OK per l'accordo Alitalia Wind Jet

OK per l'accordo Alitalia Wind Jet

 aereo-windjetVia libera condizionato dell'Antitrust all'acquisizione di Wind Jet da parte di Alitalia. La società dovrà cedere slot su diverse rotte italiane: Palermo-Linate, Catania-Linate e Catania-Fiumicino. Le misure sono necessarie, spiega L'antitrust, a eliminare "gli effetti anticoncorrenziali che l'operazione avrebbe altrimenti creato sulle tre rotte". Un soggetto indipendente raccoglierà le richieste dei concorrenti e stabilirà a chi assegnare le rotte. In particolare, "per le quattro stagioni Iata successive alla stagione Summer 2012 attualmente in corso", Alitalia dovrà rilasciare sulla rotta Catania-Milano Linate fino a 2 coppie di slot (equivalenti a due diritti di decollo e due diritti di atterraggio), corrispondenti ai voli operati da Wind Jet nelle stagioni IATA Summer2012 e Winter 2011/2012; sulla rotta Palermo-Milano Linate 1 coppia di slot e sulla Catania-Fiumicino fino a 2 coppie di slot, corrispondenti ai voli operati nelle fasce della mattina (7-9) e della sera (19-21) da Wind Jet.

L'allocazione degli slot dovrà essere gestita da un soggetto terzo (monitoring trustee), indipendente da Alitalia, che non sia esposto a conflitti di interesse. Il soggetto sarà selezionato da Alitalia entro 30 giorni e la scelta dovrà essere approvata dall'Autorità. Il monitoring trustee raccoglierà le richieste dei vettori concorrenti (i quali dovranno essere privi di legami societari, finanziari e commerciali con Alitalia e non facenti parte dell'alleanza SkyTeam) che dovranno contemplare l'impegno ad operare, per almeno quattro stagioni IATA, i voli sugli slot richiesti con vincolo di destinazione sulle corrispondenti rotte interessate. Sarà il monitoring trustee, nei casi di effettiva indisponibilità di slot negli scali individuati, a decidere a chi assegnare gli slot che Alitalia è obbligata a rilasciare.  

da travelnostop

 

 

Aiuto!!!! E' un golpe.....

Aiuto!!!! E' un golpe.....

