Calcio serie D: si parte domenica 18 al Selvaggio contro il Catania.

Calcio serie D: si parte domenica 18 al Selvaggio contro il Catania.

"Non piove mai, diluvia", dicono gli inglesi: e non hanno certo torto, almeno per quanto riguarda la prima del Ragusa al ritorno - sognatissimo e strameritato- in serie D. Perché ai ragazzi del presidente Puma e di mister Filippo Raciti, domenica 18 settembre toccherà di iniziare al Selvaggio addirittura contro il Catania, capitato dalle nostre parti causa fallimento e inevitabilmente destinato ai ruoli di avversario da battere, prima della classe, vincitrice annunciata del torneo (sempre Trapani e altre permettendo) ecc. ecc. Un esordio dal fascino straordinario, che potrebbe - anzi dovrebbe, anzi meglio dovrà - riportare sulle tribune del Selvaggio - nel frattempo impegnato nei lavori di rifacimento - il pubblico delle grandi occasioni, assente da quasi una vita (a parte rarissime eccezioni parziali, l'ultima nella sfida del Marina col Palermo). Se i ricordi mi assistono, proprio contro il Catania, in serie C, si registrò il pienone top, avvicinato quell'anno anche nella sfida con la Reggina. Comunque vada a finire, per gli azzurri, forte della grossa campagna acquisti voluta dalla dirigenza e dell'entusiasmo della neopromossa, potrebbe anche essere il momento ideale per sfidare un'avversario  che piange il cuore vedere sceso in D, probabilmente alle prese con problemi di assestamento (forse anche di inquadratura) anche maggiori delle altre formazioni. Di sicuro, ce la metteranno tutta. Ma ne parleremo più avanti, insieme con il commento al calendario. Intanto godiamoci una partenza che l'ingloriosa fina di qualche anno fa (indimenticabile) faceva credere impossibile. Complimenti e forza Ragusa.


Al PalaMinardi conferenza stampa d'inizio stagione della Passalacqua [VIDEO]

Al PalaMinardi conferenza stampa d'inizio stagione della Passalacqua [VIDEO]


La Passalacqua ha aperto ufficialmente la nuova stagione con la tradizionale conferenza stampa, dirottata dalla saletta al parquet del PalaMinardi e (doverosamente) incentrata sulla presentazione dello staff tecnico, interamente rinnovato. Al tavolo, col vice presidente Salvatore Padua (il presidente Davide Passalacqua è "impegnato" dal fetusovirus 2020,1, ecc) il capitano Chiara Consolini, in gran spolvero, e i tre tecnici: l'head coach Mirco Diamanti, il vice Beppe Caboni e il "terzo" meritatamente promosso dalle giovanili Yvan Baglieri. Guidato dall'addetto stampa Michele Farinaccio con la consueta, impeccabile "gestione veloce e senza fronzoli", l'incontro ha dato modo al nuovo allenatore biancoverde (carrarese, anche uno scudetto nel suo curriculum) di svelare gli ingredienti del piatto-credo cestistico che intende cucinare - allenamento base del risultato, impegno, determinazione, aggressività, parità di trattamento per tutto il roster, attenzione alle giovani, curiosità di scoprire fino a dove sarà possibile alzare l'asticella - nell'attesa di accendere il gas sotto la pentola e farne sentire il profumo. Il tutto condito dall''evidente soddisfazione nell'essere al timone di una squadra di assoluto prestigio, in una piazza importante per storia, risultati ed equilibrio societario, e dalla non dichiarata, ma evidente nello sguardo e nel linguaggio del corpo, voglia di andare (molto) lontano. Sulla stessa linea, con convinzione, il vice Caboni, -  cagliaritano, un passato "di sostanza" alle spalle - che si è detto onorato per essere stato scelto dalla società (e dal coach) e carico al massimo in vista della nuova avventura. Per Yvan Baglieri, una gradita, gratificante "scalata in casa" prologo a un sicuro ruolo di rilievo. Dal vice presidente Padua un saluto ai nuovi con l'augurio di una grande stagione, e dal capitano Chiara la voglia di riprendersi la fascia e ripartire alla grande dopo il lungo stop forzato. Nel pomeriggio, alle 19, il primo allenamento, con le tre "grandi" al momento a Ragusa Francesca Dotto, Beatrice Attura, Chiara Consolini - più le giovani.  Coach Diamanti dovrebbe poter disporre del roster al completo già dai primi giorni di settembre: ci vorrà invece tempo prima della decisione sulla praticamente scontata sostituzione di Martina Spinelli, attesa da un nuovo intervento al legamento già operato.


