Una tristissima storia d'amore. E' morta per salvare i suoi figli

Una tristissima storia d'amore. E' morta per salvare i suoi figli

La polizia di Stato di Ragusa ha fermato un cittadino del Gambia per la morte della donna, come conseguenza del delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina della trentenne del Mali, il cui corpo è arrivato ieri a Pozzallo insieme ad altri 299 migranti, nella nave Vos Hestia, di Save the Children, che li ha soccorsi nel Canale di Sicilia. A bordo c'erano anche i due figli della donna: una bambina di 9 anni e un maschietto di 6, che sono stati affidati all'Istituto delle suore del Sacro cuore di Ragusa.
La donna è stata 'schiacciata', mentre col corpo faceva da 'scudo' ai suoi figli, per proteggerli dagli altri migranti rimasti bloccati nella prua del gommone, spezzatosi in due dopo 5 ore di navigazione in mare aperto. Il fermato, a seguito di indagini della squadra mobile, è accusato di essere lo scafista. Secondo la ricostruzione di diversi testimoni, la trentatreenne del Mali sarebbe morta per schiacciamento.
"Quando si è accasciata - hanno raccontato alcuni migranti - pensavamo fosse svenuta. Poi ci siamo accorti che era morta e lo scafista voleva farci gettare il corpo in mare, ma ci siamo rifiutati. Ai bambini abbiamo detto che la loro mamma stava dormendo, ma poi hanno capito".


BasketZone, puntata del 5 novembre

BasketZone, puntata del 5 novembre

Vi proponiamo la puntata di BasketZone andata in onda su Teleiblea il 5 novembre prima che La Eirene Passalacqua, ieri, incontrasse il Torino sul campo di Ragusa, vincendo 69 a 57.


I Vigili in via Berlinguer? Morando: "Sbagliato, si sistemi l'attuale sede"

I Vigili in via Berlinguer? Morando: "Sbagliato, si sistemi l'attuale sede"

Errato trasferire il Comando della Polizia Municipale di Ragusa dall'attuale sede in via Spadola all'immobile di via Berlinguer.

E' la posizione del Consigliere comunale Gianluca Morando, del Movimento Civico Ibleo, che spiega: "Il motivo per il quale nessuno dei soggetti che in città si occupa di anziani o disabili è stato veramente allettato dalla possibilità di avere in gestione l'immobile di via Berlinguer, deriva dal fatto che si tratta di un edificio che impone costi di gestioni troppo elevati, soprattutto rispetto al canone di locazione proposto dal Comune".
"Costi di gestione che non cambierebbero se l'edificio venisse destinato alla Municipale - continua - ma, in questo caso, ricadrebbero per intero sulle tasche dei cittadini perché i Vigili, per ovvie ragioni, non pagherebbero nessun canone. Inoltre, l'edificio di via Berlinguer è stato progettato per ospitare un centro per anziani e disabili. Quindi per esempio, per la maggior parte, la struttura è composta da ambienti pensati come delle camere da letto, con bagno e prese di corrente lì dove andrebbero messi i letti. Insomma, sarebbe un vero spreco destinarlo a uffici".
"E' giusto che la Polizia Municipale di Ragusa abbia una sede consona al lavoro che il corpo svolge, ma non può essere questa la soluzione - continua Morando - anzi, confrontandomi con l'assessore Iannucci era emersa la possibilità di liberare il secondo piano della sede di via Spadola dagli altri uffici comunali e destinare l'intero immobile ai vigili urbani. Questa è, e rimane, la soluzione ideale".


Grande partecipazione allo sciopero generale dei dipendenti delle Poste per scongiurarne la privatizzazione

Grande partecipazione allo sciopero generale dei dipendenti delle Poste per scongiurarne la privatizzazione

