Bagni pubblici in piazza San Giovanni. La Coop Agos: "In giugno denunciammo le tante anomalie di quel bando, ma nessuno ci ascoltò"

Dopo il nostro articolo sullo stato pietoso dei bagni di piazza San Giovanni, dello scorso 2 dicembre, siamo stati contattati dalla Cooperativa Agos, la quale ci ha ricordato come era tutto preventivabile già dalla lettura del bando di gara.
Lo scorso 6 giugno, infatti, la cooperativa succitata, insieme alle cooperative Leonardo, Cassiopea e The Angels, aveva denunciato: “Le gravi anomalie, le irregolarità, le stranezze riportate sul Capitolato Speciale d’Appalto relativo alla gara in oggetto (quella della gestione dei bagni pubblici, ndr.) che è stata aggiudicata in via definitiva all’unica Coop. partecipante, ovvero la Pegaso, con un ribasso dell’1,51% su un importo a base di gara pari a € 100.000,00”.
Due sostanzialmente le anomalie ravvisate e denunciate dalle quattro cooperative. Innanzitutto la richiesta della certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2008 e in seconda battuta la base a gare d’asta di 100 mila euro, una cifra irrisoria, secondo le denuncianti, visto il monte ore (19.088) richiesto dall’Amministrazione per la gestione di tutti i bagni pubblici del territorio. In riferimento alla certificazione di qualità, le denunciati non si sono mai capacitate del perché l’assessore Corallo abbia decido di esigere proprio quel tipo di certificazione, un documento, tra l’altro, superato di fatto dalla UNI EN ISO 9001:2015. Non solo, rimane oscuro il perché sia stata richiesta tale certificazione per la gestione dei bagni e non per una gara, molto più importante, come quella per l’affidamento del servizio idrico integrato del valore di 1 milione e 398 mila euro.
L’altra stranezza, come abbiamo detto, è rappresentata da quei 100 mila euro a base d’asta, una cifra insufficiente a coprire i costi di gestione. Infatti anche aggiungendo i 50 centesimi del ticket d’ingresso previsti dal Capitolato, mai e poi mai si sarebbe riusciti a coprire le spese per il personale, che ammonterebbero, secondo un calcolo delle quattro cooperative, a ben 236 mila 309,44 euro l’anno. Questa denuncia, che fu inviata al sindaco, all’assessore Corallo, ai vari funzionari comunali competenti nonché al Movimento dei 5 Stelle, non sortì alcun effetto, come lamenta Sebastiano La Mesa, amministratore unico della Cooperativa sociale Agos.
Per finire, ci piacerebbe capire come mai una struttura, da poco restaurata, possa deteriorarsi così velocemente. Di chi è la colpa? L’Amministrazione si sta già adoperando per accertare le cause e porre rimedio? Chissà se oggi, alla luce di tutto ciò, qualcuno avrà il coraggio di tirare finalmente le somme e dare qualche risposta a noi, ma soprattutto alla Città e alle cooperative che in giugno denunciarono tante anomalie e stranezze.

 

 

di Rosario Distefano04 Dic 2016 18:12