Le richieste dei pescatori

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La pesca siciliana sta attraversando una fase di grave crisi. Il caro gasolio, l’aumento dei costi di gestione, gli
oneri previdenziali, le difficoltà di mercato e gli effetti sempre più frequenti degli eventi climatici stanno
mettendo a rischio la sostenibilità economica di molte imprese.
Non è più una situazione che può essere affrontata con interventi frammentari. È necessario un intervento
complessivo per evitare il collasso di un intero settore produttivo.
Le organizzazioni Legacoop Agroalimentare e Pesca, Confcooperative Agroalimentare e Pesca, UNCI,
Unicoop, Agci agroittico, Anapi pesca, agripesca esprimono la propria piena vicinanza alle marinerie di
Siciliane, che dal 29 settembre hanno annunciato lo stato di agitazione e il fermo delle imbarcazioni.
La mobilitazione rappresenta il segnale di una difficoltà ormai insostenibile. Quando si ferma la pesca, si
ferma una parte importante dell’economia delle comunità costiere e dell’intera filiera ittica.
Riconosciamo l’impegno già assunto dalla Regione Siciliana, a partire dall’intervento sul caro gasolio, con una
dotazione di 12 milioni di euro di fondi strutturali a cui si aggiungono ulteriori 5 milioni di € della Regione
Siciliana e dal riconoscimento dei danni provocati dal ciclone Harry, attraverso il Fondo di solidarietà
regionale della pesca e dell’acquacoltura in attesa di conoscere le modalità di impiego dei rimanenti
2.200.000.Euro circa
Si tratta di interventi importanti, che devono però essere accompagnati da una strategia più ampia e
strutturale.
Chiediamo alla Regione Siciliana e al Governo nazionale un intervento organico articolato su precise priorità:
– Credito d’imposta: Estendere e rafforzare il credito d’imposta sul gasolio almeno fino al 31 dicembre
2026, assicurando risorse adeguate alla reale dimensione dell’aumento dei costi sostenuti dalle
imprese.
– Cassa integrazione in deroga, rendendola maggiormente adeguata alle specificità della pesca e alle
situazioni di sospensione o riduzione dell’attività, come già fatto nel periodo dell’emergenza covid,
così da tutelare reddito e occupazione degli equipaggi.

– Rifinanziamento FEAMPA: rimpinguare le risorse FEAMPA destinate al caro gasolio, prevedendo
risorse aggiuntive e utilizzando, ove possibile, anche strumenti di riprogrammazione, senza
penalizzare gli investimenti necessari alla modernizzazione e alla sostenibilità della flotta.
– Si chiede , inoltre, di rivedere il coefficiente K, riportandolo ai valori adottati in occasione del
precedente bando della crisi “Russo/Ucraina”, in considerazione delle significative riduzioni
intervenute e del conseguente impatto negativo sui livelli di indennizzo riconosciuti alle
imprese di pesca.
– Sospensione dei contributi previdenziali: Valutare una sospensione o un differimento della
contribuzione previdenziale per almeno sei mesi, con successiva rateizzazione, garantendo la
regolarità contributiva delle imprese e individuando una soluzione che, ove consentito dal quadro
normativo, non incida sui limiti del de minimis.
– Sostegno regionale al caro gasolio: Garantire la piena operatività e la tempestiva erogazione delle
risorse regionali destinate al caro carburante, evitando procedure e tempi incompatibili con
l’emergenza finanziaria delle imprese, coinvolgimento delle organizzazioni del settore, delle imprese
e dei lavoratori, per affrontare in maniera strutturale costi, redditività, occupazione e competitività.
È necessario affermare con chiarezza che la pesca e i pescatori sono un pilastro dell’economia siciliana e
dell’economia del mare.
Difendere la pesca significa difendere imprese, lavoro, comunità costiere, filiere produttive e un patrimonio
di competenze che appartiene alla storia e all’identità della Sicilia.
I nostri pescatori, schiacciati dalla pressione dei costi e dal caro gasolio, non possono più essere chiamati a
sostenere da soli il peso della crisi.
Non chiediamo interventi straordinari per privilegiare un settore: chiediamo di salvaguardare un comparto
strategico dell’economia siciliana.
Per questo è necessario un forte segnale da parte delle istituzioni.
La pesca siciliana non può più aspettare.
Le marinerie non possono essere lasciate sole.
Occorre intervenire ora per evitare il collasso di un intero settore.

di Redazione02 Ott 2026 23:10
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