La Cacioteca perduta

Il sen Mauro pone all’attenzione dei media e della gente ragusana il degrado che sta subendo una delle eccellenze iblee. La famosa Cacioteca del Corfilac vanto del prof Licitra presidente dell’organismo di controllo di qualità del formaggio ragusano dop. La struttura, sorta a pochi metri dalla sede del Consorzio di Ricerca, era stata pensata per accogliere, come in una pinacoteca, le produzioni più originali e preziose del settore caseario e poi metterle a disposizione dello studioso e dell’eventuale visitatore, turista o degustatore di formaggi. La struttura si avvaleva di tecnologie moderne nell’affinamento dei formaggi, poiché, in posizione seminterrata si susseguivano, su due livelli, 12 celle di stagionatura ed ovviamente un ampio spazio era dedicato ai formaggi storici tradizionali di Sicilia. All’interno dunque si potevano ammirare, nell’ambiente adatto per la stagionatura, formaggi straordinari come il pecorino siciliano, il ragusano, la tuma persa, la provola dei Nebrodi, il maiorchino,il palermitano, il piacentinu ennese, il fiore sicano, la vastedda Valle del Belice. La Cacioteca fu presentata nelle fiere del turismo e della gastronomia in mezzo mondo ed è stato subito considerato un successo internazionale per la lungimiranza del prof Licitra, che al di la di ogni possibile critica, era uno che di formaggi se ne intendeva. Ora Giovanni Mauro ci fa sapere che sta andando tutto in malora. ” Il copione è di quelli già visti: in Sicilia siamo in grado di avviare imprese eccezionali e poi lasciare che l’incuria, la distrazione se non addirittura l’ignavia facciano scempio del successo poco prima ottenuto. E’ quello che sta accadendo adesso alla Cacioteca Regionale del Corfilac!”. Lo denuncia, in una nota, il sen. ragusano Giovanni Mauro (FI), venuto a conoscenza di alcune informazioni riguardanti la struttura inaugurata quasi due anni fa.
“Ho saputo che a neanche 24 mesi dal taglio del nastro – dichiara Mauro – la Cacioteca Regionale Siciliana, presentata alla stampa nazionale come centro di eccellenza per la conservazione, la tutela e lo studio delle tradizioni siciliane nella produzione dei prodotti lattiero casearei, è chiusa per ragioni di sicurezza. E’ crollata una parte del controsoffitto perché, pare, ci piovesse dentro. O meglio: si credeva che ci piovesse dentro, ma si trattava invece di un guasto all’impianto antincendio che, non individuato tempestivamente né riparato, ha danneggiato la solidità del soffitto in gesso che poi è crollato”.
“Ma il problema non è tanto questo – ammette il senatore – può capitare che si verifichi un guasto in una qualsiasi struttura e che per ragioni di sicurezza la si debba chiudere per un breve lasso di tempo. Però, la Cacioteca Regionale è fuori uso da marzo. Sembra che la si sia dovuta chiudere perché, mancando i fondi per riparare quel che si era rotto, la condizione in cui versa l’abbia resa inagibile. Ecco questo è vergognoso!”.
“E’ mai possibile che – continua l’esponente di Forza Italia – dopo nove mesi dalla scoperta del danno, nessuno si sia preoccupato del perché questo centro di studio e conservazione dei formaggi siciliani, del quale ci siamo vantati tutti in lungo e in largo, sia chiuso? La Regione è mai stata interessata della faccenda? I formaggi che erano contenuti all’interno delle celle frigorifere che fine hanno fatto? Qualcuno, addirittura, racconta che siano stati regalati al personale del Corfilac (un po’ di Ragusano Dop, provola dei Nebrodi e della ‘tuma persa’) con dei pacchetti dono contenenti anche una pregiata pubblicazione sulla storia del latticino più importante degli Iblei impreziosita dagli scatti fotografici del celebre Giuseppe Leone. Pubblicazione che, per quanto ne so, era destinata ad essere omaggio in occasione di eventi o di ospiti importanti del centro o, ancora, strumento di promozione del territorio e dello stesso prodotto lattiero caseario ‘raccontato’ nell’edizione”.
“Omaggio natalizio o meno, mi sembra che si sia davvero toccato il fondo e per questo motivo – conclude Mauro – intendo chiedere l’immediato intervento dell’Assessorato regionale competente perché venga verificata l’attuale condizione della struttura e, eventualmente, capire se è possibile individuare delle responsabilità. E’ ovvio che questa è una situazione scandalosa che va indagata e, soprattutto, risolta per restituire alla fruizione dell’area iblea e dell’intera Sicilia quella che è stata definita come una vera e propria biblioteca del formaggio!”.

di Redazione03 Gen 2014 13:01