Il fermo dei porti: Continueremo ad oltranza

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Salvatore Bella, sindacalista guida la protesta dei camionisti contro il caro carburante  che ha portato al blocco dei porti siciliani.  La protesta andrà avanti per cinque giorni e non è collegata a quella promossa in contemporanea da Unitras a livello nazionale.   Bella ha dichiarato che non è con Unitras “perché i trasportatori siciliani hanno esigenze diverse rispetto agli altri, da noi è tutto più difficile e più caro”. Come l’Ets, aggiunge il segretario del Comitato trasportatori siciliani, la tassa ecogreen imposta dall’Europa: “da due anni paghiamo circa 400 euro in più per viaggiare sulle navi, perché le compagnie di navigazione hanno trasferito le loro spese su di noi, facendo lievitare le nostre spese”. A questo, osserva ancora Bella, “si aggiunge l’aumento del costo del carburante”. Un combinato disposto che “mette in ginocchio il sistema di trasporto, in particolare quello siciliano”. Bella conferma la “disponibilità a confrontarsi con la Regione Siciliana”, apprezzandole la disponibilità, ma, spiega “la soluzione può arrivare soltanto dal governo nazionale: ci siamo già confrontati col ministro Matteo Salvini e col viceministro Edoardo Rixi, aspettiamo le loro risposte”. l’ultima notizia ci viene da questo comunicato appena arrivato in redazione afirma del sindacato. Apprezziamo la sensibilità della Regione con il Presidente Schifani e il Presidente dell’Ars Galvagno che, insieme all’Assessore al Bilancio Dagnino e all’Assessore ai Trasporti Aricó, hanno ricevuto una nostra delegazione rendendosi disponibili a stanziare delle somme per il combinato strada mare e accelerare l’incontro con il Ministro Salvini considerato che i nostri problemi possono essere risolti solo dal Mit. Il fermo quindi rimane, l’adesione in Sicilia è totale e, in mancanza di risposte concrete, continueremo ad oltranza.

di Redazione14 Apr 2026 17:04
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