Tg del 5 luglio

Tg del 5 luglio

Nell'Indice: Il calcio in Europa. La situazione dell'aeroporto con la cenere. Il problema delle privatizzazioni degli scali siciliani. Parla Schifani. I risultati del voto in Inghilterra. La sanità ed i controlli. La crisi idrica parla Poidomani. In studio Cesare Pluchino. Servizio su manifestazione " il dono"


Un po' meglio!

Un po' meglio!

Migliora la situazione idrica nella città di Ragusa ma soprattutto nelle zone alte servite dal grande serbatoio di Brucè. Questo non vuol dire che l'emergenza è passata. Infatti al momento è stato ripristinato un pozzo nella zona industriale e a poco a poco si sta riempiendo il serbatoio di cui abbiamo parlato. Teleiblea ha contattato Franco Poidomani che ci ha detto:

 


Relazione esaustiva e puntuale

Relazione esaustiva e puntuale

La vicenda dei primari accusati di corruzione è molto delicata e la Regione ha deciso di fare ulteriori indagini per capire cosa è successo e se davvero i contributi dati ai primari per organizzare convegni scientifici siano effettivamente da considerarsi come mazzette.
I dirigenti generali dei dipartimenti Pianificazione strategica Salvatore Iacolino, e Attività sanitarie dell'assessorato della Salute, Salvatore Requirez, hanno chiesto entro il 18 luglio con  una nota ai direttori generali delle aziende ospedaliere policlinico "G. Martino" di Messina e "Rodolico – San Marco" di Catania, e delle Asp di Siracusa e Ragusa in riferimento all'indagine della Procura di Catania che si snoda tra Catania, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Perugia con cui il Gip ha disposto gli arresti domiciliari per quattro direttori di Emodinamica nonché capi dipartimento di aziende ospedaliere delle province della Sicilia orientale di avere una relazione esaustiva e puntuale relativa al percorso di acquisizione dei dispositivi oggetto dell'indagine nonché la verifica delle dimensioni di opportuna valutazione di appropriatezza clinica in ordine alle procedure eseguite. A nostro avviso inoltre gli arresti, se pur ai domiciliari,  potrebbero essere una misura troppo forte considerando che non c'è il pericolo di reiterare il reato. L'unico rischio sarebbe quello di poter alterare le prove. Ma sarebbe facile interdire l'accesso agli indiziati l'accesso a certi uffici. Diverso invece è i danni che il servizio  di emodinamica andranno a subire mancando medici di livello in quel  settore dove ogni intervento è effettuato su  persone che rischiano la vita.


Tg del 4 luglio

Tg del 4 luglio

Nell'Indice: L'Etna e la cenere. Indagini della Finanza su mazzette come contributi alla sanità. Arresti domiciliari per alcuni primari. L'acqua a Ragusa. I sindaci virtuosi nel Pnrr. Il protocollo per l'autostrada. La politica regionale. Parla Barbagallo del PD. La sicurezza in provincia e in città. Il dono manifestazione sociale. Parla l'ass. iacono. Lo sport. Intervista al coach Recupido