I primi dati sulla partecipazione allo sciopero generale indetto dalle Organizzazioni Sindacali di Poste SLP CISL, SLC CGIL, CONFSAL COM, FAILP CISAL e UGL COM indicano una percentuale di adesione superiore al 70%, con la maggior parte degli uffici chiusi.
A sostegno della giornata di sciopero generale, in quasi tutte le città capoluogo di regione si sono svolte manifestazioni a cui hanno partecipato decine di migliaia di lavoratori.
A Roma, oltre alla manifestazione tenutasi davanti alla sede centrale di Poste Italiane, si è svolto anche un presidio di fronte alla sede del MEF al termine del quale i Segretari delle organizzazioni sindacali hanno consegnato ad un rappresentante del Ministro Padoan una lettera in cui chiedono che il processo di privatizzazione venga definitivamente accantonato dal Governo.
Oltre al tema della privatizzazione del capitale di Poste lo sciopero è stato indetto anche per protestare contro i disservizi creati dal recapito a giorni alterni, verso il quale di recente anche il Parlamento dell’UE ha espresso una posizione contraria, e per rivendicare un piano di rilancio della logistica.
Infine i sindacati denunciano la grave situazione degli uffici postali, dove gli organici sono carenti e dove lavorano oltre 10.000 part time che aspettano da anni la trasformazione del loro contratto a tempo pieno.
Le Segreterie Nazionali esprimono grande soddisfazione per l’alta adesione allo sciopero, realizzata nonostante le forti “pressioni” aziendali messe in atto verso i lavoratori per non farli aderire all’azione di lotta.
La mobilitazione della categoria continua con lo sciopero delle prestazioni straordinarie fino al 23 novembre.


Casa per anziani di via Berlinguer, il Pd contro la destinazione per i vigili urbani

Casa per anziani di via Berlinguer, il Pd contro la destinazione per i vigili urbani

Conferenza stampa di circoli Pippo Tumino e Rinascita Democratica, questa mattina, presso l'edificio di via Berlinguer che secondo l'intenzione dell'amministrazione Picitto dovrebbe diventare la nuova sede del comando di Polizia Municipale di Ragusa.
L'intervista a Peppe Calabrese, portavoce dei due circoli.


Casa protetta per anziani di via Berlinguer, I sette: "Non sia snaturato il progetto"

Casa protetta per anziani di via Berlinguer, I sette: "Non sia snaturato il progetto"

Casa protetta per anziani, l'opposizione: "Non si snaturi il progetto originale. Faremo una raccolta firme"

“E' inaccettabile che il frutto di una battaglia condotta diversi anni fa, cioè l'edificio di via Berlinguer che fu finanziato in parte dall'Assessorato regionale alla Famiglia al fine di creare una casa protetta per anziani, venga destinato ad altri scopi, per quanto nobili”.
E' la posizione dei sette consiglieri del Patto di Consultazione preventiva e permanente (Castro, Iacono, Ialacqua, Massari, Migliore, Morando e Nicita) espressa ieri in Consiglio comunale da Giorgio Massari in merito all'intenzione dell'Amministrazione comunale di rendere quella che sarebbe dovuta essere una casa protetta per anziani e disabili, invece, nuova sede del Comando di Polizia Municipale di Ragusa.
“La questione fu sollevata già nel 2013 – dicono i sette – perché l'allora Commissario straordinario di Ragusa cambiò la destinazione d'uso dell'edificio. I grillini, appena insediati, riportarono lo scopo della struttura a quello originario. Adesso hanno cambiato idea e non se ne comprende la ragione”.
“Senza nulla togliere al prezioso lavoro della Polizia Municipale di Ragusa, siamo convinti che c'è una questione di priorità sociale da rispettare – dichiara in particolare Gianluca Morando, che nel 2013 si era occupato per primo della faccenda – perché ci sono tante strutture private in città che si occupano di disabili o anziani, ma non ce n'è una comunale. L'attuale sede della Polizia Municipale, invece, con piccoli accorgimenti, potrebbe tranquillamente essere migliorata”.
“Il vicesindaco Iannucci – aggiunge Morando – ha dichiarato alla stampa che il settore Servizi Sociali ha fatto dei bandi di manifestazione di interesse che però non hanno portato a niente e quindi, non si capisce bene perché, si è deciso di soddisfare le richieste della Polizia Municipale. Piuttosto che riflettere su quale motivo ha reso poco appetibile le richieste di manifestazione di interesse da parte del Comune e trovare il modo più efficace per attirare un eventuale soggetto gestore, si è pensato a stravolgere completamente lo spirito che ha portato alla realizzazione di quella struttura. Tutti gli assessori che, ultimamente, hanno retto i Servizi Sociali, hanno sempre detto che un bando definitivo era quasi pronto, ma non è stato mai pubblicato. Questo è un altro aspetto della faccenda che andrebbe chiarito”.
“C'è anche un problema che si pone su un piano puramente giuridico” dice, invece, Giovanni Iacono. “Nel '97 – spiega – l'Assessorato regionale finanziò una casa protetta per anziani. Il che vuol dire che ci troviamo difronte a soldi pubblici dati per una finalità specifica che, sì, può essere modulata in modo migliore all'area servizi sociali dove si può fare tantissimo con una struttura simile, ma non certo snaturarla”.
“Abbiamo tante proposte per quella struttura – dichiarano i sette – ma cominceremo subito con una raccolta firme per impedire che l'Amministrazione Piccitto possa perpetrare tale scippo alla comunità ragusana e per fare sì, invece, che l'edifico di via Berlinguer possa essere destinato a ciò per cui è nato”.


