Corfilac in scadenza: dipendenti pre-licenziati, i soci sembrano non volerne sapere

Corfilac in scadenza: dipendenti pre-licenziati, i soci sembrano non volerne sapere

Lettere di pre-licenziamento in tasca già da un mese per i dipendenti del Consorzio di Ricerca Filiera Lattiero-Casearia di Ragusa.

preavviso di licenziamento Corfilac
Questa volta, però, non si tratta di finanziamenti a rischio o carenza di fondi.
Anzi, a fine giugno scorso l'Assemblea Regionale Siciliana ha approvato un disegno di legge all'interno del quale era prevista una misura da un milione e 360 mila euro per il Consorzio. Fondi che dovrebbero essere rinforzati in questi giorni con altri 300mila euro circa con l'assestamento di bilancio.
Forse al Corfilac potrà mancare la liquidità, ma non il sostegno della Regione, qualche problema di trasferimento delle somme, ma certamente queste nel Bilancio regionale ci sono.

Il punto è un altro: il ciclo di vita del Consorzio, nato nel 1997, è giunto al termine.

L'art. 3 dell'Atto costitutivo dell'Ente e l'art. 3 del suo Statuto prevedono che il Consorzio ha una vita di 20 anni dal giorno della sua costituzione. I 20 anni scadono il 30 dicembre 2016 e, scrive nel preavviso di licenziamento il presidente Salvatore Barbagallo, i soci non hanno manifestato la volontà di posticipare la scadenza, pur sollecitati in merito.

Per questo, da un mese, i dipendenti hanno già ricevuto il pre-licenziamento.

I soci, lo ricordiamo, sono: la Regione Sicilia con l'Assessorato all'Agricoltura, l'Università di Catania, il Consorzio di Bonifica, le Cooperative dei produttori e il Comune di Ragusa.
Di questi l'unico socio a versare un po' di quattrini è la Regione. Il Comune di Ragusa ha fornito la sede (bellissima e all'avanguardia) il Consorzio di Bonifica non paga da un po' (ma è un ente che piange miseria, come si vede dalle cronache di questi giorni) e i produttori, sempre più in difficoltà, hanno avviato una sorta di baratto di servizi/progetti/prestazioni.
Sembra il canto del cigno di un Ente che per anni ha rappresentato uno dei tanti fiori all'occhiello della nostra provincia e per il quale, come al solito, si è perduta l'attenzione o l'interesse da parte della politica.
Quella stessa politica che, a gennaio 2012, era tutta presente all'inaugurazione della Cacioteca Regionale di Sicilia, unica d'Italia, quella stessa politica che quasi cinque anni fa tesseva le lodi del Corfilac in ogni dove spendendosi in promesse di impegno e sostegno per un'esperienza d'eccellenza che, dicevano, non sarebbe potuta esaurirsi mai.
Un “mai”, però, che ha data 30 dicembre 2016 e già si parla di accorpamenti con altri enti o, addirittura, liquidazione totale.
A meno che, in questa morte annunciata, alcuni soci non abbiano intravisto qualche forma di profitto, una sorta di eredità. La sede, per esempio, concessa in comodato gratuito per 99 anni, tornerebbe nella disponibilità del Comune (le malelingue, scherzando, l'hanno già individuata come futura sede del M5S); l'Università di Catania, da statuto, otterrebbe tutto il materiale acquistato negli anni per fare ricerca, come gli strumenti di laboratorio tanto per citare qualcosa; la Regione, dal canto suo, non avrebbe più questo fardello da oltre un milione e mezzo di euro, splendida testa di serie fino a pochi anni fa, ma oggi ridotto a struttura dalle potenzialità inespresse.
Speriamo, invece, che qualcuno si svegli in fretta per salvare questo ente che era riferimento regionale per la ricerca e la certificazione dei marchi caseari.


