L'allarme per le produzioni cerealicole.

L'allarme per le produzioni cerealicole.

La grave siccità che ha colpito la Sicilia tra fine 2023 e i primi mesi del 2024 ha causato un drastico calo della
produzione cerealicola sull’isola. Il raccolto di grano duro, nel 2024, è diminuito del 50–60% rispetto a stagioni
medie, con riduzioni drammatiche anche per il foraggio, in alcuni casi superiori all’80%.
Nel frattempo, il prezzo del grano rimane al di sotto dei costi di produzione: mediamente 0,25 centesimi al
chilo, ben lontano da una remunerazione equa per gli agricoltori.
Il comparto cerealicolo non può più aspettare. Legacoop Sicilia e Legacoop Agroalimentare lanciano l’allarme:
è urgente attivare misure straordinarie di sostegno per salvaguardare le imprese cooperative e evitare
l’abbandono dei campi e il depauperamento delle campagne.
Solo un modello cooperativo integrato, basato su biodiversità, innovazione e filiera corta, può assicurare
continuità produttiva e occupazione nelle campagne siciliane.
In questo senso i contratti di filiera ed un maggiore utilizzo di questo strumento favorirebbe la produzione,
la tracciabilità del prodotto, una maggiore qualità in grado di assicurare un prodotto competitivo a livello
internazionale.
Come Legacoop Agroalimentare Sicilia: “Chiediamo un piano d' investimenti su pratiche di gestione
sostenibile del suolo, uso razionale delle risorse idriche, valorizzazione dell’agro biodiversità come risposta ai
cambiamenti climatici e alla desertificazione crescente.”
Legacoop Sicilia Agroalimentare invita istituzioni regionali e nazionali, associazioni di categoria, ricercatori e
stakeholder a promuovere un Tavolo di Crisi Cerealicolo Siciliano permanente.
Serve un approccio concreto, rapido e coordinato per garantire la sopravvivenza del settore cerealicolo
isolano e rilanciare una filiera degna del “granaio d’Europa”.
Legacoop Sicilia Agroalimentare rimane al fianco dei produttori cooperativi per una Sicilia agricola prospera,
sostenibile e giusta.


Liberate Piazza San Giovanni!

Liberate Piazza San Giovanni!

Questo pomeriggio alcuni turisti, li ho visti io personalmente di persona,  si sono fermati dietro all'enorme palcoscenico allestito sul sagrato di Piazza san Giovanni, dalla parte di Corso Italia,  e hanno chiesto di poter entrare nel "recinto" per  vedere da vicino il monumento Unesco. Naturalmente, e giustamente dico io, è stato loro impedito per motivi di sicurezza. E' questo dunque il prezzo che si deve pagare per la politica del "panem et circenses" che da tempo è stata adottata dalla nostra amministrazione tanto in gamba. A proposito di prezzo lo spettacolo, c'era Vinicio Capossela, non era però gratis e ci volevano oltre 40 euri a persona. Una ragionamento che stride un po'. Contributo, location gratis e pure a pagamento. Ma non tocca a me discutere su questo perché ho avuto modo di dire, già lo scorso anno che il comune spende cifre importanti per i "circenses" o per le mostre più o meno riuscite,  per strutture delle quali si potrebbe fare  a meno  e poi purtroppo ci si accorge che alcuni dei capisaldi del vivere bene in una città non sono poi così rispettati. Ma come ho detto prima  non è questo l'argomento dell'articolo. Non sono d'accordo, assolutamente,  sull'uso che si fa dei luoghi Unesco, la cattedrale, proprio per la facciata, lo è certamente, e vedere centinaia di sedie di plastica sul sagrato e quell'enorme palco nero da una parte ed
l' obbrobriosa cortina di tela verde  messa lì per impedire  la vista a scrocco, dall'altra parte, mi da molto fastidio. Sono sicuro che in moltissimi non saranno d'accordo con me ma io ho una visione della città ben diversa da quella dell'amministrazione e sono convinto che, a parte alcuni interventi apprezzabili, non siamo stati stupiti dagli effetti speciali decantati ogni giorno dalla macchina dell'informazione voluta da Cassì. Però devo confessare la mia soddisfazione perché finalmente la piazza suddetta, è stata liberata da quello scherzo fatto passare per opera d'arte inserito nell'ambito del festiva del barocco e non. Insomma il  pianoforte al contrario è stato eliminato e cosi' anche la colonna  incomprensibile che gli stava a fianco. Basta!!! Non ne potevo più. Non è bello approfittare della gente propinando improbabili opere d'arte che si fanno notare solo perchè sono" al contrario" Il guaio è che nonostante i pareri , spesso negativi, ma mai esaltanti, sul festival il sindaco continuerà a foraggiare personaggi che vengono a Ragusa una volta l'anno per sfoggiare le loro capacità non comprese o forse inesistenti.


