All'Ars i "franchi tiratori" dominano la scena politica.
All'Ars i "franchi tiratori" dominano la scena politica.
All" ARS, dove è in discussione l'importante manovra ter fondamentale per vitali settori della economia siciliana, i franchi tiratori affossano il fondo per l'editoria. Un'aula divisa, una maggioranza che vacilla e un settore, quello dell'informazione, che resta senza un sostegno vitale. All'Assemblea Regionale Siciliana il dibattito si infiamma dopo la bocciatura di alcune norme chiave, tra cui un fondo per l'editoria che avrebbe dovuto iniettare tre milioni di euro nel comparto siciliano. L'esito del voto ha sollevato pesanti accuse di "franchi tiratori" e ha gettato un'ombra sul futuro politico della coalizione di governo.
La norma bocciata era stata elaborata per sostenere l'editoria siciliana, sia cartacea che digitale, garantendo contributi alle testate registrate che avessero almeno due giornalisti con contratto regolare. Un segnale importante in un momento di crisi per il settore, ma che non è riuscito a superare le aule parlamentari.
In particolare, a pesare sulla bocciatura è stata anche la mancata approvazione di una modifica che avrebbe destinato una quota dei fondi ai giornalisti precari, una richiesta avanzata con forza dalla Stampa parlamentare. La decisione di escludere questa proposta ha scatenato la delusione di molti, ma è stata la successiva bocciatura dell'intera norma a sollevare il polverone più grande.
L'episodio non è isolato. I "franchi tiratori" – quei deputati che votano contro il proprio schieramento – sono un fenomeno ricorrente all'ARS, ma in questo caso la loro azione ha avuto un impatto diretto su una norma considerata cruciale. La bocciatura del fondo per l'editoria non è solo una sconfitta per l'informazione, ma è anche un segnale di debolezza politica per la maggioranza, che ora si trova a dover fare i conti con una spaccatura interna che rischia di minare la stabilità del governo regionale.
La ricerca dei "traditori" è già iniziata, ma intanto l'editoria siciliana resta in attesa, sperando che le forze politiche riescano a trovare un accordo per non lasciare un settore fondamentale per la democrazia e l'informazione a sé stesso.
Oggi riprendono i lavori l’appuntamento è alle 11. Si ipotizza una norma per finanziare i progetti dei Comuni, con una quota economica da attribuire a ciascun deputato della maggioranza, soldi da destinare agli enti.
Un tentativo per placare gli istinti famelici degli onorevoli regionali.
Poi le ferie. Ma l’estate calda della maggioranza sembra appena iniziata.
Liquidi in aeroporto: Catania ancorata al passato.
Liquidi in aeroporto: Catania ancorata al passato.
Mentre molti aeroporti europei si preparano a dire addio alle annose restrizioni sui liquidi nel bagaglio a mano, i viaggiatori in partenza dall'aeroporto di Catania-Fontanarossa si trovano ancora a fare i conti con le vecchie regole: flaconi da massimo 100 ml e bustine trasparenti da esibire ai controlli. Una situazione che, di fatto, penalizza fortemente i siciliani e chi transita dallo scalo etneo, costretti a procedure più macchinose rispetto ad altre realtà aeroportuali.
La ragione di questa persistente limitazione, come riportato da Sac, la società di gestione dell'aeroporto, risiede in un dettaglio tecnico cruciale: sebbene l'aeroporto di Catania sia dotato di macchinari, a dire di Sac, di controllo bagagli all'avanguardia, il software che li gestisce è attualmente sottoposto a un processo di ricertificazione da parte delle autorità europee. Questo significa che, nonostante la tecnologia hardware sia potenzialmente pronta, l'assenza di una certificazione definitiva per il software impedisce l'applicazione delle nuove normative comunitarie che consentirebbero l'eliminazione dei limiti sui liquidi. Tali norme, infatti, sono strettamente legate all'utilizzo di scanner specifici (Edscb-C3) con software opportunamente certificato, requisito che Catania non può ancora soddisfare appieno.
Per i passeggeri, ciò si traduce in un disagio non indifferente. Mentre altrove si inizia a godere della libertà di viaggiare con flaconi di dimensioni normali e di lasciare i liquidi all'interno del bagaglio senza doverli separare, a Catania, a questo punto per i colpevoli ritardi con cui si è mossa Sac, vige ancora l'obbligo di tirare fuori la bustina con i liquidi, aerosol e gel (sempre nei contenitori da non più di 100 ml e nel sacchetto trasparente da un litro), rallentando le procedure di sicurezza e aggiungendo un pensiero in più al già complesso processo pre-volo.

