Non so che mondo è: terzo o anche quarto!

Non so che mondo è: terzo o anche quarto!

Per completezza dell'informazione senza fare alcun commento pubblichiamo due passi presi da altrettanto giornali on line a livello regionale. Il primo fa riferimento ad una dichiarazione di Vito Riggio ex presidente dell'Enac che a Live Sicilia ha dichiarato che "vista l'emergenza negli aeroporti  per lo sviluppo occorre  fermare il clientelismo”
E' quello che abbiamo detto noi più volte. In questi organismi dove chi dirige viene scelto non per meriti ma per appartenenza o per scambi politici è chiaro che ci sia molta clientela sia negli incarichi che nelle consulenze. L'altro giornale è Catania Today dal quale prendiamo il racconto di una lettrice che ha trascorso un terribile pomeriggi a Fontanarossa. Eccolo
"All'urlo 'Bolognaaaaa' ci ammassiamo tutti spintonando gli altri verso l'ingresso del terminal, e siamo finalmente dentro. Dentro, c'è ancora più casino che fuori. Nessun bagno e se ti scappa devi riuscire, rischiare la vita entrando nei bagni chimici al sole" Domenica 30 Luglio, alle 16,35, avevo il volo di rientro da Catania a Bologna con Wizz Air. Nella settimana che ho passato in Sicilia ho sentito circolare le storie più varie, gente abbandonata negli aeroporti di Comiso, Trapani, Palermo o addirittura Lamezia, navette casuali o inesistenti, trasferimenti in taxi da Palermo a Catania pagati 500 euro perché non c'era altra scelta, eccetera. Tutto questo con temperature sopra i 40 gradi, e in una regione devastata da fuoco, black out e mancanza d'acqua. Emergenza, dunque. Consapevole di tutto questo e dei disagi dovuti all'incendio del 17 luglio scorso, ho deciso di andare in aeroporto un po' in anticipo pur non avendo ricevuto alcuna comunicazione di spostamenti o ritardi, per cui alle 15  circa ero lì, con un libro, pronta a tutto. Pensavo di esserlo, almeno. Perché 13 giorni dopo l'incendio, tredici non tre, visualizzo la seguente scena: di fronte al Terminal C ci sono due piccoli gazebo della protezione civile dove vengono distribuite bottigliette d'acqua, un paio di operatori Sac e personale di terra dell'aeroporto, visibilmente sfiniti ma molto gentili, presi d'assalto da mille domande alle quali non sanno naturalmente rispondere; di fianco, una tensostruttura gremita di gente con dentro un tabellone che riporta i voli della giornata, la metà dei quali cancellata, quasi tutti gli altri ritardati o dirottati altrove; nello spazio antistante al terminal, rannicchiati sotto l'ombra dei pochi alberi e cactus o addossati alle transenne, o in piedi sotto il sole, diverse centinaia di persone.
Quattro o cinque bagni chimici schierati fieramente al sole, semi liquefatti. Mi sono avvicinata a una operatrice Sac per chiedere informazioni, e mi è stato consigliato – sempre gentilmente, voglio ripeterlo – di non allontanarmi troppo dall'ingresso del terminal perché i passeggeri dei voli in partenza sarebbero stati via via chiamati per entrare, e passare i controlli di sicurezza. Quando scrivo 'chiamati' intendo proprio chiamati: ad alta voce, i più fortunati utilizzando un megafono come quelli dei cortei di quando si andava in manifestazione ma gli altri senza, si sgolavano urlando Firenzeeee! Copenhagennnn! Foooggia!! La gentile operatrice della Sac mi suggerisce per questo motivo di non allontanarmi troppo, perché altrimenti non avrei sentito. Mi addosso ad una pianta assieme ad altri viaggiatori, mi siedo su un masso e aspetto. Saltuariamente sento scoppi di urla, fra la rabbia e il panico, quando a qualcuno veniva comunicato via sms che il suo volo sarebbe partito due ore dopo, ma da Trapani (4 ore in auto, se ce l'hai. In treno non credo neanche sia possibile) o da Comiso. Nessun info point, nessuna traccia di navette, nessun annuncio. Mentre aspetto, trasudo gratitudine mista al sudore provando a immaginare cosa poteva essere stato quel posto la settimana prima, quella dei 47 gradi al sole, e 'solo' 8 giorni dopo l'incendio invece che 13. Ricevevo messaggi dalla compagnia aerea che mi aggiornava prontamente dell'aumento del ritardo del mio volo, prima alle 18, poi alle 18,40, precisando però che avrei comunque dovuto recarmi in aeroporto all'ora prefissata perché il check in avrebbe aperto e chiuso regolarmente. So che è una procedura normale, anche se non ho mai capito il perché di una comunicazione del genere, ma in una situazione come quella appena descritta, che ricorda vagamente (con tutte le cautele del caso) l'assedio dell'aeroporto di Kabul nei giorni della fuga degli americani nell'Agosto 2021, sorge spontanea la prima domanda: non sarebbe stato più sensato permettere ai viaggiatori di arrivare due ore dopo, se il loro volo era già stato ritardato con certezza, invece di costringerli ad ammassarsi in uno spiazzo assolato assieme a tutti quelli che via via sopraggiungevano? La faccio, questa domanda, e mi viene risposto ancora una volta molto gentilmente che 'questa è un'emergenza'. Un'emergenza poteva esserlo dopo 3 giorni, non dopo 13, penso io, ma ringrazio e vado a cercare un bar perché nel frattempo devo fare pipì e soprattutto mi si sta scaricando il telefono, che contiene la mia carta d'imbarco. Non ci sono stazioni di ricarica, sono 4 prese al bar nella rotonda di fronte al terminal dove naturalmente decine di persone attendono in fila di poter attaccare i loro vari device. Ci rinuncio, attivo la modalità risparmio batteria e tronco le comunicazioni con tutti quelli che mi chiedono che fine farò, perché come nella foresta devo risparmiare la carica. Quando mancano circa 50 minuti alla presunta partenza, mi avvicino alle transenne che delimitano quello che definirò il primo step di questo Squid game in salsa catanese.