E' ufficiale: la casa per anziani di via Berlinguer sarà, invece, la nuova sede della Municipale

E' ufficiale: la casa per anziani di via Berlinguer sarà, invece, la nuova sede della Municipale

Non più casa per anziani, ma sarà sede del Comando di Polizia Municipale l'edificio di via Berlinguer, finanziato nel '97 dall'Assessorato alla Famiglia come "casa protetta per anziani" e successivamente mutato nella destinazione d'uso un paio di volte.
Adesso l'ufficialità l'ha data il vicesindaco Massimo Iannucci al quale abbiamo chiesto di sciogliere le riserve.
Secondo Iannucci, che è anche assessore alla Polizia Municipale, la scelta deriva da una precisa esigenza del Corpo di polizia locale che, al momento, ha la sede in via Spadola. Uffici inadatti, a quanto pare, soprattutto per una questione di sicurezza e ordine pubblico, oltre al fatto che i locali ospitano anche altri settori del Comune.
Inoltre, spiega Iannucci, pare che chi si occupa di servizi sociali in città non abbia dimostrato di essere interessato a gestire l'immobile. Nessuna manifestazione d'interesse, infatti, è arrivata a Palazzo dell'Aquila nonostante il Settore Servizi Sociali abbia provato più volte a sollecitare le cooperative sociali.
Entrambe le soluzioni, casa protetta o comando della municipale, sono un'esigenza della città, lo capiamo, ma quando dalle pagine di Reteiblea.it abbiamo chiesto che l'amministrazione comunale procedesse con una decisione "da adulti", in verità, ci aspettavamo altro.


Virosi pomodori e zucchine. Cunsolo (Coldiretti): "Unica arma il freddo"

Virosi pomodori e zucchine. Cunsolo (Coldiretti): "Unica arma il freddo"

Il presidente provinciale della Coldiretti di Ragusa, Gianfranco Cunsolo, commenta la situazione riguardante la virosi che ha colpito le coltivazioni di zucchine e pomodori nell'intera fascia trasformata che va da Licata a Pachino.

Alla già grave crisi economica del comparto agricolo si aggiungono gli scherzi del meteo: la stagione fredda tarda ad arrivare e gli ultimi scampoli d'estate hanno consentito il proliferarsi di insetti che veicolano un nuovo ceppo virale che ha colpito i pomodori e le zucchine.
Per il presidente Cunsolo l'unica arma degli agricoltori sarà il freddo dell'inverno.


183mila gli stranieri residenti in Sicilia, oltre 25mila in provincia di Ragusa. Tutti i dati.

183mila gli stranieri residenti in Sicilia, oltre 25mila in provincia di Ragusa. Tutti i dati.

Gli stranieri (comunitari e non) residenti in Sicilia sono 183.192, al 31 dicembre 2015.

La cifra emerge secondo i dati dell'Istat, elaborati dal Centro Studi e Ricerche Idos, presentati stamane a Palermo. Rappresentano il 3,6% del totale della popolazione straniera residente nel territorio nazionale, che ammonta a 5.026.153 unità.
Rispetto all'anno precedente l'aumento è stato del 5,2% (+9.076), percentuale di crescita abbastanza alta rispetto a quella nazionale che non ha superato lo 0,2%.
A livello provinciale, Palermo mantiene il primato ospitando 36.980 stranieri con un aumento del 3,9% rispetto all'anno scorso. Segue Catania con 33.416 (+5,1%) e Messina con 28.136 (+0,1%).
Ragusa è al quarto posto con 25.744 con un aumento del 7,4% rispetto al 2014.
In queste prime quattro province risiedono più della metà del totale degli stranieri.
La provincia di Trapani, conosciuta anche grazie alla tradizionale comunità tunisina di Mazara del Vallo, si colloca al quinto posto con 18.187 (+10,9). Non mutano le posizioni neanche per le province che hanno meno di 15mila residenti stranieri. Agrigento ha conosciuto un aumento del 6,5% raggiungendo 14.450 unità e Siracusa, che ospita 14.364 migranti, ha registrato una crescita del 6,3%. Caltanissetta, con 8.484 residenti stranieri e un aumento del 6,0% è al penultimo posto, mentre Enna, nonostante sia l'ultima provincia per quanto riguarda gli iscritti (solo 3.431), ha avuto il secondo più grande tasso di crescita della regione (l'8,9%).
A livello regionale le donne rappresentano il 47,9%, ma nelle province di Enna (54,6%), Messina (53,8%) e Catania (51,2%) sono più numerose degli uomini.
Gli stranieri residenti in Sicilia provengono per il 97,3% da tre continenti. I primi sono gli europei (comunitari e non) col 43,7%, seguono gli africani col 31,7% e, infine, gli asiatici con una quota del 21,9%.
Al primo posto si consolida la presenza dei romeni (53.189) con la stessa percentuale dell'anno precedente (29,0%) e con un aumento limitato a 2.417 nuovi residenti. La loro presenza è significativa soprattutto nelle province di Catania (10.737), Ragusa (7.515), Messina (7.301) e Palermo (6.909).
La seconda comunità, con il 10,5%, è quella dei tunisini: si concentrano in due province: quella di Ragusa (7.952) e quella di Trapani (5.364).
Gli immigrati marocchini sono terzi con 14.840 (8,1%), in leggero aumento anche loro (+274). Gli immigrati provenienti dallo Sri Lanka (7,3%) occupano sempre il quarto posto e rimangono concentrati soprattutto nelle province di Messina (4.402), Palermo (3.902) e Catania (3.736). Il loro numero è sceso di circa 100 unità, da 13.541 a 13.452. La comunità bangladese (8.134) e quella albanese (8.039) rappresentano ciascuna il 4,4% del totale regionale.
Anche il numero dei cinesi è diminuito rispetto all'anno precedente di circa 300 unità passando da 7.640 alla fine del 2014 a 7.306 alla fine del 2015. Essi svolgono soprattutto attività commerciali e sono più presenti nelle province di Catania (2.014), Palermo (1.588) e Messina (918). L'ottava e la nona comunità, rispettivamente quella polacca (5.390) e quella filippina (5.343) rappresentano ciascuna il 2,9% del totale degli stranieri residenti in regione. I filippini sono quasi tutti residenti nelle tre province di Messina (2.589), Palermo (1.773) e Catania (604) mentre i polacchi si trovano in particolare a Siracusa (1.448) e a Messina.


