Arrestato albanese, era ricercato in tutta Italia

Arrestato albanese, era ricercato in tutta Italia
Sono proseguite durante tutta la giornata di ieri le indagini dei Carabinieri volte ad accertare la posizione di un dell'albanese che si trovava alloggiato nel B&B di Pozzallo, fermato dai militari dell'arma della Compagnia di Modica durante le operazioni, che hanno permesso di arrestare Giuseppe Zocco, Donato Angilieri e Hamed Zahi, per detenzione e spaccio di stupefacenti. L'uomo è Klodjan Dedja, un pluripregiudicato, ricercato in tutta Italia. Scoperta l'identità dell'albanese i militari dell’Arma lo hanno quindi dichiarato in arresto e condotto nella Casa Circondariale di Ragusa.
Scoperto piccolo arsenale a Scoglitti

Scoperto piccolo arsenale a Scoglitti
Questa mattina i carabinieri di Vittoria hanno fatto irruzione in casa di Rosario Floriddia, bracciante agricolo di 42 anni, dove hanno scoperto un piccolo arsenale.
In particolare hanno trovato: una pistola semiautomatica a salve, di produzione italiana marca “VALTRO” cal. 8 modificata con l’inserimento di una canna di acciaio atta ad impiegare cartucce letali cal. 7,65 e ridotta a pistola mono-colpo, modificando contestualmente anche il cane con l’apposizione di un percussore solidale allo stesso; una pistola rivoltella a salve, di produzione italiana marca BBM (BRUNI) cal. 380 a salve, modificata con l’inserimento di una canna d’acciaio all’interno di quella d’origine e con l’inserimento in ogni singola camera di cartuccia di un riduttore di calibro in acciaio, nell’insieme atti all’impiego di cartucce letali cal. 6,35; un fucile realizzato in maniera interamente artigianale, con un tubo di metallo adattato ad una calciatura in legno, atto all’impiego di munizione letale cal. 12, con un sistema di percussione della cartucce realizzato con un sistema artigianale ma perfettamente funzionante di “percussore lanciato”; 13 cartucce da caccia a pallini cal. 12 di varie marche; 5 cartucce metalliche cal. 38 special tipo “Wad-cutter” con ogiva in piombo; 27 cartucce metalliche cal. 6,35 con ogiva tipo “Full Metal Jacket”; 2 cartucce metalliche cal. 7,65 con ogiva tipo “Full Metal Jacket”; 36 cartucce a salve cal. 380.
L’ottima fattezza, peculiarità ed ingegnosità delle armi sequestrate oggi, confermata dalla perizia effettuata seduta stante da uno specialista nel settore balistico, induce gli investigatori a ritenere che nella giurisdizione possa nascondersi un altro laboratorio clandestino di produzione di armi artigianali ovvero di modifica delle armi “giocattolo” per la successiva immissione nel mercato clandestino. Tutte le armi sono state inviate ai Ris di Messina, affinché vengano analizzate per scoprire se in passato siano state usate in qualche atto delittuoso.
Modica. Emesse sei ordinanze di custodia cautelare per spaccio

