Palchi Diversi Estate al Castello
Palchi Diversi Estate al Castello
PRONTI A RICOMINCIARE
PRONTI A RICOMINCIARE
Anche chi vi scrive si è preso una piccola pausa. Niente Tv, messo da parte il computer, mi sono dedicato all'attività che più amo: viaggiare. L'intenso dibattito che si è acceso nelle scorse settimane in relazione al turismo, che c'è o no, mi porta a scrivere queste quattro riga facendo un resoconto senza voler fare commenti. Questa volta però non ho scelto l'aereo ma ho fatto un giro, in auto, nell'Italia del sud. Per inciso mi era arrivata una notizia che parlava di un centinaio di passeggeri costretti a restare a Comiso per oltre 4 ore a causa del ritardo dell'aereo. Non era l'Aeroitalia! Ma la Vueling sul collegamento per Barcellona. Sono cose che accadono! Ma torniamo alla vacanza. In una decina di giorni ho visitato la Calabria Ionica, a cui sono legato per motivi familiari, con località interessanti ma in verità troppo affollate e, a causa delle poca ricettività, anche abbastanza costose. Lungo il litorale da Soverato a Isola Capo Rizzuto e poi a Sibari ci sono dei luoghi davvero belli ma letteralmente presi d'assalto e l'organizzazione turistica è in gran difficoltà. Come da noi in certi posti. Prezzi alti anche per la ristorazione con centinaia di locali che ormai hanno scordato la cucina tradizionale e si cimentano in improbabili piatti gourmet e conti in relazione. Anche in Puglia la musica non cambia. A parte Taranto dove ho trovato un ristorante in pieno centro a prezzi giusti (25 euro pranzo completo tutto a base di pesce) Alberobello, Monopoli, Trani invasi da turisti da una giornata, come me d'altronde. Infine l'Abruzzo che nasconde capolavori ambientali e culturali inaspettati. Alberghi più abbordabili e cibo genuino con sapori locali, dagli arrosticini, rigorosamente di pecora, al pesce che puoi gustare anche in una catena di friggitorie posizionate in diverse città. Insomma una pausa rigeneratrice che è servita anche a rafforzare la mia convinzione che il turismo è una scienza esatta. Se ci si sbraccia per avere sempre più visitatori bisogna prevedere i bisogni di questi ultimi. Più posteggi, un controllo sulla qualità delle case vacanze e B/B, guardare il prezzi dei ristoranti dove magari una bottiglia di acqua minerale la paghi 5 euro. E così via. Questo mi fa pensare alla nostra Ragusa, e provincia, dove non mancherebbe nulla ma dove occorre fare di più. La questione aeroporto si avvia, nell'estate del 2026, ad essere risolta ma già da ora si può essere moderatamente soddisfatti. I voli dell'unica compagnia che opera in ambito nazionale sono puntuali e abbastanza pieni. Ma per il futuro occorre una programmazione migliore, prima di tutto per le strutture, vedi posteggi, e poi i servizi come trasporti e intrattenimento. Peppe Calabrese ha reiterato la mia richiesta al sindaco di dimettersi da assessore al turismo e nominare qualcuno che non faccia parte delle "cumacca", che si accorga delle difficoltà senza gioire delle piazze piene. E infine anche il Castello per il quale bisognerà fare una battaglia. Il tema della prossimo autunno sarà quello politico.. Il sindaco andrà via presto perchè sono in corso manovre politiche più grandi di noi piccoli siciliani e bisognerà trovare un nuovo candidato che abbia le idee chiare e che giuri di non ripercorrere il "camino di Cassì" . Intanto appuntamento a lunedi 1 settembre per il Tg delle ore 21.00
E' tutto da rifare?
E' tutto da rifare?
Iperconnessi e tecnodipendenti.
Iperconnessi e tecnodipendenti.
La maggior parte degli adolescenti della provincia di Ragusa trascorre online gran parte della giornata: il 65% si collega allo smartphone per oltre sei ore di media. Quasi tutti (97%) utilizzano WhatsApp, sette ragazzi su dieci frequentano abitualmente TikTok e Instagram, e il 71% gioca ai videogame con cadenza quotidiana. Sono alcuni dei dati emersi dalla prima indagine sull’uso dei device in età preadolescenziale e adolescenziale, denominata “Adolescenti navigati” e coordinata dal pedagogista Giuseppe Raffa, responsabile dell’ambulatorio antibullismi dell’ASP di Ragusa. Lo studio ha coinvolto circa 250 ragazzi tra gli 11 e i 18 anni.