L'Asp di Ragusa ha nominato due nuovi primari. Video interviste ad Aricò e ai due primari: dr. Noto e dr. Scarso

L'Asp di Ragusa ha nominato due nuovi primari. Video interviste ad Aricò e ai due primari: dr. Noto e dr. Scarso

Alla presenza della Direzione Strategica: dr. Maurizio Aricò, dr. Giuseppe Drago e dr.ssa Elvira Amata, in conferenza stampa, sono stati presentati i nuovi direttori dei Pronto Soccorso dell’ospedale “Civile” di Ragusa e dell’ospedale “R. Guzzardi” di Vittoria. Rispettivamente dr. Giovanni Noto e dr. Carmelo Scarso.
«Due nomine – lo dice con soddisfazione il Direttore Generale – che sono il risultato di una procedura concorsuale lunga e complessa. Perciò ringrazio quanti si sono adoperati per il completamente di questa procedura, a partire dai Direttori Sanitario e Amministrativo unitamente al Settore Personale. Ho scelto i migliori per via della loro esperienza, dei loro curricula, delle loro conoscenze tecnico-formative e gestionali».
«Medici fortemente integrati nel territorio, i due nuovi primari, dirigevano, già da tempo i due reparti – dichiara il Direttore Sanitario, dr. Drago – con loro si completa il quadro della Rete Emergenza cui afferisce non solo il Pronto Soccorso, ma anche altri importanti servizi. Mi riferisco ai PTE, ai PPI, alle Guardie Mediche, al 118 e così via.
Un ambito che si arricchirà anche di un significativo incremento di personale sia medico che infermieristico in tutti i Pronto Soccorso.»
Giovanni Noto, nato nel 1961, Dirigente Medico U.O.C. di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza, ha avuto assegnati, per la stessa disciplina, incarichi di Dirigente ad altissima professionalità all’interno della MCAU di Ragusa.
Carmelo Scarso, classe 1960, Dirigente Medico ha ricoperto l’incarico di Responsabile dal 01/09/2007 al 4/12/2012 della S.C. MCAU Asp7 di Ragusa; dirigente medico MCAU P.O. di Modica e Responsabile P.S. Scicli e dal 16/11/2015 Direttore f.f. MCAU P.O. di Vittoria.
Ricopre, altresì, l’incarico di Coordinatore PTE provinciali e Referente per il Piano di contingenza dei migranti in emergenza a Pozzallo.
Entrambi hanno sottolineato che: «I pazienti hanno bisogno di sicurezza, per cui continueremo a far sentire la qualità delle prestazioni per i pazienti gravi che arrivano in codice rosso e giallo ma anche per quelli con patologie meno gravi ma degni comunque di attenzione, i c.d. codici verdi».
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"Insieme" rompe gli indugi e dà il via alla campagna elettorale, forse un po' funerea

"Insieme" rompe gli indugi e dà il via alla campagna elettorale, forse un po' funerea

Il movimento Insieme, creatura di Giovanni Occhipinti, che a Ragusa conta cinque consiglieri comunali, ha iniziato la propria campagna elettorale per le amministrative nel capoluogo ibleo.
Il manifesto 6x3 fa bella mostra di sé davanti a un noto supermercato ragusano, ma a guardarlo distrattamente, così, di primo acchito, sembra quasi la reclame di una nuova agenzia di servizi funebri. Ad accorgersene, poi, il 2 novembre, in una giornata un po' uggiosa, viene subito in mente il ritornello:

They're creepy and they're kooky.
Mysterious and spooky.
They're altogether together ooky.
The Addams Family.

