Riconoscimento “Caregiver familiare”, Venera Padua: “è un nuovo soggetto sociale su cui è caricata la cura di un milione e mezzo di persone”

Riconoscimento “Caregiver familiare”, Venera Padua: “è un nuovo soggetto sociale su cui è caricata la cura di un milione e mezzo di persone”
Garantire il riconoscimento giuridico ai 3 milioni di persone, soprattutto donne tra i 45 e i 55 anni, che quotidianamente si prendono cura di un familiare disabile o non autosufficiente. È l'obiettivo del disegno di “Legge quadro per il riconoscimento e la valorizzazione del caregiver familiare”, presentato dal Pd, che è stato illustrato ieri nel corso di una conferenza stampa al Senato e a cui ha dato il proprio sostegno anche la senatrice Venera Padua.
La senatrice Padua spiega nei dettagli il disegno di legge: “questo disegno di legge sottoscritto già da 73 senatori, ha l'obiettivo prioritario di riconoscere la figura del caregiver, un nuovo soggetto sociale sul quale è caricata la cura di circa 1,5 milioni di persone. La finalità è di agevolare a queste persone la conciliazione tra cura, impegni professionali e vita sociale e di relazione. Si parte da una lacuna legislativa che vede il nostro Paese indietro e dobbiamo cercare di recuperare riconoscendo il ruolo giuridico a queste persone. Analoga proposta è stata presentata alla Camera da un deputato Pd, segno evidente che facciamo sul serio”.
Il disegno di legge parte dall’esperienza di alcune regioni come l'Emilia Romagna e la Sardegna. Si tratta di riconoscere un ruolo e di fare rete tra i caregiver informali, cioè questi volontari domestici che sono per lo più donne e i caregiver formali della rete di assistenza istituzionale, anche per riprogettare le politiche di welfare.
Continua la senatrice: “si riconosce la possibilità di accedere ad un piano assistenziale individuale, di richiedere flessibilità sul lavoro, di avere assistenza psicologica e formazione, di certificare le competenze acquisite e di poter godere di un sostegno economico. Non si tratta però di sostituire il servizio pubblico, che deve funzionare e garantire i livelli essenziali di prestazione. Il fatto che la proposta sia presente in ambedue i rami del Parlamento è garanzia della volontà politica di legiferare davvero. Dobbiamo tenere aperto il confronto con tutti i soggetti e coinvolgere anche il sistema di rappresentanza delle imprese. I caregiver sono soprattutto donne e questo spiega perché finora lo Stato non si sia occupato della materia, ma il fatto che i primi firmatari delle proposte dem siano due uomini è molto positivo”.
Picchiava i figli e li lasciava a digiuno, arrestato padre violento

Picchiava i figli e li lasciava a digiuno, arrestato padre violento
Orrore nel vittoriese: un uomo già noto alle forze dell’ordine è stato arrestato perché solito maltrattare e picchiare i propri figli. L’uomo, per telefono, era giunto pure a vantarsi di queste sue “imprese”, ed è andato in escandescenze nel momento in cui ha realizzato che i militari si erano presentati a casa sua proprio per porre fine a questo disastro.
“Vienimi a prendere! Papà non si sveglia… non abbiamo mangiato tutto il giorno…”. È l’estratto straziante di una telefonata effettuata da uno dei quattro bambini, vittime del loro stesso padre, ai nonni. Il cosiddetto padre in questione, un uomo violento già noto alle forze dell’ordine per altre nefandezze (aveva già violentato la moglie; quest’ultima, di origini straniere, era fuggita abbandonando i piccoli), era pure solito fare delle telefonate, ma di ben altro calibro: secondo il resoconto delle forze dell’ordine (che avevano preso nel mirino l’uomo nel corso di un’altra indagine), al telefono con la propria madre l’uomo si vantava della forza impressa nei colpi con cui era solito percuotere i figli.
Quando gli uomini della Squadra Mobile si sono presentati presso l’abitazione teatro di queste atrocità, hanno trovato ad attenderli uno scenario indecente: la casa era un porcile, sporcizia ovunque, spazzatura, escrementi, mobili distrutti, indumenti a terra, materassi sporchi senza lenzuola (proprio dove dormivano i bambini).
Considerata la gravità dei fatti commessi e la delicatezza dell’intera vicenda che vedeva il coinvolgimento anche dei nonni (non hanno denunciato i fatti, seppur molte volte hanno assistito i piccoli), non è stato possibile affidare i bambini ai familiari, pertanto sono stati interessati l’Ufficio Minori della Divisione Anticrimine della Questura di Ragusa e gli assistenti sociali del comune di Vittoria.
I bambini (alcuni avevano ancora i segni addosso della violenza subita), sono stati portati negli uffici della Squadra Mobile insieme ai nonni dove, con l’aiuto di personale specializzato, è stato spiegato loro che dovevano andare per un breve periodo in una comunità.
Scherma, Giorgio Avola vola a Rio: missione Olimpiadi