monti-lombardo

Il caso Sicilia è ormai un fatto nazionale che sfiora il dramma. C'è stato un incontro urgente tra il premier Monti e il presidente della Repubblica Napolitano. Sul tavolo, argomento principale la Sicilia con i suoi problemied il pericolo di fallimento. Tutti sanno come è andata: Prima, gli articoli di stampa, l'intervista di Ivan Lo Bello, la lettera di Monti con cui il presidente del Consiglio chiedeva al governatore certezza sulla data delle dimissioni, con la risposta di Lombardo. Infine, questa sorta di gabinetto di guerra che getta ombre fosche e lancia un ulteriore segnale d'allarme.  Ma per Lombardo la situazione è divera :"Stanno tentando un golpe. Abbiamo toccato i fili, e chi li tocca prende la scossa. Sui conti è stato creato un polverone: denuncerò Libero e Il Giornale". Raffaele Lombardo ha rilasciato alle televisioni una lunga intervista che verrà trasmessa questa sera ( mercoledi 17 ed in replica il giorno dopo da Teleiblea) nella quale secondo il governatore ci troviamo di fronte all'assalto finale. Sto valutando l'idea di dimettermi subito, insomma, per salvare il voto anticipato, che da Statuto va celebrato entro 90 giorni. Scongiurando il commissariamento, che secondo Lombardo sarebbe né più né meno “un colpo di Stato”.  Nell'intervista Raffaele Lombardo parla del suo futuro prossimo  fatto di riposo e passeggiate in campagna . Un'immagine che oggi fa pensare al “tiro al Lombardo” che si è scatenato nel Palazzo e sulla stampa nazionale. Lombardo la definisce “la fase nuova della mia vita”.La manovra in corso, che può essere considerata un colpo di Stato, mette sotto i piedi l'autonomia e la Costituzione. Lo Statuto ha norme precise sulle dimissioni del presidente. Prevede tempi precisi, cioè novanta giorni, entro cui si vota. Nei quali il presidente ha poteri pieni che consentono di affrontare l'emergenza. Ma io non mi avvarrò di questi poteri: c'è un vicepresidente che in quanto a rigore non è secondo a nessuno. Tutto il resto è un grande polverone deliberatamente creato. È il sistema che reagisce a questo tentativo autonomista”.   ( Alla faccia del polverone!  n.d.d.)  “Oggi i quotidiani nazionali titolano a nove colonne 'La Sicilia è fallita', provocando enormi danni ai siciliani. Lombardo dice che li denuncerà oggi stesso, chiedendo un risarcimento a Libero e al Giornale”.   Va bene ma i conti non tornano affatto! “Viviamo certamente una condizione di difficoltà, come del resto in tutto il Paese ribadisce Lombardo. Ci si scandalizza per i cinque miliardi di debito della Regione, quando il debito dello Stato è di duemila miliardi. Abbiamo difficoltà di cassa? È vero. Ma perché lo Stato piuttosto non comincia a restituire il miliardo di euro che deve alla Sicilia, tra fondi della Sanità, Fas e fondi comunitari? In questi anni abbiamo bloccato le assunzioni e invece scrivono che abbiamo assunto 30 mila forestali. Abbiamo ridotto le partecipate, i dipartimenti , abbiamo smantellato l'affare mafioso dei termovalorizzatori, la Sanità ha rispettato il piano di rientro, abbiamo riformato la Formazione, con la nuova Irsap ci sono cinque commissari al posto di settecento. Abbiamo toccato i fili. E chi li tocca prende la scossa”.  Difesa a tutto campo del Governatore dunque ma non fa cenno ad esempio alla goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le 200 nomine dell'ultima ora.  Pierferdinando Casini intervenendo sulla querelle Monti-Lombardo dà ragione al presidente del consiglio: "La Sicilia è un nominificio". 

notizie tratte da livesicilia


35 milioni per i poli museali nel mezzogiorno

35 milioni per i poli museali nel mezzogiorno

Roma- Il Cipe ha ha incluso il polo museale di Ragusa e Siracusa nel circuito del “Progetto pilota Poli museali di eccellenza nel Mezzogiorno”, che spenderà nel Mezzogiorno 35 milioni di euro.

Ad annunciarlo è il senatore Giovanni Mauro, di Grande Sud, consulente del  Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica.

Pronti a partire i progetti per 7 Poli museali di eccellenza in Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sardegna e a breve anche in Sicilia, per un totale di 95 interventi.

Promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica (DPS) e realizzato da Invitalia, il Progetto è operativo dal 2008 e punta a potenziare la qualità dell’offerta museale del Mezzogiorno e a contribuire alla crescita economica e sociale dei territori coinvolti, attraverso interventi strutturali sul loro patrimonio culturale in grado di garantire prospettive reali di sviluppo attraverso il miglior equilibrio tra tutela, valorizzazione e impatto economico e sociale.

Sotto la supervisione di un Comitato Scientifico di Indirizzo, sono state selezionate – in collaborazione con le Direzioni Regionali del MiBAC – 18 candidature a Polo museale di eccellenza, scelte tra i musei e le aree archeologiche con evidenti valori intrinseci e particolari potenzialità nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Grazie all'impegno del sen. Giovanni Mauro e di Grande Sud, il polo museale di Ragusa e Siracusa è stato incluso nell'importante elenco, che permetterà di accedere a una quota parte dei 35 milioni di euro destinati ai poli museali del Mezzogiorno.

In provincia di Ragusa le articolazioni del Polo Museale sono l’Area Archeologica di Cava d'Ispica, l’Area Archeologica di Parco Forza e Antiquarium regionale, il Museo Archeologico Regionale e l’area archeologica di Camarina, e il Museo Archeologico Regionale Ibleo di Ragusa.

