Palchi Diversi Estate al Castello

Palchi Diversi Estate al Castello

Si è chiusa con un trionfo la 15ª edizione di “Palchi Diversi Estate al Castello”, la rassegna teatrale estiva della Compagnia G.o.D.o.T. di Ragusa. A suggellare questa edizione, “La bottega del caffè” di Carlo Goldoni, messa in scena dal 20 al 24 agosto davanti a una platea gremita ogni sera da turisti e residenti, tra sold out e applausi scroscianti. Il connubio tra arte, architettura e natura ha trovato ancora una volta la sua massima espressione nella monumentale scalinata del Castello di Donnafugata. Uno spazio scenico affascinante quanto complesso, che ogni anno rappresenta una sfida artistica e tecnica, ma che riesce sempre a restituire al pubblico un’atmosfera unica, immersiva, capace di intensificare le emozioni delle opere rappresentate. La compagnia ragusana ha messo in scena con ritmo, profondità e ironia uno dei testi più rappresentativi di Goldoni, in un allestimento curato in ogni dettaglio. La regia e scenografia di Vittorio Bonaccorso hanno saputo sfruttare appieno la verticalità e la dinamicità della scalinata, trasformandola in un autentico campiello veneziano, brulicante di vita, incontri e contraddizioni. Proprio Bonaccorso, molto apprezzato e lodato dal pubblico, ha dato magistrale corpo e voce a Don Marzio, personaggio napoletano che ha richiamato, con ironia e misura, le grandi maschere di Totò ed Eduardo De Filippo. Figura grottesca e irresistibile, pettegolo impenitente e inconsapevole, è stato il fulcro comico e tragico dell’intera commedia. Al suo fianco, straordinaria più che mai, Federica Bisegna ha interpretato con intensità Ridolfo, il caffettiere onesto e giusto, personaggio etico della commedia. Nei panni maschili, affrontati con finezza e misura, l’attrice ha saputo restituire l’anima del personaggio, utilizzando con grande padronanza anche il dialetto veneto: una prova così convincente da renderla perfettamente credibile e non immediatamente riconoscibile. Un’interpretazione che ha confermato ancora una volta l’eccezionale versatilità attoriale di Federica Bisegna. Ospite speciale della messinscena è stato Stefano De Santis, nel ruolo del disinvolto biscazziere Pandolfo, emblema della dissolutezza. Applauditissimi anche i bravi Alessio Barone, che ha interpretato il conte Leandro, divertente impostore; Benedetta D’Amato, nei panni della signora Vittoria, moglie tradita; Federica Guglielmino, la pellegrina e moglie abbandonata; Alessandra Lelii, nelle vesti della ballerina Lisaura; Roberto Palomba, il vivace garzone Trappola; Lorenzo Pluchino, l'esilarante Eugenio, vittima del gioco; Mario Predoana, il capitano dei birri; Mattia Zecchin, l'allampanato servo Tonin. Sul palco anche Andrea Lauretta, Santina Ottaviano, Irina Goschenko, Evelina Giacchi, Anna Nobile e Amelia Gurrieri. Un cast affiatato e di grande spessore che ha saputo interpretare in maniera eccelsa i tanti personaggi che hanno affollato la piazzetta immaginata da Goldoni. Un plauso speciale anche ai costumi, accurati e ricchi di dettagli, come sempre curati da Federica Bisegna. «Siamo felici ed emozionati per la risposta straordinaria del pubblico – hanno dichiarato i direttori artistici Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso – e per le tante dimostrazioni di stima che abbiamo ricevuto. Anche quest’anno la scalinata del Castello ha regalato magia, trasformandosi in un palcoscenico vivo. Portare in scena Goldoni, con la sua ironia e la sua umanità così moderna, è stato un modo per chiudere in bellezza una stagione che ha superato ogni aspettativa. Un grazie di cuore va a tutto il nostro pubblico, che con la sua presenza, il suo calore e i suoi applausi rende possibile ogni anno questa avventura teatrale. E da oggi siamo già a lavoro per una nuova stagione ricca di emozioni».