TEMPI DURI PER I TROPPO BUONI
TEMPI DURI PER I TROPPO BUONI
La carruba riveste un'importanza significativa nell'economia della provincia di Ragusa, dove si produce circa il 70% della produzione nazionale di carrube. Questo frutto che un po' rappresenta l'anima degli iblei per la sua resistenza e la sua versatilità , è stato per secoli una risorsa economica fondamentale per il territorio. Oggi notiamo una importante valorizzazione agroindustriale, con applicazioni in diversi settori che offre prospettive di sviluppo per l'economia locale. Ma più il prodotto è ricercato più ci sono malintenzionati.
Il consigliere comunale Battaglia evidenzia come questa problematica si accentui in modo particolare durante il periodo della raccolta, quando l’attività raggiunge il suo apice e il valore del prodotto cresce, attirando purtroppo anche l’attenzione di chi opera al di fuori della legalità. Battaglia sottolinea che il prezzo della raccolta nel 2025 si aggira attorno ai 0,40 centesimi più Iva per chilogrammo, una cifra ben lontana da quella che dovrebbe essere riconosciuta ai produttori, ovvero almeno 0,70 centesimi. La sproporzione tra il valore reale e quello praticato nei pagamenti rende il lavoro dei produttori sempre più insostenibile e contribuisce a una spirale negativa che penalizza l’intero comparto agricolo locale. Uno degli aspetti più gravi, secondo Battaglia, riguarda poi la modalità di raccolta e vendita delle carrube da parte di soggetti non autorizzati: “I furti sono una piaga – dichiara il consigliere – perché i commercianti, di fatto, non chiedono la partita Iva a chi ruba e vende il prodotto, accontentandosi del solo codice fiscale. Questo permette a chi agisce nell’illegalità di continuare indisturbato, senza alcun controllo reale”. Inoltre, il prezzo praticato nei casi di furto si aggira intorno ai 0,35 centesimi al chilogrammo, ancora più basso rispetto a quello già ridotto dei produttori regolari. Per arginare questa situazione, Battaglia propone l’istituzione di un tavolo di lavoro tra istituzioni e commercianti della provincia, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per tutelare i produttori che lavorano onestamente e che subiscono la concorrenza sleale di chi opera sotto costo e fuori dalle regole. “È necessario che le parti coinvolte – sottolinea Battaglia – si impegnino a trovare un equilibrio che possa garantire ai veri produttori il giusto riconoscimento economico e la serenità di lavorare in sicurezza”. Battaglia invita i commercianti a prendere posizione in favore dei produttori regolari, suggerendo due possibili strade: abbassare ulteriormente il prezzo per chi non è in regola con la partita Iva, in modo da dissuadere chi ruba perché il gioco non varrebbe la candela, oppure aumentare il prezzo riconosciuto a chi è titolare di partita Iva e paga le tasse zero il commercio della carruba oggi ritorna in auge e siccome diventa interessante dobbiamo registrare un fatto estremamente negativo. Per arginare questa situazione, Battaglia propone l’istituzione di un tavolo di lavoro tra istituzioni e commercianti della provincia, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per tutelare i produttori che lavorano onestamente e che subiscono la concorrenza sleale di chi opera sotto costo e fuori dalle regole.
Come dicevamo Ragusa è leader nella produzione di carrube in Italia, con circa il 70% della produzione nazionale.
Le carrube hanno molteplici applicazioni, sia nell'alimentazione umana che animale, e vengono utilizzate per la produzione di farina, dolcificanti e come surrogato del cacao.
Esistono aziende locali che trasformano le carrube, alcune delle quali esportano in tutto il mondo.
La valorizzazione della carruba, attraverso lo sviluppo di una filiera integrata, può rappresentare un'opportunità per sostenere i produttori e promuovere un'agricoltura sostenibile.
Purtroppo la raccolta manuale delle carrube è un'attività costosa e faticosa, e il prezzo delle carrube in passato ha subito fluttuazioni che hanno messo in difficoltà i produttori.
In sintesi, la carruba non è solo un prodotto agricolo, ma un elemento chiave del patrimonio culturale e dell'economia del territorio ragusano, con un potenziale di crescita legato alla sua trasformazione e valorizzazione agroindustriale.
Le Poste a Ragusa vanno a mille!!!
Le Poste a Ragusa vanno a mille!!!
