Cambio al vertice della Provincia. Carmela Floreno è il nuovo Commissario

Cambio al vertice della Provincia. Carmela Floreno è il nuovo Commissario

Carmela Floreno è il nuovo commissario della Provincia regionale di Ragusa. La notizia è ormai ufficiale. Già prefetto a Siracusa, dal 2009 al 2011, e ancora prima prefetto ad Enna, dal 2003 al 2009, la Floreno è un funzionario di lungo corso e di primissimo piano.
Originaria di Catania, laureata in giurisprudenza, già assistente alla cattedra di diritto privato all’Università di Catania, avvocato, nei ruoli del Ministero dell’Interno nel 1972 , Carmela Floreno fu nominata prefetto per la prima volta nel 2003 svolgendo il ruolo di commissario straordinaraio in alcuni comuni della Calabria. Prima nell'86 e poi nel '94 la Floreno svolse le funzioni di vicario del prefetto prima a Siracusa e poi a Catania. Nel 2003 fu insignita dell'onorificenza di Grande ufficiale della Repubblica. La nomina a Commissario della Provincia Regionale di Ragusa è per 45 giorni in base all'art. 145 del'Orel. Si tratta quindi di una norma regionale e non di una legge straordinaria come era accaduto con le nomine precedenti. Ora bisognerà vedere se all'Ars saranno in grado di varare una legge che riguardi le province entro brevissimo tempo. In caso contrario l'unica soluzione possibile è il voto a primavera inoltrata magari dopo le Europee. Di certo il Commissario Floreno non avrà come compito precipuo quello di liquidare l'ente di Viale del fante. L'articolo dell'Orel utilizzato non ha queste finalità. Coscienti delle sfide future ci congratuliamo per la sua nomina e  le auguriamo un buon lavoro.


Vittoria 1992. Padre e figlio furono i mandanti dell'omicidio Incardona. Il figlio è latitante

Vittoria 1992. Padre e figlio furono i mandanti dell'omicidio Incardona. Il figlio è latitante

La Squadra mobile della Polizia di Stato di Ragusa ha arrestato il vittoriese Giombattista Arangio Mazza, di 85 anni, quale mandante, insieme al figlio Arangio Mazza Giovanni,  per l'omicidio Incardona avvenuto nel 1992, adesso Mazza dovrà scontare una condanna a 18 anni, il figlio è tutt'ora ricercato in quanto latitante.

I fatti risalgono al lontano 1992 quando la Polizia di Stato con diverse volanti, intervenne in via Parma a Vittoria dove erano stati uditi alcuni colpi d’arma da fuoco. Lì fu rinvenuto il corpo di Giovanni Incardona ormai agonizzante. L’uomo morirà in ambulanza durante il trasporto in ospedale. I sospetti degli inquirenti si concentrarono subito su Arangio Mazza, padre, nonché suocero di Incardona. Da tempo tra i due non correva buon sangue, anzi. Tra le cose imperdonabili al genero vi erano sia le percosse nei confronti della figlia che quelle nei confronti del nipotino. Le indagini ben presto, però, si arenano per mancanza di prove.

La svolta avviene solo nel 2005, grazie alle confessioni di due collaboratori di giustizia,  uno dei quali si era autoaccusato dell’omicidio Incardona. L’omicida confessò che, a seguito di un debito contratto con i Mazza per l'acquisto di un auto del valore di 10 milioni di lire, e visto che non riusciva ad estinguerlo, i due (padre e figlio) gli proposero di uccidere Incardona in cambio dell'estinzione totale del debito, Luigi Favitta accettò.

Così nel 2006 la Polizia arresta i due Mazza, in quanto mandanti, e Luigi Favitta, come esecutore materiale dell'omicidio. Dopo il ricorso in Cassazione i due Mazza vengono scarcerati. La Cassazione riinvia il processo alla Corte d'Assise d'Appello di Catania, che oggi ha decretato l'ordine di carcerazione per i due mandanti. iovanni Arangio Mazza risulta latitante è ricercato e dovrà scontare altri 15 anni.