Intervista a Giovanni Iacono: "Reddito di cittadinanza una bufala"

Intervista a Giovanni Iacono: "Reddito di cittadinanza una bufala"

Sulla delibera che istituirebbe il reddito di cittadinanza a Ragusa il gruppo consiliare del movimento Partecipiamo presenterà un apposito atto ispettivo.

Scrivono in una nota il direttivo e il gruppo consiliare di Partecipiamo:

Con la deliberazione 1805/2016 del Comune di Ragusa non viene istituito alcun ‘reddito di cittadinanza’.

E’ una delibera sulla quale nutriamo seri dubbi di legittimità e fa riferimento, integrante ed in premessa, al ‘sostegno di Inclusione attiva (SIA)’ e nella parte motiva della deliberazione stessa recita ‘che per la sua realizzazione’, riferito al SIA, ‘si adotteranno metodi e tecniche dello sportello di mediazione familiare’ fu deliberato dal Commissario straordinario il 28 maggio 2013 aderendo al progetto ’Premio amico della Famiglia 2010’ della Presidenza del consiglio dei Ministri Dipartimento per le politiche della famiglia e riuscendo ad ottenere 30.000 euro per il Comune di Ragusa che ebbe ‘menzione speciale’ proprio per la “mediazione familiare intergenerazionale”.
Il reddito di cittadinanza ha caratteristiche molto diverse, una natura ‘universalistica’ e la competenza non attiene ai Comuni. L’intera delibera è composta da, disarmanti inesattezze ed appare dettata da una sola esigenza che è quella degli amministratori di fare campagna elettorale, affermazione dimostrata dai fatti!
Si è inserita la dizione ‘reddito di cittadinanza’ solo nell’oggetto e non nella parte dispositiva e alla delibera è seguita, secondo preciso copione, una conferenza stampa condotta dal Sindaco immediatamente inserita sul portale nazionale a questo link.
Dalla conferenza stampa e sul blog di Grillo leggiamo che prima dell’amministrazione a 5 stelle venivano dati i ‘sussidi tout court’ ed anche questo non è vero perché è da oltre 10 anni che grazie ad un innovativo regolamento del Consiglio Comunale degli inizi del 2007 che, anticipò provvedimenti normativi che sarebbero poi stati adottati, si introdusse ‘ il sostegno economico di inserimento sociale’, i ‘servizi di accompagnamento al lavoro (SAL)’, le ‘borse lavoro’, i ‘tirocini formativi’, il ‘servizio civico’ quel ‘servizio civico’ che nel blog si spaccia come ‘assegno civico’ ‘targato M5S’ ma che al Comune di Ragusa era già attivo 10 anni fa.
I 49.000 euro del Comune di Ragusa diventano notizia nazionale per la campagna elettorale dei 5 stelle che nel loro blog non scrivono delle contestazioni che hanno fatto al governatore della Puglia Emiliano che per il ‘reddito di dignità’ ha stanziato 350 milioni di euro e per una platea di decina di migliaia di persone in stato di disagio economico.
Il risultato, inquietante, di tale rappresentazione della realtà rovesciata è che dopo solo poche ore quasi un milione di persone ha messo ‘mi piace’ sul fantomatico ‘reddito di cittadinanza’ a Ragusa.
Era sicuramente ciò che volevano i 5 stelle ma è altra cosa rispetto al reale ‘reddito di cittadinanza’ e rispetto alla verità dei fatti!


