E’ qui la festa?

San Giorgio 2013La festa è passata. Purtroppo in questo mondo fatto di tag, twitter e  face book  nessuna considerazione viene presa per quello che è cioè un pensiero su un argomento senza l’intenzione di offendere e screditare. Oggi è infatti  di moda aggiungere il proprio commento ad ogni articolo infarcito di parole come ladri, buffoni, politici di m… oppure da fiera come è solito dire un nostro affezionato lettore che ha superato i 50 commenti intervenendo con queste terminologie su qualunque  articolo sia esso politico o se si parla di cucina. E’ accaduto anche per l’articolo dedicato al premio Ibla per il quale credevamo fosse la giustificazione più adatta ad un comportamento esagerato di fronte a personalità come il prefetto, il questore etc etc.  Non vogliamo intervenire ancora perchè al lettore non devi dire mai come stanno le cose:  lui è già pieno delle sue convinzioni e nessuno può cambiarle. Ora invece pubblichiamo l’intervento di un altro lettore che crediamo abbia toccato, almeno in parte,  il cuore del problema. Ecco cosa dice il sig. Giovanni che ci ha chiesto di non dare il nome per non prendersi gli attacchi degli eroi senza macchia e senza paura del web. Ecco la lettera.  Già lo scorso anno abbiamo avuto modo di sottolineare la necessità di non spendere troppi soldi per i fuochi d’artificio delle feste patronali, ma anche quest’anno siamo costretti a ribadirlo dopo quanto abbiamo visto ieri sera a Ibla, alla festa di San Giorgio. Nell’anno in cui Ragusa per la prima volta ha conosciuto la dura protesta durata oltre un mese, degli indigenti che erano rimasti senza contributi e senza lavoro, per la festa di San Giorgio l’ente pubblico ha confermato lo stesso ingente contributo speso in gran parte in fuochi d’artificio. Ma era il caso? La crisi c’è solo per la povera gente o vale la pena ridimensionare un po’ tutto? E anche la conclusione della festa, tra i fischi e le grida “buffoni, buffoni”, per l’eccessivo ritardo con cui si stava svolgendo una manifestazione inserita nel programma voluto dal comitato organizzatore, è la riprova di come la festa vada assolutamente rivisitata. Del resto è vero che c’era tanta gente ma non come accadeva negli anni d’oro, quando c’erano maggiori attrattive, dal dramma col drago infuocato ai cantanti famosi. Nel fine settimana, tanto per uscir fuori di metafora, il comitato organizzatore non ha saputo pensare a nomi di sicura attrattiva. Eppure basterebbe prendere esempio dalla più banale festa paesana o sagra da quattro soldi dove c’è sempre almeno un grande nome del mondo dello spettacolo. A Ibla, per questa festa del santo cavaliere edizione 2013, nessun nome di rilievo se non spazio per qualche giovane talento a quanto pare venuto a cantare gratuitamente o con un modesto rimborso. Insomma nessuna attrattiva e non c’è dunque nemmeno da stupirsi se entrambe le tv ragusane che hanno finora garantito la diretta, perfino quella via satellite, abbiano deciso di smobilitare. Lo scorso anno avevamo suggerito “niente bombe per San Giorgio” chiedendo di destinare quei soldi alle famiglie terremotate. Ma visto che siamo in una Repubblica dove c’è libertà d’espressione, alcune persone vicine al comitato ci hanno insultato pubblicamente sui social network e in vari commenti sui siti web. Quest’anno abbiamo allora deciso di fare una riflessione a festa finita, proprio per evitare ogni polemica. Forse sarebbe stato meglio meno “bombe” e più soldi per gli indigenti. Anche San Giorgio ne sarebbe stato contento. E che dire poi della scandalosa polemica che si è sviluppata con la storica banda San Giorgio, estromessa per poche centinaia di euro, e riammessa dopo una serie di toni decisamente accesi mandando all’ultimo momento a quel paese l’altra banda che era stata chiamata. Tutto ciò ci fa comprendere come i soldi  vadano gestiti opportunamente, con la supervisione dell’ente che li concede e non come mega contributo ad un’associazione nata da qualche anno che compie scelte che in pochi gestiscono e di cui, alla fine, nessuno si sente responsabile. Eppure i fischi e gli insulti ci sono stati.  Il commento della redazione è semplice. C’è sempre un modo buono per fare le cose e noi dobbiamo trovarlo.

di Direttore27 Mag 2013 18:05