Tasi a Ragusa. Continua il botta e risposta tra il Gruppo consiliare del Pd e l’assessore al Bilancio

“Come gruppo consiliare del Partito Democratico ci sentiamo confortati dalla replica dell’assessore Stefano Martorana alla nostra riflessione sulla qualità dell’attività politica ed amministrativa della Giunta comunale, perché conferma la giusta scelta del gruppo di non aver mai chiesto le sue dimissioni da assessore, in quanto egli è il principale alleato dell’opposizione alla Giunta Piccitto ed in particolare è il principale alleato del Partito Democratico, in quanto esemplifica plasticamente ed in modo idealtipico le caratteristiche proprie dell’attuale Giunta aldilà di ogni nostro sforzo di rappresentarle: arroganza, velleitarismo, improvvisazione, incultura amministrativa e politica, disprezzo per la dialettica democratica”. Lo dicono i consiglieri Giorgio Massari (capogruppo), Mario Chiavola e Mario D’Asta controreplicando alle affermazioni dell’assessore Martorana su Tasi e Tari dopo che il Pd aveva messo in luce tutto ciò che non va. I tre consiglieri Pd chiariscono: “Arroganza: l’assessore ci invita a studiare gli atti inerenti alle scelte politico-economiche dell’amministrazione. Nei limiti degli atti e dei tempi che l’amministrazione ci mette a disposizione, li leggiamo e comprendiamo profondamente quanto essi siano dannosi alla nostra città e come, a causa di questi atti, Ragusa sia una città in declino. Se l’assessore leggesse e soprattutto si facesse spiegare i dati dei vari report su economia, turismo, cultura, occupazione, povertà del nostro territorio, capirebbe la qualità dei suoi atti. Disprezzo della dialettica democratica: che i tempi per il consuntivo fossero ridicoli e minimi ne è prova provata il fatto che il presidente della commissione bilancio, esponente del suo stesso movimento, aveva fatto mettere a verbale l’inopportunità di procedere all’esame dell’atto. Del resto, il consuntivo avrebbe dovuto essere approvato ad aprile, per cui se a fine luglio se ne fosse procrastinata di qualche giorno l’approvazione, ciò non avrebbe comportato alcun danno per l’ente. In compenso l’opposizione, alla luce del parere dei revisori, conosciuto solo in commissione, avrebbe avuto la possibilità di rileggere l’atto secondo i rilievi avanzati dall’organo preposto istituzionalmente a supportare tecnicamente e professionalmente il consiglio comunale nella sua interezza. Questa possibilità di controllo democratico è stata negata; la forzatura per l’approvazione è stata una manganellata antidemocratica del nostro assessore e di chi lo sostiene, ma soprattutto ha dimostrato l’incapacità di comprendere che gli interventi dei revisori e quelli dei consiglieri possano rappresentare risorse importanti per migliorare la performance complessiva dell’attività amministrativa; ma per capire questo è necessario qualche rudimento di principi del fenomeno organizzativo che manca a chi ci amministra”.
“L’assessore Martorana – proseguono ancora i tre consiglieri democratici – invita gli altri a leggere i suoi atti, ma lui almeno dovrebbe ascoltare quello che dicono i suoi funzionari. Infatti, mostra di sconoscere le dichiarazioni rese in sua presenza e verbalizzate in commissione dal dott. Cannata, il quale ha dichiarato che il gettito Tasi sarà tra i 7 e gli 8 milioni e mezzo. Le detrazioni sconvolgenti di 500mila euro per la Tasi a fronte di una platea amplissima (pagheranno, infatti, tutti i cittadini ragusani che possiedono una casa), sono semplicemente ridicole; la detrazione massima sarà di 70 euro e quella minima di 20. Il velleitarismo e l’improvvisazione della Giunta e del nostro assessore è data anche dal mantra ossessivo: “l’anno scorso non si è pagata la Tasi”. Purtroppo, per noi ragusani, quest’anno la Tasi è stata introdotta e con l’aliquota più alta, senza alcuna progressività e senza diversificare in base alle condizioni economiche delle famiglie. Comuni meglio amministrati di Ragusa, ma soprattutto con una cultura politica, democratica e costituzionale, come Milano, hanno previsto detrazioni in base al reddito e al carico familiare. Ma se Martorana non ha cognizione se l’Isee di 5mila euro è poco o molto, cosa può capire del peso che graverà sulle famiglie più povere e su quelle del ceto medio ragusano? Se l’assessore Martorana aveva anche previsto di togliere, tout court, le detrazioni Tari (tassa rifiuti), per le famiglie con persone disabili a carico, cosa gliene può importare se la sua politica fiscale aumenta la diseguaglianza? Ma anche sotto il profilo tecnico-amministrativo, l’approvazione dell’aliquota massima della Tasi avrebbe richiesto a monte l’individuazione dei servizi indivisibili e la quantificazione dei costi