“Per ciascun sito -spiega il sen. Mauro- sono stati identificati sia gli interventi finalizzati al soddisfacimento delle condizioni minime di offerta sia gli interventi utili alla valorizzazione del sito e ad una sua migliore fruizione, secondo un itinerario turistico-culturale che attraversa le diverse articolazioni del Polo Museale. Le opere previste per il Polo consentiranno di definire una nuova offerta integrata dei principali musei e siti archeologici dell’area siracusana-ragusana, che racconti la storia della Sicilia Sud orientale durante il periodo magno-greco e i rapporti tra la civiltà greca e la realtà sicula”.


Agguato mafioso in pieno centro a Vittoria

Agguato mafioso in pieno centro a Vittoria

aduaNel primo pomeriggio di oggi, in pieno centro di Vittoria, ignoti killer hanno teso un agguato a colpi di pistola nei confronti dei tre fratelli Francesco, Giuseooe e Gianluca Nigito, 47, 43 e 41 anni tutti di Niscemi ma da tempo residenti a Vittoria: personaggi vicini agli ambienti malavitosi della "STIDDA" vittoriese , organizzazione mafiosa che si contrappone in Sicilia a Cosa Nostra. Sul posto gli esperti della scientifica di Carabinieri e Polizia stanno repertando numerosi bossoli calibro 7,65, che consentiranno agli investigatori di ricostruire la dinamica dell'agguato.

I tre fratelli NIGITO sono stati trasportati da ambulanze del 118 presso l'ospedale di Vittoria, dove si trovano attualmente ricoverati per le gravi ferite da arma da fuoco riportate.

Carabinieri e Polizia hanno istituito in una vasta area Iblea numerosi posti di blocco e controllo, finalizzati alla ricerca del killer su cui le vittime non hanno fornito alcun particolare.


Il sindaco non ha l'auto blu ma al Comune... Il Pd si lamenta anche delle biciclette

Il sindaco non ha l'auto blu ma al Comune... Il Pd si lamenta anche delle biciclette

Biciclettappese Il mondo ormai va alla rovescia e anche le biciclette ne pagano le conseguenze appese a testa in giu come in altre fatidiche occasioni. Ma di questo parleremo dopo intanto il  Pd di Ragusa concentra la propria attenzione sul parco macchine del Comune ed il suo segretario cittadino sottolinea che, dopo avere inoltrato una specifica richiesta, è stata convocata una seduta della quarta commissione chiamata proprio ad esaminare le caratteristiche del parco macchine. "Sono 168 i mezzi in dotazione all’ente di palazzo dell’Aquila. Tra questi ci sono 92 autovetture (una media di un’automobile per ogni sei dipendenti), 28 tra motocicli e ciclomotori, 4 autobotti, 17 scuolabus e altre unità tra mezzi speciali, ambulanze, natanti, autocarri, etc. Il parco macchine costa circa 50mila euro solo per le assicurazioni e le tasse, centomila euro per la manutenzione e altri centomila euro per il carburante. I soldi per il carburante sono esagerati. Anche perché il Comune. pensa a rifornire le auto delle cooperative che operano per conto dell’ente.  Inoltre, le cifre per il carburante destinato all’imbarcazione della Protezione civile sono proibitive. Per questo vanno controllate e razionalizzate. Per quanto riguarda altri dettagli: ci sono 6 auto al 1° settore, 3 al terzo, 10 al sesto, 12 al settimo, 24 all’ottavo settore, 6 al nono e 25 al dodicesimo (quello della Polizia municipale). Riteniamo il parco macchine vada sfoltito. Ed è per tale ragione che ho chiesto al presidente della quarta commissione, Titì La Rosa, che va ringraziato per la sua disponibilità, di convocare i dirigenti a gruppi per razionalizzare costi e utilizzo”.

