Cosa è successo veramente, ieri, nella gara per il servizio di igiene ambientale a Ragusa?

Lo abbiamo chiesto a Rossella Pezzino de Geronimo, Amministratore unico delegato della Dusty srl di Catania ossia l’unica ditta ad aver presentato “un’offerta” o meglio ad aver presentato una busta, senza alcuna proposta, ma con una lettera nella quale si spiegavano le motivazioni per cui la Dusty non avrebbe partecipato alla gara, che poi è andata deserta.

“Questa è una gara antieconomica – dichiara la de Geronimo – sono stati stanziati troppi pochi soldi e a queste condizioni è impossibile svolgere al meglio questo servizio. Noi lavoriamo nel settore da 35 anni e lavoriamo per l’eccellenza”.
Ma come ci spiega l’Amministratore della Dusty, questo non è un problema esclusivamente della nostra città, ma le cause vanno ricercate a monte ossia in quella rivoluzione sui rifiuti voluta, e solo iniziata, dal presidente Crocetta.
“Con l’ordinanza del presidente dello scorso settembre, tramite la quale si istituivano gli Aro, le Società di regolamentazione rifiuti e si stabiliva un termine per la liquidazione degli Ato ambiente, si è solo creato un gran vuoto normativo. Sono state poste tutta una serie di condizioni, paletti ed obiettivi da raggiungere senza però che vi fosse il giusto supporto legislativo. Manca, per esempio, la costituzione di un Piano d’ambito regionale, strumento fondamentale per la realizzazione del progetto che aveva in mente Crocetta. Con l’istituzione del Piano le gare sarebbero state gestite dall’Urega e non dai sindaci come accade adesso”.
Quindi i Comuni si trovano nella condizione di doversi districare in questo ginepraio legislativo per nulla organico. La prima conseguenza di questo stato di cose sono proprio le gare d’appalto, che come ci spiega la de Geronimo “fanno fuggire le ditte serie, perché antieconomiche, ed attraggono quelle società che hanno necessità di investire del danaro. Di solito l’attività principale di queste imprese non è quella della gestione dei rifiuti”.

L’antieconomicità di questi bandi è aggravata sicuramente dalla carenza strutturale. “I vari centri per lo stoccaggio della differenziata – ci spiega la de Geronimo – sono sempre troppo distanti dai Comuni, un fatto che non può che far lievitare i costi. Ecco perché non ci siamo presentati alla gara”.

di Rosario Distefano18 Lug 2014 20:07