Ricordando Roberto

Ricordando Roberto

Collega giornalista in quanto direttore di una delle due tv libere di Vigata, il tg dell'altra aveva quello con la bocca "a culo di gallina" sempre prontissimo a criticare Montalbano (antipatia ferocemente ricambiata), coinquilino dello stesso palazzo in anni ahimè lontanissimi, compagno di scuola (il banco dietro) per uno scampolo di Liceo, perso a lungo per la vita che ci aveva divisi, "mancato" di un soffio ad Agrigento perché aveva appena finito di girare le sue scene di "Il giudice ragazzino" quando la Gazzetta del Sud mi mandò a intervistare regista e protagonisti del film, poi - finalmente - ritrovato in studio senza fretta e con il piacere di recuperare almeno qualcosa degli anni volati via fregandosene di due (una volta) ragazzi che avevano battuto luoghi e strade diverse, Roberto era un attore straordinario, versatile, credibile in ogni ruolo, mai sopra le righe, profondamente umano, capace di rendere allo stesso altissimo livello in teatro, nel cinema e in televisione.  E uno sceneggiatore di talento, un addetto ai lavori che aveva scritto, con maestria, della sua passione per la motocicletta e della povera, bistrattatissima lingua italiana. Del suo privato si è sempre saputo poco, in parte per carattere, in parte (credo) per mentalità generazionale - comune essendo nati entrambi nel 47 -, in parte per la sensibilità di chi non è schivo me è discreto e considera la discrezione a tutto campo la migliore forma di rispetto. Invece tutti hanno-abbiamo apprezzato la sua cortesia, il suo essere pronto sempre e comunque per un amico - Gianni di cosa dobbiamo parlare? Roberto che ne so: qualcosa ci verrà in mente - la sua partecipazione a progetti importanti (molto) nei quali ha lasciato il segno senza dover mai farlo notare. L'ultima volta, non molti mesi fa, lo avevo cercato per una di quelle interviste via computer figlie della tecnologia, rinviata per "giusta causa".- Gianni, mi dispiace sono a Genova e sto per iniziare (non ricordo cosa). Richiama quando vuoi - .  Vorrei farlo adesso, ho il tuo numero in rubrica.  Forse prende.  Forse. Io ci provo.


Successo del "Memorial Fiorilla Guastella" Spogliatoi intitolati a Turi Leggio e Ciccio Tumino

Successo del "Memorial Fiorilla Guastella" Spogliatoi intitolati a Turi Leggio e Ciccio Tumino