Cassi in Forza Italia? Mauro dixit!

Cassi in Forza Italia? Mauro dixit!

Che il sindaco Cassì non abbia mostrato un grande entusiasmo dopo aver aderito a Forza Italia è cosa ormai nota.  Ora ha davanti anche delle ipotetiche nuove alleanze che però non sembrano per niente accettate ne dallo stesso Cassì e tanto meno dal suo gruppo e dal suo entourage definito spesso " il cerchio magico"  A fare le prime considerazioni ufficiali è Rosario Mauro che avrebbe voluto celebrare diversamente l’occasione di trovarsi insieme in un nuovo partito. "Mi trovo però costretto dice  Mauro  a confermare il mio ruolo di minoranza e di opposizione costruttiva, in Consiglio comunale, nei confronti di una amministrazione che si vuole mantenere civica e che non intende modificare, né condividere la linea politica”  Il sindaco Cassì, che ha aderito a Forza Italia mantiene saldo il timone di una giunta civica, ispirata da appartenenze esclusivamente provenienti da sinistra, i cui componenti, finora, non si sono pronunciati né contro, né a favore dell’ingresso in Forza Italia e nella coalizione di centro destra del sindaco. “Ritengo necessario – sottolinea il consigliere Mauro – offrire chiarezza e sincerità. Debbo dire di essere deluso del suo scarso entusiasmo nel manifestare l’adesione a Forza Italia, atteggiamento che stride con gli onori tributati dai vertici locali, regionali e nazionali del partito. Sulle sue pagine social nemmeno una foto con i maggiorenti del partito, ammetto che avrei preferito anche una foto con gli esponenti della sua città, ma, forse, è chiedere troppo. Lo ha fatto per timidezza o per non irretire i suoi alleati civici?”  “C’è uno strano silenzio – aggiunge Mauro – da parte dei fedelissimi del cerchio magico, che appaiono smarriti al pari degli alleati civici. Addirittura, qualcuno, tiene a sottolineare che nessuno di loro ha preso o prenderà tessere di partito, in controtendenza a quello che sta accadendo nella vicina Modica dove stanno sgomitando per aderire, con rinnovato entusiasmo a Forza Italia.”  E ancora osserva Mauro: “Non vorrei il tutto facesse parte di una strategia per tutelare interessi di ‘parrocchia’ e non del partito, per future diverse aggregazioni elettorali.  Non c’è stato ancora un serio confronto con la base del partito, in linea con quelle che sono le nuove tendenze di Forza Italia, stabilite a livello nazionale, non ci piacciono le cariche, le nomine, tantomeno le imposizioni cadute dall’alto, serve, prima di tutto, chiarire quanto ha espresso in una intervista, a proposito della mancanza di disponibilità a confrontarsi per verificare la convergenza delle rispettive linee politiche. E, mi permetto di pretendere che ad affrontare queste tematiche, riferibili al governo della città e alle strategie relative, non sia il primo cittadino da solo, ma serve il coinvolgimento diretto dei singoli assessori, per un confronto quanto mai svincolato da riserve e perplessità sulla strada da intraprendere, anche per il futuro.” Conclude il consigliere Mauro: “il sindaco deve esternare tutta la sua disponibilità a lavorare, di squadra, per un centro destra che deve proporsi in maniera credibile alle prossime amministrative. Al momento, in assenza di segnali in tal senso, vista la mancanza di adeguati segnali verso gli altri partiti della coalizione, debbo dichiarare la mia intenzione a proseguire il mio mandato dai banchi della minoranza, per lo meno fino a quando non si farà chiarezza politica e non ci si siederà attorno ad un tavolo per condividere i temi cruciali della città.


