E’ ora di dire stop a ogni nuova abitazione

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Il prossimo 5 ottobre in Consiglio Comunale a Ragusa si dovrebbe discutere la variante  di un programma costruttivo che chiede di poter edificare nuove 12 abitazioni pur rispettando le cubature consentite. Si tratta di un tema delicato soprattutto dal punto di vista politico ed infatti in consiglio ci sono state posizioni molto contrastanti e non si è capito quale è l’orientamento del massimo consesso. Giorni addietro abbiamo intervistato il presidente dell’Ance Firrincieli che evitando di affrontare questo argomento ha però difeso i costruttori giustificando i loro investimenti in nuove aree edificabili che poi trovano sempre gli acquirenti. Resta il dilemma del centro storico che ad ogni abitazione costruita in periferia vede diminuire la popolazione residente. Sul tema interviene ora anche Legambiente che fa una ragionamento che si basa su un’emergenza climatica e sociale ma non su le reali esigenze dell’economia e degli imprenditori. Ecco la nota
Incurante dei cambiamenti climatici che accadono non solo nel mondo ma anche e soprattutto in
Sicilia, a Ragusa si continua a impermeabilizzare il suolo con buona pace dei processi di
desertificazione in atto. Maggiore è il suolo impermeabile e meno acqua alimenta la falda da cui si
prende l’acqua potabile e più scorre superficialmente aumentando i rischi in caso di forti piogge. In
una realtà come Ragusa dove per la prima volta si soffre la sete si dovrebbe andare nella direzione
opposta : più superficie drenante . Invece come se nulla fosse si continua a costruire nuove
abitazioni addirittura senza tenere conto del dimensionamento previsto per legge. Eppure la
popolazione di Ragusa continua a decrescere e secondo l’ISTAT si scenderà sotto la soglia
psicologica dei 70.000 abitanti già nel 2025 per arrivare a poco più di 68.000 abitanti nel 2030
tornando indietro di 20 anni, con un indice di vecchiaia in salita. Sempre meno giovani e sempre
più vecchi a Ragusa . E’ in questo quadro che risulta anacronistica la variante ad un programma
costruttivo che approda in comune con la richiesta di poter edificare nuove 12 abitazioni. Eppure
ci sono migliaia e migliaia di abitazioni vuote sia nel centro storico che in periferia. Per non parlare
di quelle nelle campagne e lungo la fascia costiera. Oggi fra il 110% di detrazione d’imposta per
riqualificazione energetica e il 50% per ristrutturazione edilizia, tutto a carico dello stato,
recuperare l’attuale edificato non solo è conveniente per i singoli ma anche per la comunità
venendo meno la necessità di costruire nuovi servizi i cui costi graveranno su tutti i cittadini (
fognatura, acqua, raccolta rifiuti ). Invece di pensare all’adattamento della città ai cambiamenti
climatici si preferisce dare un aiutino ai disastri futuri

E’ ora di dire stop a ogni nuova abitazione e ad una continua cementificazione del territorio.
Confidiamo nel buon senso del consiglio comunale nel ritenere questa variante non necessaria.

di Direttore04 Ott 2021 00:10