Video. Intervista al Sostituto Procuratore della Repubblica, Valentina Botti, sulla mega retata antidroga dei carabinieri

Video. Intervista al Sostituto Procuratore della Repubblica, Valentina Botti, sulla mega retata antidroga dei carabinieri

Alle prime luci dell’alba di oggi i Carabinieri di Ragusa hanno dato esecuzione a 21 ordinanze di custodia cautelare, di cui 16 in carcere e 5 ai domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale di Ragusa, dott. Claudio Maggioni, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nella persona del sost. proc. dott.ssa Valentina Botti, che ha concordato con le risultanze investigative raccolte dai militari della Compagnia di Ragusa, a carico di pregiudicati italiani ed albanesi tutti appartenenti ad un sodalizio dedito allo smercio di droga nel territorio della provincia iblea.

L’attività di indagine, iniziata nell’ottobre 2015, è il prosieguo dell’omonima operazione denominata “Kamarina Drugs” che nel dicembre 2015 ha portato all’arresto di 14 spacciatori che svolgevano la loro attività illecita nei pressi dei luoghi maggiormente frequentati dai giovani lungo la costa marittima ragusana.

Proprio a partire da quella prima attività sono state approfondite le posizioni ed i ruoli di alcuni personaggi gravitanti nel giro della droga ed è emersa una fitta rete di spacciatori che facendo base in S. Croce Camerina, Vittoria, Scoglitti e Comiso riforniscono assuntori provenienti da tutta la provincia.

Gli arrestati sono 12 albanesi e 9 italiani. Sconteranno la misura in carcere: AJDINI Mirjan (29enne albanese, disoccupato, pregiudicato), BALLARO’ Donato (29enne vittoriese, bracciante agricolo, pregiudicato), BALLARO’ Mirko (32enne vittoriese, bracciante agricolo, pregiudicato), CASANO Gianfranco (27enne vittoriese, bracciante agricolo, pregiudicato), DAIU Lorenc (38enne albanese, imprenditore agricolo, pregiudicato), HOXHOLLI Ferit (35enne albanese, operaio, pregiudicato), KAJA Hajdar (31enne albanese, commerciante, incensurato), LARAKU Elton (30enne albanese, imprenditore agricolo, pregiudicato), MALKA Kujtim (38enne albanese, operaio, incensurato), ORO Francesco (35enne santacrocese, bracciante agricolo, incensurato), RUSTAMI Elis (30enne albanese, imprenditore agricolo, pregiudicato), SEFERI Erjon (35enne albanese, bracciante agricolo, pregiudicato), SPATOLA Davide (35enne vittoriese, operaio, pregiudicato), TOSKU Adenis (34enne albanese, bracciante agricolo, pregiudicato), TOSKU Dashnor (38enne albanese, bracciante agricolo, pregiudicato), ZISA Antonino (38enne santacrocese, imprenditore agricolo, pregiudicato).

Sconteranno la misura presso i rispettivi domicili: ZAGO Michele Maurizio (35enne ragusano, imprenditore, pregiudicato), KAMBERAJ Klodian(37enne albanese, bracciante agricolo, pregiudicato), KAFTIRANI Jessica (22enne albanese, disoccupata, pregiudicata), DI MODICA Antonino(34enne vittoriese, imprenditore agricolo, pregiudicato), BURROMETO Giuseppe (40enne ragusano, imprenditore agricolo, pregiudicato).

