Ci sono scafisti professionali e scafisti occasionali, trattamento diverso dal Tribunale

C’è una differenza tra “lo ‘scafista professionale’ al soldo di un’organizzazione dedita al traffico di migranti, che può tornare in Libia e reiterare” il reato e “lo ‘scafista occasionale e obbligato’ che nel perseguire il proprio obiettivo personale di raggiungere il territorio italiano come clandestino ha favorito anche l’immigrazione clandestina di terzi”. Lo afferma il Tribunale del Riesame di Catania nei provvedimenti con cui ha disposto la scarcerazione di due presunti ‘scafisti’ che erano stati arrestati dopo uno sbarco a Pozzallo il 14 novembre scorso, disponendo per entrambi l’obbligo di firma dai carabinieri due volte la settimana e il loro trasferimento nel Cara di Mineo. Il provvedimento fa seguito a due ricorsi contro la decisione del Gip di RAGUSA presentati dagli avvocati Massimo Garofalo e Elisa Simonelli. Per lo ‘scafista occasionale e obbligato’, secondo il Tribunale del riesame di Catania, scelto poco prima di fare partire dalla Libia dai trafficanti di esseri umani con il compito di tenere la bussola e il telefono satellitare e di appoggio allo ‘scafista professionista’, “non sussiste il pericolo che possa reiterare analoghe condotte” una volta “raggiunto il suo scopo: entrare in Italia”. Quindi non sussistono, per i giudici, le esigenze cautelari per tenerlo in carcere, basta l’obbligo di firma e il trasferimento al Cara di Mineo.

di Redazione07 Dic 2016 08:12