 Il presidente del Ragusa Rugby, Erman Dinatale aveva preannunciato che "il nostro obiettivo è accogliere e coinvolgere, nel ricordo di due pilastri del rugby ibleo come Peppe Guastella e Stefano Fiorilla".  Dopo la chiusura del "Memorial Fiorilla Guastella", accolto dal tappeto verde Irlanda dello stadio del Rugby di via Forlanini. può sicuramente parlare di "missione compiuta" alla grande. Il meritato riconoscimento per una serata che chi c'era si porterà a lungo dentro, vissuta con l'orgoglio di fare o avere fatto parte di una storia straordinaria, tra idee-sogni di futuro, passione infinita, commozione che confonde i contorni dei ricordi e la dolce violenza di una nostalgia vigliacca senza essere cattiva, struggente e tenera come può accadere solo nello sport meno tenero del mondo. Una lunga, festa con i tempi di chi sa che in certe cose la fretta va bandita, che ha messo insieme compagni dei due grandi del rugby "di allora" (non si sono fatti vedere, ma senza alcun dubbio erano anche loro lì, da qualche parte tra campo e tribuna) e nuove leve. E, come sempre, le famiglie di Peppe e Stefano, di nuovo con gli stessi occhi lucidi della prima volta. " La loro presenza - ricorda il vicepresidente Paolo Sartorio - ci ha riempito di soddisfazione",  inserendosi alla perfezione tra i vari momenti di un Memorial che, come evidenziato dalla prof.ssa Giummarra " orma va oltre il significato in sé ed è davvero un momento di famiglia". Un altro momento, tanto apprezzato quanto assolutamente "a sorpresa"  l'intitolazione degli spogliatoi dell'impianto rugbistico ibleo a Turi Leggio (Maciste) e Ciccio Tumino (nella foto), entrambi presenti, per una cerimonia che ha fissato nel tempo il doveroso riconoscimento a due autentiche colonne del movimento rugbistico in provincia. Entrambi,  hanno assistito prima al discorso del presidente del Ragusa Rugby e poi alla successiva apposizione della targa nei due spazi, pagando l'inevitabile, dolce dazio alla commozione. Poi è stato tutto Terzo Tempo, il più imitato gioiello del rugby (inutilmente perché se non c'è lo spirito rugby e solo birra e panini) con buon cibo, targato Hiblasus, e la  splendida musica dei "Duettilascio?", che, tra musiche storiche e adattamenti, hanno fatto ballare tutti. "Organizzazione, come sempre, impeccabile - conlcude il presidente Dinatale - per la quale ringrazio tutti "uelli" del club - in particolare Mario Bella, Dario Imbesi, Elio Nicita, Giambattista Vitale, Saro Guastella, Turi Bellina, Emanuele Minardi, Eleonora Cosentino, Andrea Gulino, Luca Tavernese e tutte le atlete della Senior Femminile del Ragusa Rugby - Ci stiamo consolidando come grande club e grande famiglia. L'appuntamento è confermato per il prossimo anno:  un anno, agonisticamente, ricco di novità importanti per tutti noi".

Pol. Erea tra le migliori ai regionali nuoto esordienti A e B

Pol. Erea tra le migliori ai regionali nuoto esordienti A e B

La Polisportiva Club Erea del presidente Alessandro Tuttolomondo  ha onorato la partecipazione ai campionati regionali esordienti A e B, disputati a Palermo, con due piazzamenti di assoluto prestigio: 8. posto (su 22 società in gara) negli esordienti B e uno straordinario 4. posto (28 società in gara) negli esordienti A.  Nella eccellente prestazione di squadra, spiccano le tre vittorie di Paolo Brullo (200 misti, 50 e 100 farfalla), l'oro di Pagano nei 100 sl, i bronzi di Schembari (200 dorso), Pagano (100 e 200 dorso) e delle staffette 4x100 sl femminile (Pluchino-Sgarlata-La Spina-Schembari) e 4x100 sl maschile ( Pagano-Dimarco-La Rosa-Nicosia). Il presidente Tuttolomondo, si è complimentato con l'intero staff. "Il netto miglioramento di tutti i nostri giovani conferma ed esalta lo splendido lavoro degli allenatori: Canonico-Tribastone-Bennardello-Ferrigno e Paglia. Un viatico eccellente per una nuova e più serena stagioe".  Molto soddisfatto anche il presidente FIN Sicilia, Sergio Parisio, per il quale "riproporre i campionati regionali Esordienti dopo la pausa di tre edizioni imposta dal Covid,  rappresenta un passaggio importante sia per i nostri giovanissimi sia per l'intero movimento nuoto"