PRONTI A RICOMINCIARE

PRONTI A RICOMINCIARE

Anche chi vi scrive si è preso una piccola pausa. Niente Tv, messo da parte il computer, mi sono dedicato all'attività che più amo: viaggiare. L'intenso dibattito che si è acceso nelle scorse settimane in relazione al turismo, che c'è o no, mi porta a scrivere queste quattro riga facendo un resoconto senza voler fare commenti. Questa volta però non ho scelto l'aereo ma ho fatto un giro, in auto, nell'Italia del sud. Per inciso mi era arrivata una notizia che parlava di un centinaio di passeggeri costretti a restare a Comiso per oltre 4 ore a causa del ritardo dell'aereo. Non era l'Aeroitalia! Ma la Vueling sul collegamento per Barcellona. Sono cose che accadono! Ma torniamo alla vacanza. In una decina di giorni ho visitato la Calabria Ionica, a cui sono legato per motivi familiari, con località interessanti ma in verità troppo affollate e, a causa delle poca ricettività, anche abbastanza costose. Lungo il litorale da Soverato a Isola Capo Rizzuto e poi a Sibari ci sono dei luoghi davvero belli ma letteralmente presi d'assalto e l'organizzazione turistica è in gran difficoltà. Come da noi in certi posti. Prezzi alti anche per la ristorazione con centinaia di locali che ormai hanno scordato la cucina tradizionale e si cimentano in improbabili piatti gourmet e conti in relazione. Anche in Puglia la musica non cambia. A parte Taranto dove ho trovato un ristorante in pieno centro a prezzi giusti (25 euro pranzo completo tutto a base di pesce) Alberobello, Monopoli, Trani invasi da turisti da una giornata, come me d'altronde. Infine l'Abruzzo che nasconde capolavori ambientali e culturali inaspettati. Alberghi più abbordabili e cibo genuino con sapori locali, dagli arrosticini, rigorosamente di pecora, al pesce che puoi gustare anche in una catena di friggitorie posizionate in diverse città. Insomma una pausa rigeneratrice che è servita anche a rafforzare la mia convinzione che il turismo è una scienza esatta. Se ci si sbraccia per avere sempre più visitatori bisogna prevedere i bisogni di questi ultimi. Più posteggi, un controllo sulla qualità delle case vacanze e B/B, guardare il prezzi dei ristoranti dove magari una bottiglia di acqua minerale la paghi 5 euro. E così via. Questo mi fa pensare alla nostra Ragusa, e provincia, dove non mancherebbe nulla ma dove occorre fare di più. La questione aeroporto si avvia, nell'estate del 2026, ad essere risolta ma già da ora si può essere moderatamente soddisfatti. I voli dell'unica compagnia che opera in ambito nazionale sono puntuali e abbastanza pieni. Ma per il futuro occorre una programmazione migliore, prima di tutto per le strutture, vedi posteggi, e poi i servizi come trasporti e intrattenimento. Peppe Calabrese ha reiterato la mia richiesta al sindaco di dimettersi da assessore al turismo e nominare qualcuno che non faccia parte delle "cumacca", che si accorga delle difficoltà senza gioire delle piazze piene. E infine anche il Castello per il quale bisognerà fare una battaglia. Il tema della prossimo autunno sarà quello politico.. Il sindaco andrà via presto perchè sono in corso manovre politiche più grandi di noi piccoli siciliani e bisognerà trovare un nuovo candidato che abbia le idee chiare e che giuri di non ripercorrere il "camino di Cassì" . Intanto appuntamento a lunedi 1 settembre per il Tg delle ore 21.00


E' tutto da rifare?

E' tutto da rifare?