 


Le 17 assunzioni di Palazzo dell'Aquila

Le 17 assunzioni di Palazzo dell'Aquila

In una nota odierna il consigliere di minoranza dell'Udc, Sonia Migliore, pone una serie di domande al sindaco e all'assessore Martorana sulla gestione economica del Comune con particolare riferimento alle 17 assunzioni (1 a tempo indeterminato, 2 a tempo determinato e 14 per mobilità) programmate a Palazzo dell'Aquila per il triennio 2013-2015.
Assunzioni che, a parere del consigliere, stridono da un lato con il momento di crisi che attanagli gli Enti e dall'altro con il carico fiscale asfissiante messo in essere nei confronti dei cittadini.

“Una domanda, signor sindaco e assessore Martorana: il patto di stabilità? E i conti che siete stati costretti a risanare in un Comune al 'disastro' e per i quali avete dovuto aumentare le tasse? E gli infiniti debiti lasciati dalle precedenti scellerate Amministrazioni? Come li paghiamo?”, queste le domande poste dalla Migliore che prosegue sottolineando l'impossibilità di non sforare il patto di stabilità “visto – prosegue la Migliore – che un dirigente percepisce uno stipendio minimo di 100.000 euro all’anno. Ritengo che sia un atto gravissimo quello della Giunta che pensa, in un momento così drammatico di crisi, di aumentare a dismisura le tasse ai cittadini per poi assumere 4 dirigenti e altro personale”. Ma ancor più grave sono i dubbi sollevati dalla Migliore, ancora in attesa di una spiegazione, sul “trasferimento di 2 dirigenti della ditta Busso al settore di Protezione civile”, come si possono, infatti, trasferire due dipendenti da una ditta privata ad un ente pubblico? A questa domanda ha risposto solo l'assessore Conti, non entrando però nel merito della questione, difatti egli ha ricordato che il 31 ottobre scorso “l'Ufficio personale dava parere negativo (a questo trasferimento) in quanto l'assunzione dei due dirigenti avrebbe sottoposto l'Ente allo sforamento del patto di stabilità”, la domanda principale però rimane inevasa.

L'altra questione, sollevata dal consigliere, riguarda la redazione del bando per la scelta del dirigente economista, l'unico delle 17 assunzioni a contratto indeterminato. I criteri scelti dall'Amministrazione per selezionare il suddetto dirigente non prevedono esami di sorta, ma solo la presentazione dei titoli e il superamento di un colloquio, attribuendo a quest'ultimo ben il 60% del punteggio e soltanto il 40% ai titoli. Certo questa metodologia di selezione è legittima, come può sollevare qualche dubbio, il clientelismo si è basato negli anni, specie in Sicilia, anche su selezioni di questo tipo.


L'esterofilia leghista di Piccitto

L'esterofilia leghista di Piccitto

"Con grande rammarico, su segnalazione di imprenditori e professionisti ragusani, abbiamo preso atto che l’Amministrazione Piccitto, nell’indire manifestazioni di interesse o bandi di gara o nell’affidare incarichi per l’erogazione di servizi, sistematicamente esclude le piccole imprese ed i professionisti locali”. E’ quanto rilevano, in una nota, i coordinamenti cittadini di Ragusa Domani, Territorio e Megafono. “Pertanto – prosegue il documento – oltre al danno derivante dall’aumento spropositato delle imposte e delle tasse ai cittadini ed alle imprese ragusane, contribuendo di fatto a peggiorare la crisi in cui la gran parte della popolazione versa, oltre al danno di avere gettato al vento 500.000 euro destinati alla legge su Ibla tentando poi di mascherare l’azione come “beau geste” di solidarietà civile, oltre al danno causato dal caos amministrativo relativo agli annunci e alle repentine smentite e contraddizioni su Tares e ticket parcheggi strisce blu, si aggiunge anche questa beffa.

"Tutti i bandi indetti (quanto meno quelli pubblicati, ndr.) sono stati imposti dei requisiti che di fatto renderanno ammissibili alle gare soltanto le aziende che da sempre lavorano con le amministrazioni locali, oppure le grandi aziende e studi professionali del Nord Italia quando si parla di Paese ed energie rinnovabili. Una cosa è certa: in questa maniera i piccoli imprenditori, artigiani o professionisti locali, che non intendano pagare ad altre società una percentuale sull’appalto per ottenere un avvalimento, saranno sempre esclusi per mancanza dei requisiti tecnici. Perché bandi e manifestazioni di interesse vengono impostati in questa maniera? Perché la stazione appaltante, ossia il Comune di Ragusa, non utilizza altri criteri di valutazione dei requisiti tecnici rispetto al fatturato, come ad esempio la formazione, il numero di dipendenti, certificazioni di qualità, titoli accademici, possesso di attrezzature idonee al servizio richiesto, tesi di laurea, etc, etc.? Magari integrando più punti fra quelli sopra elencati così come previsto dal codice dei contratti? E’ un problema di non conoscenza, di perfetta cognizione o di semplice e drammatico indirizzo politico?"