Livello uno: all'urlo 'Bolognaaaaa!!!' ci ammassiamo tutti spintonando gli altri verso l'ingresso del terminal, e siamo finalmente dentro! Dentro, c'è ancora più casino che fuori, nessun bagno (se ti scappa devi riuscire, rischiare la vita entrando dentro i bagni chimici al sole, per poi ripetere il livello uno. A questo punto, ammesso che tu abbia solo un bagaglio a mano com'era il mio caso, invece di sottoporti all'ennesima fila per depositare la valigia basta trovare un angoletto dove crollare aspettando la seconda chiamata, sempre a voce (o col megafono), confusa fra i pianti dei bambini, le telefonate della gente, le chiacchiere.

La seconda domanda che sorge spontanea, mentre controllo preoccupata il livello della batteria al 21%: ma perché invece di sgolarsi non usano il sistema di amplificazione che – nel frattempo – continua a funzionare regolarmente diffondendo con voce flautata annunci che invitano a non lasciare i propri bagagli incustoditi? Non ho avuto il coraggio di chiederlo, questo, anche perché rischiavo di perdere la posizione privilegiata che mi ero conquistata, seduta su un carrello abbandonato ricolmo di bottiglie di plastica vuote, accanto ai bidoni dei rifiuti ma al riparo dalla folla.

