Appello alle banche locali

milioni-euro“Adesso è arrivato il momento per le banche di dare segnali concreti, di avviare una forte azione tesa all’erogazione del credito a quelle imprese che ne fanno richiesta sapendo di potere mettere in moto l’economia locale. E’ una grande occasione che non possiamo lasciarci sfuggire”. Lo dice il presidente provinciale Cna Ragusa, Giuseppe Massari, nell’esprimere soddisfazione per la decisione adottata dalla Banca centrale europea di tagliare il tasso d’interesse principale allo 0,50% dal precedente 0,75%. “E’ ovvio che questo importante atto di politica monetaria – prosegue Massari – deve essere trasferito al più presto all’economia reale. Non è possibile che gli istituti di credito continuino a manifestare, come ha detto anche il presidente della Bce, Mario Draghi, una avversione al rischio che ha di fatto bloccato tutte le opportunità di rilancio. Se è vero che occorre puntare sulla crescita, è indispensabile che lo si faccia con azioni concrete. Abbiamo preso atto, in questi ultimi mesi, nel 2013 ancora più che nel 2012, come il costo del denaro per gli artigiani e le Pmi non sia più sostenibile. Dalla Cna nazionale ci arriva un dato meritevole di attenzione: a febbraio del 2013 i finanziamenti fino a 125 mila euro, di cui abitualmente usufruiscono le famiglie produttrici, vale a dire le imprese fino a cinque addetti, si vedevano applicare, secondo i dati della Banca d’Italia, un tasso d’interesse del 5,82%. Ma si tratta dei tassi medi ufficiali, spesso molto lontani dai tassi applicati giorno per giorno. Il tasso applicato per finanziamenti a revoca su importi non superiori a 125mila euro si attestava a fine dicembre 2012 su un incredibile 10,8%”. Un quadro sempre più complesso che ha finito con il limitare ogni margine di operatività determinando contrazioni produttive crescenti e causando, in molti casi, la perdita di posti di lavoro. “L’importante segnale arrivato dalla Bce – dice ancora Massari – ci spinge ad affermare che, adesso, le banche non possono più portare la mancanza di liquidità come scusa per non dare prestiti. Gli istituti di credito sono una delle gambe essenziali di questo sistema. E se non svolgono appieno la loro funzione, è chiaro che lo stesso sistema non potrà più animare quell’azione di rilancio che tutti ci aspettiamo. Siamo convinti che questa possa essere la strada giusta per tentare il tutto per tutto e ridare nuove chance alle Pmi. Ma soltanto se le banche svolgeranno appieno il ruolo per le quali sono nate”.

 

di Redazione04 Mag 2013 09:05

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