"Stiamo esaminando - conclude il comunicato - tutte le carte relative alle segnalazioni pervenute. Tuttavia, anche se tutto fosse in regola dal punto di vista prettamente tecnico, politicamente non lo possiamo accettare, soprattutto in questa fase di crisi in cui è particolarmente amaro vedere le imprese ragusane perdere opportunità di lavoro non perché incapaci, ma perché prive di arbitrarie soglie adeguate di fatturato o perché fuori dal giusto giro di informazioni".

L'accusa, se fosse confermata, è grave, insomma ci troveremmo dinnanzia ad una opera discriminatoria bell'e buona. Secondo quanto dichiarato in questa nota si potrebbe addirittura azzardare una sorta di razzismo dell'Amministrazione Piccittto nei confronti dei suoi concittadini. Insomma una connotazione esterofila alquanto fastidiosa. Adesso, fermo restando al fatto che questa Amministrazione, almeno per ora, di certo non sta brillando per competenza, trasparenza o capacità organizzative, facendo i dovuti distinguo per alcune pregevoli eccezioni, come  l'aassesore Martorana o Conti (questa è una mia personalissima opinione) il senso della nota di Ragusa Domani mi appare un tantino eccessiva oltreché strumentale. Forse bisognerebbe consigliare alle opposizioni di non cadere nel mito di un localismo a tutti i costi. Naturalmente nella nostra provincia esistono realtà imprenditoriali e professionistiche di estremo valore, ma non per questo bisogna chiudere le porte, per un vago concetto di assistenzialismo, a soggetti più competenti, esperti, capaci, anche se prevenienti dal nord.


La Cna promette battaglia contro la rivoluzione su Rc auto

La Cna promette battaglia contro la rivoluzione su Rc auto

"Non accettiamo la mortificazione delle imprese di carrozzeria - dichiara il presidente dell’Unione Cna Servizi alla comunità, Vincenzo Canzonieri, in riferimento al decreto legge 145 'Destinazione Italia' pubblicato in Gazzetta il 23 dicembre scorso - con l'art 8, Disposizioni in materia di assicurazione r.c. auto, si determina la più pesante modifica che il Codice delle assicurazioni".

Leggendo il comunicato della Cna si intuisce che il governo Letta ha confezionato l'ennesimo regalo alle compagnie assicurative ai danni dei carrozzieri e degli automobilisti."Non possiamo permettere che le compagnie assicurative, braccio operativo di quel sistema bancario che ha creato la più grande crisi economica e finanziaria, possano avere tutto questo potere. Abbiamo 60 giorni di tempo per poter modificare la norma prima che diventi legge".

In sintesi queste le novità: scatola nera con sconto minimo del 7% e offerta solo a discrezione della compagnia; i testimoni saranno validi solo se saltano fuori subito; richiesta danni entro 3 mesi dal sinistro pena la decadenza del diritto al risarcimento; per il risarcimento in forma specifica, il consenso dell’assicurato non serve più ma decide l’assicurazione con sconto del 5-10%; non c’è risarcimento in forma specifica se c’è concorso di colpa. Sempre sul risarcimento in forma specifica, la tariffa la decide l’assicurazione; inoltre salgono a 10 i giorni di attesa per l’accertamento dei danni da parte del perito.

“E’ chiaro – conclude Canzonieri – che questa situazione, così com’è, non può andare. Ecco perché cercheremo di fare il possibile per fare in modo che siano attuate delle modifiche”.


Ragusa. Scossa di magnitudo 2,9 nella nottata

Ragusa. Scossa di magnitudo 2,9 nella nottata

Intorno alle 3 di questa notte i sismografi hanno registrato una scossa di terremoto in provincia di Ragusa. Il terremoto è stato localizzato dalla rete sismica nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia  nel distretto sismico del Golfo di Noto-Capo Passero, con ipocentro ad una profondità di 4,5 km. Il sisma è stato percepito nella zona compresa tra Ispica, Rosolini e Pozzallo. Nessun danno a cose e persone è stato rilevato.


