un artistico ponte a più campate sovrapposte ma insufficiente per sviluppi futuri. La via Addolorata che incrociava la Via Maestra poco sopra la chiesa di San Giovanni ( non era cattedrale e non lo diventerà di sicuro) andava dalla vallata di san Leonardo sopra il Cimitero fino alla vallata santa Domenica e terminava con una ripida e malmessa scalinata che finiva in basso, tra la vegetazione ed il torrente. Molti avevano ipotizzato la costruzione di un imponente ponte per scavalcare la vallata ma non c'erano fondi disponibili e forse non c'era neanche la voglia. La cittadina a 600 metri d'altezza imparò a vivere, come si fa ancora oggi nelle cittadine montane, di agricoltura ed allevamento senza uffici pubblici importanti, Ragusa Inferiore a poco a poco, con l'abbandono delle vecchie case della zona Velardo e la chiusura di alcune attività si spopolò tanto mentre gli illustri monumenti del barocco andavano deteriorandosi senza un'adeguata manutenzione pubblica. Dunque oggi avremmo una ben diversa immagine della nostra Ragusa altro che Unesco e Montalbano e forse ce la saremmo presa con Pennavaria che non ebbe la forza di farci scegliere come capoluogo di provincia. .
Per fortuna non è andata così !!
La Chiesa centro vitale di comunione e di missione.
La Chiesa centro vitale di comunione e di missione.
La nostra Giovanna Cannizzaro ci manda questo articolo che riguarda l'insediamento del nuovo rettore alla Chiesa di Maria madre della Fiducia a Pozzallo. Lo pubblichiamo perchè sappiamo che le Suore Francescane di quella comunità che salutiamo sono sono nostre assidue telespettatrici e lettrici.
La comunita' della chiesa Maria Madre della Fiducia di Pozzallo domenica primo ottobre accoglie il suo nuovo rettore, don Gaetano Asta. Il mese scorso, il vescovo di Noto, mons Salvatore Rumeo, per esigenze pastorali di alcune comunità parrocchiali, dopo un lungo periodo di discernimento e di preghiera, aveva dato comunicazione di nuove nomine, fra cui quella di don Asta. Don Gaetano Asta, originario di Pozzallo e' stato ordinato sacerdote il 10 giugno 1992, e durante gli anni ha ricoperto diversi incarichi : e' stato Vicario parrocchiale al Sacrio Cuore di Modica, parroco a S. Giuseppe in Ispica e della chiesa Madre di Pachino, dove e' stato anche vicario foraneo. Poi ancora Vicario episcopale per la Pastorale, Direttore dell' IRC e della Pastorale scolastica e assistente della consulta diocesana delle aggregazioni laicali. Ultimamente ha ricoperto la carica di rettore del Seminario Vescovile di Noto. Come sappiamo gli avvicendamenti nella chiesa sono molto importanti, perché i sacerdoti sono fatti per dare il loro servizio come servitori, a prescindere...mettendo al centro della loro vita e della loro attenzione Dio. . E la Chiesa non e' un agglomerato burocratico, ma un centro vitale di comunione e di missione che richiede una capacita' generativa che sia davvero in grado di annunciare e trasmettere la fede. Don Gaetano certamente, fara' del suo meglio, come gia' nelle altre realtà pastorali da lui animate, guidando come un pastore il gregge della chiesa della Fiducia, una chiesa , o meglio un piccolo scrigno incastonato nelle campagne fra Pozzallo ed Ispica, una realta' ecclesiale molto animata e vivace, grazie anche alle religiose, alle tre suore francescane, che vivono nell' attiguo convento, le quali contribuiscono immensamente alla vitalita' della comunita' Ora a don Gaetano il compito di prendere per mano questa comunita' e percorrere un tratto di strada insieme, con partecipazione, con prudenza, con tanta fede, e perche' no, con un pizzico di umorismo, una sua innata capacità di vedere gli aspetti piu' divertenti della realta', che da sempre lo contraddistingue. Benvenuto don Gaetano...e buon lavoro!!