Scherzi a parte, Insieme sponsorizza il proprio nome in via ufficiale col chiaro intento di lanciare un messaggio ai competitor: il gruppo che fa capo a Giovanni Occhipinti avrà una sua lista alle comunali del 2017 e non è secondo a nessuno, anzi...
Il Consigliere comunale Maurizio Tumino sarebbe già, in pectore, il candidato sindaco. A meno che, ovviamente, il Movimento Insieme non si trovasse in una ambito di coalizione e allora Tumino potrebbe essere ridiscusso. Si seguirebbero, così, i progetti annunciati da Occhipinti quando, abbandonando Forza Italia, diede alla luce Insieme. Disse che lui non sarebbe stato il candidato sindaco e che la neonata formazione si posizionava "al centro", pronta a dialogare con tutti. E facendo storcere il naso al Consigliere Angelo Laporta, la cui idiosincrasia nei confronti del Partito Democratico è arcinota.
Quindi "quasi tutti".
Ciò che è evidente è che, forse, hanno sentito la fretta di posizionarsi velocemente nel panorama politico come punto di riferimento per i cittadini, facendo partire la campagna elettorale con diversi mesi di anticipo. Abbastanza da non badare molto all'estetica. Hanno usato una foto fatta in occasione della presentazione del movimento lo scorso gennaio, hanno deciso di porla in secondo piano, in bianco e nero, per far risaltare il nome che, con quella forma e i colori un po' EXPO, diventerebbe il nuovo, vivace e di respiro europeo, logo del gruppo politico.
Non raggiunge lo scopo l'idea di legare il nome ai volti, colpa della fretta, lo ribadiamo, ma poco importa purché se ne parli e poi adesso Insieme ("altogether together") è già in corsa.


Video- Domenica pomeriggio cimitero chiuso. "I defunti possono attendere"

Video- Domenica pomeriggio cimitero chiuso. "I defunti possono attendere"

Il cimitero chiuso? “I defunti hanno tutto il tempo, possono attendere fino a domani”.

Questa è l'assurda e irrispettosa risposta che un cittadino si è sentito dare quando, trovando il cancello del cimitero di Ragusa Ibla chiuso, oggi pomeriggio, ha deciso di chiamare qualcuno del Comune per chiedere spiegazioni.
Normalmente, la domenica pomeriggio i cimiteri della città sono chiusi, ma, sostengono i cittadini rimasti fuori dai cancelli, mai lo sono stati nella domenica antecedente il giorno della Commemorazione dei Defunti.
A denunciarlo per primo è stato Sergio Digrandi, del direttivo del Lab 2.0, con un video pubblicato sul suo profilo Facebook.

Piuttosto arrabbiati anche i fiorai che lavorano all’esterno del campo santo i quali, convinti che la struttura sarebbe stata aperta anche nel pomeriggio di oggi, si erano attrezzati per far fronte alle richieste delle persone che si aspettavano sarebbero venute a salutare i propri cari. Gente che, puntualmente e numerosa, si è presentata dovendosene poi tornare a casa senza aver potuto pregare sulle tombe di chi ha perduto.

Scrive Digrandi in una nota inviata alla stampa:

Non era mai accaduto che i cimiteri di Ragusa fossero chiusi la domenica pomeriggio antecedente il giorno della commemorazione dei defunti.
Oggi ho incontrato decine di persone al cancello chiuso del Cimitero di Ibla che altro non hanno potuto fare che lamentarsi con me e con i fiorai anch’essi allibiti e, alla fine, tornarsene a casa con la tristezza nel cuore.
Lo stesso è successo al campo santo di Ragusa ed è un modo davvero sbagliato di prendersi cura dei propri concittadini e della città.
Nel primo pomeriggio di oggi, al cancello chiuso, ho incontrato gente che non potrà più tornare a far visita ai propri cari deceduti se non tra molto tempo perché, per esempio, non vive più a Ragusa, oppure chi nelle prossime settimane sarà impegnato con il lavoro. Tre signore di Acate sono venute apposta per pregare sulla tomba della madre sepolta al cimitero di Ibla. Insomma, ragusani e non, erano sicuri che i cimiteri fossero aperti questa domenica pomeriggio, come è sempre stato a ridosso del giorno di Ognissanti.
Vogliamo che qualcuno dal Comune ci spieghi per quale ragione è accaduta questa cosa sperando che nessuno abbia la faccia tosta di parlare di “risparmi”, sarebbe davvero vergognoso.