Questa situazione pone i viaggiatori siciliani in una posizione di svantaggio rispetto ad altri passeggeri europei e italiani. Un disagio che va oltre la semplice comodità, riflettendo una sorta di "ritardo" nell'adeguamento ai nuovi standard che dovrebbero semplificare l'esperienza aeroportuale per tutti. L'attesa per il completamento della certificazione del software diventa quindi un onere aggiuntivo per i passeggeri di Catania, che non possono ancora beneficiare delle semplificazioni normative già attive o imminenti in altri scali.
Sac ha assicurato che informerà tempestivamente i passeggeri non appena il processo di certificazione sarà finalizzato e le nuove procedure potranno essere adottate. Fino ad allora, ai viaggiatori in partenza da Catania non resta che adeguarsi alle vecchie, ma ancora vigenti, regole, sperando in una rapida risoluzione che allinei finalmente l'aeroporto siciliano agli standard di comodità e efficienza europei.
In ogni caso Sac , ancora una volta , ha mostrato l'incapacità di capire le priorità e di muoversi in tempo e a pagare il prezzo di tutti ciò siamo, come al solito, noi figli di questo "sud-est" malgovernato in tanti campi.
Il "tradimento politico" del Sindaco Cassí.
Il "tradimento politico" del Sindaco Cassí.
Sono trascorsi quattro giorni da quando il Sindaco Cassi ha comunicato il suo nuovo approdo politico e una prima riflessione , non a caldo può essere effettuata.
La Ragusa che si occupa di politica è ancora in forte agitazione e si interroga sui possibili sviluppi che il passaggio a Forza Italia inevitabilmente porterà con se.
Una mossa, quella di Cassi, che, per molti, non è solo un cambio di casacca, ma un vero e proprio tradimento del mandato ricevuto, del progetto politico "civico" che lo ha portato alla vittoria e, della fiducia di chi lo ha sostenuto.
Per sette lunghi anni, il Sindaco Cassí ha sbandierato con orgoglio l la bandiera del "civismo". Un'etichetta che, a posteriori, appare sempre più come una comoda maschera, ora gettata via con disarmante facilità. Il lungo e, diciamocelo, piuttosto noioso post con cui ha giustificato la sua "scelta", non è altro che un goffo tentativo di arrampicarsi sugli specchi, un patetico esercizio dialettico per "indorare la pillola" a un elettorato che, a questo punto, dovrebbe sentirsi profondamente ingannato e tradito. L'unica cosa onesta, in quel fiume di parole, è l'abbandono definitivo di quel falso civismo che ha contraddistinto la sua amministrazione.
Chi è partito con una "Pamda Van" per imbarcare la sua eterogenea maggioranza civica, si ritrova ora al volante di un'auto ben più potente e scattante. Ma il sospetto, sempre più fondato, è che Cassi si sia messo al volante di questa nuova ben più potente "autovettura" non per il bene di Ragusa, ma per puro e semplice tornaconto personale. Questo non è un semplice cambio di partito, è un atto di cinismo politico che rivela una totale disinvoltura nel perseguire obiettivi individuali, calpestando principi e ben precisi accordi politici.
Il tradimento è palese e su molteplice frontii . In primis, è un tradimento dell'elettorato che, alle ultime elezioni, lo ha elevato alle stelle, credendo nel suo progetto civico. Ma è anche un tradimento dei suoi "compagni di viaggio", di quelle formazioni civiche come Ragusa Prossima, Partecipiamo, Ragusa Futura e Ragusa Terra Madre, che hanno creduto e investito in un percorso comune. La coerenza politica, a questo punto, vorrebbe che alcuni dei personaggi chiave all'interno della giunta, legati a queste formazioni, abbandonassero immediatamente chi li ha traditi, non solo politicamente, ma anche umanamente. Non si può, infatti, per mero tornaconto personale, venir meno ad accordi politicLeggere di più
Il ragusano Mattia Tumino è il vincitore del contest fotografico"Viaggio a Ragusa – sulle orme di Giuseppe Leone "
Il ragusano Mattia Tumino è il vincitore del contest fotografico"Viaggio a Ragusa – sulle orme di Giuseppe Leone "
Ragusa Ibla si conferma palcoscenico vibrante per l'arte e la fotografia, chiudendo con successo la seconda fase del progetto "Promenade Mediterranéenne". Dopo l'acclamata mostra fotografica "Il Grand Tour Campania e Sicilia" di Giuseppe Leone, l'attenzione si è spostata sul contest fotografico "Viaggio a Ragusa – sulle orme di Giuseppe Leoneī", un'iniziativa che ha visto la partecipazione di numerosi talenti e che rafforza il legame tra arte, territorio e cultura.
