A Ragusa 1200 iscritti a Lingue

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Cerchiamo, oggi, di fare il punto sull’università a Ragusa che dopo i fasti, troppo costosi, del secolo scorso oggi ha una consolidata base di professori e studenti che garantiscono la qualità dell’intera organizzazione.
E’ interessante anche confrontarsi sui numeri che hanno interessato l’Università di Ragusa in quest’ultimo anno e che sono stati forniti dal presidente della Struttura didattica speciale di Lingue e letterature straniere dell’Università di Catania, prof. Santo Burgio. Gli iscritti alla facoltà di lingue di Ragusa al momento sono 1.100 circa. Contando le prossime sessioni di laurea e i nuovi iscritti a settembre, la proiezione per il 2022 è di circa 1.300 iscritti. Quindi in costante aumento. Ben 8 le lingue insegnate: dall’inglese all’anglo-americano, dal francese al tedesco allo spagnolo, passando per l’arabo e il giapponese. Corsi triennalizzabili ma anche biennalizzabili.
La provenienza degli studenti è per il 40% dalla provincia di Catania, per il 35 da Ragusa e provincia, il resto Siracusa e le altre province siciliane. Un dato che deve spingere a potenziare ulteriormente l’offerta in questo ambito magari studiando percorsi attinenti alle altre vocazioni del nostro territorio. Riportiamo la dichiarazione del presidente del Cui, Pinuccio Lavima, che intende sottolineare che questo è il “primo passo, nella definizione dei programmi del prossimo anno. Occorre consolidare l’esistente, che non è affatto scontato, puntando ad esaltare ancora di più le eccellenze finora espresse. Attraverso i corsi di laurea triennale e i corsi di laurea della specialistica, cercheremo di attirare in maniera sempre crescente l’attenzione degli studenti interessati ad approfondire questo percorso affinché, nella speranza di un ritorno in presenza sempre più costante, l’Università della nostra provincia possa ulteriormente arricchire le proprie relazioni facendo incontrare esperienze di studio e di vita. La presenza di questa facoltà, come è stato più volte sottolineato, si ricollega alla necessità di ricevere e costruire relazioni tra i popoli frontieraschi, come aveva sognato il nostro Giorgio La Pira”.

di Direttore13 Lug 2021 09:07