Il dibattito sul turismo ibleo si è acceso da alcune settimane con valutazioni contrastanti. Chi ne ha la responsabilità amministrativa cerca di arrampicarsi sugli specchi facendo vedere numeri in crescita che non sono reali o meglio che possono essere  spiegati guardando ai regolament regionali. Ma la verità non può essere nascosta. Certo le colpe si devono spalmare su molti degli attori ma non c'è dubbio che è giunto il momento di affrontare il tema con competenza e non bearsi di vedere le piazze piene di turisti che vengono alle 11 del mattino e alle 12 vanno via.  Il dibattito dunque dovrebbe essere portato a liveli superiori ma il guaio è come al solito che i responsabili, come dicevamo, non ne vogliono sentire. In una squadra di calcio qualdo le cose vasnno amle si cambia l'allenatore ma a Ragusa l'allenatore, l'assessore al ramo cioè, è lo stesso sindaco e lui non si accorge di nulal e si bea del sagrato della Cattedrale trasformato in sala cinematografica con qualche centinaia si sedie, di plastica, perfettamente allinenate e spesso aoocupate. Oppure, grazie alla solita solfa del bando la città, per esempio Marina, viene consegnata ad organizzatori che non si curano dell'immagine, dell'educazione, delle decenza ma guardano solo ai numeri. Insomma c'è tanto da fare ma  bisogna parlarne in altra sede. "I dati allarmanti sul crollo delle presenze turistiche a Ragusa, diffusi da Confimprese e Confcommercio, confermano una preoccupante e dannosa tendenza che sta affossando l'economia locale. Con un calo di oltre il 50% rispetto all'anno precedente, è evidente che le politiche dell'amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Cassì non sono adeguate a sostenere un settore importante come quello turistico". Lo dichiara Peppe Calabrese, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Ragusa.
"Nonostante gli sforzi e le iniziative come il rifacimento del lungomare - dichiara Calabrese - la città e ancor di più Marina di Ragusa, non sono più attrattive, e la responsabilità di questo fallimento ricade sull'incapacità di chi amministra. Quella guidata dal sindaco Cassì è un'amministrazione che ha dimostrato una grave disattenzione verso le reali esigenze della città e dei turisti. Il centro storico è sempre più trascurato e poco sicuro, una situazione che allontana i visitatori. A Marina di Ragusa, è stato penalizzato il turismo di prossimità con una vasta Zona a Traffico Limitato (ZTL) che, in assenza di adeguati parcheggi di scambio, ha di fatto scoraggiato l'afflusso di visitatori. A ciò si aggiunge una gestione insufficiente del servizio di trasporto pubblico, rimasto inattivo fino a pochi giorni fa in molte contrade, e la scarsa cura di alcune spiagge periferiche come quelle di Punta di Mola e dell'ex depuratore, che rischiano di restare in uno stato di degrado".
"La delega al turismo, tenuta personalmente dal sindaco Cassì e gestita con il supporto di una consulenza esterna, ha prodotto risultati disastrosi - dice ancora il Capogruppo dem - e nonostante i costi sostenuti dai cittadini per questa consulenza, i risultati sono pari a zero. Appare evidente che l'amministrazione, più che dedicarsi alla risoluzione dei problemi, preferisca dedicare attenzioni ad altro (alle processioni religiose non manca mai nessuno, anche a costo di creare scandali incredibili), mostrando disinteresse per le questioni determinanti del settore turistico. La mancanza di un piano strategico e la gestione superficiale delle tematiche legate al decoro urbano e alla raccolta dei rifiuti, con un capitolato ormai scaduto, sono ulteriori sintomi di una visione politica fallimentare".
"La crisi del settore turistico va oltre i confini comunali, interessando l'intera provincia - aggiunge - perché l'assenza di una strategia comune e la scarsa incisività dei rappresentanti di centrodestra nelle istituzioni provinciali, come il Presidente Schembari e il Vicepresidente Cassì, aggravano la situazione. La fine del "traino" dell'effetto Montalbano, un tempo fattore determinante per l'afflusso turistico, doveva essere l'occasione per sviluppare nuove strategie, ma la nostra provincia non sembra essere sui radar della programmazione turistica nazionale e regionale. È evidente - conclude - che su questi temi è necessaria inversione di rotta".

Iperconnessi e tecnodipendenti.

Iperconnessi e tecnodipendenti.