Dubbi sulle piste ciclabili e sul ..turismo.

Dubbi sulle piste ciclabili e sul ..turismo.

La questione delle piste ciclabili ha aperto un dibattito sul web. A ragione dico io,  c'è qualcuno che lamenta il proliferare esagerato di questo tipo di infrastruttura che, a dire il vero, funziona solo un mese l'anno e costringe tanti utenti per tutti i  12 mesi a percorrere strade alternative, strette senza alcuna manutenzione che creano addirittura danni inimmaginabili alla archeologia del territorio( vedi post dell'architetto Giliberto) . E' proprio il caso dell' ultimo pezzetto della ciclabile sul lungomare Bisani inaugurato questa sera. Bella  da vedersi per carità, anche con la sopraelevazione in legno e alluminio anodizzato, ma a pensarci bene per non più di 150 metri, sacrificati per la gloria del sindaco Cassi, allora in odore di rielezione e quello di Santa Croce bocciato dalla sua popolazione,  abbiamo creato un budello impercorribile che va dalla piazzetta di Casuzze fino alla prima rotatoria per poi svoltare  verso Marina. Mi chiedo anche se il sindaco Dimartino percorre ogni tanto quella che non è altro che una strada interpoderale, senza asfalto adeguato, piena di fossi, nella quale si riversa il traffico balneare che va da Punta Secca a Marina.  Approfittiamo anche per riportare una articolo su Travel no stop autorevole quotidiano on line che si occupa di turismo.: Mentre il Presidente Schifani e la Giunta regionale, ma anche il Sindaco Cassì,  parlano entusiasti di una presunta crescita del turismo il riscontro reale che abbiamo dice totalmente il contrario. Ce lo raccontano gli operatori, lo testimoniano le strutture ricettive, i ristoratori, i balneari, i piccoli imprenditori che ogni giorno, con fatica, tengono in piedi un intero comparto”. La denuncia arriva da Cristina Cianti, presidente del Raggruppamento Turismo di CNA Trapani che spiega: “la crisi è sotto gli occhi di tutti, le disdette aumentano, i soggiorni si accorciano, la presenza della clientela italiana, da sempre asse portante della stagione, si riduce sensibilmente. Di contro aumentano, soprattutto a Ibla, i turisti mordi e fuggi, che non pernottano e generano un impatto economico marginale sul territorio”. Per l’Organizzazione le criticità alla base della crisi riguardano innanzitutto la rete dei trasporti e la mobilità turistica. Dal piano voli dell’aeroporto di Trapani Birgi definito all’ultimo minuto, l'inesistenza dello scalo di Comiso,  alla rete infrastrutturale al limite del collasso con strade disseminate di cantieri interminabili, interruzioni e deviazioni per non parlare di collegamenti ferroviari inesistenti e trasporto pubblico locale inadeguato e lontano dalle esigenze del turismo moderno. la CNA Trapani denuncia in merito la mancata programmazione del governo regionale, che ancora una volta si è fatto trovare impreparato, senza strategie di prevenzione né sistemi di sorveglianza adeguati e moderni. Dello stesso avviso è stato un comunicato della Cna di Ragusa che giorni fa criticava la gestione del comparto.  La CNA in genere chiede dunque risposte immediate: “serve una cabina di regia regionale, che coinvolga operatori, consorzi, istituzioni locali, Camera di Commercio, enti culturali e gestori aeroportuali. Serve un piano operativo strutturato, che parta prima dell’inizio della stagione turistica. Servono strategie e soluzioni innovative per contrastare gli incendi, garantire l’approvvigionamento idrico, potenziare i collegamenti e costruire un’offerta promozionale credibile e coordinata”.

