Test rapidi: 0 casi a Ragusa ma 10 tra la popolazione scolastica

Test rapidi: 0 casi a Ragusa ma 10 tra la popolazione scolastica

I dati in questione sono relativi alla giornata di sabato 16 gennaio. Proseguono i test rapidi in provincia di Ragusa: in città, su un totale di 147 test effettuati, non sono stati riscontrati casi di positività al Covid-19. Due casi invece a Comiso su 217 test, 0 a Scicli su 238, 0 a Pozzallo su 127, 4 a Vittoria su 289, 0 a Santa Croce Camerina su 543, 0 a Monterosso Almo su 4, 1 a Giarratana su 222. Sono inoltre stati effettuati 205 test presso le strutture ospedaliere territoriali, dai quali non sono emersi casi di positività. Nessun caso tra i fuori sede. Sono dunque 7, in totale, i soggetti risultati positivi su 2146 tamponi effettuati.  Preoccupa però il risultato dello screening nella popolazione scolastica infatti a su oltre 1200 tamponi si sono riscontrati 10 positivi e tutti a Ragusa. Un  numero abbastanza preoccupante perchè mostra che nell'ambito scolastico ci sono ancora molti contagi. Questo deve far pensare in merito al rientro in classe e crediamo che la zona rossa con le sue limitazioni possa aiutare.


Zona rossa, è subito polemica

Zona rossa, è subito polemica

All'indomani della notizia che conferma la Zona Rossa in Sicilia, sono intervenuti in merito alcuni deputati del M5S: “Il presidente della Regione, ora che Roma ha salvato la Sicilia dal default, elogia i rapporti corretti col governo nazionale, peccato che non abbia mai perso occasione per polemizzare ferocemente contro Conte. Sul fronte Covid eravamo un’isola felice, ma Razza e Musumeci sono riusciti a rovinare tutto. Se siamo zona rossa e i peggiori d’Italia è colpa delle loro politiche sanitarie fallimentari  e per questo pagheranno soprattutto commercianti e partite iva. Insopportabile l’autocelebrazione del governo, in conferenza stampa, delle proprie operazioni, e bastava leggere i feroci commenti  in coda alle parole dell’esecutivo sulla pagina Facebook di Musumeci per rendersi conto di quanto ciò fosse fuori luogo. La verità è sotto gli occhi di tutti: siamo gli unici, insieme alla Lombardia, in zona rossa. Se gli ospedali sono al collasso è soprattutto perché è stata trascurata completamente la medicina del territorio, che invece andava eretta a baluardo nella lotta al virus. Musumeci ha messo le mani avanti chiedendo la zona rossa perché sapeva che sarebbe arrivata, ma lo ha fatto solo per cercare di scaricare le sue responsabilità su Roma. Ha fatto male, tra l’altro, a chiedere una zona rossa generalizzata, penalizzando così anche centri dove il virus non è fuori controllo come nelle grandi città”. Probabilmente quella della Regione è una mossa che ci si sarebbe aspettati in precedenza in momenti anche più delicati. Allo stato attuale, però, risulta pressoché fuori luogo la polemica delle opposizioni che, in un momento estremamente preoccupante, dà l'impressione di puntare il dito senza contestualizzare a dovere.

 

 

 

 


Sicilia zona rossa: l'ordinanza

Sicilia zona rossa: l'ordinanza

La Sicilia sarà “zona rossa” dalla mezzanotte tra sabato e domenica (17 gennaio) per due settimane (fino a domenica 31 gennaio). Lo stabilisce l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che recepisce i contenuti dell’ultimo Dpcm e in linea con quanto deciso dal governo nazionale per l’Isola.
Alle regole previste dalla normativa nazionale per la “zona rossa”, nell’ordinanza del presidente Musumeci, d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, sono state aggiunte delle misure ancora più restrittive: non sarà consentito fare visita ad amici e parenti.
Per quanto riguarda le lezioni scolastiche, saranno in presenza i servizi educativi per l’infanzia (asili nido), la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado, come prevede il Dpcm, mentre per le altre classi si continuerà con la didattica a distanza.

«Ho appena firmato l’ordinanza con la quale si recepisce il Dpcm e quindi la condivisione che il ministro Speranza ha voluto fare della nostra richiesta di istituire in tutta la Sicilia la zona rossa – afferma il presidente Musumeci - I dati dei contagi sono allarmanti e purtroppo non c’è altra soluzione. Non si può giocare con la vita e la salute delle persone. Sul fronte scolastico torneranno a scuola i ragazzi delle elementari e della prima media. Per tutte le altre scuole di ogni ordine e grado varrà la didattica a distanza. Sono convinto che l’ordinanza senza le misure di vigilanza e senza le necessarie sanzioni rischia di essere inutile. Ecco perché rivolgo ancora una volta un appello ai prefetti e ai sindaci perché le forze dell’ordine e la polizia municipale possano essere mobilitate per questo tipo di attività».

