Vittoria. Arrestati i due fratelli che hanno minacciato 14 prelati

Questa mattina i Carabinieri di Vittoria hanno messo la parola fine ad una odiosa sequela di atti intimidatorie violenti, commessi da due fratelli, ai danni di 14 preti, spesso avanti negli anni.

I due che sono finalmente in carcere sono: Orazio Sciortino e Giuseppe Sciortino, ambedue pluripregiudicati. I due fratelli, dal 2012 al 2013, avevano preso la brutta abitudine di far visita ad alcuni parroci vittoriesi costringendoli a farsi dare i soldi delle elemosine, i telefonini, ma anche il cibo che i parrocchiani donavano per le famiglie meno abienti. Se i due non venivano accontentati non si preoccupavano di picchiare e maltrattare i poveri malcapitati.

sciortino fratelli

Gli insistenti comportamenti aggressivi e le ripetute minacce contro l’incolumità dei parroci in alcuni casi avevano anche avuto dei testimoni come la circostanza del maggio 2013, quando lo Orazio Sciortino aveva fatto irruzione nei locali della Chiesa, dove, alla presenza dei catechisti, aveva obbligato il sacerdote a dargli una somma di denaro, insultando pure la defunta madre del prelato e, non ritenendo congrua la somma ricevuta, gli sputava in faccia. Questo solo per fare un esempio. Nonostante tutto i prelati non hanno voluto sporgere denuncia, non per paura ma per pietà. Sono stati i Carabinieri, che invece hanno convinto i due balordi a confessare.

Ai due fratelli sono state altresì contestate la recidiva reiterata, specifica ed infraquinquennale, nonché le aggravanti per aver commesso il fatto contro persone rivestite della qualità di ministri del culto cattolico nonché nei confronti di persone ultrasessantacinquenni.
Gli investigatori hanno quantificato in circa 2.000 euro le somme di denaro indebitamente percepite dai due fratelli nel biennio 2012-2013, ai quali vanno aggiunti i 3.000 euro di danneggiamento dell’autovetture privata del sacerdote.
I fratelli Sciortino, al termine delle formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea.

di Rosario Distefano18 Gen 2014 15:01