Calabrese (PD): “L’esperienza grillina a Ragusa? Vi dico tutto ciò che non va…”

Lunga analisi di Peppe Calabrese, del circolo “Pippo Tumino” del Partito Democratico di Ragusa, su questi primi due anni di amministrazione pentastellata nella nostra città:

A due anni dal voto amministrativo, ritengo doveroso tracciare un quadro generale sull’operato della maggioranza grillina, per comprendere in quale stato versa la città di Ragusa. Partiamo dalla pressione fiscale comunale: ritengo inopportuno, in appena due anni, che Piccitto e la sua maggioranza abbiano vessato i ragusani con aumenti per circa 20 milioni di euro di nuove tasse. Atto gravissimo, se si tenta di dare la colpa a qualche taglio di trasferimento regionale o statale che di certo nulla ha a che vedere con le tasse deliberate; atto ancora più grave se si pensa che quest’anno i proventi sulle royalties petrolifere saranno circa 30 milioni di euro (unico comune in Sicilia a percepire cifre simili). Assurdo e irresponsabile quanto dichiarato in proposito dal sindaco grillino qualche giorno fa, ovvero “sulle royalties non ci contiamo”, ma anche rischiosa come affermazione, alla luce del rapace comportamento dei sindaci limitrofi a Ragusa in merito a queste somme che il nostro Comune introita.
Alla luce di quanto recentemente dichiarato da questa Giunta è opportuno iniziare a tracciare un riepilogo degli ultimi due anni partendo dal dato politico che ad amministrare la città troviamo una squadra di assessori assolutamente mai sottoposti al consenso (addirittura due “forestieri”), sostenuti da una forza politica che ha ottenuto appena il 9% del consenso. Questo dato politico dovrebbe far riflettere il sindaco grillino che avrebbe il dovere di rispettare maggiormente i consiglieri di minoranza che in realtà rappresentano la maggioranza consiliare degli elettori.
Il bilancio dell’attività di questa Giunta è sicuramente negativo e a tratti perfino dannoso per la nostra città e spiego a tutti il perché. Abbiamo già analizzato il bilancio economico e finanziario deducendo che è fortemente vessatorio nei confronti dei ragusani e ritengo che tale scelta poteva essere evitata. In tema di infrastrutture e opere pubbliche, a parte qualche rattoppo operato sulle nostre strade in questi giorni, per il resto non esiste una sola opera pubblica in corso degna di nota e tutto ciò causa difficoltà economiche e di sviluppo alle imprese ragusane del settore. Un piano triennale povero di proposte e di idee non all’altezza di una città capoluogo. In materia ambientale, poi, il disastro è palese. Avanti a proroghe forzate più o meno legittime in materia di bando sui rifiuti solidi urbani da due anni, con due assessori diversi siamo ancora in attesa che succeda qualcosa, con la sola certezza di essere in emergenza: Cava dei Modicani stracolma, l’impianto di compostaggio fermo e la differenziata allo stesso dato della precedente amministrazione. Aggiungendo il totale stato di degrado e di abbandono in cui versa la discarica di inerti in contrada Tabuna, possiamo affermare che i grillini e chi li appoggia in materia ambientale hanno totalmente fallito.
Persa la bandiera blu a Marina di Ragusa, principalmente per colpa di una politica ambientale poco attenta, troviamo una frazione marinara allo sbando con pochi servizi mal gestiti e quasi priva di controlli che creano non pochi disagi. Non possono bastare un po’ di docce nuove (stessa propaganda che i grillini stanno facendo con la regia trazzera) e una improvvisata pista ciclabile che personalmente condivido nell’idea e un po’ meno nella forma, a salvare la faccia di una gestione estiva pressoché disastrosa almeno fino ad oggi. Una particolare attenzione, avendo seguito dettagliatamente il progetto, merita l’abbandono totale di un’opera già progettata e