Grande Padua Team al 5. Trinacria Half Iron Man Triathlon

Grande Padua Team al 5. Trinacria Half Iron Man Triathlon

Una splendida giornata  primaverile, con mare calmo, assenza di vento e temperature piuttosto calde che hanno accresciuto la fatica dei partecipanti per la 5. edizione del Padua Team Triathlon nella 5. "Trinacria Half Iron Man Triathlon" - triathlon in 3 frazioni una di seguito all’altra (1,9 km nuoto, 85 km bici, 21,1 km  corsa) che ha visto al via 180 atleti "veri" - 120 nel singolo e 60 nella staffetta.  Tutto il tracciato della massacrante gara di livello nazionale è stato ricavato nella frazione rivierasca: lo specchio d’acqua antistante Piazza Torre per il nuoto, le strade interne verso le contrade Monsovile e Pizzillo per la frazione in bicicletta e il tratto piazza Torre-Punta di Mola lungo la pista ciclabile per la corsa.  La nuova, grande prova della Padua Team Triathlon è stata confortata da un ricco bottino. Prima assoluta nelle donne Sabrina Mazza, atleta completa e versatile, ammirato esempio di talento, serietà, disciplina e metodica di allenamento. Oro nella cat. 35 anni e 9. assoluto Enrico Sudano - superbo iron man - con uno straordinario 4h 46'. Primi sul podio anche Carmelo Spata, cat. 55-60 - anima organizzativa, leader e trascinatore del team - e Carmen Cascone, argento di categoria per Rina Brugaletta. Note di merito per Claudio Picchi, Andrea Poidomani e gli esordienti  Salvo Gennuso e Giorgio Poidomani. Tra i protagonisti anche Tonino Spatola, vincitore assoluto della staffetta, in cui hanno brillato anche Gianni Cascone, Antonio Occhipinti e il nuovo arrivo Salvatore Musco.


Sabato il 10. Trofeo Ibla Fishing Surfcasting

Sabato il 10. Trofeo Ibla Fishing Surfcasting

Sabato 30 aprile, a partire dalle 18,30 e per la consueta durata di quattro ore , il mondo della pesca sportiva della provincia iblea e di tutta l'isola potrà vivere un importante passo verso il "ritorno alla normalità", rinnovando uno tra i più tradizionali e attesi appuntamenti della stagione agonistica: il "10. Trofeo Ibla Fishing Surfcasting", organizzato dall'A.S.D. Iblea Fishing Ragusa, sotto l'egida Coni e Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee, e con il supporto degli sponsor, sul tecnico campo di gara del "Litorale Marza", zona Ispica. Al termine del tempo di gara, e subito dopo la conclusione dei lavori della giuria,  una nota pizzeria del litorale ospiterà concorrenti, giudici e appassionati per la cerimonia di premiazione:. Gli organizzatori hanno previsto targhe e premi (attrezzature sportive, gadgets, ceste e omaggi alimentari) "a scalare" fino al ventiquattresimo classificato. Al momento hanno già assicurato la loro  partecipazione una cinquantina di specialisti in rappresentanza della maggiori società di pesca sportiva siciliana, i ritardatari possono ancora iscriversi contattando i seguenti numeri: 338/3669035 - 339/3385737 - 339/8745394. La quota di iscrizione è fissata in € 30. 


Niente finale per le aquile, ma grazie lo stesso

Niente finale per le aquile, ma grazie lo stesso

Non giocheremo la quinta finale scudetto, Ma perché non abbiamo vinto al Palaminardi, non perché abbiamo perso al PalaRomare di Schio. Mi spiego, non andiamo a sfidare Bologna perché non siamo riusciti a chiudere il conto a casa nostra, fermandoci a un passo dalla meta che avremmo benissimo potuto raggiungere (con merito). Mi spiego, è mancata giovedì sera, quando siamo stati a un passo dal chiudere il conto e spernacchiare i pronostici. Stasera, pur essendo stati sempre in partita, il cumulo di circostanze favorevole avrebbe dovuto essere troppo alto: vincere era infinitamente più difficile, Nel senso - continuo a spiegarmi -  che ci sarebbe voluto un mix quasi irrealizzabile tra prestazione generale, fortuna, minimo fisiologico di errori, lucidità, resistenza alla fatica, capacità di sfruttare situazioni favorevoli (falli delle locali più forti). Più un paio di decisioni arbitrali discutibili in meno (costate un tecnico nel momento clou), comunque - sia chiaro - routine e non paragonabile a quanto visto, e subito, anni fa nelle due prime finali.  E lasciatemi il gusto dolceamaro di chiedermi se sarebbe stato lo stesso anche con Chiara e Marzia. Certo, lo capisco, sono discorsi da bar, che non cambiano le cose: però sono anche fatti e vanno nel conto. Come, purtroppo, sono fatti che come in gara due le seconde e terze palle concesse sono state il leit motiv e la pesantissima palla al piede. E sono fatti i canestri facili sbagliati da sotto con le avversarie  già rassegnate.  Quanti? Tre o quattro, nel momento peggiore e impietosamente puniti, anche da bombe.  Tuttavia, pur aggiungendo qualche distrazione di troppo e i punti persi dalla lunetta, proprio non riesco a trovare cosa  rimproverare a coach e squadra, capaci di costringere Schio all'unico k.o. stagionale in campionato e fargli rischiare di brutto di saltare la prima finale scudetto da una vita. La prova di quanto fosse grande la "paura biancoverde" per la bella, è venuta dal palazzetto pieno a tappo perché "perché il sostegno dei tifosi era vitale".  Basta per stasera. Anche se sono tantissimi i motivi di essere grati alla squadra per le emozioni che ci ha fatto vivere e e di essere orgogliosi per come ha onorato Ragusa, la ferita è ancora troppo fresca e profonda per non far male. Ne parleremo in seguito, con tutte le analisi del caso. Fermo restando - ribadirlo è un dovere e un piacere -  che le uniche volte in cui Gianni Recupido ha potuto schierare l'intero roster "residuo", ha fatto tremare (molto) Schio. Non male, vero? Alla prossima avventura.