Qualche settimana fa abbiamo parlato della classifica siciliana dei pacchi. Non quelli della Tv ma quelli che vengono consegnati a casa da poste Italiane. Ragusa è in testa. Vuol dire che compriamo sempre di più on line lasciando i commercianti a lamentarsi. Non possiamo dire che sia sbagliato. La gente guarda al risparmio e alla comodità. Con un click compri, paghi e addirittura in poche ore ti portano tutto a casa. La soluzione non c'è. Effettivamente nei negozi la roba costa di più e poi devi posteggiare, ci sono le strisce blu, i vigili, il solleone. Una analisi del fenomeno dovrebbe essere fatta dalle categorie del settore e studiare qualche soluzione senza perdersi in problemi più grandi di loro. Ora c'è quest'altro record delle poste iblee che fa pensare. Tutti sanno che con le compagnie low cost il bagaglio costa più del biglietto ed ecco la soluzione per spostarsi senza ingombri e superare i limiti previsti sui bagagli. Si spedisce per tempo il bagaglio indirizzandolo all'hotel o all'amico del posto.
Effettivamente sono molti i cittadini in partenza o i turisti in arrivo che hanno scelto questo servizio anche con Poste Italiane. Come testimonia la portalettere Chiara Fiorile, dal centro di distribuzione di Ragusa Ercolano: “Proprio in questi giorni il transito di valigie si è intensificato. Già da tempo assistiamo a un incremento sempre maggiore del movimento di pacchi anche di grandi dimensioni destinati a località turistiche e strutture ricettive”. Anche ai vacanzieri è dunque dedicato Poste Delivery Web, per spedire valigie e
pacchi fino a trenta chilogrammi, in Italia o all’estero, anche comodamente da casa tramite il sito poste.it o l’app Poste Italiane. Da qui è possibile prenotare il servizio e creare la lettera di vettura da applicare sul collo, sia per il ritiro a domicilio che per la spedizione da tutti i 34 uffici postali del Ragusano. Spedizione possibile anche dagli oltre 110 "Punto Poste" del territorio, per colli fino a quindici chilogrammi.
La necessità è la madre delle invenzioni....
Pianto del coccodrillo per il turismo
Pianto del coccodrillo per il turismo
E a Ragusa, da ogni parte arrivano segnalazioni per la crisi del settore. Solo chi non vuol sentire, qualche amministratore in particolare, da Schifani a Cassì, continua a sbrodolarsi parlando di turismo ma l'analisi è presto fatta. Secondo i dati di assoturismo il costo delle vacanze, in particolare quelle al mare, è aumentato nel 2025, con rincari per ombrelloni, lettini, parcheggi e ristorazione. Questo ha reso le vacanze in Italia meno accessibili per alcune famiglie, spingendole a cercare alternative più economiche o a rinunciare del tutto. Altre destinazioni turistiche, come la Croazia, l'Albania e la Grecia, hanno messo a punto campagne promozionali basate sulle informazioni dei viaggiatori e offrono prezzi più competitivi e potrebbero attrarre i turisti che cercano un buon rapporto qualità-prezzo. Certe località non possono reggere all'usura del tempo, come per Montalbano, e i destination manager vantati da Gal Gac etc, le loro manifestazioni inutili, realizzate spendendo sldi della comunità non riescono a riparare i danni,
I turisti potrebbero essere sempre più alla ricerca di esperienze autentiche e sostenibili, e di sicuro in destinazioni meno affollate e con un'offerta più varia. In alcune località turistiche italiane, si verifica addirittura il fenomeno dell' overturism, cioè l'eccessivo afflusso di visitatori che causano sovraffollamento, degrado dei centri storici e un peggioramento della qualità della vita per i residenti. Questo scoraggia abbastanza i turisti tanto da spingerli a cercare destinazioni meno congestionate. In sintesi, il calo di presenze , ad esempio a Ragusa potrebbe essere il risultato di una combinazione di fattori economici per i prezzi degli affitti e dei servizi troppo alti e senza controllo. La concorrenza è spietata e si registrano cambiamenti nelle preferenze dei viaggiatori e c'è anche qualche problema legato all'overtourism. Marina è impraticabile per tutti, abitanti, villeggianti, visitatori pomeridìani e addirittura anche bagnanti. Ma ormai solo per 20 giorni l'anno. E qui casca l'asino. Cosa si deve fare? Ragusa vanta esperti di chiara fama ma dei quali non abbiamo contezza. Quelli a cui i comuni hanno demandato la promozione, parlo del Gal ad esempio, non riescono a studiare una strategia idonea. Ripetono sempre le stesse azioni, qualche fiera, arlare sempre di "destination manager" che come si vede non servono a nulla, riempono le città di cartelli che fanno pubblcità alo stesso Gal, senza badare alle brutture che ci sono in giro. Tutto ciò permette al comune di sentirsi coperto e non avere un capitolo e tanto meno un'assessore al turismo. Infatti è prassi a Ragusa demandare ogni cosa a qualche altro o a un bel bando. Niente da dire invece se si tratta di spettacoli. In piazza, sul sagrato della cattedrale, a Marina,, a Ibla. Come dicevo in altre occasioni basta dare un pezzetto di pista ciclabile, una rotatoria dopo l'altra, ( ma lo faceva già il sindaco Dipasquale) decine di spettacoli affidati ai soliti imprenditori, seri certamente, ma sempre loro e basta e la gente è contenta.
