D’Alia: “Aboliamo le province, ma solo dopo una reale riforma”

“I fondi europei sono una risorsa fondamentale e non possiamo permetterci di non farci trovare pronti all’appuntamento 2014 – 2020”, con queste parole il segretario provinciale dell’ Udc, Giuseppe Lavima, ha aperto il convegno che la segreteria provinciale del partito ha organizzato sul tema “ I fondi europei 2014-2020. Pubblica amministrazione e territorio in sinergia per lo sviluppo”.

Il convegno è stato presentato dall’on. Orazio Ragusa, il quale ha sottolineato che: “l’importanza della programmazione 2014-2020 pone la Sicilia dinnanzi ad un’opportunità fondamentale di sviluppo, ecco perché – ha detto Ragusa – come partito, e anche personalmente, desideriamo impegnarci a far conoscere le potenzialità di questi finanziamenti in tutto il territorio“.

La kermesse politico/economica ha visto la partecipazione di relatori che hanno via via spiegato i vantaggi e le implicazioni di questi fondi, una possibilità che non va sprecata. Per l’assessore regionale Patrizia Valenti “non possiamo, ancora una volta, permetterci il lusso di usare i fondi solo quando essi sono in scadenza, dobbiamo intervenire prima e per questo stiamo lavorando sulle tempistiche, i fondi comunitari sono una speranza concreta per lo sviluppo territoriale”, che non può essere sprecata.

Naturalmente l’intervento più atteso è stato quello del ministro D’Alia e non solo per il ruolo fondamentale che ricopre, ma perché tutti erano in attesa di un suo commento, di una sua analisi sui recenti accadimenti a Palazzo d’Orleans. Il ministro non si è sottratto alle domande, di certo non si è sbilanciato, ma pare che più di una porta ormai sia stata chiusa. Rimarca la distanza con le reazioni di Crocetta mentre gli rinnova il suo invito a sedersi attorno ad un tavolo con il presidente del Consiglio ed il ministro dell’economia, per provare a dirimere la situazione. Torna a criticare Crocetta, velatamente, quando si esprime sulle province, la cui abolizione è auspicabile, certo, ma solo dopo una reale riforma dello Stato, che coinvolga le regioni, le province e i comuni. La nostra autonomia, dice il ministro, non va difesa e non ci si appella ad essa solo perché il Commissario di Stato boccia una finanziaria priva di copertura. L’autonomia è un valore e come tutti i valori non vanno strumentalizzati. Se questo implica la fine dell’avventura politica col centrosinistra, non è dato saperlo, anche se pare sempre più evidente la distanza tra le due forze politiche o tra l’Udc e Crocetta, forse è giunto il momento di ritornare all’interno del proprio alveo politico-ideale.

di Rosario Distefano27 Gen 2014 19:01