Immagine di repertorio


La Ryanair non risponde chissà perchè?

La Ryanair non risponde chissà perchè?

Convocato per oggi pomeriggio dalla presidente Maria Rita Schembari su richiesta di associazioni di categoria e sindacali un nuovo incontro del tavolo tecnico istituito dopo il consiglio comunale aperto svoltosi all'eroporto di Comiso. . Si è parlato del nuovo il bando provinciale con scadenza il 9 settembre e dell'interlocuzione con Ryanair finora senza risposta. E' davvero strano che la compagnia irlandese, che sappiamo molto attenta alla parte economica dei problemi, non abbia dato neanche un cenno alla richiesta autorevole della provincia e alla conseguente offerta di coomarketing   Che ci sia qualcosa sotto? Magari a qualcuno interessa che non vengano riaperti i canali di possibili accordi per non  approfondire  temi scottanti del passato. L'attenzione è stata quindi rivolta alla richiesta di un confronto con il Governatore Renato Schifani per approfondire la possibilità di una strategia egualitaria di sviluppo degli aeroporti minori siciliani. Ed ancora, alla luce dello stallo per il rinnovo della governance in Sac, la richiesta di confronto con la direzione strategia della società che attualmente gestisce il sistema aeroportuale del Sud-Est nonché con il commissario della Camera di Commercio. Insomma non si sta a guardare e si cercano interlocutori validi anche se secondo noi nessuno a Catania potrà dire o fare qualcosa. La situaizone del CDA è abbastanza confusa e nessuno può essere cenrto di poter restare in quell'organismo. Intanto è stato pubblicato il bando provinciale finanziato con fondi ex Insicem, con l’indicazione delle aree geografiche che si intendono collegare. Le richieste di chiarimento dovranno pervenire entro il 1° settembre, mentre la consegna dei plichi è fissata al 9 settembre. Considerati i tempi tecnici, è realistico pensare che si arriverà alla fase operativa verso la fine dell’anno solare", ha spiegato Maria Rita Schembari. "La Camera di Commercio ha già messo in campo un pacchetto di bandi: tre nuove rotte prenderanno il via a marzo e due rotte attualmente attive – Tirana e Lille – proseguiranno anche durante l’inverno. La restante parte di finanziamento, circa 4,5 milioni di euro, sarà messa a disposizione attraverso fondi a sportello, destinati a progetti proposti direttamente dalle compagnie aeree.