Ragusa. Arrestati tre uomini per possesso di armi clandestine

Ragusa. Arrestati tre uomini per possesso di armi clandestine

Ieri notte i militari del Nucleo Operativo della Compagnia dei Carabinieri di Ragusa ha arrestato tre uomini: il padre (P.D. di 81 anni) con i suoi due figli (F.D. di 55 anni e G.D. di 56 anni) per porto e detenzione di armi da fuoco clandestine.

[ot-caption title="AP 74" url="https://reteiblea.it/wp-content/uploads/2013/12/IMG_0901.jpg"]

A seguito della perquisizione sono state sequestrati due fucili calibro 12, una mitraglietta AP 74 nuova jager brownig, una pistola 765 e 130 munizioni, alcune delle quali di calibro 16. Nessun'arma però è stata trovata con questo calibro nonostante siano state messe a soqquadro le due case incriminate, i tre non hanno saputo dare alcuna spiegazione in merito.

Uno dei due fucili, un sovraesposto vega special Breda calibro 12, e la mitraglietta erano stati modificati. Il fucile, che a dire dei figli era stato trovato dal padre in un cassonetto dell'immondizia, aveva le tre matricole abrase mentre la mitraglietta era stata privata del calcio, rendendola così estremamente maneggevole e occultabile. Armi simili sono state utilizzate, in passato, nell'agrigentino, nella guerra tra cosche.

Nei prossimi giorni, la mitraglietta, verrà analizzata per vedere se ha subito un'altra modifica, che le permetterebbe di sparare a ripetizione. L'AP 74 è un'arma sportiva che spara, infatti, un solo colpo alla volta. Il fucile, invece, verrà inviato ai R.I.S. di Messina, che proveranno a recuperare le matricole.

I tre uomini adesso sono a disposizione delle Autorità giudiziarie.


Muore ad Acate mentre lavorava colpito da una scarica elettrica

Muore ad Acate mentre lavorava colpito da una scarica elettrica

Emanuele Gravina, questa mattina, mentre lavorava in una azienda agricola ad Acate è stato ucciso da una scarica elettrica. Aveva 35 anni. Anche il suo collega, che ha tentato di aiutarlo è stato colpito, ma ha avuto più fortuna ed adesso è ricoverato al centro ustionati del Cannizzaro di Catania, grazie al pronto intervento dell'elisoccorso.


L'incerto futuro di Crocetta, battuto sul rinnovo dei suoi commissari

L'incerto futuro di Crocetta, battuto sul rinnovo dei suoi commissari

Il governo di Crocetta è stato battuto in Aula sul rinnovo dei commissari delle Province. Il Governo dell'ex sindaco di Gela non è mai stato un edificio strutturato su solide basi, l'appoggio esterno dei Cinque Stelle, il "matrimonio" turbolento con il Pd e poi, notizia delle ultime settimane i sempre più intensi rapporti con i fuoriusciti da Forza Italia. Adesso, però, questo voto contrario esplicita in tutta la sua grevità il pantano in cui si muove il presidente Crocetta.

Sono gli stessi "amici" pentastellati a definire il tentativo del presidente come un "un inciucio alla siciliana tra finte maggioranze e finte opposizioni ed è lo stesso capogruppo del Movimento 5 stelle all'Ars a parlare della necessità, oramai ineluttabile di giungere al voto anticipato, "mi sembra palese - afferma il capogruppo Giancarlo Cancelleri - che in Sicilia si debba tornare al più  presto al voto. Crocetta non ha più  una maggioranza e oggi ne abbiamo avuto la conferma. Togliendo noi, rimangono 19 voti alla maggioranza dopo il voto di oggi, un po' scarsa come maggioranza. Anche l’opposizione ha poco da ridere  perché  abbiamo perso tempo in una situazione incredibile e siamo tornati al punto di partenza. Per noi le Province sono enti inutili e basta. A questo punto dobbiamo sperare in Roma per eliminare le Province". Gli fa eco l'altro deputato del Movimento, Salvatore Siragusa, che dichiara "la maggioranza è allo sbando. Il governo sulla questione Province è rimasto intrappolato dalla sua stessa maggioranza, in cui ha prevalso la volontà di continuare a gestire sacche di potere e di clientele che la riforma avrebbe spazzato via. Il Parlamento ha ora 45 giorni per fare la legge di riforma o di abrogazione”.