Livello 2: quando finalmente risuona l'urlo ormai rauco Bolooognaaaa!!! esultiamo e ci accalchiamo verso i portali coi metal detector (due), oltre i quali ci si ritrova in una specie di girone dantesco in miniatura. Livello tre: ormai sdraiati sul pavimento lercio fra le infinite centinaia di bottiglie di plastica (in Sicilia questa cosa che la plastica rovina il pianeta proprio non attacca), aspettiamo che altri operatori sfiniti e afoni ci segnalino qual è il nostro gate. Questo, in sintesi, è quello che ho visto nelle 4 ore che ho passato all'aeroporto di Catania. Non posso neanche definirla mala gestione, perché si vedeva chiaramente che non c'era alcuna gestione: nessun piano, nessuna idea, nessuna considerazione per il personale al lavoro o i viaggiatori. Una cosa mi ha colpito, più di ogni altra: una volta passate le transenne ed entrati nel terminal, diverse decine di persone uscivano a fumare nello spazio minuscolo fra le transenne e le porte scorrevoli, accanto ai poliziotti.

Un addetto alle pulizie, con scopa e paletta, ha continuato a spazzare le innumerevoli cicche che tutti compresa me eravamo costretti a buttare sul pavimento, davanti a quest'uomo che continuava a ripulire ai nostri piedi, perché a "Nessuno" era venuto in mente di mettere un portacenere lì. Così come a" Nessuno" è venuto in mente di procurarsi delle panche e dei teli ombreggianti per permettere alle persone di sopravvivere sotto il sole di Luglio, fuori per ore. Così come sempre allo stesso "Nessuno" non è venuto in mente di usare, che so, un monitor da montare all'esterno su una piantana dove scrivere in grande (power point lo fa abbastanza facilmente, ma basta anche un semplice word) Firenze, Foggia, Copenhagen o di montare due semplici casse acustiche dalle quali diffondere gli annunci, invece di costringere i propri dipendenti ad urlare e le persone a non potersi neanche allontanare per cercare un filo d'ombra o bere un caffè.


Sette positivi al reparto di Medicina dell’Ospedale di Ragusa

Sette positivi al reparto di Medicina dell’Ospedale di Ragusa

Non è il caso di allarmarsi. La notizia è confermata dal primario del reparto dott. Raffaele Schembari che ci ha anche detto che nessuno di questi pazienti ha sintomi di alcun genere. La scoperta è avvenuta durante i normali accertamenti che si fanno al momento di entrare in ospedale per qualunque patologia. La notizia serve a ricordarci che il virus non è scomparso e che puo capitare di ritrovarci nuovamente a combattere questa malattia - L'Asp  ha quindi comunicato che al “Giovanni Paolo II” di Ragusa, ci  sono tuttora ricoverati sette pazienti positivi al Covid, la cui sintomatologia non è in alcun modo legata agli effetti del Sars-Cov-2. La Direzione Medica di presidio, congiuntamente al Direttore dell’UOC di riferimento e agli operatori sanitari, come stabilito dai protocolli in atto, ha circoscritto il cluster mediante la predisposizione di altrettanti posti letto, le cosiddette “nuvole”, per garantire l’isolamento dei pazienti in oggetto. Alcuni di essi, in ragione del progressivo miglioramento del quadro clinico, saranno dimessi a breve. Nel frattempo, a scopo preventivo, si è deciso di sospendere i ricoveri dei pazienti no-Covid destinati al reparto di Medicina, che continua a operare con percorsi alternativi attivati temporaneamente in altri reparti del presidio. Si precisa, altresì, che nessun operatore sanitario risulta attualmente positivo al virus.


Il telegiornale di Teleiblea del 1 agosto 2023

Il telegiornale di Teleiblea del 1 agosto 2023

Nell'Indice: Estate 2023 ancora il Covid. Ma senza allarmarsi. REddito di cittadinanza la CGIL pronta a battersi. Il caos a Fontanarossa. L'odissea di una passeggera. La clientela. Il sindaco di Agrigento vuole l'aeroporto. Le province: se ne parla all'Ars. Intervista all'on Assenza. Ibla e la viabilità La festa di San Giovanni. vandali a Pozzallo. Il festival del volontariato.


L’amministrazione Cassì sosterrà le famiglie in difficoltà?

L’amministrazione Cassì sosterrà le famiglie in difficoltà?