Il progetto "Promenade Mediterranéenne", sostenuto dal piano Strategia Fotografia del Ministero della Cultura e nato in occasione del trentennale del Premio nazionale “Penisola Sorrentina”, ha trovato a Ragusa Ibla un terreno fertile per celebrare il "genius loci" del territorio. La rassegna, curata nei dettagli dal project manager Mario Esposito, ha saputo coinvolgere la comunità e gli appassionati di fotografia in un percorso visivo ed emotivo unico.
Mattia Tumino conquista la Giuria con il suo “Viaggio a Ragusa”

Tra i tanti partecipanti, il vincitore indiscusso del contest è stato Mattia Tumino. Il suo portfolio, un vero e proprio "pamphlet fotografico", ha catturato l'essenza di Ragusa Ibla attraverso una "passeggiata" suggestiva. Come racconta Tumino stesso, le sue immagini raccontano "un viaggio a Ragusa sotto forma di passeggiata, dai suggestivi vicoli di Ibla, tra scale che collegano la parte bassa della città a quella alta, il barocco dei palazzi fino al parcheggio urbano, in una visione prospettica tra i monti Iblei". Un racconto visivo profondo che ha saputo cogliere la bellezza intrinseca e le peculiarità architettoniche e paesaggistiche della città.
Il lavoro di Mattia Tumino verrà ora valorizzato e diffuso: l'Organizzazione provvederà all'edizione del suo pamphlet fotografico, che sarà distribuito in occasione della Giornata Mondiale della Fotografia il prossimo agosto. Un'opportunità straordinaria per dare visibilità al talento emergente e per promuovere ulteriormente l'immagine di Ragusa e della Sicilia.
La giuria, presieduta da Mario Esposito e composta da esperti del settore come Emanuela Alfano, Clorinda Arezzo, Giulio Bellomia, Alice Fiore, Giuseppe Leone (pittore campano e curatore scientifico del progetto), Giuliana Mariniello e Federica Siciliano, ha riconosciuto il valore artistico e la profondità narrativa del lavoro di Tumino.
Oltre al vincitore, sono stati riconosciuti altri talenti: Salvo Alibrio ed Emanuele Oranges sono giunti in finale, dimostrando l'alto livello qualitativo delle proposte. Due menzioni speciali sono state inoltre assegnate a Emilio Ruggeri e Gianna Spada, a testimonianza della ricchezza di sguardi e interpretazioni offerte dai partecipanti.
Un Nuovo Tassello per la Promozione di Ragusa e della Sicilia
Il successo del contest "Viaggio a Ragusa – sulle orme di Giuseppe Leone" non è solo un trionfo per i fotografi partecipanti, ma rappresenta un ulteriore tassello fondamentale nella promozione della Sicilia e di Ragusa come destinazione culturale e turistica. In un'estate ricca di eventi e iniziative, questa rassegna fotografica si distingue per la sua originalità e per la capacità di esaltare la bellezza intrinseca del territorio attraverso il linguaggio universale delle immagini in bianco e nero.Le fotografie vincitrici e finaliste, ricche di poesia e capaci di cogliere l'anima dei luoghi, sono un invito a scoprire Ragusa Ibla con occhi nuovi, seguendo le orme non solo dei fotografi, ma anche del "genius loci" che ha ispirato questo straordinario progetto. Un'iniziativa che conferma come l'arte e la cultura siano motori potenti per la valorizzazione del patrimonio locale e la creazione di nuove narrazioni territoriali.