“MARENOSTRUM Díkē”
“MARENOSTRUM Díkē”
Sabato 30 Settembre salperà da Catania Marenostrum Dike. Era la barca degli scafisti. E’ stata sequestrata. La Procura della Repubblica di Ragusa l’ha data in gestione ad Archeoclub D’Italia e sarà la motonave della legalità. Ci sarà, dice Rosario Santanastasio, Presidente di Archeoclub D’Italia, la possibilità per i ragazzi di salire a bordo, conoscere storie ma anche il patrimonio archeologico marino. Grazie alla lungimiranza del Tribunale di Ragusa che ha creduto e dato fiducia all’Archeoclub d’Italia aps per quella barca, che ha trasportato migranti clandestini e disperati, usati senza scrupoli da scafisti e mafie internazionali, inizia una nuova avventura, uno scopo nuovo, forse inaspettato. Una barca che ha solcato il Mediterraneo da Oriente verso Occidente, dalle terre dell’Egeo verso l’Italia. La sua capienza è di 12 posti come gli apostoli ma facevano salire anche 100 persone: uomini, donne, bambini, stipati come sacchi, senza dignità e rispetto con il perenne rischio della morte in mare, come già è avvenuto troppe volte in questi anni” . La motovela Oceanis 473, così si chiamava, è stata rinominata “MARENOSTRUM Díkē” e richiama la denominazione con la quale gli antichi romani indicarono il Mediterraneo e Díkē, la dea della giustizia greca. La destinazione del viaggio inaugurale è Napoli e la Campania, partendo simbolicamente dal versante jonico della Sicilia. Saranno rotte come queste che caratterizzeranno il lavoro nei prossimi anni di “MARENOSTRUM Díkē” e dell’omonimo settore specialistico associativo. L’idea è quella di promuovere bellezza e inclusione, attraverso la riproposizione delle antiche rotte del mediterraneo come quelle commerciali, culturali e militari. Dall’Egeo verso la Magna Grecia, dalla Tunisia (Cartagine) verso Roma, coinvolgendo le città di mare e le antiche repubbliche marinare. Verso le rotte di Marsiglia, Barcellona, Corinto e Creta, fino a Itaca. Solcando lo Jonio, il Tirreno, il Mediterraneo. Le rotte di Platone, di Pitagora, Timoleonte, Maniace, Catone, delle colonie Greche, degli artisti del rinascimento come i Laurana e i Gagini, seguendo la rete del grano e delle spezie” . La cerimonia di presentazione alla stampa, avverrà a Catania, alle ore 9 e 30, Sabato 30 Settembre, presso il porto. Al varco di ingresso del Porto – varco Dusnmet, ci sarà un volontario di Archeoclub D’Italia che indicherà il molo dove si svolgerà la manifestazione. Saranno presenti istituzioni nazionali, regionali, cittadine, militari, religiose e civilli.
Nonostante tutto la Fam!
Nonostante tutto la Fam!
Un convegno sul Pronto Soccorso.
Un convegno sul Pronto Soccorso.
Il dott. Giovanni Noto primario della Medicina d'urgenza al Giovanni Paolo crede fortemente nella sua professione che, come tanti medici, considera una vera e propria missione. Ma oggi agire in un PS è davvero difficile considerando la mancanza di medici ed infermieri e le proteste degli ammalati e dei loro parenti. Per questo il dott. Noto si è impegnato ad organizzare nella sua città, Chiaramonte Gulfi, un appuntamento medico di livello altissimo. Ecco di che si parla ed il nutrito programma.
Negli ultimi venti anni la gestione dell’emergenza urgenza, sia in ambito extra che intra ospedaliero, è profondamente mutata.
Il personale di pronto soccorso ha dovuto affrontare situazioni, per le quali non aveva ricevuto specifica formazione, in un contesto di spending review che ha comportato tagli di posti letto e lunghi periodi di blocco dei concorsi, con una attività territoriale scarsamente
efficace a trattenere problematiche che si sono riversate puntualmente nei Pronto Soccorso, i quali hanno assunto il ruolo di veri e propri ammortizzatori sociali. Anche le risorse organizzative conquistate, come ad esempio le OBI, sono state stravolte nella loro funzione divenendo progressivamente delle Holding area, bacini di capacitanza prestati alla gestione del Boarding, spesso, quest’ultimo fenomeno, senza una dimensione strutturale definita.
Eppure la risposta assistenziale delle aree di emergenza non è oggi paragonabile a quella di 20 anni fa, quando un emogasanalizzatore in Pronto Soccorso era una eccezione, quando l’ecografia era esclusivamente appannaggio del radiologo ed il respiratore del rianimatore.
Quando si abbandonava il ruolo di mero indirizzo del ‘’traffico’’ ospedaliero e si assumeva quello di cura e stabilizzazione clinica del paziente e poi, successivamente, quello di diagnostica di eccellenza.
I Pronto Soccorso: sono l'ultima frontiera del Welfare... ma tutto questo è sostenibile? E soprattutto può esserlo in ognuno dei 58 Pronto Soccorso siciliani in un contesto nel quale la disaffezione dalle attività di emergenza-urgenza così concepite determina la fuga costante
di personale verso lidi più tranquilli e sicuri? Quale sarà il prossimo futuro se non si pongono in essere soluzioni strutturali, coraggiose, forse anche impopolari, che oggi appaiono irrinunciabili?