Lo chiede Peppe Calabrese, segretario cittadino del Partito Democratico di Ragusa e consigliere comunale, alla luce delle novità introdotte dal decreto legge 4 maggio 2023 n. 48 “Misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro”, convertito in legge n. 85/2023, che modifica le modalità di erogazione del RdC. Cambiano le regole per il Reddito di Cittadinanza, ma quali azioni ha in mente l’amministrazione Cassì per sostenere le famiglie che, di colpo, non lo percepiranno più? Insiste Calabrese. “Già da qualche giorno diversi percettori del RdC hanno ricevuto dall’INPS la comunicazione dello stop all’erogazione - spiega Calabrese - e, per la maggior parte, si tratta di soggetti che il Governo considera in grado di lavorare e che riceveranno un sussidio più piccolo per un anno a patto di frequentare corsi di formazione per il lavoro. Chi non ha ricevuto comunicazione, invece,  continuerà a ricevere il RdC fino a fine anno. Dalle prime stime, si calcola che a ricevere la comunicazione dall’INPS siano stati circa 169mila soggetti, quindi almeno altrettante famiglie. A Ragusa i percettori sono 1200 e ancora non si ha un quadro preciso di quanti smetteranno di ricevere il sussidio e quanti, invece, continueranno a riceverlo. Certo è che in questi giorni, ovunque in Italia, la tensione è alta e si sono verificati diversi episodi di proteste eclatanti proprio nelle sedi dei municipi”. “La scelta scellerata del Governo Meloni, con la quale non si fa altro che macelleria sociale - continua il segretario dem - si abbatterà inevitabilmente anche sulla nostra comunità. Purtroppo, nella manovra di qualche giorno fa al Comune di Ragusa per l’assestamento di bilancio non abbiamo visto l’impiego di somme che possano ammortizzare l’impatto sociale di tale cambiamento. Nella nuova giunta Cassì c’è chi fa vanto di appartenere alla sinistra per storia personale e ideologie, ci aspettiamo, quindi, azioni di sinistra. Per ora, però - conclude Calabrese - temiamo che al Comune di Ragusa siano impreparati a reggere l’impatto con le conseguenze della manifesta incapacità della destra al Governo”.


Il telegiornale di Teleiblea del 31 luglio 2023

Il telegiornale di Teleiblea del 31 luglio 2023

Nell'Indice: Gli aumenti pesano sugli italiani per 3,7 miliardi di euro. L'incendio a Fontanrossa. Sorgono i primi indizi. Scrivono della Sac e sui compensi. L'ex sindaco Pogliese sull'aeroporto e su Comiso. Anche Agrigento vorrebbe l'aeroporto. Il reddito di cittadinanza. Intervista a Giovanni Vindigni. Cambiano i vertici in Fratelli d'Italia in provincia. Interviste. Controlli sulla movida in provincia. Iniziativa culturale a Modica. Intervista al sindaco Monisteri e all'archeologo Distefano


