Sucesso di pubblico per i “Ragusani nel fondo”

ragusa_premiofondo-300x224Ecco il comunicato stampa pervenuto dall’organizzazione della quinta edizione dei Ragusani nel fondo. La rotonda Maria Occhipinti così viva e gremita di gente non la si vedeva da tempo.In un crescendo di consensi e condivisione dal basso la quinta edizione di Ragusani nel Fondo ha raccolto come ogni anno storie individuali e problematiche sociali scomode alle istituzioni ma che invece emergono in tutta chiarezza durante questa manifestazione.La partecipazione di oltre trecento persone all’evento è la dimostrazione che in un territorio apparentemente silente come Ragusa esiste invece un’ampia fetta di cittadini che vuole crescere partendo proprio dagli ultimi, cambiando le regole di una società borghese e capitalista che mira a salvaguardare i propri privilegi invece che pensare al bene della collettività.Lo hanno spiegato bene la coppia di donne Ambra Cataudo e Fra Giannì , che come anche le coppie di fatto si batte in materia di diritti civili: «gli interessi di una coppia gay non sono diversi da quelli di una “normale” coppia: anche noi abbiamo il desiderio di una famiglia, di una casa e di vedere riconosciuta la nostra unione a tutti gli effetti. La legge attuale invece non fa altro che scatenare una guerra fra poveri, sancendo una netta differenza tra i diritti di omosessuali, immigrati e classi sociali deboli dalle restanti fasce: non vogliamo leggi speciali, chiediamo solo quello che ci spetta».A Ragusa sono state raccolte e depositate al comune più di quattrocento firme per l’istituzione di un registro delle unioni civili: un argomento forse spinoso per una provincia piccola come la nostra ma di cui l’attuale amministrazione dovrà certamente tenere conto affrontando al più presto l’argomento.Un premio simbolico è  andato anche agli alberi e al verde che è sono stati abbattuti per dare spazio alla colata di cemento delle nuove opere: è stato piantato un piccolo ulivo in un’aiuola della rotonda col significato di una rinascita anche ambientale del nostro territorio.Non poteva poi certo mancare un riconoscimento al comitato degli Invisibili, autori di una protesta durata oltre tre mesi a causa dei tagli ai servizi sociali da parte della precedente amministrazione: « una lotta forse senza precedenti per Ragusa – ha spiegato Giorgia Poidimani che ha introdotto il premio – e che aveva portato alla svolta di un bando lavoro invece che del mero assistenzialismo dei sussidi. Il bando lavoro è stato al momento bloccato dall’attuale amministrazione ma anche di questo dovranno rendere conto a più di seicento famiglie».

Ma le fasce deboli sono anche gli artisti, ritenuti erroneamente da molti “professionisti per passione” e che invece hanno alle spalle anni di studi e di conoscenza da mettere al servizio della tanto proclamata cultura. Presentato da Dario Adamo, musicologo di professione, è stato premiato simbolicamente a nome di tanti altri il musicista Aldo Piccitto, la cui lettera rivolta al sindaco ma indirizzata al suo pubblico ha spopolato sul web: «sono orgoglioso di rappresentare la mia categoria in questo contesto perché è una manifestazione dal grande senso civico che non degrada

chi con me della musica e dell’arte vuole farne il proprio mestiere».

Lo stesso concetto è stato ribadito dai Fratelli La Strada: un duo che ha calcato tanti palchi d’Europa ma che ha messo sempre a disposizione gratuitamente la propria arte durante tutte le edizioni della manifestazione, dimostrando così di credere fortemente nel suo valore culturale.

Quest’anno si è avuto anche il piacere di assistere alla performance della compagnia di flamenco Sol Duende che dirige anche una scuola, con la presenza del maestro Martinez,  alcayon Ugo Rosso, alcante Silvia Sanchez Ogayar, albaile Angela Nobile, Stefania Patti e Rossella Schembri.

Hanno concluso la serata i Caruana Mundi, una delle band più originali del panorama musicale che attraverso i loro testi racconta la passione per la nostra terra e per tutta l’aria mediterranea; questo ha permesso di creare un vero e proprio collegamento con i temi della manifestazione.

Le loro sonorità mediterranee e arabe hanno permesso di ricordare attraverso la musica le donne tunisine che combattono contro i regimi dittatoriali e per la libertà del mondo arabo. A loro è stata dedicata questa V edizione.

Sulla stessa linea degli artisti presenti alla serata si è esibito il Teatro Randagio nel suo spettacolo “Questioni di pelo” dando voce a inquietudini troppe spesso represse: «”Questioni di pelo” – scritto da Luisa La Terra – raccoglie tre racconti apparentemente al femminile ma che in realtà sono riflessioni che non hanno un genere. Riflessioni finora fatte sottovoce che ora vogliono essere grido liberatorio. Un grido contro la violenza sociale di massa che viene perpetuata attraverso il palese tentativo di rendere l’individuo uguale in tutti i suoi aspetti. Questo è un atto di ribellione, un rifiuto del codice a barre che ci vogliono tatuare, una opposizione all’omologazione sociale e culturale, una negazione delle regole imposte, contro i tabù e le convenzioni ipocrite che troppe volte siamo costretti a subire».

La manifestazione è stata aperta dall’anteprima nazionale del docu-film sul Muos di Giuseppe Firrincieli “Come il fuoco sotto la brace” che ha messo in evidenza da una parte il tradimento del governo nazionale e del governo crocetta ai danni del popolo siciliano mentre dall’altra ha messo in risalto la coraggiosa resistenza del movimento No Muos, che con le sole proprie forze continua la battaglia.

Lo stesso è stacco raccontato dal maestro Guglielmo Manenti che ha messo a disposizione una sua personale esposizione di opere sull’argomento.

Il comitato organizzatore invece ha realizzato una rassegna stampa fotografica per ricordare i premiati e i momenti salienti delle scorse edizioni.

 

di Redazione09 Set 2013 20:09