Scherma, Giorgio Avola vola a Rio: missione Olimpiadi
Poco più di un mese all’inizio delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, e gli atleti italiani rispondono alle ultime chiamate. I nostri rappresentanti sportivi si apprestano a partire per la città più popolare del Sudamerica, pronti a competere per le medaglie più importanti; anche il territorio Ibleo ha contribuito a sfornare alcuni olimpionici.
Dalla Conad Scherma Modica, reduce della convincente prova agli europei in Polonia, con un bronzo individuale e un argento a squadre, Giorgio Avola e il suo Maestro Eugenio Migliore (convocato dal CT Cipressa per fare parte dello staff azzurro) fanno sapere che la valigia per il Brasile è già pronta. Una piacevole novità per lo schermidore modicano dovrebbe essere rappresentata dalla certezza di un posto da titolare nella squadra di scherma azzurra; così non fu nel corso dei precedenti giochi olimpici (Londra 2012), quando, benché Avola fosse arrivato in Inghilterra come numero due del ranking mondiale, fu fatto accomodare in panca, come riserva.
Tutto pronto quindi, aspettando il 5 agosto per la cerimonia di apertura delle olimpiadi brasiliane; Avola non si salirà in pedana fino al 7, quando l’atleta modicano sarà atteso alla prova individuale. Il successivo appuntamento per Avola è previsto il 12 agosto (per la prova a squadre). Lo schermidore ed il suo allenatore andranno a Rio per la via più lunga, passando per Norcia, dove è previsto che si svolgerà il ritiro preolimpionico. L’inseguimento del sogno olimpionico è già cominciato.
“Gran Teatro del Barocco”: premiato il sociologo Francesco Pira