Modica. Emesse sei ordinanze di custodia cautelare per spaccio
Alle prime luci dell'alba 15 uomini della Compagnia dei Carabinieri di Modica, coadiuvati da un'unità cinofila e da un elicottero, hanno arrestato Angilieri Donato, 31enne, Giuseppe Zocco, 37enne, e Hamed Zahi, 37enne pescatore tunisino, per detenzione e spaccio di stupefacenti. Durate la stessa operazione, sono stati identificati ed emesse altre tre misure di custodia cautelare per Francesco Agosta, di 24 anni, Andrea Scala, di 29 anni, e per Elena Stinga, di 32 anni.
L'operazione, va inquadrata all'interno di una indagine più vatsa, iniziata nell’estate del 2012, che ha portato all'arresto di trenta persone. Grazie al blitz di questa notte è stato portato alla luce un commercio di sostanze stupefacenti, che coinvolgeva i comuni di: Pozzallo, Scicli, Ispica e Modica. Tutti gli indagati, come hanno accertato gli inquirenti, si rifornivano, a cadenza regolare, presso il quartiere di San Cristoforo a Catania, per poi smerciare la cocaina e l'hashish in provincia.
L'unico ad avere dei precedenti penali, oltre al pescatore tunisino, era Giuseppe Zocco, in cura al Sert, grazie al quale riusciva a procurarsi le pasticche di Subutex, un medicinale adoperato per il trattamento delle dipendenze dell'eroina. Nella notte i carabinieri hanno eseguito tutta una serie di perquisizioni, sia nelle abitazioni ma anche in un B&B di Pozzallo. Grazie a questa perquisizione i militari dell'Arma hanno arrestato Zahi, poichè trovato in possesso di 60 grammi di hashish, ed hanno fermato un uomo di origine albanese, un pluripregiudicato, sul quale si stanno effettuando alcuni accertamenti per verificarne la posizione e l'effettiva identità.
A palazzo dell'Aquila inaugurato un saloon

A palazzo dell'Aquila inaugurato un saloon
Manca solo lo scontro fisico. In fondo il bon ton istituzionale, il confronto politico, non albergano più a Palazzo dell'Aquila da molto tempo. Non che prima, maggioranza e opposizioni, brillassero in tal senso, ma diciamo che non scesero mai così in basso. Si minacciava la querela, ci si rivolgeva alla magistratura o, il più delle volte, si intimava di farlo. Il confronto era sicuramente aspro, ma i toni, i toni erano differenti. Il consigliere Angelo La Porta di Territorio, rispondendo alle accuse rivoltegli in un comunicato stampa da Dario Gulino, consigliere dei Cinque stelle, lo invita ad un confronto pubblico. Legittimo, perfetto, si fa così. Ma è il tono che lo tradisce. E come se La Porta sfidasse a duello il suo collega, ma non in un duello nobile, non a colpi di retorica o di fatti, ma in una rissa da bar. "Se Gulino è disponibile - scrive in chiusura il consigliere di Territorio - avrò modo di spiegargli due o tre cose su quale è il significato di stare tra la gente" e prosegue "scelga lui, il luogo, l'ora e il posto". Se questo non è il guanto di sfida degno del miglior Clint Eastwood, poco ci manca.
Non entriamo in merito alla questione, che potrebbe pure essere interessante - il contendere riguarda la costituzione del mercato ittico di Marina di Ragusa e il destino dei pescatori del borgo marinaro - solo perché i due affrontano queste tematiche in maniera del tutto strumentale, a tal punto da far sorgere il dubbio che questo sia solo un pretesto.
Gulino accusa il collega di dover: "studiare e lavorare per la città portando proposte e non sterili discussioni da bar", peccato che in quel bar è stato proprio Gulino ad invitarlo. Si lamenta di certi alcuni "segugi" al suo soldo, che lo informerebbero, "in tempo reale, di un comunicato, del Movimento, inviato alle redazioni", insomma un atto ignobile, ma non contento, rincara la dose e così infila un'altra "stilettata" e, con un'eleganza di cui non ne sentivamo la mancanza, sottolinea la differenza di età e quasi lo compatisce per un alzheimer ormai più che incipiente.
Ma se questa è la reazione di Gulino all'intervento di Laporta in Consiglio comunale, questi preso dalla foga e visibilmente stizzito, in onore di un vago ossequioso nei confronti dei suoi elettori, non solo ribadisce il suo consiglio alle forze dell'ordine, di chiudere un occhio se qualche pescatore non sempre rispetta le leggi, ma biasima il pentastellato per il suo trincerarsi "dietro codici e codicilli, come chi vende soltanto fumo". Quei codici e quei codicilli, andrebbe ricordato al consigliere di Territorio, sono le nostre leggi e da un rappresentante delle istituzioni, ci aspetteremmo ben altro che un becero invito a delinquere.
In ultima analisi, il confronto muscolare è bello e a volte pure utile, ma se la cosa viene protratta nel tempo, si rischia di perdere l'oggetto del contendere, lasciando per strada, e in modo definitivo, la bussola, l'orientamento, che in un consesso politico è la cosa più importante, visto che questo si dovrebbe occupare della cosa pubblica e non di scaramucce personali e personalistiche. Ragusa e i ragusani forse hanno bisogno di ben altro, di un confronto più maturo, di un altro linguaggio, di un'altra progettualità.
Nel frattempo, non sparate sul pianista.
Piccitto al 15° posto tra gli amministratori. Però...