interamente finanziata con apposito mutuo per un milione e mezzo di euro da anni acceso con la cassa depositi e prestiti, ovvero la costruzione di un acquedotto per portare l’acqua della diga da contrada Cameni a Gaddimeli per alimentare Marina di Ragusa nella stagione estiva, ma soprattutto per dotare di rete idrica e quindi di acqua potabile tutte le contrade a monte di Marina (Camemi, Gatto Corvino, Principe, Villaggio 2000, Fontana Nuova, Cirasella, Mangiabove), integrate pienamente nelle già approvate zone di recupero. Ancora oggi i residenti, considerata la lunga attesa per avere una autocisterna comunale, sono costretti a comprare l’acqua dai privati con costi proibitivi. Dove sono finiti i soldi? Dannoso per l’immagine della città e anche offensiva per i precedenti amministratori degli ultimi 20 anni, risulta l’aver bloccato il recupero e la ristrutturazione del Teatro della Concordia e ancor peggio il fatto che se il sindaco grillino ha deciso di non fare il teatro non ha neppure rimodulato urgentemente il piano di spesa. E allora recuperi i circa 7 milioni di euro accantonati negli anni e li destini ad altro, creando lavoro e aspettative visto che si tratta per la maggior parte di cifre della 61/81 destinate in ogni caso a Ragusa superiore, anziché lasciare questo pezzo di centro storico totalmente ghettizzato, abbandonato nelle mani di stranieri senza nessun controllo provocando il coprifuoco al calar del sole.
E ora parliamo di strumenti urbanistici, atti fondamentali per la crescita di una città che insieme ad ambiente, servizi, cultura e finanza sono l’ossatura di un Comune come il nostro, che oggi vive momenti difficili a causa di una inefficace e disattenta amministrazione. Piano regolatore generale. Scaduto. Silenzio assoluto. Andrebbe rivisto urgentemente e rivisitato, apportando le dovute modifiche a partire dagli annunci che questa maggioranza aveva propagandato in materia di aree Peep, ovvero la rivisitazione del perimetro e la conseguente riduzione delle stesse aree, considerati gli errori fatti in materia dalla precedente amministrazione di centrodestra. Piano spiagge. Silenzio assoluto. L’assessorato regionale aveva rinviato al Comune lo strumento urbanistico per essere rivisto in alcune parti. Questo permetterebbe la costruzione dei solarium in legno sugli scogli del lungomare Bisani, l’individuazione di una “dog free zone” per i proprietari di cani che amano far vivere spiaggia e mare ai loro amici a quattro zampe e infine metterebbe in sicurezza oasi naturali come Randello da possibili scempi che qualcuno potrebbe tentare di mettere in atto se privi di uno strumento che regolamenti il tutto. Piano particolareggiato del centro storico. Silenzio assoluto. Che fine ha fatto? Cosa sta facendo dopo due anni l’amministrazione sul mandato che il precedente consiglio comunale aveva dato agli uffici circa l’elaborazione della variante allo stesso che l’assessorato regionale aveva chiesto? Bisogna zonizzare le zone più degradate per permettere demolizioni mirate e ricostruzioni, rivedere le Nta dello strumento urbanistico applicando le raccomandazioni che l’assessorato regionale aveva prescritto. Nulla, assolutamente nulla. Silenzio assoluto. Potrei continuare, ma il dato che emerge da questa analisi risulta deludente e per fortuna, parlando con i nostri concittadini, questo stato di malessere emerge ed è sempre più diffuso. Abbiamo taciuto per due anni, adesso non possiamo più farlo, perché abbiamo a cuore le sorti della nostra amata città, oggi moribonda, per via di una anomala maggioranza di governo locale inadeguata, che avrebbe dovuto rappresentare una speranza di cambiamento in positivo e di rivincita dopo anni di centrodestra e invece si è rilevata inutile, sbagliata e a tratti dannosa.

di Redazione07 Ago 2015 14:08