L’associazione volontari ospedalieri di Ragusa, organizza il 37° corso per aspiranti volontari in corsia

E’ iniziato ieri, nella tradizionale sede di via G. Di vittorio, il 37° corso di formazione per volontari ospedalieri organizzato dall’Avo di Ragusa per reclutare nuove disponibilità nel servizio gratuito alle persone ricoverate presso le strutture ospedaliere dell’Asp di Ragusa, avendo sempre come finalità «la centralità della persona umana» così come ha detto la presidente dell’AVO di Ragusa Rina Tardino all’apertura dei lavori.

Presenti il direttore sanitario aziendale dell’Asp, dr. Giuseppe Drago, il direttore della Pastorale della Salute – Diocesi di Ragusa, don Giorgio Occhipinti, il presidente onorario dell’Avo Ragusa, Gaetano Trovato, che ha portato il suo saluto, e il dr. Giuseppe Iuvara, dirigente medico dell’Asp per la prima lezione del programma: “Umanizzazione dei luoghi di cura e AVO – Compiti e limiti dei Volontari”.

«Sono particolarmente vicino ai Volontari dell’Avo – così è intervenuto il dr. Drago– da quindici anni sono un socio dell’Associazione Volontari Ospedalieri di Vittoria. E’ mia convinzione che la Vostra presenza negli ospedali rappresenta il valore aggiunto. La donazione è un atto di grande generosità che aiuta e sostiene le persone nella loro fragilità dovuta alla necessità di essere ricoverati. Purtroppo la nostra medicina ipertecnologica spesso si allontana da un rapporto empatico tra il medico e il paziente trascurando l’aspetto umano. Voi con la vostra generosità riuscite spesso a colmare questa lontananza.» Continuando il dr. Drago ha proposto ai volontari di raccogliere in un pamphlet le storie più belle, più toccanti. «Mi fareste un regalo bellissimo, perché queste testimonianze sono “ricchezza” e da esse si possono trarre esperienze che ci possono aiutare a fare meglio il nostro lavoro»

Anche Padre Giorgio, ha dato un contributo all’incontro « il Volontariato che non si sottrae al coinvolgimento nella relazione d’aiuto e nella responsabilità che gli viene sollecitata dalla comunità è l’affermazione della solidarietà nei confronti di chi è più debole, vulnerabile. Siamo generosi con chi soffre. L’Avo è certamente un fiore all’occhiello»

Al volontariato si richiede ascolto, professionalità, tempestività e vicinanza. Qualità e stili che il volontariato moderno, uscito dalla vecchia cultura dell’assistenzialismo, ha già fatto proprie da tempo e che lo pongono al centro di un dibattito che non è solo d’assistenza e culturale, ma anche politico. Il corso di formazione, infatti, si propone di fornire, ai futuri volontari, una idonea preparazione per svolgere nel modo migliore un servizio di ascolto e aiuto a favore delle persone ricoverate. Durante tutti gli incontri saranno ampiamente illustrate le caratteristiche del servizio, le strutture ospedaliere, i percorsi di formazione del volontario Avo nonché l’organizzazione dell’Associazione.

di Redazione06 Nov 2015 11:11