Piccitto al 15° posto tra gli amministratori. Però...
E' uscita la tanto agognata ricerca di Ipr – Marketing come sempre commissionata da Il Sole 24 Ore, sul gradimento dei presidenti di Regione e dei sindaci nel 2013.
Federico Piccitto si attesta al 15° posto sui 101 totali, un buon risultato nonostante un calo delle preferenze, pari al 10,9%. Percentuale che se tradotta in voti significa che, nell'arco di 6 mesi, il sindaco pentastellato ha perso 3.242 voti, ossia 18,6 persone, che, quotidianamente, dal momento della sua elezione sino al 15 dicembre, giorno di chiusura delle interviste del sondaggio, hanno deciso di non votarlo più.
Da cosa dipende questa flessione è difficile stabilirlo con certezza, di sicuro non è imputabile ad un unico fattore od un evento scatenante, molto probabilmente le modalità con cui la Tares e l'Imu sono entrate nella vita dei ragusani, non avranno giovato all'immagine di Piccitto, come l'estrema litigiosità di questo Consiglio comunale, non ha rappresentato, come poteva, la carta vincente per questa Amministrazione. Su tutto ciò, inoltre, aleggia implacabile l'ondata di malcontento e di dissenso che ha travolto la stragrande maggioranza dei sindaci italiani, due su tre, hanno fatto registrare una flessione nel gradimento.
Nonostante la perdita di quasi 11 punti percentuali Piccito si dichiara soddisfatto del risultato, in fondo è al 15° posto, fatto che più di altri denoterebbe l'apprezzamento dei cittadini nei confronti del suo operato. Dipasquale, come ricorda lo stesso, era solo al 22° posto con un gradimento del 57%, contro il 58,5% dell'attuale primo cittadino. Forse sta proprio qui il discrimine, la chiave di lettura, che Piccitto pare ignorare, ossia che Dipasquale era al secondo mandato e quel posizionamento era la risultante di anni di lavoro, mentre Piccitto non ha alcun termine di paragone, in fondo è da soli sei che ricopre questa carica.
Il suo 58,5% di preferenze non derivano, nel bene o nel male, dalla sua attività politica, ma è solo il frutto del risultato delle amministrative di fine giugno. Un ballottaggio che stravinse, certo, ma confrontandosi con quella chimera politica che portò il centrodestra ed il centrosinistra ad appoggiare Cosentini. Quindi più che al suo operato dovrebbe guardare indietro, per spiegare e raccontare il suo piazzamento in questa particolare ed ambita classifica.
In ultima analisi possiamo aggiungere che se, in questi sei mesi, le preferenze nei suoi confronti non fossero né scese né salite, a quest'ora Piccitto sarebbe il sindaco più amato d'Italia, riuscendo a superare persino Alessandro Cattaneo (sindaco di Pavia), oggi al vertice della classifica, di 1,5 punti percentuali. Nella speranza che non ricalchi le orme del suo omologo parmense, Pizzarotti, che dal 60% del 2011 è sceso via via sino al 73° posto nel 2013, con un indice di gradimento pari al 49%, non possiamo che augurare al nostro sindaco un risultato migliore per il 2014, confortato e supportato, questa volta, da una effettiva azione di governo.
Rifinanziata la legge su Ibla. Altri 4 milioni

