Per qualcuno la pedofilia non è un problema

La spending review colpisce anche la Polizia di Stato. Lo scorso 4 marzo il vice capo vicario della Polizia il Prefetto Marangoni ha illustrato il progetto di razionalizzazione della Polizia, che si traduce nell’eliminazione di 11 Commissariati, 73 uffici di Polizia ferroviaria (uno di questi è a Vittoria), 73 sezioni di Polizia Postale (una di queste è quella di Ragusa), 27 sezioni di Polizia Stradale (una di queste è a Vittoria), 4 nuclei artificieri, 11 squadre a cavallo, 4 sezioni sommozzatori, 50 squadre nautiche.

Oggi vogliamo parlare della Polizia Postale, che svolge un ruolo delicatissimo, ma ai più sconosciuto. Gli agenti di questa sezione si occupano di diffamazione, di perseguire i pedofili e di truffe on line. Se la microcriminalità sta subendo una flessione, le attività criminali sul web, invece, sono in piena espansione. Svaligiare una banca, per esempio, può fruttare qualche migliaio di euro nulla di paragonabile ad una truffa riuscita su internet. Sto parlando del phishing. Attraverso l’invio casuale di messaggi di posta si cerca di ottenere le password di accesso al conto corrente, praticamente si inviano centinaia di migliaia di mail, tramite un particolare software, nella speranza che qualcuno abbocchi. Fra tutti i destinatari la gran parte non è correntista di quella banca, quindi è salva. Tra i clienti reali raggiunti dalle mail ci sarà una fetta di persone avvedute che non cascherà nel tranello, ma la restante parte, un po’ meno smaliziata, si farà abbindolare da quella richiesta di dati sensibili. Adesso poniamo il caso che i truffati siano 200, ipotizziamo, inoltre, che ognuna di queste ha sul suo conto 10 mila euro, in tal modo il truffatore in pochissimo tempo e dalla sua scrivania ha sottratto la bellezza di 200.000 euro. Il paragone, è evidente, non regge con la classica rapina in banca.

Il pericolo più grande però arriva dai social network. Le denunce per diffamazione sono in crescita, come i reati collegati alla pedopornografia. Va ricordato appena che l’unico corpo di polizia deputato alla persecuzione di questo reato è la Polizia postale, con quale criterio, perciò, le si tarpano le ali?

Abbiamo detto che questi tagli nascono dalla necessità di far cassa. Forse non tutti sanno però che alla Polizia la sezione Postale non costa nulla, eccezion fatta per gli stipendi degli agenti. Le attrezzature utilizzate, infatti, come le sedi, la cancelleria i computers e persino le auto di servizio sono fornite dalle Poste Italiane e quindi dove è il risparmio? Il risparmio c’è, ma va calcolato nell’insieme. Non rinnovando il turnover (sono circa 20.000 gli esuberi secondo il Ministero) si depotenziano ovviamente Commissariati e Questure, magari di una certa importanza, perciò grazie a questi tagli e al consecutivo trasferimento degli agenti, che non possono essere licenziati, il Governo prova a sopperire alle carenze d’organico.

Questi tagli, come abbiamo detto, riguardano anche Ragusa, che vedrebbe scomparire la sua sezione di Polizia Postale.
Questo ufficio nel solo 2013 ha organizzato 50 incontri con le scuole, formando ed informando più di 3000 studenti. E’ stato calcolato che i ragazzi dagli undici ai sedici anni sono i più a rischio, pensiamo al furto di identità, alle diffamazioni, alla prostituzione e alla pedopornografia. Inoltre questa sezione ha raccolto, sempre nel 2013, direttamente, 350 denunce ed altrettante ne ha ricevute dagli altri presidi di polizia provinciale. Infine, sono state 100 le persone perseguite a Ragusa, anche per reati legati alla pedofilia. Adesso è proprio il caso di attuare la spending review anche alla Polizia? Secondo noi no.

di Rosario Distefano27 Mar 2014 20:03

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