La Sicilia brucia. I numeri degli interventi

La Sicilia brucia. I numeri degli interventi

Come ogni anno in questi mesi la Sicilia brucia. Sono 3.757 gli incendi registrati in Sicilia da maggio a luglio 2025 e hanno interessato 4.977 ettari di superficie boscata e 26.423 ettari di superficie non boscata. Sono alcuni dei dati che emergono dal sistema informativo "Astuto" del Corpo Forestale della Regione Siciliana, dall'inizio della campagna antincendio che ha preso il via il 15 maggio scorso. Nelle giornate più critiche, tra il 24 e il 26 luglio, al numero 1515 del Corpo Forestale sono pervenute 4.843 segnalazioni sulle 40.158 complessive gestite dall’inizio della campagna antincendio da parte delle nove sale operative provinciali degli ispettorati dipartimentali.
Le azioni effettuate a terra hanno visto impegnati i 4.700 operai forestali nella lotta alle fiamme, mentre il soccorso aereo regionale, dall'inizio della campagna, con i suoi 10 elicotteri ha effettuato 567 missioni, con 12.966 lanci. In alcuni casi, secondo la disponibilità, si è aggiunta anche la flotta aerea nazionale, che ha effettuato 270 interventi. La maggior parte dei roghi ha interessato terreni abbandonati, ricoperti da vegetazione erbacea infestante, secca e piena di stoppie. Si tratta spesso di terreni privati i cui proprietari non hanno rispettato le ordinanze comunali di ripulitura. Le aree colpite saranno esaminate e perimetrate attraverso specifici rilievi tecnici da parte del Corpo Forestale per aggiornare il catasto incendi.  Davvero da ringraziare il Corpo forestale, che ha coordinato le operazioni di spegnimento dei roghi, i preziosi operai forestali, la Protezione civile e i suoi volontari, i Vigili del fuoco tutti  per l'impegno e l'abnegazione che hanno dimostrato nel fronteggiare quest'ultimo drammatico ciclo di incendi che ha colpito l'Isola, contribuendo in modo decisivo a evitare il dilagare del fuoco e soprattutto possibili vittime. I nostri boschi sono messi in pericolo da incendi nati in aree incolte, spesso in terreni privati procurando una ferita profonda al paesaggio, alla biodiversità e alla sicurezza della collettività. Importantissima a tal proposito l'azione svolta nei giorni scorsi dal Corpo forestale di Enna che ha individuato, nelle campagne limitrofe al centro urbano di Troina, un soggetto intento ad accendere un fuoco, così come accaduto un paio di settimane fa a Mazzarino, grazie sempre all'azione di controllo e presidio del territorio dei nostri uomini e con l'ausilio di telecamere, dove le indagini sono ancora in corso come per i roghi del Trapanese. Ringrazio per la proficua collaborazione Prefetture, Procure e Forze armate; ora i delinquenti hanno il fiato addosso. Allo stesso tempo occorre promuovere maggiore consapevolezza tra i cittadini.  A dirigere le operazioni di spegnimento, i 204 Dos (Direttore operazioni di spegnimento) del Corpo forestale, ai quali si aggiungono a supporto i 9 Dos dei Vigili del fuoco, messi a disposizione della Regione Siciliana grazie ad una apposita convenzione. Il Corpo Forestale ha gestito e compilato 535 Richieste di intervento aereo (Ria), di cui 371 a carattere regionale e 164 nazionali, inoltrandole al Coau – Centro operativo aereo unificato, unità del dipartimento della Protezione Civile incaricata del coordinamento degli interventi aerei nella lotta agli incendi boschivi.