In particolare la commissione ha contestato il fatto: che le vetture ordinariamente siano utilizzate da operai e impiegati delle cooperative che operano per conto del Comune; che spesso si vedono in giro assessori e personale delle cooperative che usano le vetture comunali; che da una lettura veloce del capitolato si è potuto appurare, ad esempio, che per i servizi cimiteriali la cooperativa può usare gli autocarri per lavori interni, ma nulla è previsto circa l’utilizzo delle vetture comunali.

“Personalmente – aggiunge Calabrese – ho chiesto al dirigente presente in commissione di stilare un verbale su chi utilizza i mezzi comunali, se il dipendente della coop è autorizzato a farlo, chi lo ha autorizzato e secondo quale regolamento o accordo. Noi del Pd ci siamo ridotti il gettone di presenza del 30 per cento e pretendiamo che tutti siano messi nelle condizioni di garantire un segnale all'insegna del risparmio. Non vogliamo più vedere gente qualsiasi in giro con le macchine del Comune specie se non sono dipendenti e soprattutto se nessuno li ha autorizzati. Lavoreremo anche su questo fronte e pretendiamo risultati in tempi brevi” un'altra lamentaela del PD che riguarda Marina di Ragusa:“Non vi sono i portacenere nelle spiagge (e neanche al lungomare) – continuano – le docce di molti tratti del litorale sono malfunzionanti, se non pressoché inutili. Non esistono rampe che permettano ai disabili di avere accesso alla spiaggia. Non c’è un'accurata pulizia lungo la costa ed è per questo che proliferano insetti, blatte e addirittura topi. Non ci sono più le rastrelliere per le biciclette. Insomma più che bandiera blu, noi siamo per attribuire un cartellino rosso a quest'Amministrazione. Come Pd e come Gd più volte abbiamo sollecitato l'Amministrazione ad interventi mirati: in sede istituzionale con il segretario cittadino Peppe Calabrese, che ha inoltrato diverse proposte nella riunione programmatica dell’aprile scorso, e negli anni passati con il responsabile organizzativo Pd Nanny Frasca. Ma queste sollecitazioni sono sempre andate a vuoto. Per sottolineare i disagi che ancora una volta affliggono la località marittima portiamo l'esempio di una situazione paradossale per la quale abbiamo realizzato anche alcune foto: i vigili urbani hanno ribaltato verso la spiaggia le biciclette parcheggiate lungo i sedili del lungomare. Premettiamo che riteniamo sbagliato che i ragazzi sistemino le bici sui sedili in questione: ma qual è l'alternativa che si offre al ciclista che vuole rispettare gli spazi di seduta? Sul tratto di lungomare che arriva sino al porto turistico non c'è neanche l'ombra di una rastrelliera.