Durante l’attività di indagine, conclusasi nel giugno 2016, i servizi di osservazione controllo e pedinamento, riscontri sul campo ed intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno consentito di arrestare in flagranza del reato di spaccio ben 8 spacciatori, sequestrare circa un chilogrammo di sostanze stupefacenti, tra cocaina ed hashish, e segnalare alla Prefettura n. 15 assuntori.

Sin da subito nell’indagine è emerso che AJDINI Mirjan, chiamato anche Arjan o “Emiliano”, rappresentasse il vero e proprio punto di riferimento di spacciatori ed assuntori di sostanze stupefacenti del tipo Cocaina dei centri di S. Croce Camerina, Vittoria, Scoglitti e Comiso. Lo stesso veniva coadiuvato, nell’attività di spaccio, che svolgeva prevalentemente presso il suo domicilio, dall’amico italiano ORO Francesco, già emerso nei contatti degli indagati della “Kamarina drugs”.

I due ricevevano gli assuntori o piccoli spacciatori presso una villetta sita a Punta Braccetto, dimora dell’AJDINI e nascondevano lo stupefacente in barattoli di vetro occultati nei cespugli del vialetto adiacente, cosicchè mentre l’ADJINI intratteneva gli ospiti concordando quantità e costo della cessione l’ORO usciva a recuperare la “merce” necessaria allo scambio. Nel corso dell’attività sono stati effettuati sequestri della cocaina occultata all’esterno dell’abitazione e arresti degli acquirenti, a loro volta spacciatori, che uscivano dalla casa dell’AJDINI, spesso diretti in discoteche del vittoriese.

L’attività d’indagine è stata complessa ed ha richiesto particolare dedizione, nonché l’ausilio di “occhi elettronici”, a causa del fatto che gli indagati erano molto guardinghi e mettevano in atto varie strategie al fine di eludere o passare indenni dai controlli di polizia. In un caso, nel corso di un controllo ad un indagato, i militari del Nucleo Operativo hanno trovato una cospicuo quantitativo di cocaina e 9.000,00 euro in contanti, provento dell’attività di spaccio, ben occultati in un’intercapedine ricavata nel cruscotto dell’autovettura, reso amovibile in maniera da essere utilizzato facilmente come nascondiglio per la droga e per il denaro ricavato dall’attività illecita.

In altri casi, attraverso un sistema di “vedette”, che consentisse un’adeguata copertura, lo spaccio avveniva sulla spiaggia, dove qualsiasi intervento delle forze di polizia poteva essere compromesso o ritardato dalle condizioni ambientali. Tuttavia anche tale difficoltà è stata superata dagli investigatori dell’Arma che, fintisi bagnanti, hanno proceduto all’arresto di uno spacciatore in flagranza, dopo che costui aveva venduto alcuni grammi di hashish a due turisti.

A margine, ma non per importanza, è inoltre emerso dall’attività che alcuni degli indagati avessero nella disponibilità delle armi che occultavano scrupolosamente e di cui si sconosce l’effettivo utilizzo. La circostanza, oltre che dalle conversazioni telefoniche è stata confermata dai servizi di pedinamento ed osservazione che hanno consentito di localizzare il punto di occultamento proprio nell’area serricola a ridosso della Riserva Naturale di Randello.

Tale risultanza investigativa è stata riscontrata quando lo SPATOLA, buttafuori nei locali ragusani, e, a suo dire, esperto di armi ha risolto un malfunzionamento della pistola dell’AJDINI, procedendo alla sostituzione di alcuni pezzi della stessa e successivamente, fermato e sottoposto a controllo, è stato trovato in possesso delle parti dell’arma da fuoco.

Pertanto, a AJDINI, TOSKU, e SPATOLA viene contestato altresì il reato di detenzione e porto illegale di armi.

Nel corso delle perquisizioni è stata sequestrata la somma contante di quasi 26.000,00 euro e vario materiale per confezionamento dello stupefacente.


Il Centro Commerciale Le Masserie ha compiuto 10 anni

Il Centro Commerciale Le Masserie ha compiuto 10 anni

Grande festa domenica pomeriggio al Centro Commerciale Le Masserie di via Achille Grandi a Ragusa. Festa di compleanno con tanto di taglio di torta e un ospite, il mago Casanova, a intrattenere i tanti clienti del centro.


