Che fine ha fatto il Centro commerciale naturale "I Tre Ponti"? Cosa fa o non fa il presidente Giglio?

E’ di pochi giorni fa l’annuncio dell’accordo siglato tra l’Ascom di Ragusa e l’associazione, presieduta da Simone Digrandi, Youpolis, per provare a individuare delle strategie, di marketing e commerciali, per rivitalizzare il centro storico di Ragusa superiore.
Da tempo le vicende del centro storico, e soprattutto di via Roma, occupano la cronaca dei giornali locali. Parliamo di un commercio agonizzante, di troppe case sfitte e, non ultimo, di vari fenomeni delinquenziali, che nelle ore serali e notturne tengono in apprensione i commercianti e i residenti della zona.
Non possiamo che salutare positivamente questa intesa: le sinergie, infatti, non vanno mai fuggite, anzi. L’ingresso di nuove forze e idee non potranno che giovare al nostro centro storico, poi se questo accordo sarà risolutivo delle tante criticità che gravano su quella zona, lo vedremo solo in futuro.
Una domanda, però, dobbiamo porcela e ce la siamo posta. Il ruolo che giocherà Youpolis in questa vicenda è pressoché identico a quello che avrebbe dovuto giocare il Centro commerciale naturale “I Tre Ponti” ( d’ora in poi CCN, ndr.), istituito nel 2012. Il problema è che questo consorzio, per quanto ci risulta, non ha mai fatto nulla, e pare che nessuno ne ha mai sentito parlare.
Questo CCN è uno strumento di cui l’Ascom si dotò per provare a creare “sistema”. Un vero e proprio consorzio, composto da commercianti e da professionisti, che, nell’idea originaria, si sarebbe dovuto occupare di formazione, di individuare strategie commerciali e di marketing e di captare finanziamenti pubblici; il problema è che non ci sembra ci siano stati risultai. Peccato, perché è l’ennesima occasione che abbiamo perso. Addirittura, il Comune aveva affidato al suddeetto CCN i locali di fronte al tribunale, locali che ad oggi sono rimasti sfitti e inutilizzati, e di cui, forse è la cosa più grave, non si riesce a capire quale sarà il loro futuro e se esiste un progetto per il loro utilizzo. Chi dovrebbe fornire informazioni in proposito è proprio il CCN, il quale invece – ci dicono – mantiene uno stretto riserbo sulla questione, manco fosse un affare di Stato.
Perché? Molto probabilmente le cause del fallimento di questo consorzio sono le stesse che accomunano molte realtà associazionistiche. Un’impreparazione di fondo, una certa stanchezza intellettuale, una buona dose di arroganza, buona solo a bollare il nuovo come inutile e, naturalmente, nessuna capacità di programmazione.
Ad un certo punto avevamo pure pensato che questo CCN non esistesse più e invece è, per così dire, ancora attivo. Come ci dicono i ben informati il problema pare sia il presidente, Gianni Giglio, non convoca inspiegabilmente da anni il Consiglio direttivo, nonostante le tante richieste. Pare inoltre, sempre secondo le nostre fonti, che da anni non venga redatto il bilancio, insomma questo consorzio esiste solo sulla carta.
A denti stretti ci dicono: è come se il signor Giglio non abbia a cuore il futuro del Consorzio e dei suoi associati. Qualcuno – a quanto ci risulta – ha avuto pure il coraggio di chiedergli di dimettersi, così per provare a risollevare le sorti de “I Tre Ponti”, grazie a una nuova governance, ma lui ha rispedito l’invito al mittente, dicendo: “Se vogliono, mi sfiducino”. I motivi di questo atteggiamento ci sfuggono e non vogliamo credere che Giglio – continuano a dire – si sia semplicemente affezionato al titolo di presidente di un’associazione inerte.
La nostra speranza, invece, è che questo accordo, tra l’Ascom e Youpolis, possa in qualche modo stimolare Giglio, ma soprattutto i suoi associati, a prendere coscienza della situazione e rimboccarsi le maniche per risollevare le sorti di questo Consorzio, in fondo ne va del futuro del nostro centro storico

di Rosario Distefano06 Mar 2017 19:03