Tutti al mare o........ al centro commerciale

Tutti al mare o........ al centro commerciale

centrocommercialeSulle aperture festive e domenicali nella grande distribuzione per le quali il polo commerciale di Modica ha deciso di annullarle per il mese di luglio ed agosto, si inserisce una nota del segretario della Camera del lavoro di Ragusa, Nicola Colombo, il quale pone un problema di merito. Come mai un dibattito di questa natura non si apre anche nel territorio di Ragusa ? E’ possibile tracciare un bilancio dopo un periodo di prova che non ha certamente giovato ai costi d’impresa e al tenore di vita dei singoli lavoratori costretti a modificare i propri modelli di vita. Questa la nota:  “La recente decisione del Polo commerciale di Modica di annullare le aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali previste per luglio e agosto aprono una fase nuova nel mai sopito dibattito sul calendario delle aperture nel settore del commercio. Perché tale dibattito non dovrebbe riguardare anche la realtà di Ragusa? É una domanda che ci poniamo e che poniamo alle nostre controparti finora dimostratesi sorde alle legittime richieste del Sindacato unitario di categoria per un primo bilancio dell'esperienza delle aperture già effettuate nel 2012. Alle domande, crediamo, non si risponde col silenzio, perché in quel caso si rischia di essere reticenti a partire dalla conoscenza del dato sul rapporto costi/benefici dell'operazione. Il rinchiudersi in preconcette posizioni purtroppo non sposta di un millimetro il problema, da tutti i punti di vista: non solo sotto il profilo della dignità dei lavoratori di vedersi riconosciuto il diritto di godersi il sacrosanto riposo domenicale o festivo in famiglia, ma anche da un punto di vista del rispetto di regole e norme contrattuali che potrebbero essere violate. Ad esempio, c'è qualcuno che sappia dire se turnazioni o avvicendamenti sul posto di lavoro nei giorni di apertura domenicali o festivi vengano rispettati o meno? E rispetto agli emolumenti comprensivi delle maggiorazioni salariali previsti da contratto è possibile capire come siamo messi? Non siamo certamente noi quelli che avanziamo una opzione ideologica al problema dato che ci siamo sempre pronunciati per un governo possibile della problematica delle aperture. Il realismo ci impone, nel contempo, di porre a verifica le scelte operate. Per tali ragioni torniamo a chiedere ( dato che l'evidenza dei fatti é chiara e la realtà empirica non tradisce ) se in estate e in particolare a Ferragosto valgano le ragioni ( anche economiche ) delle aperture dato che la città e il territorio nel suo complesso sono svuotati di persone e attività, di interessi e attrattività. Senza considerare il fatto che si conferma sbagliata - e alla lunga già qualcuno comincia a darci ragione – l'idea che più aperture possano incrementare vendite e spesa, soprattutto in un periodo di gravissima e lancinante crisi che si manifesta innanzitutto con la restrizione dell'acquisto dei beni di consumo. È semmai sulla diversificazione dell'offerta, sull'appetibilità dei prezzi, sulla qualità dei prodotti, sulla reale concorrenza, e non già su una cocciuta imposizione di aperture extra feriali, che si gioca la partita, che si scommette sul futuro del commercio e del terziario nella nostra realtà. Torniamo, dunque, alla domanda iniziale: se a Modica sì, perché a Ragusa e solo ed esclusivamente per i grandi Centri commerciali no? Con queste sintetiche riflessioni vorremmo rivolgerci a quanti, nel settore del commercio e in particolare delle grandi realtà commerciali, ma anche nelle Istituzioni preposte, nella società civile sia del mondo laico che cattolico, vogliano cimentarsi in un confronto serio e sereno, pratico e non ideologico, rispettoso delle norme e della dignità delle persone (anche dunque dei lavoratori! ) per arrivare a conclusioni condivise, possibili, positive. Vogliamo guardare avanti, andare oltre: ciò significa innanzitutto ( e non fosse altro per una questione di stile e di correttezza tra le parti) aprirsi al dialogo e non negarsi al confronto. Non  è evitando di portare sul tavolo dati e cifre dei primi sei mesi di aperture extra feriali, che  si fa tesoro di un'esperienza che necessita di essere migliorata  e che è possibile migliorare. Per il bene del comparto produttivo, per i soggetti economici interessati, per la forza lavoro impegnata.”

 


Cirignotta . Gilotta. Cambio ai vertici dell'ASP

Cirignotta . Gilotta. Cambio ai vertici dell'ASP

cirignottagilottaScambio di consegne fra il manager uscente dell'Asp di Ragusa,  Ettore Gilotta, ed il neo commissario,  Salvatore Cirignotta, nominato appena sabato scorso dal Presidente Lombardo. Gilotta ha rassegnato le dimissioni motivandole ufficialmente con problemi personali ma da tempo c'erano malumori nell'ambito della santà iblea dovuti alla politica di tagli che l'azienda, su direttive regionali, ha portato avanti. Cirignotta, di professione magistrato, vanta una buona esperienza nel settore sanità visto che ricopre la carica di manager all'Asp di Palermo ed ha promesso, durante questo primo incontro, di prendere subito a cuore il problema dei precari  e del personale cercando di valutare aòl meglio anche la questione degli ospedali cosiddetti minori. Al dott. Gilotta sono andati i ringraziamenti del personale dell'Asp e dei suoi più stretti collaboratori che hanno lavorato a stretto contatto, giorno per giorno, nel tentativo di far funzionare una macchina così grande e piena di difficoltà 