San Giovanni a Ragusa

San Giovanni a Ragusa

Il programma dei festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista, patrono
principale della diocesi di Ragusa e patrono della città di Ragusa, è stato presentato
questa mattina in conferenza stampa nel saloncino padre Tidona della cattedrale. Le
celebrazioni rappresentano ogni anno un appuntamento imprescindibile per la città,
unendo la dimensione autenticamente religiosa alla ricchezza delle tradizioni
popolari, sociali e culturali che da sempre caratterizzano l’identità ragusana.
Durante la conferenza stampa di presentazione, il vicesindaco Gianni Giuffrida –
intervenuto a nome del sindaco Peppe Cassì e dell’amministrazione comunale,
presente anche l’assessore Simone Digrandi – ha sottolineato la centralità della festa
per la comunità: si tratta infatti di un evento che “unisce le forti tradizioni ragusane a
un momento puramente religioso”. L’amministrazione ribadisce ogni anno il proprio
supporto, riconoscendo in questo appuntamento non solo la celebrazione del patrono,
ma anche un’occasione di coesione e orgoglio collettivo. “È una tradizione che
Ragusa ha nel sangue – ha affermato Giuffrida – e che i cittadini dimostrano con la
loro fede e con la partecipazione alle processioni, caratterizzate dalle suggestive file
di ceri che illuminano le strade, simbolo di un legame profondo con San Giovanni e
con la storia della città”. Il vicesindaco ha poi ricordato come la festa sia anche un
momento di condivisione conviviale, dove le famiglie si riuniscono attorno alla
tavola per perpetuare riti, sapori e racconti che fanno parte del tessuto stesso di
Ragusa.
Il parroco della cattedrale, don Giuseppe Burrafato, ha illustrato con sentita
partecipazione i momenti salienti del programma religioso. Il 19 agosto, in una delle
giornate più attese che precede l’inizio del novenario, il simulacro di San Giovanni
viene trasferito dalla cappella al transetto laterale della chiesa, affinché possa essere
venerato da tutta la cittadinanza. Inizia così il flusso di fedeli che, in un clima di
silenzio raccolto e preghiera, accendono tradizionali ceri, compiendo gesti tramandati
da generazioni. Dal 20 agosto prende avvio il novenario: ogni messa sarà introdotta
da un canto tradizionale composto dal maestro Pietro Branchina nei primi del
Novecento, un omaggio alle virtù del Battista e alla memoria delle antiche
trasposizioni musicali della fede popolare siciliana.
Particolarmente toccante è la tradizione del braccio reliquiario di San Giovanni,
risalente al XVII secolo, che nei giorni del novenario viene portato nelle case di
riposo e negli ospedali cittadini, simbolo di conforto e solidarietà verso i più fragili,
gli anziani e i malati. Quest’anno l’itinerario toccherà le parrocchie di San Giuseppe
Artigiano e Maria Ss. Annunziata e farà tappa presso gli ospedali “Paternò Arezzo”
(21 agosto) e “Giovanni Paolo II” (26 agosto), con momenti di preghiera guidati da
padre Giorgio Occhipinti che, oltre a essere vicario parrocchiale in cattedrale, è
cappellano ospedaliero.
Il culmine della festa si raggiunge tra il 27 e il 29 agosto: il 27 alle ore 18 il simulacro
di San Giovanni uscirà dalla cattedrale percorrendo le vie cittadine, accompagnato
dall’Arca santa, per raggiungere il santuario della Madonna del Carmine; qui si
terranno i Primi vespri guidati dal vescovo Giuseppe La Placa con i sacerdoti della
diocesi. Il giorno della vigilia, il 28 agosto, dopo la celebrazione delle 17, si svolgerà
la processione di rientro in cattedrale e alle 20,30 i vespri solenni. Il 29 agosto, giorno
della solennità, le celebrazioni si susseguiranno sin dal mattino, culminando nel
solenne pontificale delle 11,30 presieduto da monsignor Mario Russotto, vescovo di
Caltanissetta, e nel pomeriggio da quello di monsignor Giambattista Diquattro,
nunzio apostolico in Brasile e cittadino ragusano. Alle 18,30 avrà luogo la
processione con il simulacro di San Giovanni, anticipato dall’uscita dell’Arca santa e
seguito dai fedeli con le candele bianche, gesto che rappresenta preghiera, voto e
richiesta di intercessione. Al termine, come da tradizione, il vescovo rivolgerà il
proprio messaggio e il proprio saluto alla città.
Accanto agli eventi religiosi, la programmazione culturale è altrettanto ricca. Il
presidente dell’associazione San Giovanni Battista, Fabrizio Occhipinti, ha ricordato
il profondo legame tra la festa e la promozione di arte, cultura e identità locale. Dal
25 agosto prenderà il via la collettiva di pittura “La bellezza del colore per un mondo
di pace”, ospitata presso la sala borsa Pippo Tumino della Camera di Commercio di
Ragusa in via Natalelli. Dal 25 al 29 agosto si svolgerà l’immancabile “Fiera di San
Giovanni”, animando vie e piazze del centro storico. Il 26 agosto si terrà l’incontro
culturale “1703: il fallimento del sogno dei sangiovannari”, seguito da serate di teatro
e concerti in piazza San Giovanni, con la presenza di artisti di rilievo come Marco
Carta e tributi musicali ad Annalisa con Rosso Nali.
Degno di nota, il settantesimo anniversario del gruppo bronzeo del fonte battesimale
della cattedrale, opera del maestro Carmelo Cappello, e la riconsegna della preziosa
“Arca santa” di San Giovanni, capolavoro degli argentieri messinesi del Settecento,
restaurata di recente grazie alla generosità di tanti cittadini. Il programma, frutto della
collaborazione tra istituzioni, associazioni, volontari e sponsor, si configura come un
mosaico di fede, memoria e partecipazione collettiva. L’augurio, rivolto a tutta la città e ai visitatori, è di vivere la festa come un momento di gioia, condivisione e
riscoperta delle radici più autentiche di Ragusa.


