Il sindaco Gurrieri si chiede come si deve operare in caso d’incendio

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Purtroppo il bosco di Chiaramonte Gulfi, nel pomeriggio di ieri è stato nuovamente interessato da un violentissimo incendio che ha coinvolto gran parte della vegetazione insistente nei territori di Licodia Eubea e Monterosso, giungendo alle porte del territorio di Chiaramonte Gulfi. La dimensione dell’incendio ha richiesto anche l’intervento di diverse squadre di Vigili del Fuoco e personale del Corpo della Forestale oltre ai canadair per domare le fiamme. A quanto pare quando il sindaco Gurrieri si è recato sul posto alle 20 di giovedì  gli è stato comunicato che   nonostante l’incendio fosse ancora in corso, non era più possibile in condizioni di sicurezza continuare a operare all’interno del bosco. Il sindaco Gurrieri a questo proposito ha inviato una lettera aperta alla stampa nella quale fa il punto della situazione dichiarando quanto segue: Le squadre di soccorso avevano ricevuto direttive dai vertici provinciali del Corpo Forestale di interrompere le attività, perché cosi prevede il protocollo regionale. Tuttavia, le fiamme, in maniera assai pericolosa, si rivolgevano verso valle, in direzione contrada Piano dell’Acqua. Avendo personalmente potuto prendere contezza della pericolosità delle fiamme, ho ritenuto opportuno, in qualità di Sindaco, intervenire nella vicenda, segnalando come, pur non potendo proseguire le attività all’ interno del bosco, si sarebbe potuto operare da valle per scongiurare l’avanzata delle fiamme, con basso rischio per l’incolumità degli operatori. Dovevo purtroppo constatare che i coordinatori provinciali del servizio insistevano nella rigida interpretazione del protocollo regionale, sono stato costretto a contattare direttamente il dirigente provinciale per rappresentargli questa mia diversità di vedute, insistendo sul rischio connesso alla discesa delle fiamme a valle, al punto da interessare le enormi distese di tendoni in plastica delle aziende agricole insediate nella zona e a seguire decine di abitazioni di Piano de1l’Acqua, specie se si consideri che già una civile abitazione di due cittadini ragusani era stata investita dalle fiamme. . Ne è scaturito uno scontro piuttosto energico tra il sottoscritto e il dirigente provinciale del Corpo Forestale, pur nel rispetto dei reciproci ruoli, ma alla fine siamo riusciti a far comprendere che non si poteva in alcun modo rischiare che nella notte le fiamme potessero raggiungere le abitazioni e i tendoni con copertura in plastica già pieni di raccolto per rimanere ancorati rigidamente al protocollo. Lascio immaginare quale sarebbe stata la proporzione dei danni se non ci fosse stato, per tutta la notte, un intervento di grande professionalità e generosità di Vigili del Fuoco e del personale della Forestale, coordinati sui luoghi dal dr. Elio Antoci, impegnati con ben sei mezzi con autobotte e che con il loro intervento hanno potuto scongiurare incalcolabili danni per l’ambiente e l’economia del territorio, se solo si consideri che sono comunque andati distrutti oltre 200 ettari di bosco e altri circa 200 ettari di terreni privati, compresi circa 400 alberi di olivo. Adesso che l’emergenza è rientrata è determinante avere però risposte da parte dei vertici regionali su quali saranno le procedure e i protocolli che verranno messi in campo nell’ipotesi in cui tali fenomeni dovessero ripetersi; nel caso in cui vi sia interessamento di abitazioni e pericolo per la vita umana non è pensabile, infatti, procedere con una rigida interpretazione dei protocolli, specie nel caso in cui, come accaduto ieri notte, sia possibile continuare a operare in condizioni di assoluta sicurezza per gli operatori. E se qualcuno dovesse ancora avere perplessità è invitato a venire suoi luoghi e constatare dove sono state fermate le fiamme e quanto rigogliosa sia la produzione che si è potuta salvare.

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di Direttore25 Giu 2021 22:06