Libero Consorzio di Ragusa cresce. Vizzini e Mazzarone pronti ad entrare

Alla scadenza del termine semestrale prevista dalla legge regionale n. 8 del 2014, il Secondo Circolo del Pd della città di Ragusa esprime soddisfazione per il duplice risultato conseguito.
In primo luogo va salutato positivamente il fallito tentativo di dividere l’attuale perimetro geografico di quella che fu la Provincia Regionale di Ragusa in due piccoli consorzi che sarebbero divenuti vasi di coccio tra i vasi di ferro delle grandi aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina e i vasti liberi consorzi derivati dalla scissione di dette aree con le rispettive province.
In secondo luogo si apprezza la notizia che il Comune di Licodia Eubea abbia dichiarato di aderire al territorio del Libero Consorzio di Ragusa, così come pare stiano facendo i Comuni di Vizzini e Mazzarone.
Le superiori circostanze confermano la bontà dell’analisi politica che il Secondo circolo ebbe a consegnare al Comune di Ragusa, durante il Consiglio Comunale aperto del 24 marzo 2014, organizzato dal Presidente Giovanni Iacono, laddove si evidenziava:
a) che il Libero Consorzio di Ragusa con i suoi 320.000 abitanti, possedeva già i requisiti minimi di equilibrio economico per una corretta gestione dei servizi intercomunali. Diversamente, nell’ipotesi di creazione del Libero Consorzio della Val di Noto, con popolazione di poco superiore a 190.000 abitanti, per scorporo da Ragusa e Siracusa, si sarebbe giunti alla paradossale ipotesi in cui i cittadini dei due piccoli Consorzi confinanti sarebbero stati costretti, per mantenere la stessa qualità di servizi, a pagare un costo maggiore di quello in atto sostenuto, o per mantenere il medesimo costo, ad usufruire di servizi qualitativamente inferiori a quelli in atto resi, con evidente peggioramento della loro posizione economico-sociale;
b) che era auspicabile piuttosto, in luogo della chiesta divisione, l’allargamento degli attuali confini del Libero Consorzio di Ragusa verso realtà economicamente e culturalmente vicine, al fine di creare una sola grande entità capace di contenere al suo interno il Parco dei Monti Iblei, le città Unesco della Val di Noto e la fascia trasformata della produzione ortofrutticola e vitivinicola.

Pur mantenendo il proprio giudizio negativo sul complesso della legge regionale n.8/2014, il Secondo Circolo si augura che il dibattito, da questo momento in poi, si concentri sul consolidamento del quadro esistente, con l’avvio di un fruttuoso dialogo tra tutti i Comuni dell’ex Provincia Iblea e le realtà confinanti che insieme disegnano un unico tessuto culturale ed economico.

di Redazione30 Set 2014 09:09