Ospedale nuovo. A chi interessa ? Lettera dei “Liberi Cirradini”

Non condividiamo l’enfasi con la quale viene redatto questo comunicato da parte del comitato dei “liberi cittadini” ma certo il succo è quello che paventavamo da tempo. Se è vero che loro sono stati sempre scettici sull’inaugurazione a fine giugno del Giovanni Paolo II  è anche vero che Aricò, che Dio lo abbia in gloria, tra i tanti comportamenti anomali che lo hanno contraddistinto e che lo hanno fatto odiare da buona parte della sanità iblea,  almeno aveva messo della buona volontà per chiudere questo capitolo dell’ospedale incompiuto.  Proprio nell’Indice di giovedi mi sono preoccupato del silenzio che circonda la vicenda. Ficarra è un ottimo manager ma si dice che presto andrà via perchè Musumeci farà le sue scelte e quindi è comprensibile che non si stia scervellando per fare i trasferimenti oltre tutto in pieno inverno. Insomma crediamo di non sbagliare dicendo che l’indifferenza generale e la grande paura di venire coinvolti in qualche magagna hanno decretato il blocco per il Nuovo Ospedale. Non c’è da essere felici credetemi. Ogni giorno ci arrivano lamentele da parte dei cittadini che raccontano le problematiche che via via si stanno presentando al Civile. Non diciamo “malasanità” perchè sappiamo che il personale ce la mette tta anche se spesso lavora in condizioni critiche sia per l’aspetto logistico che per la questione del personale etc etc.   Intanto ecco che pubblichiamo la lettera dei Liberi Cittadini

“A luglio eravamo stati gli unici, con tanto di conferenza stampa presso lo studio del maestro Giuseppe Leone, ad andare controcorrente in un contesto esterno di euforia seguito alla conferenza stampa dell’ex direttore generale Maurizio Aricò confortato dai suoi padrini politici, a dire che avremmo assistito all’ennesima ‘inaugurazione’ del nulla. In quella conferenza stampa non ci siamo limitati a denunciare la farsa in corso ma abbiamo anche spiegato come si trasferisce un ospedale”. E’ il direttivo di Liberi Cittadini ad intervenire sull’argomento, il comitato che, formatosi nei mesi scorsi, ha al suo attivo una serie di significativi interventi su questioni di grande interesse per il territorio locale.

“La struttura del Giovanni Paolo II – prosegue il direttivo – è ancora un cantiere dove si lavora per gli interventi correttivi imposti dalle autorità competenti durante il mancato trasferimento della scorsa estate. Il commissario, dott. Salvatore Lucio Ficarra, rassicura circa la volontà del trasferimento, senza indicare i tempi, che avverrà in diversi step riguardando i reparti e i servizi del “Civile” e del “M.P. Arezzo”, man mano che i lavori di “riparazione” lo consentiranno. Il laboratorio Analisi, ad esempio, considerato che diverse apparecchiature si trovano già in loco, sta operando sia presso l’ospedale Civile che il Giovanni Paolo e sembra che anche la farmacia interna dovrebbe seguire a breve il laboratorio Analisi. Sul resto si sa poco”.

“Di certo – continua il direttivo – non è rassicurante una recente delibera, la 2792 del 28 novembre scorso con oggetto: Presa d’atto ritrasferimento autoclave ( …omissis… ) dal “Giovanni Paolo II” al “M.P.Arezzo” e relativa autorizzazione di spesa, l’autoclave è una indispensabile apparecchiatura di sala operatoria. Per inciso, come da delibera, apprendiamo che si tratterà di una spesa di 11.000 euro circa, però Iva compresa. Abbiamo la percezione che si va come i ‘gamberi’, con un ritorno indietro, un tragico balletto dove a pagarne le conseguenze sono, come sempre, i cittadini. A parte il danno d’immagine che ha coinvolto tutta la sanità provinciale, da Liberi cittadini sono tanti i quesiti che ancora attendono risposte”.

“Quanto è già costato, alla collettività – si chiede il direttivo – il mancato “trasferimento”, quanto ci costerà ancora? I lavori di adeguamento che proseguono ormai da mesi sono la conferma dell’allarme che avevamo lanciato, pubblicamente, per un trasferimento gestito, per campagna elettorale, con leggerezza e troppo precocemente. C’è la reale volontà di rendere fruibile un investimento costato fino ad ora più di 50 milioni di euro (circa cento miliardi delle vecchie lire)? Perché non viene comunicata, nel dettaglio, a tutti i cittadini la calendarizzazione concreta ed effettiva con date ed attività del piano di trasferimento? Perché non viene anche detto quale piano aziendale si applicherà perché deve essere chiaro che l’ospedale “Giovanni Paolo II” è l’unico ospedale di primo livello in provincia e deve avere tutte le Unità operative complesse e semplici che la Legge Balduzzi contempla per ospedali di primo livello. Noi non dimentichiamo e vigileremo affinché questa ‘farsa’ si concluda presto, chi deve pagare paghi, e il nuovo ospedale possa diventare pienamente operativo”.

di Direttore09 Dic 2017 11:12