Dello stesso tenore sono le dichiarazioni di Roberto Di Mauro, capogruppo del Partito dei Siciliani - MPA all'Assemblea Regionale Siciliana. "La sconfitta del Governo in Aula sulla proroga dei Commissari delle Province è, al di là del dato tecnico e numerico, una sconfitta politica del Presidente Crocetta che ancora una volta ha mostrato l'inconsistenza della sua raccattata maggioranza, che già al momento del voto sulla mozione di sfiducia si era mostrata del tutto risicata e raccattata. Non a caso quei 46 voti comprendevano anche quelli “last-minute” di alcuni parlamentari del centrodestra. Oggi, davanti ad un voto sull’unico vero atto compiuto in un anno e mezzo dal Governo Crocetta, si mostrato in modo lampante che non esiste una maggioranza politica. Sarebbe bene che il Presidente ne prendesse atto e cominciasse a ragionare su come portare in Aula provvedimenti e tenere comportamenti politici che favoriscano l'approvazione di leggi davvero utili per la Sicilia e per risollevarne l'economia."

Giorgio Assenza (Forza Italia) non può che esprimere grande soddisfazione per la bocciatura del provvedimento sulla proroga dei commissari delle Province. "La legge burla, da me all'epoca definita Giletti-Crocetta-Cancelleri, si è rivelata solo una vergognosa pagina di cabaret pseudo politico-istituzionale". 

“Sull'abolizione o meno delle province è in gioco la credibilità ed il valore dell'autonomia. Da una parte l'autonomia intesa come privilegio e conservazione dello status quo. Dall'altra l'idea di un'autonomia fattore di innovazione, che consente alla Sicilia di essere punta avanzata del cambiamento del Paese e non fanalino di coda. Il governo Crocetta è schierato con questa Sicilia del cambiamento, che è maggioritaria nella società e che deve diventare maggioranza anche in Assemblea”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, commentando il voto dell'Ars che ha bocciato il ddl di proroga dei commissari delle Province. "È evidente – aggiunge – che in Assemblea c'è una parte trasversale che non vuole cambiare. Non si tratta, infatti, di uno scontro tra governo e parlamento, tra maggioranza e opposizione, ma tra chi vuole innovare e chi vuole conservare. "Questo voto – conclude Lumia – è paradossalmente utile perchè adesso bisogna uscire allo scoperto e ognuno, a viso aperto, deve dire se è favorevole o no all'abolizione delle province. Il resto sono solo pannicelli caldi, mediazioni al ribasso di chi vuole solo galleggiare e non si rende conto che la Sicilia o cambia radicalmente o è finita".


Raffica d'aumenti per salvare l'Alitalia

Raffica d'aumenti per salvare l'Alitalia

"Dal prossimo primo gennaio sono previsti una valanga di aumenti", è questa la denuncia del Codacons, che promette di rivolgersi al Tar del Lazio.

I nuovi aumenti ancora una volta eleggeranno i cittadini italiani a "più tartassati" d`Europa. In Italia le tariffe sono cresciute in modo esponenziale, solo nel 2012, infatti, le famiglie italiane hanno visto crescere la loro bolletta elettrica dell'11,2% contro una media europea del 6,6%, mentre per il gas l`incremento è stato del 10,6%, contro il 10,3% del resto d`Europa. Dal primo gennaio pare che gli aumenti riguarderanno un po' tutti i settori,  i servizi postali, i trasporti locali, i rifiuti e persino caffè, snack e bibite dei distributori automatici, mettendo a segno un colpo durissimo per le tasche delle famiglie italiane, già stremate da due anni di rincari tariffari.

Ciò che risulta più odioso sono proprio gli aumenti dei servizi postali anche perché “con questo provvedimento - dichiara Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons - si rischia di far pagare agli utenti l’ingresso di Poste Italiane in Alitalia, e quindi il salvataggio della compagnia aerea, esattamente come temevamo. Qualsiasi rincaro delle tariffe postali è ingiustificato e, come tale, sarà impugnato dal Codacons al Tar”.