Bisogna davvero fare qualcosa. Siamo di fronte ad un fenomeno gravissimo che rischia di compromettere la salute fisica e mentale soprattutto dei giovanissimi.  Accade ogni ora di vedere ragazzi camminare, mangiare, studiare(?) mentre chattano o stanno sui social senza comprendere che così facendo ci si estranea dalla realtà di ogni giorno immergendosi in una realtà virtuale e falsa.
La maggior parte degli adolescenti della provincia di Ragusa trascorre online gran parte della giornata: il 65% si collega allo smartphone per oltre sei ore di media. Quasi tutti (97%) utilizzano WhatsApp, sette ragazzi su dieci frequentano abitualmente TikTok e Instagram, e il 71% gioca ai videogame con cadenza quotidiana. Sono alcuni dei dati emersi dalla prima indagine sull’uso dei device in età preadolescenziale e adolescenziale, denominata “Adolescenti navigati” e coordinata dal pedagogista Giuseppe Raffa, responsabile dell’ambulatorio antibullismi dell’ASP di Ragusa. Lo studio ha coinvolto circa 250 ragazzi tra gli 11 e i 18 anni.
“I numeri confermano che siamo di fronte a una generazione iperconnessa - sottolinea Raffa - che rischia di sviluppare forme di tecnodipendenza. Stare troppe ore online può compromettere attenzione, memoria e qualità del sonno, oltre a incidere sulle relazioni reali. È necessario introdurre momenti di digital detox, genitori e figli insieme, per ristabilire un equilibrio e recuperare tempo di qualità nella vita quotidiana”.
I dati sono stati acquisiti nell’ambito delle attività promosse dall’ASP di Ragusa nei gazebo informativi allestiti a Marina di Modica, durante la tappa del Campionato italiano di beach volley, e a Scoglitti, in occasione degli eventi di beach soccer. Contesti scelti appositamente per intercettare le fasce d’età più giovani e favorire il dialogo diretto con ragazzi e famiglie. “La prevenzione - aggiunge Raffa - comincia in famiglia e prosegue a scuola: educare a un uso responsabile della rete è oggi una priorità. I ragazzi sanno che esistono rischi, ma non riescono a staccarsi: per questo occorre accompagnarli, con fermezza e ascolto, verso un uso più consapevole delle tecnologie”.
“Con questa iniziativa - afferma il Direttore generale dell’ASP di Ragusa, Giuseppe Drago - abbiamo voluto avvicinarci ai giovani nei contesti in cui trascorrono il loro tempo, promuovendo l’uso consapevole delle tecnologie. La prevenzione passa anche da qui: dall’educazione digitale come parte integrante del benessere complessivo delle nuove generazioni”.

TEMPI DURI PER I TROPPO BUONI

TEMPI DURI PER I TROPPO BUONI

La carruba riveste un'importanza significativa nell'economia della provincia di Ragusa, dove si produce circa il 70% della produzione nazionale di carrube. Questo frutto che un po' rappresenta l'anima degli iblei per la sua resistenza e la sua versatilità , è stato per secoli una risorsa economica fondamentale per il territorio. Oggi notiamo una importante valorizzazione agroindustriale, con applicazioni in diversi settori che offre prospettive di sviluppo per l'economia locale. Ma più il prodotto è ricercato più ci sono malintenzionati.
Il consigliere comunale Battaglia evidenzia come questa problematica si accentui in modo particolare durante il periodo della raccolta, quando l’attività raggiunge il suo apice e il valore del prodotto cresce, attirando purtroppo anche l’attenzione di chi opera al di fuori della legalità. Battaglia sottolinea che il prezzo della raccolta nel 2025 si aggira attorno ai 0,40 centesimi più Iva per chilogrammo, una cifra ben lontana da quella che dovrebbe essere riconosciuta ai produttori, ovvero almeno 0,70 centesimi. La sproporzione tra il valore reale e quello praticato nei pagamenti rende il lavoro dei produttori sempre più insostenibile e contribuisce a una spirale negativa che penalizza l’intero comparto agricolo locale. Uno degli aspetti più gravi, secondo Battaglia, riguarda poi la modalità di raccolta e vendita delle carrube da parte di soggetti non autorizzati: “I furti sono una piaga – dichiara il consigliere – perché i commercianti, di fatto, non chiedono la partita Iva a chi ruba e vende il prodotto, accontentandosi del solo codice fiscale. Questo permette a chi agisce nell’illegalità di continuare indisturbato, senza alcun controllo reale”. Inoltre, il prezzo praticato nei casi di furto si aggira intorno ai 0,35 centesimi al chilogrammo, ancora più basso rispetto a quello già ridotto dei produttori regolari. Per arginare questa situazione, Battaglia propone l’istituzione di un tavolo di lavoro tra istituzioni e commercianti della provincia, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per tutelare i produttori che lavorano onestamente e che subiscono la concorrenza sleale di chi opera sotto costo e fuori dalle regole. “È necessario che le parti coinvolte – sottolinea Battaglia – si impegnino a trovare un equilibrio che possa garantire ai veri produttori il giusto riconoscimento economico e la serenità di lavorare in sicurezza”. Battaglia invita i commercianti a prendere posizione in favore dei produttori regolari, suggerendo due possibili strade: abbassare ulteriormente il prezzo per chi non è in regola con la partita Iva, in modo da dissuadere chi ruba perché il gioco non varrebbe la candela, oppure aumentare il prezzo riconosciuto a chi è titolare di partita Iva e paga le tasse zero il commercio della carruba oggi ritorna in auge e siccome diventa interessante dobbiamo registrare un fatto estremamente negativo. Per arginare questa situazione, Battaglia propone l’istituzione di un tavolo di lavoro tra istituzioni e commercianti della provincia, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per tutelare i produttori che lavorano onestamente e che subiscono la concorrenza sleale di chi opera sotto costo e fuori dalle regole.
Come dicevamo Ragusa è leader nella produzione di carrube in Italia, con circa il 70% della produzione nazionale.
Le carrube hanno molteplici applicazioni, sia nell'alimentazione umana che animale, e vengono utilizzate per la produzione di farina, dolcificanti e come surrogato del cacao.
Esistono aziende locali che trasformano le carrube, alcune delle quali esportano in tutto il mondo.
La valorizzazione della carruba, attraverso lo sviluppo di una filiera integrata, può rappresentare un'opportunità per sostenere i produttori e promuovere un'agricoltura sostenibile.
Purtroppo la raccolta manuale delle carrube è un'attività costosa e faticosa, e il prezzo delle carrube in passato ha subito fluttuazioni che hanno messo in difficoltà i produttori.
In sintesi, la carruba non è solo un prodotto agricolo, ma un elemento chiave del patrimonio culturale e dell'economia del territorio ragusano, con un potenziale di crescita legato alla sua trasformazione e valorizzazione agroindustriale.