FdI presenta i nuovi coordinatori in provincia

FdI presenta i nuovi coordinatori in provincia

Si è tenuta questa mattina, a Ragusa Ibla, la conferenza stampa di Fratelli d’Italia per la presentazione dei nuovi coordinatori dei circoli cittadini della provincia. Presenza sul territorio, capacità di aggregazione e vicinanza ai problemi sociali della cittadinanza: sono questi i punti fermi, tracciati durante l’incontro con la stampa, che animeranno i nuovi rappresentanti dei circoli nell’area iblea.
Ad annunciare i nuovi nomi sono stati il coordinatore provinciale del partito, il senatore Salvo Sallemi, il coordinatore regionale, il senatore Salvo Pogliese, e il capogruppo all’Ars, l’onorevole Giorgio Assenza. Nello specifico i coordinatori cittadini saranno: Luca Poidomani per Ragusa; Dante Di Trapani per Comiso; Gianfranco Ciriacono per Acate; Darlyn Fidone per Scicli; Giovanni Bongiorno per Vittoria; Mary Ignaccolo per Ispica; Marco Nanì per Modica e Carlo Occhipinti per Santa Croce Camerina. Inoltre sono stati nominati i responsabili dei Dipartimenti: Umberto Calvanese per il dipartimento Editoria e Cultura e Carmelo Alfano per il dipartimento Faunistico Venatorio.  “Ringrazio i coordinatori uscenti per il loro contributo – ha detto  Salvo Sallemi – e auguro buon lavoro ai nuovi coordinatori. Hanno un ruolo importante: devono essere la cerniera tra il territorio e quindi le istanze locali e la rappresentanza politica nelle istituzioni. Fratelli d’Italia è un partito che non vive arroccato nei palazzi ma che trova la sua ragione sociale tra i cittadini e di conseguenza i coordinamenti cittadini sono fondamentali per portare esigenze, istanze e problemi dentro i Comuni, dentro la Regione Siciliana, dentro il Parlamento”. “Fratelli d’Italia – conclude il senatore – si riorganizza con rinnovato slancio in provincia e per affrontare le prossime sfide elettorali che saranno importanti per dare una prospettiva di buon governo al territorio, come le Provinciali, in attesa della riforma, e le elezioni Europee che segnano un crocevia decisivo”.


Ottimi risultati con gli avvisi bonari e la rateizzazione lunga

Ottimi risultati con gli avvisi bonari e la rateizzazione lunga

Approvata dal Consiglio comunale di Ragusa la proposta del regolamento di adesione
alla definizione agevolata delle ingiunzioni fiscali e degli accertamenti esecutivi ai
sensi dell’art. 17 bis del DL 34/2023, convertito con L. 56/2023.
Il regolamento illustrato dall’assessore al ramo Giovanni Iacono prevede che tutti i
provvedimenti divenuti esecutivi alla data del 30 giugno 2022 possano essere estinti
versando le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso
delle spese per le procedure esecutive e cautelare e di notificazione degli atti. Sono,
pertanto, azzerati gli interessi e le sanzioni.
L’assessore Giovanni Iacono ha dichiarato: “In questi anni abbiamo sperimentato che
il diverso approccio che abbiamo instaurato con i contribuenti ha dato risultati
eccellenti. L’invio di avvisi bonari, la rateizzazione lunga, la modernizzazione degli
uffici con una diversa interazione con i contribuenti, la convenzione con i Caf dei
patronati ha dato ottimi risultati instaurando un clima di collaborazione che ha
consentito al Comune di avere un forte recupero di evasione o di non riscosso e ai
cittadini di riuscire a superare le difficoltà. Questa definizione agevolata riteniamo
che possa, ulteriormente, rafforzare il rapporto di collaborazione dei cittadini nel
comune interesse generale di contribuire tutti a fornire i servizi di cui la comunità
necessita”.
Per aderire, i cittadini devono presentare istanza entro il 31 ottobre 2023. Il Comune
fornirà riscontro entro il 31 dicembre 2023 con indicazione dell’ammontare delle
somme dovute la cui prima rata potrà essere pagata con scadenza il 28 febbraio 2024.
È stata prevista una rateizzazione in 48 rate con importo minimo di euro 100,00.
Sono sospesi i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero delle somme
oggetto dell’istanza e non possono essere avviate nuove procedure esecutive. La
facoltà di definizione può essere esercitata anche dai debitori che hanno pagato
parzialmente a seguito di provvedimenti di dilazione emessi dal Comune. Con
l’istanza, il debitore rinuncia ad eventuali contenziosi pendenti.


Concorrenza tra gli aeroporti siciliani e non azzuppare la brioche nel cappuccino

Concorrenza tra gli aeroporti siciliani e non azzuppare la brioche nel cappuccino

Se avessimo pubblicato il comunicato stampa firmato da Luigi Crispino in molti, compresi quelli della Sac e compagni. avrebbero detto che noi siamo ormai di parte e pensiamo in modo distorto,  tentando in tutti i modi di evidenziare le colpe di Torrisi e soci. Ma ora lasciamo la parola a Pippo Rosano presidente degli albergatori di Siracusa che ha una visione molto realistica dell'accaduto e parla dei notevoli disagi per viaggiatori e aziende. La nota è stata inviata  ai colleghi di Travel Nostop.