Quattro milioni dall'Anas
Quattro milioni dall'Anas
Si è tenuta questa mattina presso la sala giunta del comune di Ragusa la conferenza stampa che è servita all'amministrazione per presentare le sette linee di intervento di opere pubbliche che il comune realizzerà con i fondi Anas. Nello specifico bisogna dire che il raddoppio della Ragusa Catania comporta per la stazione appaltante quindi l'Anas degli oneri di compensazione che vanno versati ai comuni attraversati dal raddoppio dell'importante arteria. Al comune di Ragusa, sulla base dei calcoli effettuati, verrà versata una somma di quasi 3 milioni e 800 mila euro che l’amministrazione Cassì ha deciso di usufruirne secondo alcune linee programmatiche. Come ci hanno spiegato appunto il sindaco e l'assessore ai lavori pubblici Giuffrida, tali somme serviranno per asfaltare diverse strade cittadine che bisognano di una manutenzione importante, completare uno dei punti salienti del programma elettorale della giunta che è quello della sicurezza dei padroni. Verranno infatti installati nuovi marciapiedi e illuminazione pubblica in diverse parti della città che ancora ne sono sprovviste la rimanente somma verrà invece finalizzata al completamento di altre opere quali per esempio la musealizzazione del palazzo della cancelleria in villa Ottaviano a Marina di Ragusa che attraverso questi interventi potrà essere adibite a ufficio comunale della delegazione di Marina o anche per far sì che tutto il piano terra del palazzo di città ormai sgombro dagli uffici anagrafe che è stato trasferito in via Matteotti verrà musealizzato e diventerà un locale di rappresentanza del comune Sono quindi tutta una serie di interventi che si vendono possibili grazie al raddoppio della Ragusa Catania. Alla conferenza stampa erano presenti inoltre il presidente del Consiglio comunale Fabrizio Ilardo, glia assessori Andrea di Stefano e Katia Pasta e ol consigliere comunale Giovanni Sortino
Ragusa, il Sindaco perde consensi.
Ragusa, il Sindaco perde consensi.
Un'amministrazione, quella del Sindaco Cassì, che "ha promesso mari e monti" ma che, a detta di molti, si sta rivelando un "grande bluff". Questa l'oggettiva fotografia che emerge per l'attuale giunta di Ragusa, il cui sindaco ha registrato un calo significativo di quasi il 7% nel gradimento, secondo il recente sondaggio annuale sulla performance di sindaci e governatori redatto del quotidiano "Il Sole24ore".
Un dato che, finalmente, mostra come i cittadini stiano prendendo consapevolezza di una situazione preoccupante e che, a detta di molti potrebbe essere addirittura sottostimato.
L'insoddisfazione sembra montare tra i cittadini, stanchi di promesse non mantenute. Il programma del "Cassì 1" e del successivo "Cassi 2", che avrebbe dovuto portare a termine grandi opere e dare nuovo slancio alla città, è rimasto, lettera morta. Ragusa è afflitta da problemi cronici: strade in condizioni pessime, carenza di verde pubblico e infrastrutture inadeguate.
Il calo del gradimento è direttamente collegato a quella che viene definita una "carente attività amministrativa". Tantissimi, dei tanti punti del progrramma drl Sindaco Cassi, in questi sette anni di amministrazione ben non sono stati nemmeno sfiorati e finalmente ci si accorge di tutto ciò. L'amministrazione, invece di affrontare le urgenze quotidiane, continua a "trastullarsi" sul futuro, sulla mobilità alternativa", o altre amenità, ignorando le difficoltà che i ragusani vivono ogni giorno.
I Rotary Club dell'area iblea tracciano il bilancio di un anno.
I Rotary Club dell'area iblea tracciano il bilancio di un anno.
9Si è tenuta il 27 giugno, presso il Marsa 'A Rillah Yacht Club di Marina di Ragusa, l'incontro denominato "Vino e Vinile", un evento congiunto di tutti i Club Rotary dell'Area Iblea. L'occasione, , ha permesso ai Presidenti dell'anno 2024/2025 di incontrare i soci per tracciare un bilancio delle attività svolte dai rispettivi club a conclusione dell'anno sociale.
Erano presenti i Presidenti dei Club Rotary di Ragusa, Francesco Nicita; Ragusa Hybla Heraea, Barbara Iurato; Comiso, Gaudenzio Giummarra; Pozzallo-Ispica, Melinda Garofalo; e Vittoria, Angelo Alescio. Nei loro interventi, hanno evidenziato come l'anno di servizio sia stato proficuo, con diverse iniziative che hanno coinvolto i rispettivi territori.