Migliore Banca Popolare d’Italia,

Migliore Banca Popolare d’Italia,

La Banca Agricola Popolare di Ragusa ha ricevuto ieri sera a Milano il Premio Guido Carli Elite nella categoria Migliore Banca Popolare d’Italia, nell’ambito degli MF Banking Awards 2024, appuntamento annuale organizzato da Milano Finanza e dedicato alle eccellenze del settore bancario.  Il prestigioso riconoscimento – ricevuto per il secondo anno consecutivo – premia questa volta il percorso di crescita annunciato di recente con la nascita di Banca Agricola Popolare di Sicilia (BAPS), a seguito della fusione per incorporazione di Banca Popolare Sant’Angelo. Tra le realtà più solide e di riferimento per il territorio, BAPR conferma la capacità di continuare a generare valore per famiglie e imprese, estendendo il consolidato “modello Ragusa” a livello regionale. “Questo riconoscimento racconta 135 anni di Banca Agricola Popolare di Ragusa, 135 anni di rafforzamento di un territorio dalle grandi potenzialità, 135 anni di fiducia da parte di Soci, famiglie, imprese, che grazie a BAPR sono riusciti a costruire nuovi orizzonti” – il commento di Arturo Schininà, Presidente di BAPR - “Rimanendo fedeli alla nostra storia d’eccellenza, e forti del consolidamento e sulla scia della spinta all’innovazione degli ultimi cinque anni, oggi puntiamo ad essere il punto di riferimento per l’intero territorio regionale e per la crescita sostenibile della nostra Isola”.  “L’innovazione e la solidità accompagnano da sempre il percorso di Banca Agricola Popolare di Ragusa”, dichiara Saverio Continella, Amministratore Delegato di BAPR, “Il Premio Guido Carli come Migliore Banca Popolare d’Italia, giunto in un momento significativo per BAPR, è un segnale importante di una realtà che con successo è pronta ad espandere il proprio orizzonte lungo tutto il territorio siciliano. Banca Agricola Popolare di Sicilia saprà raccogliere i cambiamenti in atto e tracciare il percorso di sviluppo della nostra isola”.  Con oltre 20.000 Soci, circa 750 dipendenti e 83 filiali, Banca Agricola Popolare di Ragusa è la maggiore banca siciliana e il punto di riferimento per la crescita economica e sociale del territorio, promuovendo i valori di sostenibilità, lealtà, concretezza e solidarietà. BAPR ha nel proprio corredo genetico la spinta all’innovazione e all’efficienza per permettere a famiglie, imprese e Soci di realizzare i loro progetti di vita attraverso l’eccellenza di un modello di servizio, disegnato sulle persone e improntato alla creazione di valore sostenibile per la comunità. L’anima popolare della banca esalta un approccio volto all’accoglienza e all’ascolto dei Clienti per tutelarne il risparmio, sostenerne i progetti di crescita e valorizzare il patrimonio culturale e naturale del territorio attraverso un approccio sostenibile alla creazione di valore.


Riforma della dirigenza dell'amministrazione regionale,

Riforma della dirigenza dell'amministrazione regionale,

La riforma della burocrazia regionale è attesa da tempo. I presidenti del passato più volte si sono lamentati dei dirigenti che non fanno nulla per non assumere responsabilità e la Sicilia langue in attesa che questi ignavi mettano qualche firma. Purtroppo si pensa alla riforma ma non degli stipendi che sono molto più che lauti. Ora Schifani dice che ci sta mettendo mano ma lascia gli emolumenti allo stesso livello. Speriamo che almeno  l'impegno sia compensato in modo giusto punendo chi invece è nemico della nostra regione.
Ecco il comunicato ufficiale.
Un'unica qualifica, articolata in aree di competenza e livelli di responsabilità, a cui si accederà solo attraverso concorso pubblico. È il cuore del disegno di legge sulla riforma della dirigenza dell'amministrazione regionale, a cui il governo Schifani ha dato il via libera, nella seduta di giunta di questa mattina, su proposta dell'assessore alla Funzione pubblica, Andrea Messina.
Un provvedimento che interviene, a distanza di ventiquattro anni dall'emanazione della legge regionale 10 del 2000, sull'ordinamento della dirigenza della Regione Siciliana, al fine di allinearla a quella di tutti gli enti del comparto funzioni locali e di eliminare le criticità determinate dal mantenimento della cosiddetta terza fascia.
«Il mio governo pone finalmente un punto fermo nel processo di rinnovamento della macchina amministrativa regionale - afferma il presidente della Regione, Renato Schifani – Le condizioni attuali hanno reso impossibile procedere all'assunzione di nuovo personale dirigenziale, causando una situazione di sofferenza della dotazione organica non più tollerabile in un'amministrazione che voglia essere efficiente e vicina alle esigenze dei cittadini. Abbiamo ritenuto dunque prioritario, in vista di una stagione di ricambio generazionale anche del personale apicale, dare piena attuazione a una compiuta riforma della dirigenza. Auspico che il Parlamento regionale possa approvare a breve la norma, confidando che tutte le forze politiche possano dare il proprio contributo a portare a termine un obiettivo non più rinviabile».
«Dopo un’attesa di oltre vent’anni, finalmente siamo riusciti a dare avvio all’iter di riforma della dirigenza regionale. Un intervento necessario – sottolinea l’assessore alla Funzione pubblica, Andrea Messina – grazie al quale questo governo pone un correttivo alle criticità della legge 10 del 2000 e crea le condizioni per riorganizzare la macchina amministrativa con criteri più moderni e funzionali. Un’iniziativa da troppo tempo attesa che stabilisce regole certe e snelle nella copertura dei posti della dirigenza e consentirà, nel breve e medio termine, di far fronte all’esodo in corso a causa dei pensionamenti, aprendo anche all’immissione di nuove risorse umane qualificate e competenti».
Nel dettaglio, la dirigenza regionale è ordinata in un'unica qualifica, senza alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica; i livelli di responsabilità e, di conseguenza, le retribuzioni, si differenziano in base agli incarichi attribuiti. Il ruolo unico è articolato in aree di competenza, anche al fine di tenere conto delle professionalità tecniche necessarie in alcuni rami dell'amministrazione. L'accesso alla qualifica dirigenziale è ammesso per concorso pubblico, una percentuale non inferiore al 50% dei posti sarà destinata all'esterno dell'amministrazione regionale, una quota non superiore al 30% è riservata al personale interno che abbia compiuto almeno cinque anni di servizio nell'area immediatamente inferiore a quella dirigenziale e un'ulteriore quota non superiore al 15% al personale che abbia ricoperto o ricopra già un incarico dirigenziale.
I dirigenti a tempo indeterminato in servizio alla data di entrata in vigore della riforma confluiranno nel medesimo ruolo unico.
Le funzioni sono stabilite dalla legge 10 del 2000 in relazione alla tipologia di incarico ricoperto e vengono distinte le funzioni dei dirigenti di struttura di massima dimensione e quelle degli altri dirigenti. Il trattamento economico accessorio si differenzia in ragione degli incarichi attribuiti e delle responsabilità connesse.
Introdotta anche una norma per rendere più flessibile l'organizzazione regionale, snellendo la struttura amministrativa e rafforzando la gestione unitaria di servizi strumentali, attraverso la costituzione di uffici comuni e il riordino di alcuni di essi, così da eliminare duplicazioni o sovrapposizioni di strutture e funzioni.