“Doveva essere, e chissà se lo sarà ancora, un anno record per il turismo siciliano ed è bastato l’incendio all’aeroporto di Catania per rimettere tutto in discussione e fare emergere tutta la fragilità dell’Isola. È ancora presto per catalogare la rovinosa immagine negativa e la disastrosa reputazione che la Sicilia sta veicolando a livello internazionale a causa dei numerosi disagi sofferti dai viaggiatori per non aver saputo affrontare con la dovuta urgenza l’emergenza incendio, offrendo ai viaggiatori ammassati in ogni dove una raffigurazione da terzo mondo. Disagi patiti anche dai siciliani ma, come sempre avviene in questi contesti, noi isolani con innato istinto, dopo esserci lagnati sottovoce, siamo pronti a sottometterci e a rassegnarci a qualsiasi evenienza. Anzi facciamo festa, dando vita, nell’area dell’aeroporto di Comiso, all’esibizione delle Frecce tricolori. Proprio in quell’aeroporto che, in codesta occasione, sarebbe stato di grande utilità per affrontare la crisi e che invece non sappiamo, a tutt’oggi, se identificarlo come un vero scalo oppure per quello che è: meta di diportisti. A Comiso, in questi giorni, sono venute a galla le carenze gestionali affidate alla Sac, gestore dell’aeroporto di Catania che, tenendolo sotto scopa, non ha nessun interesse a incrementare decolli e atterraggi per le diverse destinazioni italiane e internazionali. L’aspetto strabiliante è la totale assenza di comunicazione e l’incapacità di soluzioni che si sarebbero dovute assumere con rapidità. E invece sono stati proposti sconcertanti rimedi, quali gli scali di Palermo (a tempo determinato) e Trapani, su cui il Governo regionale ha messo a disposizione (insufficienti) pullman e treni (pensa, pensa, gratuiti), senza considerare che, in treno, per raggiungere Catania ci voglio da 10/11 ore e in pullman 4/5 ore: un’insalata di maldestri antidoti. Latitanti gli assessore regionale al Turismo e alle Infrastrutture e Mobilità che avrebbero dovuto scendere in campo – da subito – per fronteggiare la situazione di caos nel disastrato aeroporto di Catania per garantire adeguata assistenza ai numerosi viaggiatori furiosi per la cattiva gestione degli arrivi e partenze. Sarebbe bastato istituire prontamente un desk informazioni sul calvario dei voli in arrivo e in partenza. In queste situazioni carsiche che affiorano sistematicamente in Sicilia, ancora non è dato sapere quando lo scalo di Catania riprenderà la piena attività. L’unica certezza, al momento, sono le numerose cancellazioni di prenotazioni che albergatori, assieme al comparto turistico siciliano, stanno subendo, registrando una notevole perdita di ricavi per i mancati arrivi dei viaggiatori. Tanto che si sta già pensando a un’istanza di risarcimento dei danni provocati. Un’altra certezza è che la nostra Sicilia a livello di infrastrutture ferroviarie, stradali e autostradali è ancora all’età della pietra e nessuna speranza all’orizzonte potrà far mutare l’attuale andazzo. L’avventatezza scivolata dalla bocca del ministro Musumeci, ex governatore della Sicilia, il quale propone di deliberare una regia unica per la gestione degli aeroporti siciliani, è una vera follia. Una proposta tutta dal sapore “politico”. Sarebbe utile ricordare a Musumeci che la giusta soluzione è quella di mettere in concorrenza gli aeroporti siciliani al fine di sfidarsi per accaparrarsi il meglio del transito aereo da e per la Sicilia. L’alternativa? Data la persistente incapacità dimostrata, vendere a privati la gestione di tutti gli aeroporti siciliani. Solo così, come avvenuto con successo a Napoli Capodichino, gestito da una società inglese che ha stravolto in positivo la gestione aeroportuale, si potranno soddisfare aspettative ed esigenze dei viaggiatori. Ma questa gestione non piacerà di sicuro ai politici nostrani, i quali non avrebbero più la possibilità di inzuppare la brioche dentro al cappuccino”