Un anno caratterizzato, altresi da una grande sinergia e una grande collaborazione tra tutti i club che ha portato alla realizzazione di tanti progetti importanti.
Tutti i Presidenti hanno poi sottolineato come il motto internazionale "La magia del Rotary" sia stato particolarmente propizio: sul finire dell'anno sociale, la "magia" si è concretizzata nell'elezione di Francesco Arezzo del Club du Ragusaa, a Presidente Internazionale del Rotary. Questo traguardo lo rende il terzo italiano a raggiungere questa importantissima carica e il primo siciliano. Un riconoscimento che dimostra come i club dell'Area Iblea abbiano saputo lavorare bene in questi anni, emergendo con la candidatura di Francesco Arezzo fino alla carica più importante.
L'evento è stato anche l'occasione per presentare il ricostituito Rotaract Club di Ragusa. La neo-Presidente, Niemi Arestia, si è detta molto felice, ma anche consapevole della responsabilità che l'attende, e ha presentato il Consiglio Direttivo del Club e gli altri soci che ne fanno parte.
Il Rotaract, come noto, è il club giovanile del Rotary, e tutti i presenti hanno auspicato che il nuovo Club offra la possibilità di un ricambio generazionale nel corso degli anni. Il nuovo Rotaract Club è patrocinato sia dal Rotary Club Ragusa che dal Rotary Club Ragusa Hybla Heraea.
A conclusione dell'incontro, i soci hanno avuto modo di partecipare a una degustazione di vini del territorio, presentati dal Rotariano Walter Garrasi, il tutto accompagnato dall'ascolto in sottofondo di vinili d'epoca e non, proposti da Gino Nobile da oltre cinquant'anni punto di riferimento per tutti gli appassionati ragusani di musica. L'iniziativa ha ribadito la forte e attiva presenza del Rotary International nel territorio Ibleo.Leggere di più
Bennardo: l'ordinanza "antibivacco" a Marina non funziona.
Bennardo: l'ordinanza "antibivacco" a Marina non funziona.
Dura presa di posizione del Consigliere comunale indipendente Federico Bennardo contro 'ordinanza "Antibivacco": emanata dal Sindaco Cassi per Marina di Ragusa .
Attraverso una polemico post sulla sua pagina Facebook, il Consigluere Bennardo afferma che l'Amministrazione Comunale ha tentato , non riuscendovi, di arginare il crescente fenomeno di schiamazzi notturni e, soprattutto, l'abbandono indiscriminato di rifiuti in una specifica area cittadina". L'Ordinanza Sindacale “Antibivacco” numero 502, a dire di Bennardo aveva tracciato una "zona rossa" (poi visualizzata come "gialla"), con l'intento dichiarato di porre fine a queste problematiche. Il Sindaco Cassí aveva persino annunciato, il giorno dopo l'emanazione, un "primo risultato, forse, è già arrivato con gruppi di ragazzi che in queste ore ci hanno chiesto un confronto".
Il Consigliere Bennardo stamattina con il suo post corredato da diverse foto, amaramente afferma che "oggi, a distanza di ventuno giorni, il risveglio di Marina di Ragusa offre un quadro meno ottimistico. Le immagini mostrano come il problema non sia affatto svanito, ma si sia semplicemente spostato in aree limitrofe, lasciando ancora una volta la comunità a confrontarsi con cumuli di spazzatura e il persistere del disagio.
Il Consigliere Bennnardo sottolinea come si è di fronte ad un approccio al problema che non funziona.
L'analisi di chi vive la situazione è chiara: afferma Bennardo "credo che la soluzione al caso, che è sociale, passi da altro. E, soprattutto, non è spostando il problema altrove il modo per ottenere la soluzione sperata." Questa affermazione coglie il cuore della questione. Un'ordinanza repressiva, per quanto ben intenzionata, agisce come un mero palliativo se non affronta le radici del comportamento. Invece di risolvere, si limita a delocalizzare il disordine, creando nuove "zone calde" e prolungando il senso di frustrazione.