Nuovo Terminal per i bus a Ragusa

Nuovo Terminal per i bus a Ragusa

Importante appuntamento oggi giovedì 31  sulla nuova terrazza di via Scalo Merci a Ragusa . Quello che sembrava un sogno lontano è diventata realtà: Ragusa ha un nuovo terminal degno della città  con tutti i servizi e i confort.
Dopo il giardino, si potrà godere della grande terrazza di via Scalo Merci, una piazza parzialmente coperta a disposizione di chi vive questa zona. Nel futuro con realizzazione del sottopasso a cura di Rfi che collegherà il terminal dei bus alla stazione dei treni, con l’affidamento delle aree commerciali a cura dello Sviluppo economico, sempre più quest’area diventerà baricentrica, generando nuove opportunità
Questo pomeriggio dunque si è svolto il momento istituzionale della inaugurazione di questo spazio in  zona Sacra Famiglia, vicina a via Carducci, via Archimede, Piazza Vann’Antò, Piazza Stazione e Piazza Libertà,


Confermato: ad Aeroitalia la Continuità Territoriale su Comiso

Confermato: ad Aeroitalia la Continuità Territoriale su Comiso

Quindi è ormai confermato : Aeroitalia si è aggiudicata  la Continuità Territoriale su Comiso.  Oggi infatti è pervenuta alla compagnia da ENAC la comunicazione relativa all’aggiudicazione delle gare per l’affidamento in esclusiva dei servizi aerei in Continuità Territoriale sulle rotte Comiso–Roma e Comiso–Milano Linate per il periodo compreso tra il 1º novembre 2025 e il 31 ottobre 2028. Il programma
prevede due voli giornalieri, al mattino e alla sera, da Comiso verso Roma (e ritorno), e un volo giornaliero da Comiso verso Milano (e ritorno). La vendita dei biglietti a tariffe agevolate per i residenti in Sicilia, come previsto dal bando, inizierà nei prossimi giorni.
La notizia non ci sorprende perchè era scontata essendo la compagnia l'unica ad aver partecipato al bando. Secondo alcuni questa è una vera e propria iattura ma, personalmente, credo che invece il servizio che svolgerà Aeroitalia potrebbe essere un cavallo vincente. Intanto le due rotazioni su Roma da Comiso e poi, molto importante il collegamento quotidiano su Milano Linate. Si tratta di una destinazioni particolarmente richiesta dove le low cost non possono accedere. Ora è il momento di approfittare della situazione e sfruttare al massimo l'opportunità. In tutta l'area di interesse dell'aeroporto il passeggero che volesse andare a Milano e non a Bergamo o a Malpensa potrà volare da Comiso. Si devono mettere da parte, almeno per il momento, tutti i dubbi e le delusioni del recente passato e controllare la bontà del servizio. Solo quando avremo problemi che non si possono spiegare avremo il diritto di riprendere  la protesta.


Interventi strutturali per il comparto agricolo

Interventi strutturali per il comparto agricolo

La Coldiretti Regionale sollecita interventi strutturali per il comparto agricolo.  L'Associazione dei produttori riunita a Palermo ha segnalato  le difficoltà di un comparto messo a rischio da siccità, crisi idrica, dazi americani e dai ritardi nella attesa riforma dei Consorzi di Bonifica Le fficoltà del comparto agricolo in Sicilia sono state al centro  dell'Assemblea Regionale convocata a Palermo da Coldiretti. Molte le criticità: dalle conseguenze della siccità alle carenze nel sistema di distribuzione idrica nell'Isola, favorite dalla mancata riforma dei Consorzi di Bonifica.