degli stessi. Invece si rimanda ad altro atto di programmazione per definire quali sono i servizi indivisibili e quanto costano. Non è questo un assoluto dispregio della logicità di un atto amministrativo e l’assoluto dispregio di tutto il consiglio e dell’opposizione in particolare, chiamati a deliberare su aliquote per coprire servizi di cui non si conosce il costo? Ma restiamo questa volta sconvolti dal fatto che l’assessore Martorana nasconda la propria inadeguatezza e semplicismo amministrativo, riversando le sue responsabilità sul governo nazionale, regionale, su tutte le amministrazioni di tutti i tempi. Hic Rhodus, hic salta; questo è il dato di fatto, con questo si deve confrontare; quello che accade a Ragusa, accade in tutti i comuni siciliani e in tutti i comuni italiani; questo continuo piagnisteo è solo fumo per tentare di coprire le proprie inadeguatezze. Che la spesa corrente aumenti (dopo due anni e mezzo di amministrazione grillina ancora non sanno a quanto ammonta la spesa elettrica) è un dato di fatto. Un’amministrazione che ha sotto controllo i conti trova gli ambiti e i modi per risparmiare, ma cerca soprattutto risorse aggiuntive per non pesare sui propri cittadini. Quanto ha introitato Martorana dei fondi europei nel 2014? Zero euro. Ha progettato forse strutture organizzative per ottenere finanziamenti europei? Nulla. Ha incassato qualche somma dall’evasione fiscale? Nel 2014, nulla. Noi come gruppo consiliare ci sentiamo responsabili del nostro territorio e per la nostra comunità lottiamo e ci impegniamo, senza fare sconti a nessuno e a nessun livello di governo, e chiediamo di essere giudicati per quello che facciamo e diciamo a Ragusa”.
“Abbiamo citato nella spesa corrente – dicono ancora i tre consiglieri – il costo di 254.703 segnalando espressamente l’art. 110 del Tuel, riportato nella tab. 33 della pagina 30 della relazione dell’organo di revisione sul rendiconto, proprio per dire di cosa stavamo parlando e non per fare confusione. Dei 30 denari spesi per consulenti ex art. 90, di quelli del settore economico, e così via, non ci curiamo troppo, è di tutta evidenza che essi rappresentano il prezzo del tradimento del velleitario programma del sindaco: il punto in cui si proclamava che mai si sarebbero utilizzati consulenti ed esperti. Quello che ci interessa è il dato dell’art.110 del Tuel, che rappresenta non solo una cifra ragguardevole ma il sostanziale svilimento di un altro punto del velleitario programma del sindaco, laddove è scritto: “Accorpamento e rimodulazione dei settori amministrativi, seguendo il principio dell’armonizzazione, ridefinizione dei ruoli dirigenziali sulla base dell’economicità nella gestione della spesa pubblica”. Dov’è l’accorpamento dei settori? Dov’è l’economicità nella gestione? Infine la summa della cultura amministrativa, organizzativa e democratica del nostro assessore Martorana: lo sforamento del patto di stabilità. Il nostro dovrebbe leggere con più attenzione e considerare con più rispetto quello che persone più competenti di lui hanno scritto sullo sforamento del patto, dimostrando, alla luce della normativa che regola la redazione del consuntivo 2014, dell’articolo 179 del Tuel e del principio contabile n.2 del 18 novembre 2008, che mancherebbero i requisiti essenziali per l’accertamento di parte dell’Imu e dei proventi del codice della strada, per cui il patto viene sforato con un margine negativo di 3.259.270 rispetto al saldo obiettivo. Ora il nostro assessore si può sbellicare dalle risate, noi rimaniamo in attesa del giudizio terzo della corte dei conti”.
“L’assessore vuole omaggiare il gruppo del Pd di una calcolatrice – concludono i tre consiglieri – che accettiamo volentieri, in cambio gli regaleremo una copia del “Manuale di scienza dell’amministrazione”, dal quale potrà apprendere qualcosa sulla pubblica amministrazione, naturalmente firmato da uno degli autori e con dedica personalizzata. Infine il nostro assessore ci ha gratificati per tutta la sua nota, definendo il gruppo del Pd raccontatore di favole; vorremmo ricordare al nostro che la favola è un genere letterario particolarmente nobile perché è il modo attraverso il quale da sempre si aiutano i bambini, ma anche gli adulti ad apprendere valori, capacità critica, verità fondamentali, per affrontare la realtà della vita. Temiamo che il genere letterario che bene rappresenta le cose che scrive e dice del nostro co-oppositore , sia purtroppo quello delle commedie plautine, come il Miles Gloriosus, o del Satyricon di Petronio, nella espressione del suo campione, Trimalcione. Ma noi non ridiamo, perché purtroppo, con questa amministrazione non ci resta che piangere”.

di Rosario Distefano10 Ago 2015 11:08