Le Poste a Ragusa vanno a mille!!!

Le Poste a Ragusa vanno a mille!!!

Qualche settimana fa abbiamo parlato della classifica siciliana dei pacchi. Non quelli della Tv ma quelli che vengono consegnati a casa da poste Italiane. Ragusa è in testa. Vuol dire che compriamo sempre di più on line lasciando i commercianti a lamentarsi. Non possiamo dire che sia sbagliato. La gente guarda al risparmio e alla comodità. Con un click compri, paghi e addirittura in poche ore ti portano tutto a casa. La soluzione non c'è. Effettivamente nei negozi la roba costa di più e poi devi posteggiare, ci sono le strisce blu, i vigili, il solleone. Una analisi del fenomeno dovrebbe essere fatta dalle categorie del settore e studiare qualche soluzione senza perdersi in problemi più grandi di loro. Ora c'è quest'altro record delle poste iblee che fa pensare. Tutti sanno che con le compagnie low cost il bagaglio costa più del biglietto ed ecco la soluzione per spostarsi senza ingombri e superare i limiti previsti sui bagagli. Si spedisce per tempo il bagaglio indirizzandolo all'hotel o all'amico del posto.
Effettivamente sono molti i cittadini in partenza o i turisti in arrivo che hanno scelto questo servizio anche con Poste Italiane. Come testimonia la portalettere Chiara Fiorile, dal centro di distribuzione di Ragusa Ercolano: “Proprio in questi giorni il transito di valigie si è intensificato. Già da tempo assistiamo a un incremento sempre maggiore del movimento di pacchi anche di grandi dimensioni destinati a località turistiche e strutture ricettive”. Anche ai vacanzieri è dunque dedicato Poste Delivery Web, per spedire valigie e
pacchi fino a trenta chilogrammi, in Italia o all’estero, anche comodamente da casa tramite il sito poste.it o l’app Poste Italiane. Da qui è possibile prenotare il servizio e creare la lettera di vettura da applicare sul collo, sia per il ritiro a domicilio che per la spedizione da tutti i 34 uffici postali del Ragusano. Spedizione possibile anche dagli oltre 110 "Punto Poste" del territorio, per colli fino a quindici chilogrammi.
La necessità è la madre delle invenzioni....