Trasferito al patrimonio della Città di Vittoria

Trasferito al patrimonio della Città di Vittoria

All’esito di un articolato percorso coordinato dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la
destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) per il tramite
della Prefettura di Ragusa, è stato consegnato stamani dal Prefetto, Giuseppe Ranieri, al
Sindaco di Vittoria un immobile confiscato alla mafia e destinato a finalità sociali e,
segnatamente, a favore di soggetti fragili e famiglie in difficoltà.
L’immobile, sito nella frazione rivierasca di Scoglitti, è stato trasferito nella materiale
disponibilità del comune ipparino nel corso di una cerimonia che giunge al termine di una
intensa attività, condotta con l’ausilio di tutte le Forze dell’Ordine della provincia, per la
liberazione dell’immobile dai precedenti occupanti in seguito alla confisca e al successivo
decreto di assegnazione.
Particolarmente significativa la presenza alla cerimonia, oltre che delle autorità civili e religiose
e dei vertici delle locali Forze dell’Ordine, dei rappresentanti dell’Associazione “Libera”, i quali
hanno condotto sul sito i giovani partecipanti all’annuale “campo di impegno e formazione sui
beni confiscati alle mafie”, provenienti da tutta Italia per conoscere e supportare territori ed
enti impegnati nel riutilizzo sociale dei beni confiscati.
Nel corso della cerimonia, il Prefetto di Ragusa ha evidenziato l’importanza del trasferimento
al patrimonio del Comune di Vittoria di un bene già frutto di attività criminose, a conferma
della presenza attiva dello Stato sui territori e dell’efficacia degli strumenti di contrasto alla
criminalità organizzata, e ne ha auspicato l’immediato utilizzo, affinché non sia solo simbolico il
valore della sua restituzione alla collettività.
A tal fine la Prefettura, che ha organizzato d’intesa con il Comune assegnatario la cerimonia di
consegna, ha promosso la partecipazione alla stessa di enti e associazioni, tra cui le principali
parrocchie della Zona Pastorale di Vittoria e i partner del progetto “Trasformare la fascia
trasformata”, tra i quali la Caritas diocesana di Ragusa. Con quest’ultima, il Comune di Vittoria
e la Prefettura di Ragusa hanno individuato, quale immediata destinazione dell’immobile, il
suo utilizzo, già dalle prossime settimane, come sede dell’attività di doposcuola e colonia
estiva per i figli dei numerosi lavoratori, in maggioranza stranieri, impiegati nelle serre agricole
presenti nelle campagne dei Comuni di Santa Croce Camerina, Vittoria e Acate, che vivono in
condizioni sociali di grave marginalità.
Sull’immobile sono state, quindi, apposte una targa che lo identifica come “bene confiscato
alla mafia” e le bandiere istituzionali.


Il telegiornale di Teleiblea del 28 luglio 2023

Il telegiornale di Teleiblea del 28 luglio 2023

Nell'Indice: La mafia che cancella tutto. A Vittoria consegnato al Comune un bene confiscato alla mafia. Interviste. L'aeroporto di catania. Un danno incalcolabile per il turismo e l'immagine della Sicilia. Protesta della CGIL per la salute dei lavoratori. L'autostrada infinita. Da Ispica a Modica ancora non è pronta. Campo e Piccitto ne parlano. Il comune di Ragusa. In studio Cesare Pluchino. Vandalismo a Pozzallo. Intervista alla scultrice Elisa Giacometti