RISTORAZIONE
Sospese le attività di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie). Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nonché, fino alle 22, la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dei locali.

MOBILITÀ
Divieto di entrata e di uscita dal territorio regionale, divieto di accesso e allontanamento dal proprio comune, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. Divieto di circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e privato, all’interno del territorio comunale, ad eccezione di comprovate esigenze di lavoro, per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria.
Diversamente da quanto previsto dal Dpcm, sono vietati anche gli spostamenti, una volta al giorno, verso una sola abitazione privata nei limiti di due persone per fare visita ad amici e parenti.
Vengono mantenuti i controlli per i passeggeri in arrivo nell’Isola (registrazione obbligatoria sul sito dedicato e tampone rapido).

ATTIVITÀ DIDATTICHE
In linea col Dpcm, svolgeranno attività didattica in presenza i servizi educativi per l’infanzia, la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Tutte le altre classi scolastiche e le Università continueranno con la didattica a distanza. Resta la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori e per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

ESERCIZI COMMERCIALI
Restano sospese tutte le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità. Aperti lavanderie, barbieri e parrucchieri, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.


No al Nucleare

No al Nucleare

Entro fine febbraio saranno pronte le motivazioni per sostenere la ferma contrarietà della Regione all’inserimento di quattro aree della Sicilia nella mappa nazionale dei siti di possibile stoccaggio di scorie radioattive.

Si è insediato stamane il Tavolo di lavoro che elaborerà le osservazioni. L’organismo – composto da quattro docenti delle Università dell’Isola, dai sindaci di Trapani, Butera, Calatafimi-Segesta, Petralia Sottana e Castellana Sicula, dalla presidente della commissione Ambiente all’Ars Giusy Savarino, presieduto dall’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, e coordinato da Aurelio Angelini, presidente della Commissione tecnico-scientifica di verifica dell’impatto ambientale – ha sessanta giorni di tempo dalla pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) per formulare le argomentazioni contrarie da presentare a Roma.

«Abbiamo tempestivamente dato vita a questo gruppo di studio formato da persone qualificate – dichiara il presidente della Regione Nello Musumeci – per mettere assieme le ragioni per le quali possiamo contestare la paventata previsione di ospitare il deposito delle scorie nucleare. Non servono battaglie campanilistiche o cieche contestazioni, ma confrontarsi con argomentazioni ragionevoli, con tesi inoppugnabili. Lo Stato ha il diritto e il potere di decidere quale sito utilizzare, se non si trova davanti a contestazioni fondate. Noi, invece, abbiamo sufficienti elementi per dimostrare che la previsione rimane del tutto irragionevole».

La Carta prevede la ripartizione in tre fasce dei 67 siti potenzialmente idonei sul territorio nazionale: la prima composta da 12 siti ritenuti “molto interessanti” la seconda di 11 siti definiti “interessanti” e, infine, una terza fascia costituita da 44 siti, ritenuti “meno interessanti” in cui rientrano i 4  siciliani, Trapani, Calatafimi-Segesta, Castellana Sicula-Petralia Sottana e Butera.

«Il gruppo di studio dovrà dimostrare sotto il profilo tecnico-scientifico come la Sicilia non possa essere sede del deposito unico nazionale per i rifiuti radioattivi – sottolinea l’assessore Toto Cordaro – Lo faremo con riferimento alle condizioni ambientali che conosciamo, lo faremo assieme ai sindaci dei territori coinvolti, agli specialisti dei quattro atenei, alla Commissione tecnico-specialistica di supporto all’assessorato Territorio e Ambiente e nei tempi previsti dalla legge, volendo dimostrare che la Sicilia deve continuare a essere terra di turismo e di accoglienza».

Le attività del comitato riguardano un’analisi puntuale dei quattro siti individuati, osservando i criteri che ne hanno determinato la scelta, per motivare le controdeduzioni. «Le criticità generali già rilevate – spiega il professore Angelini – riguardano il trasporto delle scorie radioattive che dovrebbe avvenire via mare e che rappresenterebbe un ulteriore aggravamento in termini logistici, l’alto grado di sismicità della regione e il fatto che alcuni dei siti individuati ricadono in aree geologiche di particolare interesse, fra cui il Geopark delle Madonie, indicato dall’Unesco».

Il prossimo passaggio, secondo il cronoprogramma definito oggi in sede di insediamento del comitato, sarà l’approfondimento della documentazione del Sogin. Il comitato fornirà al governo regionale le osservazioni da presentare entro il 4 marzo per scongiurare la scelta dei siti siciliani per lo stoccaggio.