Posizione analoga espressa dai consiglieri comunali del PD, Mario D’Asta e Mario Chiavola che scrivono:

Ragusa città normale? Assolutamente no. Siamo a due giorni dalla commemorazione dei defunti e cosa si sceglie di fare per il cimitero di Ibla? La chiusura alle 13.
Sì, proprio così, i cimiteri che dappertutto la domenica, prima delle celebrazioni dedicate ai defunti, sono aperti sino alle 18 (a Modica e Scicli di certo) e sino alle 19 addirittura a Vittoria e Comiso, a Ragusa invece chiudono alle 13.
A Ibla cimitero chiuso oggi alle 13,20. E immaginiamo che lo stesso sia accaduto anche a Ragusa centro e a Marina. E perché accade tutto questo? A chiederselo, sbalorditi, sono i cittadini, a centinaia, magari proprio quelli che si spostano dalle zone rurali infinitamente lontane dalla città per onorare i propri cari defunti.
Come mai in prossimità del 2 novembre debbono essere chiusi proprio i luoghi dove i defunti si vanno a visitare e cioè i cimiteri?
Secondo noi è questa la vera differenza che fa una amministrazione normale (quelle delle città citate del comprensorio) rispetto a quella amministrata dai grillini.
Qualcuno parla di risparmio. Ma davvero? Non riusciamo a vederlo poiché stamattina il cimitero di Ibla era aperto e piuttosto di prolungarsi sino almeno alle 17, il sindaco con il vivace assessore veneto, leggi Zanotto, hanno pensato di far chiudere alle 13.
Siamo, a nome dei cittadini ragusani, profondamente disgustati da questa approssimazione amministrativa che i ragusani devono continuare a subire. Diciamo basta a queste scelte scellerate e irrispettose della tradizione.


Corfilac, Lab 2.0: "Il socio Comune impedisca la chiusura del Consorzio"

Corfilac, Lab 2.0: "Il socio Comune impedisca la chiusura del Consorzio"

Come abbiamo scritto qui ieri, il Corfilac sta per chiudere perché tra due mesi, a livello statutario, scadrà il ciclo di vita previsto alla fondazione dell'Ente.

Sembra che nessuno dei soci sia interessato a mantenere attivo il Consorzio.

Sulla vicenda interviene il Lab 2.0 che chiede al sindaco di Ragusa di fare qualcosa per scongiurarne la chiusura:

La provincia di Ragusa e l'intera Regione stanno per perdere uno dei propri centri di eccellenza.

Tra due mesi scadrà il termine per il rinnovo statutario del Corfilac e decine di persone perderanno il proprio posto di lavoro.
Davvero un peccato se si pensa non solo all'enorme quantità di fondi che sono stati destinati in questi anni per la struttura, concessa in uso gratuito dal Comune, ma anche per l'impegno di tantissime persone che avevano fatto di tutto per rendere il Corfilac un centro di ricerca stimato in tutta la Sicilia.
A quanto pare i soci non avrebbero intenzione di rinnovare i termini statutari e, così, il Corfilac morirà. Non possiamo credere che a nessuno importi del futuro dei suoi lavoratori né delle energie spese per far crescere questo Ente che, ora, sta per diventare il classico esempio di spreco regionale.
E' evidente che buona parte delle responsabilità sta in capo alla Regione Siciliana e al sistema di depauperamento dell'autorevolezza politica dei propri rappresentanti.
Ci spieghiamo meglio: il Corfilac è un centro scientifico che si occupa tra le altre cose, unico in Sicilia, di certificare le denominazioni di origine protetta delle produzioni casearie (come il Ragusano DOP o il Piacentino Ennese), ma la Regione, soprattutto negli ultimi anni, invece che potenziare la struttura, l'ha penalizzata sempre più, in particolare nell'ottenimento dei finanziamenti.
Con l'eccezione dello sporadico intervento di qualche parlamentare regionale o nazionale, tuttavia, la politica ha via via distolto l'attenzione da questo Istituto, disinteressandosene.
Il Governo regionale, negli ultimi quattro anni, per esempio, è stato più impegnato a far brutta figura con la riforma delle Province, gettando i territori in una condizione di democrazia sospesa, piuttosto che concentrarsi su qualcosa che funzionava (pur con qualche ombra) proprio come il Corfilac.
Chiediamo, dunque, al sindaco di Ragusa Piccitto, di fare lui il primo passo: avanzare immediatamente richiesta di rinnovo dello statuto per altri dieci anni (così come previsto dall'atto costitutivo) e adoperarsi perché il Consorzio possa tornare a funzionare come prima se non addirittura meglio.