I Forconi in Prefettura per difendere la dignità della famiglia Scardino-Cascone

I Forconi in Prefettura per difendere la dignità della famiglia Scardino-Cascone

Il 3 novembre la famiglia Scardino-Cascone verrà sfratta. Non è più in grado di pagare l'affitto e si cerca per loro una nuova sistemazione. La Caritas si è messa a disposizione per aiutarli a pagare l'affitto delle prime due mensilità per la nuova casa, ma il problema rimane che non si trova un alloggio per loro. Al Prefetto è stata raccontata questa storia e dal Palazzo di Governo hanno assicurato che cercheranno di aiutare questa famiglia, anche tramite il Comune di Santa Croce Camerina dove risiede.


Casa protetta per anziani o nuovo comando della Municipale? I grillini dimostrino d'essere politicamente adulti

Casa protetta per anziani o nuovo comando della Municipale? I grillini dimostrino d'essere politicamente adulti

Quello nella foto è l'edificio di via Berlinguer che poco più di un mese fa è stato quartier generale della manifestazione Festiwall, ma dovrebbe essere altro.

Il punto è che si tratta di una struttura finanziata nel '97 dall'assessorato regionale alla Famiglia per realizzare una Casa protetta per anziani, costata, nel complesso, circa 2milioni e mezzo di euro e per la quale gli amministratori della Città di Ragusa hanno desideri altalenanti.

Casa protetta per anziani o nuova sede del Comando della Polizia Municipale?

Già il commissario Rizza aveva proceduto ad un cambio di destinazione d'uso, erano gli ultimi giorni del mandato (delibera n. 282 del 7 giugno 2013, poco prima che Piccitto venisse eletto sindaco) e facendo seguito ad una relazione del Comandante dei Vigili Urbani Puglisi, si pensò di destinare quell'edificio a nuova sede del Comando della Polizia Municipale. Pochi mesi dopo, la nuova Giunta, con la delibera n. 425 del 22 ottobre 2013, riportava la destinazione d'uso a Casa protetta, non più solo per anziani, ma anche per disabili.
Una vera benedizione, almeno per quelle famiglie che sarebbero riuscite a beneficiarne.

A distanza di tre anni, però, l'edificio è ancora lì, inutilizzato, se non per essere stato punto di riferimento per la manifestazione Festiwall, come detto all'inizio.
Corre voce, di recente, che l'amministrazione Piccitto stia cambiando nuovamente idea.

Il corpo della polizia locale di Ragusa insiste, legittimamente, nella richiesta di una sede più consona all'idea di un comando di polizia. Quella di via Berlinguer, per loro, sembra l'ipotesi ideale.
Sono diversi, infatti, i problemi della sede attuale: innanzitutto, nello stesso edificio sono sistemati più uffici comunali; poi il cortile interno dove sta il parco auto del corpo è accessibile praticamente a chiunque e lo stesso dicasi per gli uffici veri e propri dove si può entrare con estrema facilità. Questioni di sicurezza, quindi, senza contare il fatto che una sede appropriata per il corpo consentirebbe anche di aumentarne l'efficienza.

Ma l'amministrazione Piccitto che dice? Rimane nel dubbio, al momento, tirata per la giacchetta dai fautori delle due soluzioni.

Quello che diciamo noi è che serve prendere una decisione: ciò che più fa incavolare i cittadini, e i grillini lo sanno bene essendo l'argomento tra quelli della propaganda nazionale del movimento, è lo spreco.
Sono stati spesi milioni di euro per una struttura che, a distanza di quasi vent'anni dal primo finanziamento, è ancora un contenitore vuoto. Bellissimo a vedersi, soprattutto dopo Festiwall, ma sempre vuoto.
Quindi che fare? Accontentare quelle famiglie di anziani e disabili che attendono una struttura per i propri famigliari o pensare alla Polizia Municipale?
Sono entrambe due necessità impellenti per la Città di Ragusa, ma solo una delle due può essere attuata.

All'amministrazione Piccitto chiediamo di essere coraggiosa e prendere una decisione, definitiva e rapida, una decisione da "adulti", consapevole di scontentare qualcuno in entrambi i casi e sapendo benissimo che l'immobilismo non risolve alcun che. Anzi, più a lungo resterà inutilizzato quell'immobile, più costerà ristrutturarlo in futuro dopo che l'incuria e l'inutilizzo lo avrà danneggiato.