Vaccinati tutti gli operatori del G.P. II

Vaccinati tutti gli operatori del G.P. II

 Completate giorno 13 gennaio 2021 le vaccinazioni Covid al personale sanitario dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa.  Inoculate n. 1050 dosi. Rimangono da vaccinare. 28 operatori per problemi legati ad altre patologie interferenti e contingenti. Saranno riprogrammate a breve. Il dott. Giuseppe Cappello che ha seguito, assieme al suo staff, tutte le operazioni della vaccinazione ha sottolineato che «sono in programma, altresì, le vaccinazioni riservate a operatori sanitari dell’Asp con maggiore rischio e pertanto da eseguire in ambiente protetto (ospedale). A giorni organizzeremo la vaccinazione per questi operatori». La campagna vaccinale anti Covid-19 intanto prosegue, ininterrottamente. Infatti, si è proceduto alla vaccinazione dei target vaccinali previsti dalle direttive Assessoriali, dando priorità al personale, medico infermieristico e socio-sanitario direttamente impegnato nell'emergenza epidemiologica ad oggi tutto vaccinato e successivamente a tutto il personale operante in Azienda a qualsiasi titolo (manutentori, consulenti, informatori scientifici e ditta di pulizia ecc).  Si sta procedendo alla vaccinazione degli operatori e ospiti delle strutture residenziali pubbliche e private, comprese le case di riposo che sono in totale n. 117 nel territorio di riferimento dell’Asp. Ed ancora, i MMG/PLS, personale convenzionato, cooperative impegnate nell'assistenza sociosanitaria anche a domicilio (SAMOT-Medicare, ecc.) e studenti/specializzandi universitari di tutte le classi di laurea delle professioni sanitarie.

L'individuazione dei target vaccinali relativamente agli ultra 80 anni e a seguire tutta      la collettività di riferimento, avverrà attraverso la condivisione con i MMG dell'anagrafica degli assistiti, anche tenendo conto degli anziani con ridotta mobilità. Si sta procedendo inoltre, a                        pianificare una piattaforma deputata alla prenotazione diretta da parte dei vari target vaccinali.

Si ricordano i punti coinvolti sono distinti in punti vaccinali ospedalieri e territoriali sono: Ospedali: PO Giovanni Paolo II di Ragusa; PO Maggiore di Modica e PO Guzzardi di Vittoria. Quelli Punti Vaccinali territoriali: 


UFFICIALE - Sicilia zona rossa

UFFICIALE - Sicilia zona rossa

Era nell'aria, adesso è arrivata l'ufficialità: la Sicilia sarà zona  rossa a partire da domenica 17 gennaio. A sancire il provvedimento sarà l'ordinanza che a breve verrà firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. Nelle scorse ora il Presidente della Regione Nello Musumeci aveva lanciato un appello in questa direzione al governo Nazionale, appello accolto e finalizzato a contenere con misure ancora più stringenti il diffondersi del virus. Con la Sicilia passano in zona rossa anche la Lombardia e la provincia autonoma di Bolzano. Intanto il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm con le misure per il contrasto all'emergenza Covid. La nuova stretta entrerà in vigore nelle prossime ore. Nelle giornate festive e prefestive saranno chiusi i negozi all'interno di mercati, centri, gallerie e parchi commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. Le lezioni per le scuole superiori torneranno in presenza ma solo al 50%, riapriranno i musei ma soltanto durante la settimana e sarà consentito, anche nelle zone rosse, far visita a parenti e amici una volta al giorno.


(VIDEO) Sicilia a rischio zona rossa

(VIDEO) Sicilia a rischio zona rossa

La Sicilia potrebbe diventare zona rossa. A riferirlo è stato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci: "Alla luce dell’aumento dei contagi, che è ulteriormente progredito rispetto alla scorsa settimana, abbiamo sottoposto al governo centrale la proposta di dichiarare per due settimane la “zona rossa” in Sicilia. L’istanza sarà valutata nella cabina di regia convocata per domani a Roma e, ove la nostra richiesta non dovesse essere accolta, prudenzialmente domani stesso procederò con mia ordinanza ad applicare le limitazioni previste per le “zone rosse” in tutte le aree regionali a maggiore incidenza di contagio, come peraltro richiesto da numerosi sindaci. Dobbiamo evitare che rimandare misure inevitabili ci costringa a restare chiusi quando il resto d’Italia riaprirà. Confidiamo nei ristori più volte sollecitati assieme ad altri presidenti di Regione al governo centrale e, soprattutto, nel comportamento rispettoso da parte dei cittadini. Una minoranza non deve condizionare la vita sociale ed economica della nostra comunità". Di seguito il video con le parole del presidente della Regione.
https://www.youtube.com/watch?v=Qm9y_OhMO74

 


