La Regione aveva chiesto di sospendere l’iter istitutivo;
Ho spesso condiviso, soprattutto negli ultimi tempi, le battaglie portate avanti dai circoli di Legambiente iblei ma questa volta mi permetto di dissentire soprattuto perchè alcune affermazioni non sono del tutto vere e vengono taciute le volontà espresse da moltissime associazioni e sindaci che non sono favorevoli alla istituzione del Parco degli Iblei.
I circoli di Legambiente dopo aver ascoltato le dichiarazioni del senatore Sallemi, dell’on. Assenza e dei vertici CNA che esprimono preoccupazione riguardo all’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, parlando di “decisione calata dall’alto” fanno presente che l’istituzione del Parco è stato un processo partecipativo fin dall’inizio, il cui comitato si è formato nel 2005 e ha svolto un lavoro di coinvolgimento dei territori in tutte le province interessate e tutti i 32 comuni. Una proposta di Parco dal basso che ha visto partecipi diversi comuni iblei, la città e la provincia di Siracusa con l’apporto della migliore politica, di conoscitori del territorio, società civile.
Purtroppo in questa dichiarazione non viene detto che, in tutti gli incontri svoltisi nelle province di Ragusa e Siracusa, la maggioranza dei sindaci si sono dichiarati contrari a cominciare da quello di Buccheri il cui territorio è, in pratica, il fulcro del Parco coprendo per intero la cima di Monte Lauro. Viene inoltre dimenticato di citare la RISOLUZIONE N. 6/IV della V COMMISSIONE “AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA’” della Regione, convocata a giugno del 2024 per ‘Verifiche e valutazioni in merito all’iter procedurale finalizzato all’istituzione del Parco nazionale degli Iblei’ nella quale si legge testualmente: l’attuale salvaguardia ambientale dell’area in argomento è sufficientemente garantita dal vigente Piano paesaggistico, oltre che dalla presenza di zone SIC e ZPS, che meglio si conciliano con il carattere antropizzato dell’area, e che non rendono necessaria la stessa istituzione del Parco nazionale degli Iblei;
le aree protette presenti in Sicilia sono in totale 87, per un’estensione totale di oltre 360.000 ha,
così di seguito distribuite: 1 parco naturale nazionale; 4 parchi naturali regionali; 75 riserve naturali
regionali; 7 aree marine protette; l’attuale caratterizzazione del territorio regionale, con riferimento alla copiosa presenza delle predette aree, potrebbe essere, di per sé, motivo sufficiente per una revisione del progetto di
istituzione del Parco nazionale degli Iblei.
LA COMMISSIONE, DUNQUE, IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE a chiedere al Governo nazionale l’abrogazione della previsione di cui all’articolo 26, del decretolegge n. 159/2007, convertito con modificazioni in legge n. 222/2007, ai sensi della quale è prevista l’istituzione del Parco degli Iblei e, conseguente, a sospendere l’iter istitutivo; a interloquire con il Governo nazionale affinché si rivaluti la stessa opportunità dell’istituzione del
Parco nazionale degli Iblei, individuando alternative forme di tutela ambientale del territorio; o, in
alternativa, ad avviare un nuovo iter procedurale che, attraverso un effettivo coinvolgimento di tutti
i soggetti interessati, nel rispetto dell’art. 22 della legge 26 dicembre 1991, n. 394, garantisca alle
filiere produttive locali lo svolgimento delle proprie attività e, più in generale, una perimetrazione
del Parco coerente con l’antropizzazione del territorio nel quale ricade.
Sembra dunque che la Regione si sia espressa con chiarezza sull’utilità del parco e che probabilmente qualcuno non abbia voluto trasmettere tale risoluzione al governo centrale chiudendo così l’iter.
Si manifesta quindi una grave omissione da parte di qualche burocrate palermitano che è colpevole, fin da quel momento, di non aver svolto il proprio compito. Siamo certi che le intenzioni di Legambiente siano più che sincere ma le espressioni di contrarietà sono numerose. A conferma di quanto detto dalla Commissione Legambiente afferma che il parco è molto esteso, certamente troppo, poichè interessa circa 146 mila ettari, con la presenza di 16 Siti di Interesse Comunitario (SIC) molte delle quali trasformate in Zone Speciali di Conservazione (ZSC). Questi Siti, che si estendono per circa 27.847 ettari tra le province di Siracusa, Ragusa e Catania, tutelano un’incredibile biodiversità, come quella presente nelle cave del massiccio ibleo. E’ anche vero che il TARvuole fare applicare la normativa chiedendo di completare un processo già svolto ma che non ha avuto il placet della Regione, condizione questa essenziale per l’istituzione di un Parco.
Il futuro dell’area iblea conclude Legambiente deve essere basato su un modello di sviluppo sostenibile e in armonia con l’ambiente naturale unico in tutta Italia che abbiamo il privilegio di abitare, un modello che il Parco potrà
aiutare a realizzare e tutelare. Esattamente quello che si è fatto fino ad ora!!