Rifinanziata la legge su Ibla. Altri 4 milioni
L'Assemblea Regionale Siciliana, nella nottata, ha approvato l'art. 6 della finanziaria che prevede uno stanziamento di 4 milioni di euro per la Legge 61/81.
“Esprimo soddisfazione - dichiara il Sindaco Federico Piccitto - per il rifinanziamento della legge su Ibla, sono infatti pienamente consapevole delle difficoltà finanziarie della Regione Siciliana, che di riflesso coinvolgono anche i comuni, per cui non posso che registrare positivamente il mantenimento dell'importo sugli standard degli ultimi anni nonostante i diversi tagli operati dall'Ente regionale. I nuovi fondi ci consentiranno di potere attuare gli interventi previsti tra le opere triennali e quelli infrastrutturali alle obsolete reti idriche e fognarie. Grazie a tali risorse potremo avviare importanti lavori non solo nel centro storico di Ibla ma anche in quello di Ragusa Superiore per il cui quartiere abbiamo programmato diversi significativi interventi. Esprimo inoltre un plauso alla deputazione regionale, in particolare a quella iblea, che ha sostenuto e votato il rifinanziamento”.
Appello di Dipasquale (La Destra) a Piccitto sulla seconda rata dell'Imu

Appello di Dipasquale (La Destra) a Piccitto sulla seconda rata dell'Imu
C'era una possibilità di far risparmiare qualcosina alle famiglie ragusane, ma nulla è stato fatto. Perché? E' ciò che si domanda Giuseppe Dipasquale, commissario cittadino de La Destra, in riferimento alla possinbilità di assimilare alla prima casa gli immobili concessi gratuitamente ai parenti di primo grado, come ad esempio i figli o i genitori.
Se l'amministrazione Piccitto avesse recepito questa norma, così come hanno fatto altri comuni, queste abiatzioni sarebbero state esentate dal pagamento della seconda rata dell'Imu. "Vorrei capire – dichiara Dipasquale – perché, a fronte di provvedimenti legati all’assimilazione in questione che può essere stabilita soltanto per una unità immobiliare e a condizione che non si tratti di abitazioni signorili, l’ente di palazzo dell’Aquila abbia deciso di non assumere alcuna determinazione in proposito. Che potrebbe risultare molto utile anche in occasione del pagamento della mini Imu da corrispondere entro il 24 gennaio".
In un momento difficile come questo caratterizzato dalla crisi economica, da un peso fiscale crescente l'adozione di questa misura avrebbe potuto dare un po' di respiro ai cittadini iblei. La scadenza per la seconda rata dell'Imu è il 24 gennaio, non c'è moltissimo tempo, ma ancora esiste un margine di manovra, "ecco perché - conclude Dipasquale - invitiamo il sindaco Piccitto e la Giunta a prendere in esame questa opportunità, considerato, tra l’altro, che si tratta di una norma di recente approvazione, che potrebbe garantire un sostegno su un duplice fronte (rispondendo anche, quindi, ad esigenze abitative). Speriamo che questa situazione possa essere analizzata con la dovuta attenzione, così come merita, e che se decisioni ci sono da assumere ciò accada in tempi brevi per garantire la piena efficacia della norma anche sul nostro territorio comunale". Una richiesta sensata, nella quale molti sperano, ma che molto probabilmente non verà accolta da Palazzo dell'Aquila, in fondo anche il Comune non naviga certo nell'oro.
I Carabinieri scoprono una cava abusiva nei pressi di Kamarina

I Carabinieri scoprono una cava abusiva nei pressi di Kamarina
I Carabinieri di Santa Croce Camerina, dopo una serie di appostamenti, sono riusciti ad arrestare due vittoriesi, L.O. 57enne e N.S. 49enne,con l'ipotesi di reato di furto aggravato, deturpamento di bellezze naturali, omessa comunicazione dell’esercizio dell’attività estrattiva, esecuzione di lavori senza autorizzazione in area d’interesse paesaggistico.
I due operai, tramite un grosso escavatore e due autoarticolati, stavano sottraendo materiale sabbioso in prossimità del parco archeologico di Kamarina. E più precisamente nell'area che un tempo fu destinata alla costruzione del villaggio turistico della Valtur, poi bloccato per la nota vicenda del patron della stessa Valtur, Carmelo Patti, indagato dalla DIA di Catania come prestanome di Matteo Messina Denaro.
I tre mezzi adoperati dai due per la sotttrazione delle sabbie sono stati posti sottosequestro, gli inquirenti stanno adesso valutando la situazione delle due ditte, anch'esse vittoriesi, proprietarie dei mezzi, in quanto le due ditte si occupano di lavori stradali ed escavazioni.
Tutta l’area interessata, infatti, e quella circostante, è indicata sia dalle mappe della Regione Siciliana, sia da quelle del Comune di Ragusa come d’interesse paesistico e archeologico, ricompresa nel perimetro del “parco archeologico di Kamarina”. Aggravata quindi la posizione degli indagati che devono rispondere della violazione del T.U. beni culturali.
Vittoria. Arrestato per evasione