Mazzette come contributi per eventI formativi.

Mazzette come contributi per eventI formativi.

Come fulmine a ciel sereno è arrivata la notizia del coinvolgimento di alcuni primari molto noti nella Sicilia Orientale,  come ad esempio il nostro Nino Nicosia. In merito è stato pubblicato un post  di commento sulla   pagina facebook di Mario Papa vedi link.
https://www.facebook.com/share/p/VrfqLfBudkbUzFE1/
Ecco la notizia presa dal Giornale di Sicilia.
Le indagini della Guardia di Finanza di Catania dell’operazione "Vasi comunicanti" hanno fatto emergere «un sistema volto alla sistematica commissione di numerosi atti corruttivi» con multinazionali farmaceutiche che «usano la prassi di pagare mazzette sono forma di contributi per la formazione scientifica, finanziando eventi formativi». Lo scrive il gip Giuseppina Montuori nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di nove indagati per presunti casi di corruzione nella sanità. La richiesta di emissione del provvedimento è stata firmata dal sostituto procuratore Fabio Regolo vistata dal procuratore facenti funzione Agata Santonocito, Secondo il giudice per le indagini preliminari le investigazioni e le intercettazioni delle Fiamme gialle avrebbero permesso alla Procura di «acquisire numerosi e significativi elementi indiziari» su tre multinazionali che «promettono e poi elargiscono ingenti somme di denaro fittiziamente convogliate in occasione dell’organizzazione di convegni e congressi di medicina finalizzati alla formazione, ma di fatto - osserva il Gip - allo scopo di ingraziarsi i primari operanti in gran parte delle strutture sanitarie della Sicilia Orientale». Tutto questo, prosegue il giudice per le indagini preliminari di Catania, «in cambio dell’impegno da parte dei medici di favorire il migliore offerente garantendogli l’uso effettivo di un numero maggiore di dispositivi medici citati nel corso dei loro interventi chirurgici»
Vi riportiamo la dichiarazione dell'Asp di Ragusa.
“Si apprende a mezzo stampa della complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, che ha portato all’emissione di una misura cautelare nei confronti del dott. Antonino Nicosia, attuale Direttore della U.O.C. di Cardiologia del P.O. “Giovanni Paolo II” di Ragusa. Confidando che il dott. Nicosia possa prontamente dimostrare la propria estraneità rispetto ai fatti contestati ed esprimendo, al contempo, piena fiducia nell’operato della magistratura, si comunica che questa Direzione assumerà tutte le decisioni consequenziali e necessarie per garantire la continuità assistenziale di un reparto d’eccellenza come quello della Cardiologia di questa Azienda”.
Lo scrive in una nota la Direzione strategica dell’ASP di Ragusa.