Il vero nodo, come sottolineato da Bennardo risiede nella prevenzione e nell'educazione. "Parlare con i ragazzi, educarli e confrontarsi è qualcosa che si fa molto prima e ripetutamente nel tempo." Questo approccio, basato sul dialogo e sulla costruzione di una consapevolezza civica, è il solo in grado di generare un cambiamento duraturo. Vietare senza comprendere le motivazioni, o senza offrire alternative valide, equivale a ignorare la complessità di un fenomeno sociale che coinvolge principalmente i giovani.
La richiesta di confronto da parte dei ragazzi, riportata dal sindaco, avrebbe potuto rappresentare un'opportunità preziosa per avviare un dialogo costruttivo, piuttosto che affidarsi unicamente a misure punitive. È fondamentale che le amministrazioni locali riconoscano che la gestione di spazi pubblici e il contrasto al degrado urbano passano anche attraverso l'ascolto delle esigenze e delle prospettive dei più giovani.
Raggiunto telefonicamente il Consigliere Bennardo ha espresso la sua massima disponibilità a dialogare con I giovani che usufruiscono degli spazi in oggetto, stante la palese incapacità del Sindaco a farlo. Tutto cui nell'ottica di risolvere "insieme" il problema Il Consigliere Bennardo ha infine ringraziato gli operatori ecologici che, a poche ore dalla segnalazione, hanno già ripulito le aree. La domanda finale è: se senza il post di denuncia il risultato sarebbe stato lo stesso.
Per fare chiarezza sul Giovanni Paolo II
Per fare chiarezza sul Giovanni Paolo II
Mercoledì scorso, nella puntata della settimanale rubrica "Sostiene Peppe... Lizzio", con la preziosa collaborazione del Direttore Mario Papa, si sono analizzate le problematiche dell'ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa.
In particolare, sul finire della puntata, si è affrontato il tema dell'ampliamento del nosocomio ibleo e della mancanza di fondi per addivenire al raddoppio delle "torri" dell'ospedale.
Al fine di comprendere meglio, e più a fondo, questa problematica, grazie anche agli uffici dell'Asp di Ragusa, cerchiamo di capire come effettivamente stanno le cose.
L'atteso ampliamento dell'Ospedale Giovanni Paolo II a Ragusa, che si pone l'obiettivo di centralizzare i servizi sanitari e potenziare la struttura a DEA di I livello (Dipartimento di Emergenza e Accettazione), si trova, purtroppo, ad affrontare notevoli ostacoli finanziari. Sebbene l'iniziativa miri ad aumentare la capacità dell'ospedale a 362 posti letto, aggiungendone 138 nuovi a completamento dei 224 già presenti nella struttura esistente, e consolidando in un unico posto i servizi attualmente offerti dall'Ospedale "Maria Paternò Arezzo", appare chiaro che i fondi ottenuti siano drasticamente inferiori al costo effettivo.
Il progetto ha inizialmente ricevuto €39,6 milioni dai fondi APQ Salute "Progetti retrospettivi" a valere sulle risorse liberate dalla certificazione PO FESR Sicilia 2007/2013. Tuttavia, uno studio di fattibilità tecnico-economica completato a gennaio 2023 ha rivelato il vero costo per il raddoppio del Giovanni Paolo: ben €76.984.881,75. Ciò significa che l'ampliamento dell'ospedale sta attualmente procedendo con solo circa la metà dei fondi necessari.
Il progetto, nonostante tutto, ha fatto progressi sul fronte burocratico. A maggio 2022 è stato selezionato il progetto vincitore, presentato dal raggruppamento temporaneo di professionisti PROGER SPA e SINKRETICA SRL, seguito dalla presentazione del progetto di fattibilità a gennaio 2023. Il piano prevede di completare e approvare il progetto esecutivo entro dicembre 2025. Si è quindi deciso di procedere per stralci funzionali man mano che i finanziamenti lo consentono, realizzando il primo lotto funzionale con la copertura del finanziamento già assegnato. Un iter quindi complesso, aggravato dalla mancanza di risorse che ad oggi ammontano a la metà di quanto servirebbe.
Tuttavia, una domanda pressante incombe: quale ruolo sta giocando la politica locale e in particolar modo quella regionale, nell'assicurare i fondi rimanenti?