In ritardo e con le piante sbagliate.
In ritardo e con le piante sbagliate.
La recente inaugurazione dell’autostazione voluta e progettata dalle diverse amministrazioni che si sono succedute negli anni, finalmente consegna alla città un’area altrimenti degradata.
Certamente il progetto complessivo di riqualificazione dell’area in un nodo intermodale non è ancora completato (collegamenti con stazione ferroviaria e piazza del popolo) e c’è ancora molto da fare.
A dire il vero a prescindere dalle pensiline per i mezzi pubblici, le dichiarazioni trionfalistiche , accompagnate dallo spettacolo musicale, del sindaco e assessori ci appaiono perlomeno esagerate.
Per altro l'area a verde, già adesso priva di una costante manutenzione e senza nemmeno piccola bambinopoli, appare scarsamente fruibile. Un capitolo a parte riguarda poi la vegetazione destinata all’ombreggiatura. Ci stupisce come mai l’amministrazione, in corso d’opera, abbia deciso di sostituire la piantumazione di alberi autoctoni con una serie di palme che evocano località lontane e non garantiscono nessuna ombreggiatura .
Insomma ci saremmo aspettati meno trionfalismo e maggiori dettagli su tempi e modi di completamento della struttura.
La Forza Italia che verrà.
La Forza Italia che verrà.
Forza Italia sta vivendo una fase di importante espansione, testimoniata dalle recenti adesioni di rilievo: il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, e quello di Modica, Maria Monisteri, hanno scelto di unirsi al progetto azzurro, segnando un passaggio significativo sia per la compagine locale che per tutto il centrodestra. Queste ultime settimane hanno dunque confermato la capacità del partito di attrarre amministratori di peso, rafforzando la presenza nei principali centri del territorio. Il problema è capire se queste new entry siano davvero sincere o si tratta di mosse dettate dalle emergenze o le strategie del momento. Così è certo per la Monisteri che nel suo consiglio sta vivendo una situazione particolarmente grave dove si è trovata quasi all'opposizione dopo la dichiarazione di dissesto del Comune. Per lei non c'era altra scelta. Aveva bisogno di una forza politica visto che nella DC di Cuffaro non poteva più starci. Quindi nessuna " folgorazione" ma un passo studiato per poter continuare ad amministrare con una copertura politica importante. Inoltre a Modica si registra anche il rientro di Minardo e quindi si sta formando l'argine contro Abbate.
Diversa la questione per Cassì. Lui è fortissimo in città e in comune e lo ha detto candidamente: "dovevo lasciare l'idea della lista civica e trovarmi un partito volendo continuare a fare politica. Che c'è di male? " Non condivisibile ma comprensibile. E' nella natura e anche nel portafoglio della persona. Perchè credetemi i soldi contano, eccome. Chi si abitua a 10 mila euro, lordi è vero, al mese ha difficoltà a rientrare a quote più umane. Ma Ragusa ha il cuore grande e può perdonare tutto. Anche mosse così sfrontate e materiali. Intanto c'è stato un Incontro tra il segretario provinciale di Forza Italia, Giancarlo Cugnata, e il deputato nazionale Nino Minardo. L’appuntamento, atteso dagli ambienti politici locali, ha rappresentato l’occasione per tracciare le linee guida delle prossime strategie del partito in provincia, in un momento di rinnovato fermento e crescita.
Però io ripenso al comunicato stampa di qualche giorno fa di Rosario Mauro che secondo me ha "cento canne di ragione" per arrabbiarsi. Tutti felici per Cassì? Ma come dice Mauro è vera forza Italia?. Lui, Mauro, in consiglio non lo ha notato anzi si è trovato davanti al solito sindaco che non da conto a nessuno, che non stima le opposizioni ( e nelle opposizioni c'era anche Forza Italia), che mantiene quell'atteggiamento superiore che lo ha contraddistinto in questi 7 anni ( escluso un breve periodo prima della rielezione quando era convinto di non farcela).
