L’area artigianale, continua la baruffa tra opposizione e maggioranza

Continua il botta e risposta tra la maggioranza e le opposizioni. Questa settimana il dibattito è stato monopolizzato dalla zona artigianale, che l’assessore Martorana, giustamente, definisce una cattedrale nel deserto.
Parliamo della mancata metanizzazione dell’area, di una illuminazione pubblica insufficiente o assente, della mancanza di un sistema di videosorveglianza, del fenomeno del randagismo, lì particolarmente presente, ma anche dell’assenza delle tabelle direzionali. Uno stato di abbandono denunciato anche dalla Cna, ancora una volta lo scorso luglio, quando, oltre a ciò che abbiamo appena detto, lamentava il mancato decespugliamento delle strade, la pulizia e la rimozione dei rifiuti abbandonati un po’ ovunque.
Un problema reale, che non solo riguarda il degrado dell’area, ma coinvolge direttamente l’economia delle aziende che lì operano, se questi sono i fatti ben presto il tutto è stato tramutato in una baruffa tra maggioranza ed opposizione.
Il Movimento Cinque Stelle accusa l’amministrazione Dipasquale di non aver fatto nulla: “è sin troppo facile giudicare l’attuale dimenticando il pregresso – si legge in una nota del Movimento dei 5 stelle – il progetto di metanizzazione risale ad una delibera del 2009. Nel 2011 la Regione non ha finanziato il 60% di quel progetto, vero, ma l’Amministrazione non è stata in grado di aprire uno specifico capitolo in cui inserire le somme mancanti, né ha messo in atto atti e azioni rivolte al reperimento delle somme mancanti per rendere esecutivo il progetto, la passata Amministrazione ha semplicemente fatto cadere il tutto nel dimenticatoio”.
“Perché non si è portato avanti quel progetto?” Si chiede l’assessore Martorana, che prosegue: “la politica smemorata ed irresponsabili degli ultimi sette anni ha completamente dimenticato la zona artigianale rendendola una cattedrale nel deserto. E per giunta è rimasta completamente sorda alle richieste degli stessi insediati, dimostrando così la propria totale sordità verso un grido d’allarme che oggi, rischia di essere completamente spento a causa del fallimento delle attività artigianali”.

A queste accuse rispondono le minoranze, direttamente coinvolte, con un documento congiunto: “nessuna responsabilità poteva addebitarsi alla precedente Amministrazione”. E’ il dirigente Scarpulla, in Commissione trasparenza, a chiarire la vicenda della metanizzazione. Nel 2009 l’Enel rete gas redige un progetto per l’ampliamento della rete metanifera cittadina e così l’Amministrazione nel 2010 partecipa al bando. L’istanza entra in graduatoria, ma non ottiene i punti necessari per il finanziamento, che, nel frattempo era stato ridotto dalla Regione, privilegiando i comuni dove non esisteva ancora alcuna rete metanifera, siamo al 2012, l’anno del commissariamento. “Da qui si evince – spiega l’opposizione – che l’Amministrazione dell’epoca non ha alcuna responsabilità”.
.”Mentre da un lato – aggiunge Sonia Migliore – Martorana ammette che nel 2009 la Giunta aveva approvato il progetto di estensione della rete, con un progetto che vedeva la compartecipazione dell’Enel rete gas (per il 40%) e dell’Europa (per il 60%), lo stesso assessore dimentica di dire che l’Amministrazione aveva inserito nel progetto anche le contrade di Cimillà, del Conservatore e delle Tre Casuzze”.
Ora se da un lato è vero che non si può continuare a fare politica in questo modo, rinfacciando e rimarcando le differenze, vere o presunte, speriamo che il proposito del Movimento dei cinque stelle venga accolto positivamente dalle opposizioni. “Riteniamo – concludono i 5 stelle – opportuno verificare la fattibilità del progetto di cinque anni fa e procedere, qualora ce ne fosse bisogno ad un aggiornamento, così da iniziare a lavorare in tale senso e in tempi ragionevolmente brevi”.

di Rosario Distefano26 Gen 2014 11:01