Famila Wuber Schio 71- Passalacqua Ragusa 59 ---- PARZIALI: 22/12 – 16/21 – 14/13 - 19/13 -- NOTE: Santucci uscita per cinque falli
SCHIO: Del Pero ne, Metsdagh 3, Sottana 10, Gruda 16, Verona 11, Crippa, Andrè 10, Dotto, Keys 7, Laksa 14. Allenatore Dikaioulakos
RAGUSA: Romeo 11, Kacerik 2, Bucchieri ne, Chessari ne, Santucci 3, Spinelli 2, Hebard 10, Taylor 13, Ostarello 3, Kuier 15. Allenatore Recupido
ARBITRI: Martellosio, Terranova e Perocco.


Cara D, siamo ritornati

Cara D, siamo ritornati

Cara D, siamo ritornati. E' vero, era già nell'aria da qualche settimana, però solo adesso abbiamo la sicurezza a prova di bomba della matematica. Quello che si dice di solito è vero, e noi ne siamo la dimostrazione:  a volte ritornano. E bello, ma lo è ancora di più se quando ritornano ritornano bene, alla grande, come  ha fatto in questo pomeriggio di inizio primavera al Selvaggio il Ragusa del presidente Puna e di mister Raciti:  davanti a più di un migliaio di spettatori (la quantità che dovrebbe essere "normale" vedere ogni domenica- con un grande striscione nella tribuna ultras in latino (ammazzete oh), un mare di cappellini e bandierine azzurre dovunque e tutto il canonico resto in occasioni del genere. Per la verità, lo ricordo prima di dimenticarlo io stesso, c'è stata anche una partita, ma il Viagrande (a parte il rigore regalato da Sferrazza che forse era con la mente già ai festeggiamenti) ha fatto solo da sparring partner: corretto, pulito, impegnato a dare il meglio, ma niente di più (e non vediamo come avrebbe potuto essere diversamente) chiudendo con un 4-1 che in fondo è anche onorevole. Dicevamo, gli azzurri sono ritornati, onorando la riconquista della serie D, lasciata - ci sembra - otto otto stagioni fa nel modo più triste e ignominioso, che aveva fatto vergognare un'intera città. Dopo anni nei quali alcuni (pochi) hanno miracolosamente, con passione infinita, mantenuto acceso il fuoco evitando altri "abbandoni", è finalmente giunto il momento del ritorno. Diciamolo subito, a fare meglio di tutti è stata la società, una delle pochissime nel panorama dell'Eccellenza, ad apparire (ed essere) salda, credibile, efficiente, capace anche di aggiungere giocatori alla rosa quando tutte le altre - a dicembre- svendevano o quasi. Ma, è ovvio, ha fatto benissimo anche la squadra, in blocco, dai grossi "nomi" alla riserva meno utilizzata, esprimendosi con un gioco incredibilmente redditizio, senza fronzoli ma non per questo meno  bello a vedere, viaggiando tutti insieme, al ritmo comune e giusto, i vari reparti come i giocatori con diverso tasso tecnico e agonistico, senza quasi mai correre veri pericoli. E, neppure a dirlo, se la squadra ha vinto il campionato è stato perché guidata benissimo da un tecnico, attento, mai parole di troppo,  abilissimo a gestire ogni gara come ogni situazione, a tenere sempre alta la guardia e la tensione di ognuno facendolo sentire parte importante del tutto. Quanto al pubblico, (la quarta gamba del tavolo) sebbene ancora - purtroppo - lontano dal numero che sarebbe bello vedere sulle tribune, è stato in continua, confortante sia pure lenta e piccola, crescita, con note particolari di merito per il gruppetto di ultras che ci sono stati sempre e dovunque. Morale, ha dato il suo contributo, e non piccolo. Certo, oggi pomeriggio è stato tutto particolarmente bello e non particolarmente difficile: ma vincere un campionato non capita tutti i giorni, e non è il caso di stare a spaccare il capello in quattro. Anche perché - non dimentichiamolo - la stagione ha portato in bacheca anche una Coppa Italia e l'imbattibilità, unica tra le migliaia di squadre in tutti i campionati italiani.  Adesso appuntamento in D, ritrovando il posto (minimo) che spetta a una città come Ragusa. Sapendo che, se i segnali venuti già da tempo, saranno confermati, l'operazione risalita (anche nell'immagine) così ben cominciata potrà andare avanti bene e a lungo. Perché se è bello vedere che a volte ritornano, sarà ancora più bello scoprire che sono ritornati per non fermarsi e andare ancora più avanti. Complimenti e auguri Ragusa.