Tutte queste tematiche saranno affrontate in un congresso organizzato per giovedi 5 ottobre a Chiaramonte Gulfi che vuole fare il punto sul confuso mondo del Pronto Soccorso cercando di aprire a speranze concrete di miglioramento (rimodulazione della rete ospedaliera, connected care, reti dell’emergenza sempre più performanti, ottimizzazione della medicina del territorio attraverso i progetti del
PNNR) e, nel contempo, presentare le novità e le best practice della Medicina d’Emergenza Urgenza nella speranza che nel prossimo futuro sempre più giovani siano attratti da Essa.
Il programma:
Giovedì 5 OTTOBRE Corsi Pre-congressuali accreditati da SIMEU
08:00-18:00 Sedazione e Analgesia in Urgenza
Corso SAU Base
08:00-16:30 Gestione dello shock settico in medicina d'urgenza Corso avanzato per medici
Iscrizione ai Corsi e al Congresso obbligatoria tramite l’area “formazione” del portale www.simeu.it
16:30 - 17:30 Registrazione dei partecipanti al congresso
17:30 - 18:00 Saluti e Presentazione del congresso G. Noto
Saluti istituzionali: S. Iacolino - Direttore Dipartimento Pianificazione Strategica Assessorato alla Salute
Direttore Generale/Commissario Straordinario ASP Ragusa
Deputazione Provinciale
M. Cutello - Sindaco di Chiaramonte Gulfi
18:00 - 20:30 Sessione NON ECM
TAVOLA ROTONDA: La Medicina d’Urgenza in Sicilia: com’è cambiata l’attività del PS negli ultimi 20 anni
MODERATORI: G. Carpinteri, M. Geraci, N. Morabito, M. Zagra
Noi che abbiamo scritto e vissuto la storia dei PP.SS. in Sicilia S. Amico, G. Molino, S. Sammartano
L’evoluzione della rete regionale del Trauma A. Iacono
Il modello locale della gestione dello Stroke all’interno della rete regionale A. Giordano
Come cambia l’Emergenza Urgenza nella vicina Calabria: benchmark realizzabile? V. Natale
La connected care ha un ruolo nel futuro del DEA? R. Giammanco
Le prospettive per la MEU viste da SIMEU F. De Iaco
Il punto di vista dell’Università C. M. Barbagallo, A. Gaudio
Fine della prima giornata di lavori
Venerdì 6 OTTOBRE
08:50 - 09:00 Apertura dei lavori
I SESSIONE - LA SEPSI
MODERATORI: S. Di Vita, F. Mauro, R. Pini
09:00 - 09:25 Gestione di fluidi ed inotropi nello shock settico dal PS alla Semi-Intensiva P. Noto
09:25 - 09:50 Terapia antibiotica in area di emergenza. Quali certezze? Quali prospettive? A. Campagna
Venerdì 6 OTTOBRE
09:50 - 10:15 Sistemi di monitoraggio emodinamico ed indicatori di rischio in area critica M. Calci
10:15 - 10:40 Caso clinico C. Piccolo
10:40 - 11:00 Discussione sui temi trattati
11:00 - 11:30 Coffee Break
II SESSIONE - LA SEDO ANALGESIA IN PS
MODERATORI: S. Serra, M. Sorbello
11:30 - 11:55 Gestire il dolore in PS tra nuove e vecchie strade M. Guarino
11:55 - 12:20 Il fine vita in PS F. De Iaco
12:20 - 12:40 Caso clinico L. Di Franco
12:40 - 13:00 Discussione sui temi trattati
13:00 - 13:30 Lettura Magistrale: Cosa ci ha insegnato sulla NIV il Covid
PRESENTAZIONE: A. G. Versace
RELATORE: F. Mamone
13:30 - 14:30 Lunch
III SESSIONE - IL RISCHIO TROMBOEMBOLICO ED EMORRAGICO NEI PAZIENTI DI PS
MODERATORI: C. Mazzarino, F. Parducci, R. Valenti
14:30 - 14:55 La valutazione del rischio tromboembolico e del rischio emorragico in PS S. Amico
14:55 - 15:20 L’appropriatezza prescrittiva dei farmaci anti tromboembolici M. R. Badagliacca
15:20 - 15:45 Il trattamento delle emergenze emorragiche nei pazienti in anticoagulazione G. Molino
15:45 - 16:10 Caso clinico A. Castelli
16:10 - 16:30 Discussione sui temi trattati
IV SESSIONE - IL TRAUMA MAGGIORE
MODERATORI: G. Parrino, C. Piluso
16:30 - 16:50 Gli indicatori e gli score di valutazione del Trauma maggiore C.M. Giraffa
16:50 - 17:10 I presidi di immobilizzazione nell’approccio sistematico al trauma maggiore C. Lamanna
17:10 - 17:30 Gestione e trattamento della emorragia massiva M. Puglisi
17:30 - 17:50 Caso clinico E. Ragusa
17:50 - 18:10 Discussione sui temi trattati
18:10 - 18:30 Chiusura dei lavori. Questionario di valutazione ECM










