Domenica a Ragusa il seminario delle Acli

acli“Speranza è l’atteggiamento di colui che, mentre si addensano le tribolazioni sulle sue spalle, non lascia spegnere il canto dalla sua bocca”. E’ seguendo questa massima di don Tonino Bello, il vescovo dei poveri, che le Acli di Ragusa animeranno, domenica 29 settembre, il settimo seminario per dirigenti sul tema “Disagio e nuove povertà nell’era della globalizzazione: considerazioni e percorsi di partecipazione sociale”. Ci sarà una presenza significativa, quella del presidente nazionale delle Acli, Gianni Bottalico. L’appuntamento è in programma a Villa Di Pasquale a partire dalle 9. L’apertura del seminario sarà caratterizzata da una novità. Il vescovo della Diocesi di Ragusa, mons. Paolo Urso, ha incaricato per la formazione spirituale delle Acli, don Giuseppe Iacono, parroco a San Paolo apostolo a Ragusa, che terrà il momento di preghiera iniziale. Il saluto sarà dato dal nuovo presidente provinciale delle Acli che sarà eletto, assieme agli altri organismi di vertice, nel corso della riunione del Consiglio provinciale in programma sabato 28, a partire dalle 16,30, alla presenza dello stesso Bottalico. L’introduzione al seminario, su un tema di fondamentale importanza in un periodo in cui la crisi economica sta determinando l’impoverimento generale delle famiglie, sarà a cura di Lanfranco Norcini Pala, direttore Aesse e responsabile Comunicazioni Acli. A relazionare sarà don Mario Cascone, docente di Teologia morale e Bioetica. Gli interventi programmati sono quelli di Rosario Cavallo, vice presidente regionale Acli Sicilia, che si soffermerà su “Percorsi di partecipazione attiva delle Acli iblee: esiti e prospettive” e di Santino Scirè, vice presidente nazionale Acli, che invece punterà la propria attenzione su “La cultura dello stare insieme: elementi di sfida della globalizzazione”. Le conclusioni saranno tracciate da Gianni Bottalico. “Occorre realizzare un welfare – spiega – basato sull’idea di solidarietà tra le generazioni. Prima lo facciamo e meno sarà gravoso. Ma questi concetti non dominano la discussione politica e neanche quella culturale. Ecco perché le Acli indicano la necessità di un piano industriale di rilancio del lavoro e di re-industrializzazione selettiva per affrontare l’emergenza lavoro. Ciò significa definire quali settori si considerano strategici e su tali settori agire per evitare la dispersione di un enorme patrimonio di professionalità e di competenze, frutto del lavoro di intere generazioni”.

di Redazione26 Set 2013 10:09