“Gran Teatro del Barocco”: premiato il sociologo Francesco Pira
Si è tenuta ieri presso una sala del Palazzo Cosentini a Ibla la premiazione del sociologo e giornalista Francesco Pira, insignito del Premio Barocco 2016. Pira, già professore di Comunicazione all’Università di Messina ha ringraziato per l’assegnazione del premio: “un riconoscimento che mi spinge a lavorare con più impegno ed energia”. La serata è stata arricchita dalla presenza della poetessa Antonella Galuppi, autrice precoce (scrive versi dall’età di dieci anni), la quale sta per dare alle stampe la sua seconda opera, “L’Antinomìa”.
Il sociologo Pira ha evidenziato, nel corso del suo intervento, come “il web ed i social network possono rappresentare un’opportunità per la conoscenza e la divulgazione della cultura”. Riconoscimenti nel corso della serata per i Maestri d’arte, Salvatore Fratantonio e Roberto Guccione. Lo scorso 21 giugno la mostra è stata aperta al pubblico e rimarrà aperta fino al 3 luglio e sarà visitabile tutti i giorni. Si tratta di una collettiva d'arte contemporanea, organizzata dalla Presidente Regionale dell'Accademia Internazionale Città di Roma, Maria Ventura, alla quale parteciperanno numerosi artisti provenienti da varie località della Sicilia. La Mostra è stata presentata dal professor Salvatore Parlagreco, docente e storico e dell’arte, a cui è stata consegnata una targa per il suo forte e incisivo impegno culturale.
Appuntamento al 3 luglio con la seconda serata-evento a cui presenzieranno il sindaco di Ragusa Piccitto, il Presidente dell’Accademia Internazionale città di Roma, Giovanni Maggi, ed il critico Stefano Di Martino, vice presidente dell’Accademia. Nel corso della serata saranno premiati numerosi artisti siciliani: Giovanna Abbate, Silvana Amarù, Daniela Cannia, Mariagrazia Cassibba, Guido Cicero, Aurora Coppolino, Angelo Criscione, Rosanna Criscione, Salvatore Farruggia, Giuseppe Fratantonio, Maria Giacobbe, Francesco Granata, Giusy Grasso, Claudio Guadagna, Rosalba Guarnuccio, Ornella Gullotta, Francesco Gurrieri, Emanuela Iemmolo, Simona Incardona, Cettina Incremona, Maria Rita Marino, Teresa Mazzurco, Gaspare Mirabile, Jole Notarstefano, Sara Occhipinti, Adelina Pennacchio, Angela Reale, Silvana Salinaro, Carmela Sammartino, Maurizio Sanfilippo, Angela Sarchiello, Elvira Saverino, Maria Teresa Scarso, Donata Scucces, Cinzia Stipala, Renzo Tonello, Carmelo Vella, Clara Ventura, Angela Vicari e Giacomo Virgadavol.
Costituita a Ragusa la Rete Diocesana per le comunicazioni sociali

Costituita a Ragusa la Rete Diocesana per le comunicazioni sociali
Su iniziativa dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, è stata ufficialmente istituita la Rete per le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ragusa, alla quale hanno aderito formalmente 30 soggetti - sigle e persone – che operano da tempo nel settore, e che uniranno energie ed esperienze di ciascuno per portare avanti un progetto comune di servizio della comunità ecclesiale e alla società locale.
La Rete persegue diversi obiettivi: condivisione e mobilizzazione di informazioni sui “mondi vitali” della Chiesa e sui problemi della Società ragusana; coordinamento e integrazione multimediale dei canali di informazione gestiti dai diversi nodi della Rete; ideazione e promozione di momenti formativi e di aggiornamento per gli operatori delle comunicazioni sociali; organizzazione di incontri, finalizzati alla condivisione delle energie per contribuire ad una "buona comunicazione sociale" per il territorio ibleo.
La Rete ha già eletto un “Esecutivo” - costituito dal Dr. Gian Piero Saladino (Direttore pro tempore dell’UCS), dalla D.ssa Gianna Cataudella (Radio Karis) e dalla D.ssa Elvira Adamo (esperta di Comunicazione e Marketing sociale) – che avvalendosi anche della struttura dell’UCS – Gabriella Chessari, Vittoria Cappello e Oriana La Licata – organizzerà le attività concordate.
La Rete rimarrà aperta a chiunque volesse farne parte, sottoscrivendo gli impegni contenuti nel Protocollo Istitutivo (allegato).
L’iniziativa, prima in Sicilia, è stata accolta favorevolmente dal Vescovo, Mons. Carmelo Cuttitta, che ne ha condiviso finalità, contenuti e metodo.
Il caso del bidello e della giovane studentessa molestata: confermate le accuse