Truffe agli anziani in aumento

Truffe agli anziani in aumento

La comunità ragusana sta affrontando una crescente ondata di truffe dirette agli anziani, che vengono messe in atto con strategie sempre più sofisticate, dalla tecnica della “cauzione” a quella della “perdita di gas”, approfittando della buona fede delle persone, della solitudine dei cittadini più vulnerabili, spacciandosi per appartenenti all’Arma dei Carabinieri e facendo leva sulla fiducia che i cittadini ripongono nell’Istituzione.
Per far fronte a questo problematico incremento, nella giornata di venerdì 28 giugno, presso la Sala “Sant’Antonio”, i Carabinieri della Stazione di Ragusa Ibla hanno organizzato un incontro informativo rivolto alle fasce vulnerabili della comunità, con l’obiettivo di sensibilizzare e prevenire le truffe a loro danno.
Per proteggere sé stessi e i propri cari da queste frodi, i Carabinieri si sono raccomandati di seguire alcuni semplici consigli quali, ad esempio, verificare sempre l’identità di chi chiama o si presenta a nome di un’istituzione, contattando direttamente l’ente per confermare l’autenticità della richiesta, e segnalare subito alle forze dell’ordine qualsiasi tentativo di truffa o situazione sospetta.
È stato rammentato, inoltre, che le Forze dell’Ordine o rappresentanti delle Istituzioni “non fanno mai richieste di denaro e/o di beni”.
Le autorità locali stanno intensificando gli sforzi per prevenire e reprimere queste tipologie di reati, con indagini approfondite, pattugliamenti mirati e campagne di sensibilizzazione. È importante però che tutta la comunità collabori segnalando immediatamente qualsiasi attività sospetta.
L’iniziativa ha riscosso grande partecipazione e apprezzamento, dimostrando l’importanza di tali incontri per diffondere la cultura della c.d. “sicurezza partecipata”, utile al fine di prevenire i reati e a promuovere in modo sempre più proficuo l’indispensabile collaborazione con chi è impegnato a contrastarli, poiché la prevenzione passa anche attraverso l’informazione.


Il corretto smaltimento dei rifiuti in agricoltura

Il corretto smaltimento dei rifiuti in agricoltura

Oggi, 3 luglio, presso la Prefettura di Ragusa ed alla presenza del Prefetto, Giuseppe Ranieri e
dei vertici delle Forze di Polizia, è stato sottoscritto dal Commissario Straordinario del Libero
Consorzio Comunale di Ragusa, dal Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale,
dai Sindaci di Acate, Comiso, Ispica, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria nonché dai
rappresentanti delle locali associazioni Coldiretti e Confagricoltura l’Accordo di Programma
volto a costituire un sistema di gestione per la raccolta differenziata, il recupero, il riciclaggio
ed il corretto smaltimento dei rifiuti vegetali provenienti dalle coltivazioni agricole.
L’accordo, esito dell’attività di impulso e coordinamento avviata e perseguita dal Prefetto,
semplifica gli adempimenti amministrativi a carico dei produttori agricoli e mira a diminuire
il numero degli smaltimenti illeciti attraverso abbruciamento e ad aumentare l’efficacia della
generale attività di controllo.
La nuova modalità di trattamento, fornita in concreto agli operatori del comparto serricolo,
infatti, promuove politiche ambientali finalizzate alla realizzazione di una gestione integrata
dei rifiuti ed al raggiungimento di economie di scala nella gestione dei servizi, togliendo ogni
alibi ad operatori che persisteranno in pratiche dannose per l’ambiente e la salute pubblica.
Sin da subito, l’azione del Prefetto Giuseppe Ranieri, è stata diretta all’individuazione, tra
tutte le azioni possibili, di quelle che consentono nel breve periodo di ridurre pratiche illecite
di abbandono rifiuti e la perniciosa pratica delle “fumarole” da parte di privati, aumentando le
possibilità di smaltimento lecito e marginando chi persevera in comportamenti illeciti, sui
quali sarà, quindi, ancor più focalizzata l’attività di controllo e repressione.
Con il sistema di gestione oggi avviato, si dà il via all’impianto di gestione sito a Vittoria, in
c.da Perciata, di proprietà del Libero Consorzio Comunale. Il sito, che può contare su
un’estensione di circa 100.000 mq e su un posizionamento centrale rispetto alla zona serricola
di Acate e Vittoria, verrà suddiviso in tre aree operative che si occuperanno dello scarico degli
scarti vegetali, dell’essiccazione del prodotto e della trinciatura.
I soggetti pubblici coinvolti, con l’accordo odierno, costituiscono un sistema di gestione che,
in attuazione dei principi di responsabilizzazione e cooperazione, favorisce la raccolta
differenziata, il recupero, il riciclaggio, ed il corretto smaltimento dei rifiuti, ne incentivi la
corretta gestione, ne diminuisca la produzione e in generale la nocività, con evidenti benefici
per l’ambiente della zona della cd. Fascia trasformata.