La Sicilia incostituzionale

La Sicilia incostituzionale

sicilia-Corte-CostituzionaleLa Sicilia è ormai in ginocchio. La colpa è della politica che come a Roma, qualche mese fa, così a Palermo oggi, non riesce a trovare una scappatoia che possa salvare la faccia a chi ha avuto tante responsabilità. E allora potrebbe essere meglio rimandare e prendere tempo. Ecco perchè da più parrti si vorrebbe l'intervento di un commissario per questa povera isola. A parte il fatto che proprio il commissariamento non è neanche lontanamente contemplato nell'ordinamento regionale, abbiamo l'impressione che l'idea  di fare intervenire un commissario alla guida della Regione Sicilia, sia in realtà un povero trucco inventato appositamente solo per impedire che si svolgano le elezioni in Sicilia. Il rischio default di cui tutti parlano è un argomento costante degli ultimi due o tre anni e non sono stati certamente i fondi europei "bloccati" ad acuire tale condizione. Le somme comunitarie non venivano spese prima, quando c'erano, e non verrano spese adesso, in questi pochi mesi dopo che, a buon ragione, sono state quasi sottratte.
C'è da chiedersi chi sarà, allora, a trarre vantaggio dalla proposta assurda e in evdente  dubbio di incostituzionalità.
Secondo noi quei partiti che, ottenendo la nomina di un commissario lontano dalla politica, avranno modo e tempo per riorganizzarsi. Conviene a: Udc, Pdl e Pd.
Il primo vorrebbe proseguire nell'alleanza con il Partito Democratico perché il ritorno di Berlusconi nel Popolo della Libertà rappresenta la stessa causa iniziale che ha portato all'interruzione del "rapporto" precedente ed allo stesso tempo deve rifiutare l'alleanza con il Movimento per l'Autonomia perché (nonostante siano stati insieme nel Nuovo Polo), Lombardo è il nemico da sconfiggere, per principio.
Al Popolo della Libertà (o qualunque sarà il suo nuovo nome) servirebbe rimandare le elezioni al 2013 per chiarire, una volte per tutte, il più grande dubbio che il partito abbia mai avuto sin dalla sua nascita: chi comanda nel Pdl sull'Isola? I coordinatori, diventati ormai tre, non riescono a far quadrare i conti. Fa  intanto da battitore libero il capogruppo all'Ars  che dice di  avere le idee chiare sul da farsi facendo da interlocutore quasi esclusivo sia con il Pid di Saverio Romano - proprio oggi giudicato innocente nel corso del processo che lo vedeva coinvolto in affari di mafia - sia con Grande Sud di Gianfranco Miccichè. Su questa ingarbugliata situazione sarebbe sufficiente un intervento (autorevole ed autoritario) da Roma per dirimere definitivamente ogni questione. Campa cavallo!
Chi sembra essere messo peggio è forse il Partito Democratico: l'ex sindaco di Gela Rosario Crocetta ha già avviato la sua campagna elettorale, in barba al segretario regionale Lupo, alle primarie di partito ed a tutto quello che professano di solito quelli del Pd. I democratici, in questo modo, risulterebbero divisi alle elezioni ed i voti dirottati da Crocetta farebbero del partito di Bersani un contenitore mezzo vuoto. E nessun ottimista mai sarebbe in grado di considerarlo mezzo pieno!
A questo punto, converrebbe all'Udc allearsi con il Pd? La dote sarebbe da dividersi tra il candidato naturale del centrosinistra ed un "aspirante" candidato presidente come il sen. D'Alia.