Pianto del coccodrillo per il turismo

Pianto del coccodrillo per il turismo

Federalberghi Palermo registra un calo medio del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Questo dato – dice Rosa Di Stefano, presidente degli albergatori palermitani – è un campanello d’allarme. Palermo ha un potenziale straordinario, ma la percezione di insicurezza tra i turisti sta erodendo il nostro essere attrattivi.  Il turismo è, allo stesso tempo, uno dei motori economici più potenti di centinaia di comunità italiane e uno degli asset più sottovalutati del nostro sistema produttivo”. Lo stesso grido di dolore è stato lanciato da Siracusa.
E a Ragusa, da ogni parte arrivano segnalazioni  per la  crisi del settore.  Solo chi non vuol sentire, qualche amministratore in particolare, da Schifani a Cassì,  continua a sbrodolarsi parlando di turismo ma l'analisi è presto fatta. Secondo i dati di assoturismo il costo delle vacanze, in particolare quelle al mare, è aumentato nel 2025, con rincari per ombrelloni, lettini, parcheggi e ristorazione. Questo ha reso le vacanze in Italia meno accessibili per alcune famiglie, spingendole a cercare alternative più economiche o a rinunciare del tutto. Altre destinazioni turistiche, come la Croazia, l'Albania e la Grecia, hanno messo a punto campagne promozionali basate sulle informazioni dei viaggiatori e offrono prezzi più competitivi e potrebbero attrarre i turisti che cercano un buon rapporto qualità-prezzo. Certe località non possono reggere all'usura del tempo, come per Montalbano, e i destination manager vantati da Gal Gac etc, le loro manifestazioni inutili, realizzate spendendo sldi della comunità non riescono a riparare i danni,
I turisti potrebbero essere sempre più alla ricerca di esperienze autentiche e sostenibili, e di sicuro in destinazioni meno affollate e con un'offerta più varia.  In alcune località turistiche italiane, si verifica addirittura  il fenomeno dell' overturism, cioè  l'eccessivo afflusso di visitatori  che causano sovraffollamento, degrado dei centri storici e un peggioramento della qualità della vita per i residenti. Questo scoraggia abbastanza i turisti tanto da spingerli a cercare destinazioni meno congestionate.  In sintesi, il calo di presenze , ad esempio a Ragusa potrebbe essere il risultato di una combinazione di fattori economici per i prezzi degli affitti e dei servizi troppo alti e senza controllo. La concorrenza è spietata e si registrano cambiamenti nelle preferenze dei viaggiatori e c'è anche qualche problema legato all'overtourism. Marina è impraticabile per tutti, abitanti, villeggianti, visitatori pomeridìani e addirittura anche bagnanti. Ma ormai solo per 20 giorni l'anno.  E qui casca l'asino.  Cosa si deve fare? Ragusa vanta esperti di chiara fama ma dei quali non abbiamo contezza. Quelli a cui i comuni hanno demandato la promozione, parlo del Gal ad esempio, non riescono a studiare una strategia idonea.   Ripetono sempre le stesse azioni, qualche fiera, arlare sempre di "destination manager"  che come si vede non servono a nulla, riempono le città di cartelli che fanno pubblcità alo stesso Gal, senza badare alle brutture che ci sono in giro. Tutto ciò permette al comune di sentirsi coperto e non avere un capitolo e tanto meno un'assessore al turismo. Infatti è prassi a Ragusa demandare ogni cosa a qualche altro o a un bel bando. Niente da dire invece se si tratta di spettacoli. In piazza, sul sagrato della cattedrale,  a Marina,, a Ibla.   Come dicevo in altre occasioni basta dare un pezzetto di pista ciclabile, una rotatoria dopo l'altra, ( ma lo faceva già il sindaco Dipasquale) decine di spettacoli affidati ai soliti imprenditori, seri certamente, ma sempre loro e basta e la gente è contenta. 

In ritardo e con le piante sbagliate.

In ritardo e con le piante sbagliate.

