Dossier Sicilia consegnato a Salvini

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La Lega guidata in Sicilia da Nino Minardo ha lavorato  su  un “dossier Sicilia”. che dovrebbe far parte delle richieste del partito da avanzare in sede politica durante gli impegni per arrivare al nuovo governo Draghi. Ecco sostanzialmente le due linee su cui puntare in Sicilia:
1) La prima è quella dei ristori immediati: ci sono centinaia di migliaia di
siciliani allo stremo e in particolare piccoli e medi imprenditori e autonomi.
2) La seconda è quella di una visione nuova e coraggiosa per il futuro.
– Recovery Fund la parte destinata alla Sicilia servirà in primis a creare lavoro. Nei
giorni precedenti Natale, tornando da Roma e attraversando lo Stretto di Messina sul
traghetto vedevo i siciliani che lavorano fuori e rientravano; ho immaginato il percorso
inverso ovvero una Sicilia in grado non solo di dare lavoro ai suoi residenti ma di attrarre
anche braccia e intelligenze da oltre lo Stretto e farli imbarcare sul traghetto a fine anno per
tornarsene a passare le feste in famiglia in Campania, Piemonte, Toscana o Abruzzo. Nella
mia Sicilia il cuore pulsante della creazione di lavoro si allargherebbe nei cerchi concentrici
dei Beni Culturali, dell’Agroalimentare, del Turismo e di una nuova industria.
Infrastrutture, nuovi modelli produttivi e fiscalità di vantaggio per il made in Sicily sono
altri tre punti imprescindibili, tre “cerchi” fondamentali in questa nuova visione. E se
saremo bravi potremo sanare anche vecchie pendenze, ferite e criticità, penso al precariato,
al sistema dei rifiuti, ad una burocrazia che, al di là delle buone intenzioni e promesse, diciamocelo onestamente, è ancora avvitata su se stessa, poco reattiva, obsoleta, lenta.
Lockdown, smartworking e altro in alcuni casi hanno peggiorato la situazione e ingolfato
ulteriormente la Pubblica Amministrazione.
– Fiscalità di vantaggio: Sblocchiamo l’iter di approvazione della legge costituzionale,
richiesta con legge voto dell’Ars, che introduce nello Statuto siciliano le norme per il
riconoscimento degli svantaggi derivanti dall’insularità. Per 10 anni,al fine di attuare un
reale rilancio dell’economia attiva, e non assistenziale, l’intero territorio regionale
dovrebbe essere dichiarato zona franca, sul modello di quanto avvenuto in Irlanda all’inizio
del nuovo secolo. Un’area aperta agli investimenti nazionali ed esteri, a tassazione ridotta e
procedure semplificate, in alcuni settori ben determinati: turismo, tecnologia e ricerca,
farmaceutica, mobilità alternativa.
– I Beni Culturali devono essere il cuore pulsante della nuova visione di sviluppo
siciliano. Un piano per i restauri e la messa in sicurezza dei siti problematici, un altro
piano per l’ulteriore valorizzazione di quelli già funzionali e accessibili.
– Il sistema turistico siciliano dev’essere ulteriormente stimolato e con una
promozione mirata e divisa in due fasi. La prima nell’immediatezza per il turismo interno
regionale e quello nazionale visto che, almeno per i prossimi mesi, immaginiamo l’assenza o
perlomeno il perdurare della drastica diminuzione di turismo estero. La seconda ad ampio
raggio, per presentare e rendere appetibile il marchio “Made in Sicily” in Europa, in Asia e
nel continente americano. Rilancio anche una mia proposta di legge che mira alla creazione
di un “Marchio Turistico Regionale”.
– Lo sviluppo dell’agricoltura e la crescita del comparto devono essere sostenuti dalla
capacità degli imprenditori, coinvolti nelle singole filiere, di consorziarsi con la precisa
funzione di tutelare le produzioni agroalimentari soprattutto quelle con i marchi di qualità
Dop e Igp. Un lavoro in parte già fatto ma non ancora sufficiente.
– Sanità. La Sicilia è un miscuglio indistinto di grandi eccellenze e di criticità da terzo
mondo. Bisogna rendere omogeneo, moderno e funzionale il nostro sistema sanitario.
Abbattimento delle liste d’attesa, lavoreremo anche in Sicilia per sposare il progetto veneto
degli ospedali aperti di notte per permette di fare esami diagnostici fino a mezzanotte, il
sabato e la domenica. Per il resto il gruppo di lavoro della Lega Sicilia sta preparando un
piano specifico su cui indirizzare l’ampia quota di Recovery Fund destinata alla sanità.
– Scuola. Per il settore sappiamo che complessivamente sono previsti circa 7 miliardi di
euro per l’edilizia scolastica e 14 miliardi per tutti gli altri capitoli fra cui accesso
all’istruzione, potenziamento della didattica e percorsi professionali. Ampie porzioni del
territorio siciliano sono ad elevatissimo rischio sismico, in particolare l’area del sud est. La
Lega Sicilia ha pronto un piano specifico per indirizzare la quota spettante all’edilizia
scolastica siciliana all’adeguamento di tantissimi istituti obsoleti e pericolosi oltre,
chiaramente, agli altri investimenti in personale e potenziamento della didattica.
– Ponte sullo Stretto, un volano economico fondamentale ma anche garanzia per un reale
affrancamento per i siciliani dal giogo di una mobilità feudale che fa dipendere il diritto a
circolare liberamente sul territorio nazionale dai capricci delle compagnie aeree, o, peggio
ancora, dai prezzi folli imposti dagli oneri di traghettamento.

– Immigrazione. Tema delicatissimo. Un nostro appoggio al governo Draghi non possa
che passare anche per la fermezza sui respingimenti e sulle limitazioni massime
all’immigrazione illegale. La Sicilia e i siciliani contano su di te.
– Un asilo nido per ogni Comune. Molti piccoli comuni fanno fatica oggi a trovare le
risorse per costruire, o solo garantire, una struttura, come l’asilo nido, che fornisce un
servizio essenziale a molte famiglie e che costituisce un avamposto di welfare familiare
indispensabile. Per tale ragione lo Stato potrà, e dovrà farsi carico, di un’iniziativa che
preveda, a suo totale impegno economico, la costruzione di un asilo nido in ogni comune
sotto i 10.000 abitanti, di due nei comuni tra 30.000 e 50.000, di tre fino a 100.000 abitanti
e di uno in ogni quartiere nei capoluoghi e nelle aree metropolitane.
– La tele sorveglianza come misura di prevenzione del crimine. Tutti i dati in
nostro possesso ci dicono che laddove i centri urbani sono interessati ad un serio ed organico
progetto di perimetrazione sorvegliata con telecamere, l’incidenza dei reati è in picchiata
fino ad azzerarsi. Ogni città siciliana con più di 50.000 abitanti, ovvero le città più piccole,
ma interessate da fenomeni di criminalità organizzata e microcriminalità diffusa, dovrà
essere dotata di un sistema di video sorveglianza con collegamento in tempo reale sia con le
Questura che con i comandi provinciali e locali dei Carabinieri. Per consentire l’attuazione
di tale progetto il Ministero dell’Interno e quello della Difesa dovranno garantire
l’assunzione straordinaria di un numero adeguato di personale specializzato

Dalle parole ai fatti, ora o mai più! Così dichiara l’on Minardo

Nino

di Direttore09 Feb 2021 23:02