Il caso del bidello e della giovane studentessa molestata: confermate le accuse
La Polizia di Stato – Squadra Mobile – ha eseguito la misura della custodia cautelare in carcere a carico di R.M. ispicese di 53 anni, bidello presso una scuola media inferiore di Ragusa. Il caso risale ad alcune settimane fa, quando una giovane migrante, studentessa presso una scuola di Ragusa, confessava di aver ricevuto ripetute e quanto mai pesanti “attenzioni” da un bidello dello stesso istituto.
Il GIP presso il Tribunale di Catania, su richiesta della Procura della Repubblica etnea ha disposto la cattura del bidello per i reati di: prostituzione minorile aggravata dall’aver approfittato della situazione di necessità economica della piccola vittima, per approfittato della minore quando sola in classe, della sua maggiore forza fisica rispetto alla vittima; reato aggravato anche dal fatto che il bidello ha abusato dei suoi poteri in violazione dei doveri inerenti una pubblica funzione, in quanto svolgeva la sua attività presso una scuola media ed in qualità di sorvegliante anche della vittima; reato aggravato anche dal fatto di aver commesso il reato all’interno di un istituto scolastico ed in danno di una minore.
Inoltre al bidello viene applicata la misura cautelare anche per il reato di violenza sessuale, in quanto con abuso di autorità e del ruolo che ricopriva, costringeva la minore a subire atti sessuali consistenti nel palpeggiamento del seno, approfittando della minore quando sola in aula ed ancora per aver condotto la vittima in una stanza adiacente la palestra, bloccandola con forza, tappandole la bocca per non farla urlare e costringendola ad avere un rapporto sessuale contro la sua volontà, reati tutti aggravati dalla minore età e dalla funzione ricoperta dall’autore del reato.
La Procura della Repubblica di Catania, titolare fin dall’inizio del procedimento penale a carico del bidello (stante la tipologia di reati per i quali la Squadra Mobile di Ragusa indagava), all’esito di una prima valutazione dei fatti da parte del Giudice di Ragusa e dell’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, valutando diversamente quanto accaduto ed avendo il quadro generale completo delle indagini della Polizia di Stato, ha richiesto ed ottenuto dal Giudice competente del Tribunale di Catania, la misura cautelare della custodia in carcere per il bidello.
Il Giudice ha ritenuto assolutamente veritiere le dichiarazioni della giovane vittima (sbarcata qualche tempo fa sulle coste siciliane), e per la eccezionale spregiudicatezza mostrata dall’indagato, ha ritenuto potesse reiterare i gravissimi reati ai danni di piccole vittime. Proprio per la spiccata pericolosità sociale del soggetto, ogni altra misura cautelare appariva inadeguata, quindi il Giudice ha disposto il carcere.
A seguito della decisione del Giudice, la Procura della Repubblica di Catania ha dato mandato alla Squadra Mobile di procedere alla cattura del bidello che, dopo pochi minuti dall’aver ricevuto il provvedimento, lo ha condotto in carcere dalla sua abitazione di Ispica dove si trovava agli arresti domiciliari.
Muore trentunenne. Si pensa ad un’overdose

Muore trentunenne. Si pensa ad un’overdose
Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri di Pozzallo e della Compagnia di Modica sono intervenuti presso un’abitazione di Pozzallo, ove era stato segnalato il decesso di un uomo: la tragedia è probabilmente collegabile al consumo di droga.
Effettivamente, intorno alle 14 di ieri, una persona ha chiamato il 112 segnalando che un proprio amico, ospite presso la propria abitazione, era steso a letto e non dava alcun segno di vita. Sul posto sono subito intervenuti i Carabinieri ed il personale medico del 118 che, ma solo per trovare il cadavere del giovane (un 31enne ispicese) che giaceva sul letto ove la sera prima si era coricato.
Dunque, è intervenuto sul posto il medico legale che, dopo una prima ispezione cadaverica, nel corso della quale non riscontrava alcun segno di violenza sul corpo, ha ricondotto le cause del decesso ad una verosimile intossicazione da sostanze stupefacenti.
Tra l’altro, nel corso della perquisizione domiciliare, i militari dell’arma hanno rinvenuto e sequestrato, in un contenitore dei rifiuti ubicato in un cortile retrostante all’abitazione, una bottiglietta in plastica con inserita una cannuccia e con segni di bruciatura, probabilmente utilizzata poco prima dal ragazzo per assumere sostanze stupefacenti.
Continueranno le indagini per confermare la tesi dell’overdose.
Internet e i minori, Nino Minardo: “avviato alla camera l’iter sulla mia proposta di legge”