Il biliardo ibleo agli europei con tre giovani

Il biliardo ibleo agli europei con tre giovani

Forte del grosso successo tecnico e organizzativo per la 5. prova challenge del 22. Campionato Italiano di Biliardo Sportivo - specialità “5 birilli”, disputata all'hotel Poggio del Sole, il nostro biliardo potrà vantare ben tre rappresentanti iblei doc al Campionato Europeo Juniores della specialità “carambola 3 sponde”: Paolo Turlà (2006) in forza all’ASD La Biglia Modica, in gara nella categoria U 21) e i tesserati dell’ASD Circolo Cultura Arte e Sport S. Croce Camerina Giuliano Di Gabriele (2002) cat. U 21, e Mirko Russino (2005) cat. U 17. Accolta con entusiasmo dal soddisfatto ambiente biliardistico provinciale, la meritata convocazione in nazionale dei tre giovani allievi dell’istruttore federale Roberto Turlà, con supervisione del responsabile nazionale settore juniores F.I.Bi.S.(Fed. Ital. Biliardo Sportivo) Liberato Picciano e collaborazione del responsabile nazionale sez. Carambola e direttore sportivo CEB (Confederazione Europea Biliardo) Stefano Malacritaha, acquista un valore e significato particolari in chiave futura. Il successo della prova ragusana ribadisce il gran momento del biliardo tra i nostri giovani (e non solo), merito anche delle attività portate aventi negli ultimi tempi, come i progetti scuola (già in atto da sette anni al Liceo Scientifico di Ragusa) e i raduni regionali juniores, fortemente voluti dal presidente regionale F.I.Bi.S. Angelo Contrafatto. Reduci da due mesi di intensi allenamenti in vista della prova a Poggio del Sole, nell'esordio internazionale i tre ragazzi iblei dovranno confrontarsi con avversari dal ricco palmares e molto più esperti, ma attendono le sfide decisi a dare il massimo e “vendere cara la pelle”. Paolo Turlà e Giuliano Di Gabriele gareggeranno insieme con Luigi De Girolamo ed Emanuele Cucchiara anche nella specialità Biathlon (combinata 3 sponde + 5 birilli), in calendario a Desio dal 7 al 10 aprile: gli incontri saranno trasmessi sulla piattaforma www.kozoom.com. Per le informazioni sul campionato consultare il sito della F.I.Bi.S. www.fibis.it. La delegata Coni Maria Monisteri ha augurato risultati di rilievo nazionale ai i tre portacolori del biliardo ibleo, impegnati in un’esperienza che garantisce sicure, grandi emozioni.