Siamo nei guai!

Siamo nei guai!

“Si è svolto stamani in Prefettura un vertice sulla questione idrica con la
partecipazione di Iblea Acque, Protezione civile e di tutti gli Enti che possono dare
un contributo a mitigare la crisi che stiamo attraversando.
Al momento la fotografia è questa:
- la sorgente Corchigliato ha azzerato la propria portata;
- la sorgente San Leonardo ha ridotto dell’80% la propria portata;
- la sorgente Fontana Grande ha ridotto del 90% la propria portata;
- i pozzi San Leonardo e Lusia continuano a erogare acqua ma con una riduzione di
45 litri al secondo;
- complessivamente la nostra rete idrica ha circa 60/80 litri al secondo in meno
rispetto al 2023.
Ragusa e la Sicilia tutta, con alcuni Comuni in crisi già da maggio, stanno pagando
in maniera spietata gli effetti di un inverno assai breve e di una lunga, calda e
asciutta primavera.
Sono già in corso da qualche tempo verifiche per l’attivazione di ulteriori pozzi.
Altra verifica in corso riguarda il potenziamento del servizio autobotte così da
sopperire ai problemi di distribuzione tramite la rete idrica ma, con questa oggettiva
penuria, anche riempire le autobotti prelevando dalle risorse esistenti non è facile né
scontato.
A proposito del servizio autobotte, i vari numeri di telefono di Iblea Acque sono
regolarmente attivi e verificati, ma spesso intasati da decine di telefonate
concomitanti.
Come Comune ci siamo offerti di fornire nostro personale aggiuntivo per gestire le
richieste; anche la Protezione Civile comunale è in prima linea per ridurre i disagi.
Ultimo passaggio a proposito delle perdite: come accade in ogni città, ci sono e ci saranno. Iblea Acque procederà via via alle riparazioni, ma è evidente come sia
necessario un intervento strutturale di rifacimento della rete del valore di decine di
milioni, che a Ragusa come altrove può essere finanziato solo con fondi europei o
statali o regionali, e non con gli striminziti bilanci comunali. Lo stesso vale per la
realizzazione di dissalatori o per interventi strutturali di recupero delle acque.
È insomma un momento duro per quartieri come Pianetti e San Luigi, per le zone di
via Paestum, via Fieramosca, via Ramelli e via Pietro Nenni, tutte servite dal
serbatoio Bruscé, che lo scorso anno abbiamo riempito grazie al collegamento con la
grande cisterna Asi, anch’essa però ora in sofferenza.
Ricordo quindi i comportamenti vietati, per i quali il Prefetto ha disposto specifici
controlli: irrigare le piante del proprio balcone o giardino; innaffiare orti, giardini e
superfici a verde; lavare veicoli privati; lavare aree pertinenziali, cortili, marciapiedi
e piazzali; alimentare fontane ornamentali, vasche e piscine; sono da evitare tutti gli
usi diversi da quello alimentare, domestico ed igienico.
I comportamenti “furbi” di chi consuma e spreca acqua come se nulla fosse, come se
il problema non lo potesse mai toccare, non pagano ma anzi danneggiano gli altri e
se stessi”.