Internet e i minori, Nino Minardo: “avviato alla camera l’iter sulla mia proposta di legge”
Avviato l’esame per la proposta di legge dell’onorevole Nino Minardo, in merito ad una maggiore tutela per i minori che si avventurano sul web. La proposta contiene disposizioni per la diffusione di un codice di comportamento etico e per la sicurezza nell’utilizzo della rete internet.
Che quella dei minori sia una delle categorie di utenti più sensibili alle insidie della rete, è un fatto ormai ben (tristemente noto): l’esposizione dei ragazzi alla piattaforma di interazione più vasta mai esistita, pone da sempre il problema del rischio di essere virtualmente avvicinati da persone con armate delle peggiori intenzioni.
A tutto ciò viene la proposta di Nino Minardo: “al centro delle riflessioni sono poste la scuola e la formazione dei docenti sui pericoli della pedopornografia in rete. In particolare, le istituzioni dovranno lavorare a un codice di comportamento etico per prevenire il pericolo che il minore venga a contatto con contenuti illeciti o dannosi per la sua crescita. Massima attenzione sarà rivolta anche ai genitori, che ben nel 50% dei casi si rendono inconsapevolmente complici di questi reati postando online le foto dei figli”.
Niente più villette sul litorale, esulta Legambiente

Niente più villette sul litorale, esulta Legambiente
È stato approvato in via definitiva il piano paesaggistico di Ragusa, con nuove e ben definite regole per la tutela del paesaggio: una delle più importanti è senza dubbio quella relativa alle zone con livello di tutela 2 (art. 20) che consente nelle aree classificate come zone E (agricole) l’edificazione dei soli fabbricati rurali, da destinare ad attività a supporto dell’uso agricolo del fondo, nonché delle attività connesse all’agricoltura.
Per fabbricato rurale ad uso abitativo s’intende quella struttura utilizzata quale propria abitazione dall'imprenditore agricolo. Parimenti sono consentiti i fabbricati rurali di servizio: vale a dire quelli strumentali alle attività agricole di cui all'art. 2135 del codice civile. Quindi nessun problema per gli agricoltori e le imprese agricole vere che potranno continuare ad operare come prima.
Trapela soddisfazione dal circolo Legambiente di Ragusa “Il Carrubbo”: “come abbiamo sempre affermato, e la Regione Sicilia lo certifica, per proteggere il paesaggio dell’altopiano ibleo, che assume così un valore costituzionalmente tutelato, non può essere consentita la realizzazione di nuove prime e seconde case ad uso civile, in passato spesso rappresentate da lottizzazioni abusive. L’unica possibilità per le chi vuole abitare in campagna rimane il riuso e la rifunzionalizzazione del patrimonio architettonico esistente (art. 42). Queste regole, che dovranno essere fatte rispettare immediatamente dalla Soprintendenza, entro due anni dovranno essere recepite dai piani regolatori. Finisce così una stagione di assalto al territorio, speculazioni edilizie e distruzione di quei paesaggi che ci invidiano in tutto il mondo ed inizia una nuova stagione di recupero e riqualificazione del paesaggio che passa attraverso l’abbattimento delle diverse lottizzazioni abusive individuate e sanzionate dalla Regione Sicilia e della magistratura, prima fra tutte quella delle 5 villette di San Giacomo. La variante all’art. 48 quindi non è altro che una presa d’atto conseguente all’approvazione del piano paesaggistico. Va approvata dal consiglio comunale senza tanti indugi, altrimenti verrà un commissario a farlo”.
Brexit, il tradimento di una generazione

Brexit, il tradimento di una generazione
Le domande di tutti, in questi giorni marcati dal Brexit, sono sempre le stesse: cosa succederà adesso? Quale sarebbe il risultato in Italia? Conviene stare in Europa o hanno ragione loro? Tutti hanno cominciato a ripetere queste domande come un mantra, da quando hanno appreso il risultato del referendum britannico. L’unica certezza (per così dire) è costituita dalla prossima uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, e dalla consapevolezza che tale processo sarà lungo e complicato, tanto da durare come minimo due anni.