Vittoria. Arrestato per evasione
I Carabinieri di Vittoria hanno arrestato Orazio Perone, di 28 anni, già pregiudicato per reati contro il patrimonio. I militari hanno eseguito l'ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, in quanto Perone deve scontare una pena di anni 1, mesi 1 e gg 10 di reclusione per il reati di evasione commesso in Vittoria il primo novembre del 2012. Perone adesso si trova nella Casa Circondariale di Ragusa.
Vittoria. I Carabinieri smantellano due organizzazione di narcotrafficanti

Vittoria. I Carabinieri smantellano due organizzazione di narcotrafficanti
In nottata i Carabinieri della Compagnia di Vittoria, coadiuvati dai militari di altre Compagnie nonché dall'unità cinofila di Catania e da un elicottero, sono riusciti a sgominare due bande dedite allo spaccio di stupefacenti a Vittoria e a Scoglitti.
Quasi un centinaio di Carabinieri hanno partecipato all'atto finale di un'indagine, la "Dual Band", iniziata nell'ottobre del 2011. Due bande che si rifornivano a Palermo, principalmente di hashish e cocaina, e poi smerciavano a Vittoria, divenuta ormai tristemente una "piazza" importantissima per il mercato della droga e non solo per i consumatori della provincia iblea. Pare infatti che vengono nell'Ipparino anche da Gela e da Catania.
Nell'operazione di questa notte sono stati sequestrati 900 chilogrammi di hashish e 15 grammi di cocaina, ma come tiene a precisare lo stesso capitano della Compagnia di Vittoria, Francesco Soricelli, "questa volta non ha importanza il quantitativo, ma il fatto che abbiamo stroncato un sistema".
17 sono le persone arrestate nel corso di questi tre anni di indagini. 12 delle quali sono accusate del reato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio. Di queste 12, 7 si trovano all'estero e pare che siano state già avviate le formalità per l'estradizione, le restanti 5 sono in carcere. Gli arresti sono stati compiuti all'interno della città di Vittoria e nelle campagne circostanti. Lo spaccio invece avveniva nei pressi di due bar della città, uno vicino al mercato ortofrutticolo e l'altro nel pieno centro storico.
Due bande dicemvamo, una agiva a Vittoria e l'altra a Scoglitti, e cinque traduzioni in carcere. La prima organizzazione, che era anche la più importante, era capeggiata da Bedoui Mohamed, il cui braccio destro era Oueslati, che inoltre forniva pure la sua officina come magazzino per la droga, ed il loro pusher, un ragazzo di nome Sayari. Questa banda forniva la droga anche alla seconda, il cui capo era Khadimallah, arrestato con il suo guarda spalla Ajej. La banda di Bedoui si riforniva a Palermo e poi spacciava nel vittoriese, “questa è l'ennesima conferma, se ce ne fosse stato bisogno, – ha dichiarato il colonnello dei Carabinieri Salvatore Gagliano – che ormai le grosse organizzazioni criminali subappaltano il lavoro a piccole organizzazioni, indipendenti, magari composte da soli extracomunitari”. Possiamo dedurre da ciò, che l'operazione Dual Band, faccia parte di un'indagine più grossa e che mira a ben altro livello ossia a chi gestisce lo spaccio di droga nell'Isola.
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