Pubblichiamo la nota di Sinistra Italiana perchè siamo convinti possa servire da stimolo a migliorare la situazione relativa al nuovo terminal bus nella zona dell'ex scalo merci. E' stato appena inaugurato e quindi è necessario un periodo di rodaggio considerando tra l'altro che ancora non tutti i collegamenti lo stanno usando come capolinea. E' anche vero che, come dice Sinistra Italiana se si inaugura qualcosa ci si aspetta che sia efficiente e funzionale al massimo dal primo minuto. Probabilmente c'erano altri lavori in corso e i responsabili erano in tutt'altre faccende affaccendati.  Ad esempio la pista ciclabile a Marina, la rotatoria da circa un milione di euro, con altri lavoretti, di Brucè il ponte "fortificato" di piazza Vannantò. Ma siamo fiduciosi che a vacanze finite il terminal potrà parlare di noi a tutti quei ....turisti che arriveranno in bus nella nostra città. Ecco comunque la nota di Sinistra Italiana che tra l'altro lamenta un errato uso delle piante che non sarebbero autoctone e non offrono le caratteristiche necessarie per il sito.
La recente inaugurazione dell’autostazione voluta e  progettata dalle diverse amministrazioni che si sono succedute negli anni,  finalmente consegna alla città un’area altrimenti degradata.
Certamente il progetto complessivo di riqualificazione dell’area in un nodo intermodale  non è ancora completato (collegamenti con stazione ferroviaria e piazza del   popolo) e c’è ancora molto da fare.
A dire il vero a prescindere dalle pensiline per i mezzi  pubblici, le dichiarazioni trionfalistiche , accompagnate dallo spettacolo musicale, del sindaco e assessori ci appaiono perlomeno esagerate.
  La struttura  è sottoutilizzabile  e poco funzionale perché priva dei servizi complementari indispensabili per definire quel sito una autostazione.    A partire dalla biglietteria , di un posto ristoro con posti a sedere e  un ufficio informazioni e promozione turistica.
Per altro l'area a verde, già adesso priva di  una  costante manutenzione e senza nemmeno piccola bambinopoli, appare scarsamente fruibile. Un capitolo a parte riguarda poi la vegetazione destinata all’ombreggiatura. Ci stupisce come mai l’amministrazione, in corso d’opera, abbia deciso di sostituire la piantumazione di alberi autoctoni con una serie di palme che evocano località lontane e non garantiscono nessuna ombreggiatura .
Insomma ci saremmo aspettati meno trionfalismo e maggiori dettagli su tempi e modi   di completamento della struttura.


La Forza Italia che verrà.

La Forza Italia che verrà.

Forza Italia sta vivendo una fase di importante espansione, testimoniata dalle recenti adesioni di rilievo: il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, e quello di Modica, Maria Monisteri, hanno scelto di unirsi al progetto azzurro, segnando un passaggio significativo sia per la compagine locale che per tutto il centrodestra. Queste ultime settimane hanno dunque confermato la capacità del partito di attrarre amministratori di peso, rafforzando la presenza nei principali centri del territorio. Il problema è capire se queste new entry siano davvero sincere o si tratta di mosse dettate dalle emergenze o le strategie del momento. Così è certo per la Monisteri che nel suo consiglio sta vivendo una situazione particolarmente grave  dove  si è trovata quasi all'opposizione dopo la dichiarazione di dissesto del Comune. Per lei non c'era altra scelta. Aveva bisogno di una forza politica visto che nella DC di Cuffaro non poteva più starci. Quindi nessuna " folgorazione" ma un passo studiato per poter continuare ad amministrare con una copertura politica importante. Inoltre a Modica si registra anche il rientro di Minardo e quindi si sta formando l'argine  contro Abbate.
Diversa la questione per Cassì. Lui è fortissimo in città e in comune e lo ha detto candidamente: "dovevo lasciare l'idea della lista civica e trovarmi un partito volendo continuare a fare politica. Che c'è di male? " Non condivisibile ma comprensibile. E' nella natura  e anche nel portafoglio della persona. Perchè credetemi i soldi contano, eccome. Chi si abitua a 10 mila euro, lordi è vero, al mese ha difficoltà a rientrare a quote più umane.  Ma Ragusa ha il cuore grande e può perdonare tutto. Anche mosse così sfrontate e materiali. Intanto c'è stato un Incontro tra il segretario provinciale di Forza Italia, Giancarlo Cugnata, e il deputato nazionale Nino Minardo. L’appuntamento, atteso dagli ambienti politici locali, ha rappresentato l’occasione per tracciare le linee guida delle prossime strategie del partito in provincia, in un momento di rinnovato fermento e crescita.
Però io ripenso al comunicato stampa di qualche giorno fa di Rosario Mauro che secondo me ha "cento canne di ragione" per arrabbiarsi. Tutti felici per Cassì? Ma come dice Mauro è vera forza Italia?. Lui, Mauro,  in consiglio non lo ha notato anzi si è trovato davanti al solito sindaco che non da conto a nessuno, che non stima le opposizioni ( e nelle  opposizioni c'era anche Forza Italia), che mantiene quell'atteggiamento superiore che lo ha contraddistinto in questi 7 anni ( escluso un breve periodo prima della rielezione quando era convinto di non farcela).
Dunque Mauro dovrebbe incontrare Cugnata e Minardo e studiare come gestire i sindaci senza ideologia del partito ma entrati solo per tornaconto personale. Tra gli argomenti anche come ci si  comporta in consiglio comunale e come si fanno le giunte di centrodestra ( senza gente di sinistra) . Se ci fosse un "calepino" con queste regole che poi  si dovessero per forza seguire, nel giro di qualche settimana queste nuove entrate diventerebbero " nuove uscite"    Dice Cugnata"  la stagione che si apre è carica di aspettative e potenzialità. Forza Italia, grazie all’entusiasmo dei nuovi ingressi e alla capacità di dialogo dei suoi vertici, si prepara a giocare un ruolo da protagonista, con l’ambizione di far sentire il proprio peso politico in ogni angolo della provincia.  La domanda sorge spontanea. Quale  partito sarà quello di Peppe Cassì e in che "direzione " andrà.