Ma la vicenda del Brexit deve essere lo spunto per un’altra riflessione: chi sono coloro che non vogliono l’Europa? L’antieuropeismo è davvero un sentimento così forte fra i popoli che compongono l’Unione? Perché la verità è che oltremanica le sensazioni più comuni registrate all’indomani del Brexit riguardano l’incertezza e il pentimento: si è pentito il premier Cameron, che aveva promosso il referendum scommettendo tutto sulla volontà britannica di restare nell’UE, e che adesso non può fare altro che annunciare le dimissioni; pare si sentano incerti i londinesi, dato che gli abitanti della città più multietnica d’Europa (un abitante su tre, a Londra, non ha origini inglesi) avevano votato in stragrande maggioranze per il remain; piangono miseria i mercati di tutto il mondo, spaventati dall’assenza di uno scenario certo. Ma coloro che si sentono incerti, pentiti, sconfortati e forse abbandonati, sono quei giovani cresciuti credendo nel mito dell’Europa.
Brexit, generazioni a confronto
Il risultato del Brexit ha messo nero su bianco un conflitto generazionale: da un lato gli under 25, la cosiddetta generazione Erasmus, abituata alla mobilità. Ragazzi e ragazze che lentamente e con difficoltà, ma non senza entusiasmo, cercavano di comporre il sentimento di appartenenza a qualcosa di più grande, insieme ai coetanei di tutta Europa. Dall’altro lato, gli over 50, che si sentono semplicemente traditi dal sogno europeo, che ben presto si è tramutato in un incubo di incapacità burocratica, incertezze, indecisione nei confronti di quei temi fondamentali e delicati (come l’immigrazione) che andavano affrontati da una leadership europea unita ed irremovibile nelle sue scelte; sono coloro a cui era stata promessa l’Europa, e che già con scetticismo avevano accettato di far parte dell’esperimento.

In Gran Bretagna, i dati parlano chiaro: a volere la Brexit sono state le periferie inglesi (la Scozia ha votato compatta per rimanere; a Londra, come già accennato, ha stravinto la volontà di non uscire dall’Europa), e soprattutto gli elettori appartenenti alle fasce d’età dei cinquantenni e dei pensionati: in altre parole, l’uscita della Gran Bretagna dell’Unione Europea è dovuta a quella parte dell’elettorato più facile da raggiungere dalla propaganda populista. Da cui, verrebbe spontaneo chiedersi se sia stata la vecchia generazione a tradire la nuova; la risposta più onesta, come sempre, è che la realtà è molto più complessa. È vero, oltre il 70% degli elettori tra i 18 e i 25 anni ha scelto l’Europa; tuttavia al referendum per il Brexit l’affluenza giovanile alle urne non si è avvicinata nemmeno lontanamente a quella degli elettori più maturi: la verità è che il voto è stato influenzato fortemente anche dall’astensionismo giovanile.
Ecco il vero tradimento generazionale: se la fascia di elettori tra i 18 e i 25 anni avesse preso veramente sul serio la possibilità di una vittoria del Brexit, quel risultato finale (52% dei leave contro i remain) probabilmente non sarebbe stato lo stesso. D’altro canto, i più anziani hanno creduto di più nel risultato a loro favore, recandosi in massa alle urne.
Così la vecchia generazione è stata lasciata libera di scegliere per il futuro di quella nuova, e i giovani inglesi (europeisti fino al midollo) non possono fare altro che accettare il risultato elettorale… per ora. Forse questo risultato non sta sussurrando parole al miele alle fazioni antieuropeiste del continente (cosa di cui molti si stanno convincendo in questi giorni, da Farage Le Pen), ma sta urlando un messaggio d’allarme ad un’intera generazione, che adesso dovrà sapere ascoltare.