A ciò si aggiunge una sorprendente disparità negli investimenti sanitari regionali. Ad esempio, il nuovo ospedale di Siracusa avrebbe ricevuto un massiccio finanziamento di €407 milioni per la sua costruzione con la Regione Siciliana in prima fila nei finanziamenti . Questo netto contrasto con quanto accade nel nostro territorio porta alla inevitabile conclusione secondo cui la provincia di Ragusa è sempre "dimenticata" dalla politica, che sembra più attiva, nel settore sanità, nella nomina di direttori generali e altri ruoli amministrativi piuttosto che nel garantire un adeguato supporto finanziario per progetti infrastrutturali critici.
La situazione attuale innesca un dibattito cruciale sulla giusta distribuzione delle risorse nel settore sanitario regionale. Sebbene l'ampliamento del Giovanni Paolo II sia di vitale importanza per migliorare i servizi sanitari a Ragusa, il suo progresso è ostacolato da un significativo divario finanziario, lasciando molti a chiedersi quando e se si materializzerà la necessaria volontà politica e l'impegno finanziario per portare a compimento questo ambizioso progetto.
Denunce per degrado urbano a Ragusa.
Denunce per degrado urbano a Ragusa.
Quando due comunicati stampa, diffusi nella stessa giornata a distanza di pochi minuti l'uno dall'altro, sollevano preoccupazioni riguardo a situazioni critiche in tema di rifiuti e di abbandono delle contrade in specifiche aree di Ragusa, non ci si può non porre l'interrogativo sullo stato generale in cui versa effettivamente e concretamente la città. Tutto questo al di là del solito ritornello del Sindaco Cassì che "tutto va bene e che noi siamo belli, bravi e buoni". Affermazione, quest'ultima, che forse può trovare estimatori solo all'interno del suo "cerchio magico" e in quei consiglieri comunali che si ergono a difensori del Sindaco in ogni caso e a prescindere.
Il primo comunicato, a firma del coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia Luca Poidomani, pone l'attenzione sulle condizioni precarie di Via Berlinguer, sommersa dai rifiuti. La nota della vicepresidente del consiglio comunale Rossana Caruso richiama l'attenzione sullo stato problematico di via del Fico d’India, in contrada Palazzo Uccelli, zona Poggio del Sole.
Luca Poidomani, nel suo comunicato stampa, pone l'attenzione sulla situazione di emergenza in cui versa un tratto di via Berlinguer ed evidenzia l'abbandono indiscriminato di rifiuti che ha superato da un bel pezzo il limite della tollerabilità. Poidomani sottolinea l'immobilismo totale dell'amministrazione comunale che non sta più bene a nessuno. Di fatto: bonifiche inefficaci, nessun controllo produttivo, nessuna azione concreta. Poidomani, in conclusione, chiede la pulizia straordinaria e la bonifica definitiva della zona, il potenziamento delle fototrappole, ma anche controlli più frequenti da parte della polizia municipale, oltre a multe salate per gli incivili che deturpano la città.
La consigliera comunale Rossana Caruso, con il suo comunicato stampa, ci informa di aver inoltrato un'interrogazione al sindaco di Ragusa per mettere in evidenza le criticità che interessano da vicino i residenti di via del Fico d’India, in contrada Palazzo Uccelli, zona Poggio del Sole. La strada comunale, intanto, è ridotta in uno stato di degrado tale da rendere necessari interventi urgenti. “Il tratto di cui stiamo parlando – rileva la consigliera Caruso – lungo circa 200 metri, è caratterizzato da buche profonde, dissesto della sede stradale e mancanza di condizioni minime di sicurezza, rendendo estremamente difficoltoso il transito."
Fin qui le segnalazioni e le denunce fatte dai due esponenti politici. Ma andando oltre la diffusione simultanea di questi due rapporti allarmanti, emerge chiaramente il dato che la Città di Ragusa attraversa un periodo fortemente critico dal punto di vista del decoro urbano nel suo complesso. Di fronte a questo desolante e oggettivo stato di fatto che va a intaccare profondamente l'immagine della Città, l'amministrazione comunale, dopo ben sette anni di governo, sembra ancora all'anno zero: ai buoni propositi per il futuro, ai bandi che dovrebbero partire a breve e garantire una situazione migliore per un futuro che forse non sarà mai. L'Amministrazione Cassì, d'altronde, è oramai noto, sembra molto più interessata ai grandi progetti, alle mega opere, che alla risoluzione di quei piccoli problemi quotidiani che però determinano la "qualità della vita" per i cittadini ragusani.










