Trasversale per il lavoro e l’occupazione.

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Che l’on Minardo si stia battendo per non far chiudere la raffineria della Lukoil  a Priolo è abbastanza comprensibile, sia per l’attività dell’azienda di famiglia dell’onorevole, sia per l’atteggiamento che la Lega sta tenendo in questa crisi che deriva dalla guerra in Ucraina. In un comunicato infatti  il segretario regionale della Lega dice: L’embargo al petrolio proveniente via mare dalla Russia nei prossimi mesi rischia di compromettere la tenuta sociale di una vasta area della Sicilia sud orientale poiché andrebbero persi migliaia di posti di lavoro tra diretto e indotto alla Lukoil. È chiaro che seguire la linea europea sulle sanzioni alla Russia non può significare la mortificazione e la distruzione economica di quest’area industriale siracusana e per questo ho già interessato il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e il nostro leader Matteo Salvini. A entrambi ho chiesto garanzie per trovare una soluzione e da entrambi ho avuto rassicurazioni per un confronto diretto con il presidente del Consiglio Mario Draghi. La linea delle sanzioni alla Russia deve  tenere conto delle conseguenze sul nostro territorio e l’Isab di Priolo è un’area industriale da ammodernare e fare ulteriormente sviluppare, le sue imprese e i suoi lavoratori non sono certo vittime sacrificali.   E fin qui tutto regolare ma ora ci arriva anche il comunicato di Rifondazione Comunista  dal quale forse ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso.   Invece RC sarà in piazza giorno 10 giugno insieme alla CGIL ed  agli operai dello stabilimento Isab/Lukoil di Siracusa per protestare per la nuova tappa di deindustrializzazione della Sicilia e  la mancata riconversione industriale dell’Area complessa  del petrolchimico. I nodi vengono al pettine: mentre si allungano in Europa  i termini dell’embargo del petrolio russo che viene trasportato via mare (fra 8 mesi), gli effetti si fanno sentire subito alla Isab-Lukoil di Siracusa. A rischio sono oltre 3000 posti lavoro perché l’embargo contro la Russia non consente di mantenere attiva la raffinazione del greggio oggi, di fatto,  100% di provenienza russa. Bisogna aprire con i Ministri competenti un tavolo di crisi perché le scelte di politica estera non si trasformino nel boomerang di politiche punitive  nei confronti dei lavoratori e del territorio. Rifondazione comunista, tramite il Gruppo parlamentare di ManifestA, solleciterá il Ministro dell’Economia e del Lavoro a prendere posizione  sull’intera vicenda per scongiurare una incontrollabile escalation di politiche depressive sull’economia e per la  salvaguardia dei livelli attuali di occupazione e reddito

di Direttore02 Giu 2022 23:06