Bocciato l'emendamento: L'aeroporto non serve

Bocciato l'emendamento: L'aeroporto non serve

Aeroporto-ics-2Non è passato questo pomeriggio a Roma l'emendamento, presentato dal Senatore D'Alia dell'UDC, che avrebbe potuto consentire   l’apertura dell’aeroporto di Comiso. L’emendamento  passato qualche girono fa in commissione  Affari costituzionali prevedeva l'inserimento dell'infrastruttura nel contratto di programma tra lo Stato e l'Enav.  L'on Ragusa, in quell'occasione, aveva detto di essere soddisfatto dell'intervento di  Pierferdinando Casini e Giampiero D’Alia che  avevano  così  dimostrato  la giusta attenzione verso il territorio ibleo. Purtroppo non è andata bene infatti l'emedamento non è diventato legge per il voto contrario dei rappresentanti del ministero dell'economia che hanno considerato inutile, in pratica, la struttura aeroportuale e quindi costosa per le finanze dello stato così asfittiche.Era accadutoa la stessa cosa ad un emendamento presentato dall'IDV che è stato rigettato per lo stesso motivo economico.
Si tratta però di un vero paradosso infatti l'aeroporto, e quindi il servizio di controllo al volo gestito dall'Enav, per i prossimi due anni non sarebbe costato nulla allo stato visto che la Regione ha già stanziato 4 milioni e passa di euro. Inoltre a partire dai prossimi mesi una nuova legge economica  stabilisce che i servizi di assistenza al volo negli aeroporti vengano pagati a tariffa cioè tanti voli tanti costi a carico delle compagnie. Non ci sarebbe comunque nessun esborso da parte dello stato. La verità è che, ancora una volta, si dimostra che, a parte tutti gli sbagli fatti nel passato, la Provincia di Ragusa o quel che resterà deve riconquistare la leadership che merita rispetto alle province del mezzogiorno. Per raggiungere questo obiettivo è necessario avere le idee chiare e cominciare un nuovo percorso di sviluppo che veda impegnati tutti i rappresentanti del teritorio che come si vede vengono tenuti, fino ad ora, in nessun conto.Pensate dunque a cosa accadrà quando non sar4emo nenache provincia!!!!!!


Un mitragliatore nel cofano sotto la statua di Padre Pio

Un mitragliatore nel cofano sotto la statua di Padre Pio

ARMIUn vero e proprio arsenale nel cofano del furgone, accanto alla statua di Padre Pio. Nove persone, quasi tutte imparentate tra loro, di ritorno da San Giovanni Rotondo, sono state arrestate dai carabinieri che hanno fermato il mezzo in contrada Dicchiara, sulla Ragusa-Catania.

Dopo la perquisizione, scattata per il nervosismo che i nove hanno dimostrato durante i controlli dei militari, in mezzo alle valigie e all'icona sacra sono stati trovati: un fucile mitragliatore kalashnikov di produzione cinese con due serbatoi; una carabina semiautomatica "jager" modello "ap74/1" cal. 7,65 browning con matricola non iscritta nel catalogo nazionale delle armi comuni da sparo e relativo serbatoio; 39 munizioni a salve "gfl" cal. 7.65, 5 munizioni cal. 6.35 e 6 bossoli cal. 7.65. Entrambe le armi erano perfettamente funzionanti e in perfetto stato d'uso.

Tutto il gruppo è stato arrestato per detenzione e trasporto di armi comuni da sparo e da guerra. Le manette sono scattate ai polsi di: Salvatore Servo, comisano di 38 anni; Giuseppe Guastella, comisano di 40 anni; Walter Cosentini, residente a Vittoria, 24enne; Emanuele Giannì, comisano di 61 anni; Simone Giannì, comisano di 25 anni; Lucia Corallo, comisana di 55 anni; Barbara Giannì, comisana 34enne; Samantha Giannì, comisana 36enne e Miriana Giannì, comisana di 19 anni. Barbara, Samantha, Miriana e Simone Giannì sono i figli di Emanuele Giannì e Lucia Corallo, mentre Servo, Guastella e Cosentini sono i compagni e il marito delle tre.

Al termine delle formalità di rito, gli uomini sono stati associati presso il carcere di Ragusa mentre alle donne sono stati concessi i domiciliari.

Il ritrovamento delle armi è giudicato di grande interesse dagli stessi carabinieri che ieri mattina, illustrando le modalità che hanno portato agli arresti del gruppo, hanno sottolineato la pericolosità del piccolo arsenale.