La difesa di Manenti.

La difesa di Manenti.

Nonostante le considerazioni positive del sindaco di Ragusa  che continua a detenere, impunemente, la delega del turismo nella città capoluogo, da tutte le parti arrivano lamentele per la forte flessione del settore. Ragusa, tra l'altro è il territorio in provincia che vanta il maggior numero di posti letto, incassa una tassa di soggiorno importante e dovrebbe mettere in campo strategie più serie con obiettivi a breve termine perchè, oggi, tutto  è abbastanza precario e si deve coglier l'attimo e non guardare al 2043.
Gianluca Manenti  entra nel dibattito soprattutto  per scrollarsi da addosso le critiche lanciate a lui come presidente regionale di ConfCommercio che ha dentro la categoria alberghiera più nutrita ma molto assente.  Manenti fa suoi i report diffusi da Istat sulla flessione del turismo in Italia nel 2025  e dice che è un fenomeno nazionale. Le prenotazioni alberghiere segnano un calo medio del 12%, dovuto a cause ben identificate, dall’inflazione, ai costi dei servizi turistici fino alle incertezze geopolitiche internazionali. Una dinamica che coinvolge anche Ragusa come molte aree del Sud, ma che va letta, dice Manenti,  all’interno di un quadro più ampio, senza scivolare in letture localistiche o semplificazioni. “In questo contesto – prosegue Manenti – il tema dell’aeroporto viene utilizzato come casus belli. La realtà, però, è ben più articolata e condizionata da dinamiche che esulano dal potere decisionale e operativo della gestione dello scalo ibleo.
E magari possiamo convenire con lui che le dinamiche sono difficili ma esaltare la gestione catanese è tutt'altra cosa.  Proprio tornando indietro al record del 2016  (oltre 459.000 passeggeri un record per un aeroporto minore nato da pochi anni) si deve ammettere che il declino è abissale non giustifcabile con il covid o altri problemi contingenti. E mentre Manenti  si sbarccia per tenersi buoni i vertici di Sac ( chissà che ne pensa Agen) sui quotidiani nazionali  ci sono articoli che condannano la governance catanese che costringe Comiso alla fame. Qualche giornale attacca pure Schifani ma  lui capisce solo di cargo che rimette in campo ogni settimana senza rendersi costo che se facesse il cargo a Trapani gli tirerebero dietro gli ortaggi e anche il vino. Poi Manenti tenta di instaurare il dialogo: La Sicilia, men che meno la provincia di Ragusa, non ha bisogno di polemiche, ma di un confronto serio e di una strategia chiara, condivisa e soprattutto di lungo termine.  Ma oggi la frittata è fatta le associazioni non fanno altro che cercare tavoli di confronto, mandare comunicati e basta. Quelli che Manenti chiama risultati concreti, come l’apertura dell’aeroporto e la ripresa della connettività aerea, non arrivano di sicuro grazie alle associazioni suddette. Poi c'è il caso Federalberghi finita, giustamente nel mirino del Comitato pro aeroporto . Manenti fa una difesa d'ufficio ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti.  Forse il suo errore maggiore è stato quello di sottovalutare la forza del web e dalle gente che non crede più alle associazioni autoreferenziali.  Se non ci sono risultati ci deve essere per forza una spiegazione e anche qualche colpevole. Per Comiso la pensano tutti allo stesso modo e le colpe sono già state stabilite.