Dunque Mauro dovrebbe incontrare Cugnata e Minardo e studiare come gestire i sindaci senza ideologia del partito ma entrati solo per tornaconto personale. Tra gli argomenti anche come ci si comporta in consiglio comunale e come si fanno le giunte di centrodestra ( senza gente di sinistra) . Se ci fosse un "calepino" con queste regole che poi si dovessero per forza seguire, nel giro di qualche settimana queste nuove entrate diventerebbero " nuove uscite" Dice Cugnata" la stagione che si apre è carica di aspettative e potenzialità. Forza Italia, grazie all’entusiasmo dei nuovi ingressi e alla capacità di dialogo dei suoi vertici, si prepara a giocare un ruolo da protagonista, con l’ambizione di far sentire il proprio peso politico in ogni angolo della provincia. La domanda sorge spontanea. Quale partito sarà quello di Peppe Cassì e in che "direzione " andrà.
La difesa di Manenti.
La difesa di Manenti.
Nonostante le considerazioni positive del sindaco di Ragusa che continua a detenere, impunemente, la delega del turismo nella città capoluogo, da tutte le parti arrivano lamentele per la forte flessione del settore. Ragusa, tra l'altro è il territorio in provincia che vanta il maggior numero di posti letto, incassa una tassa di soggiorno importante e dovrebbe mettere in campo strategie più serie con obiettivi a breve termine perchè, oggi, tutto è abbastanza precario e si deve coglier l'attimo e non guardare al 2043.
Gianluca Manenti entra nel dibattito soprattutto per scrollarsi da addosso le critiche lanciate a lui come presidente regionale di ConfCommercio che ha dentro la categoria alberghiera più nutrita ma molto assente. Manenti fa suoi i report diffusi da Istat sulla flessione del turismo in Italia nel 2025 e dice che è un fenomeno nazionale. Le prenotazioni alberghiere segnano un calo medio del 12%, dovuto a cause ben identificate, dall’inflazione, ai costi dei servizi turistici fino alle incertezze geopolitiche internazionali. Una dinamica che coinvolge anche Ragusa come molte aree del Sud, ma che va letta, dice Manenti, all’interno di un quadro più ampio, senza scivolare in letture localistiche o semplificazioni. “In questo contesto – prosegue Manenti – il tema dell’aeroporto viene utilizzato come casus belli. La realtà, però, è ben più articolata e condizionata da dinamiche che esulano dal potere decisionale e operativo della gestione dello scalo ibleo.
E magari possiamo convenire con lui che le dinamiche sono difficili ma esaltare la gestione catanese è tutt'altra cosa. Proprio tornando indietro al record del 2016 (oltre 459.000 passeggeri un record per un aeroporto minore nato da pochi anni) si deve ammettere che il declino è abissale non giustifcabile con il covid o altri problemi contingenti. E mentre Manenti si sbarccia per tenersi buoni i vertici di Sac ( chissà che ne pensa Agen) sui quotidiani nazionali ci sono articoli che condannano la governance catanese che costringe Comiso alla fame. Qualche giornale attacca pure Schifani ma lui capisce solo di cargo che rimette in campo ogni settimana senza rendersi costo che se facesse il cargo a Trapani gli tirerebero dietro gli ortaggi e anche il vino. Poi Manenti tenta di instaurare il dialogo: La Sicilia, men che meno la provincia di Ragusa, non ha bisogno di polemiche, ma di un confronto serio e di una strategia chiara, condivisa e soprattutto di lungo termine. Ma oggi la frittata è fatta le associazioni non fanno altro che cercare tavoli di confronto, mandare comunicati e basta. Quelli che Manenti chiama risultati concreti, come l’apertura dell’aeroporto e la ripresa della connettività aerea, non arrivano di sicuro grazie alle associazioni suddette. Poi c'è il caso Federalberghi finita, giustamente nel mirino del Comitato pro aeroporto . Manenti fa una difesa d'ufficio ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Forse il suo errore maggiore è stato quello di sottovalutare la forza del web e dalle gente che non crede più alle associazioni autoreferenziali. Se non ci sono risultati ci deve essere per forza una spiegazione e anche qualche colpevole. Per Comiso la pensano tutti allo stesso modo e le colpe sono già state stabilite.