Test rapidi per scuole elementari e medie

Test rapidi per scuole elementari e medie

Avviate le operazioni di screening per alunni e docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado in vista del possibile ritorno a scuola di lunedì, 18 gennaio.
Questo quanto prevede l'ordinanza del presidente della Regione Siciliana (n. 5 dell'8 gennaio) che ha l'obiettivo di monitorare l'andamento della diffusione del contagio da Covid-19 e, in base alle risultanze, valutare l'opportunità di ripristinare la didattica in presenza.
Da oggi e fino al 17 gennaio, i direttori delle Asp provinciali, in accordo con i sindaci dei Comuni, individueranno le sedi opportune in cui eseguire i tamponi. In particolare, nei drive saranno previsti dei percorsi preferenziali per alunni e docenti. I risultati del monitoraggio saranno poi trasmessi al Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico.

A Ragusa 25 casi nelle ultime 24 ore

A Ragusa 25 casi nelle ultime 24 ore

Sono 774 i positivi (25 nelle ultime 24 ore) al Covid - 19 in provincia di Ragusa, di cui 732 in isolamento domiciliare, 29 ricoverati in ospedale e 13 nella RSA Covid dell’ospedale Maria Paternò Arezzo. Il dato è aggiornato a giovedì 14 gennaio. Di seguito i positivi per ciascun comune: 22 Acate, 24 Chiaramonte Gulfi, 745 Comiso, 6 Giarratana, 12 Ispica, 126 Modica, 2 Monterosso Almo, 29 Pozzallo, 180 Ragusa, 15 Santa Croce Camerina, 31 Scicli, 195 Vittoria. Questi invece i dati relativi ai ricoveri nei vari ospedali iblei: 20 al Giovanni Paolo II (16 nel reparto di Malattie Infettive, 4 in Rianimazione) e 9 nell’area Covid dell’ospedale Guzzardi di Vittoria.


2 milioni di motivi per sostenere la scuola

2 milioni di motivi per sostenere la scuola

La scuola è una risorsa, la scuola è presente, è futuro e rappresenta una priorità per i giovani e non solo. Il settore, come tanti altri, ha accusato il colpo inferto dalla pandemia e allo stato attuale la scuola figura come uno dei nodi più intricati da risolvere nell'ottica del contrasto al virus. Non solo Covid, però, e in tal senso è da sottolineare l'impegno della Regione Siciliana, che ha disposto lo stanziamento della somma di 2.5 milioni di euro da destinare alla promozione dell'apprendimento, di attività educative e della cultura scientifica. L’assessorato regionale dell’Istruzione ha infatti dato il via libera a una serie di contributi destinati al mondo della scuola, della formazione professionale e dell’associazionismo. Un milione e 772 mila euro sono destinati ad associazioni, fondazioni ed enti individuati col bando della cosiddetta ex tabella H (oggi articolo 128 della legge regionale 11 del 2010), titolari attività seminariali e convegnistiche, corsi di eccellenza, ricerche educative e iniziative laboratoriali. Queste, anche la modalità a distanza, riguarderanno argomenti di interesse generale: dalle competenze sui nuovi saperi alla diffusione della cultura della legalità e del rispetto dell'ambiente, dalla proposta di nuove tecniche espressive all'internazionalizzazione dei processi di conoscenza. I contributi, indirizzati a 22 enti, variano da un minimo di alcune migliaia di euro fino a un massimo di circa 330 mila euro e riguardano iniziative distribuite sull'intero territorio regionale.

 
In collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale e con il dipartimento di Scienze pedagogiche dell'Università di Palermo, sono stati finanziati anche due progetti sperimentali su scala regionale. Il primo, denominato “Natural Moving” e del valore di 174 mila euro, punta all’aggiornamento dei docenti della scuola dell'infanzia e del ciclo elementare in materia di educazione motoria, con particolare riferimento alle attività rivolte ai bambini portatori di disabilità e con bisogni educativi speciali. Il secondo, finanziato con 221 mila euro ed esteso anche all'Università Kore di Enna, è strettamente connesso alla pandemia in corso e prevede una diffusa azione di tutorato e di sostegno all'apprendimento, rivolta a tutti quegli alunni delle scuole elementari e medie che, non avendo potuto fruire al meglio della didattica a distanza nel corso del 2020, si trovano oggi in condizioni di ritardo educativo. Nella prima fase, le scuole selezionate, prevalentemente nella Sicilia occidentale, saranno 43 e le attività coinvolgeranno direttamente i laureandi dei corsi universitari di Formazione primaria che, nelle vesti di tutor e in accordo con i docenti delle scuole, garantiranno un’assistenza didattica supplementare e integrativa agli alunni in maggiore difficoltà. Dopotutto, specie, in questo momento, la scuola è più che mai una priorità. Pertanto, qualsiasi iniziativa finalizzata a migliorare il livello del settore non può passare inosservata.