Quale progetto per il futuro culturale di Ragusa?
Ci troviamo di fronte alla mancanza di un filo conduttore tra le iniziative espositive: “Dagli Egizi al pittore tardo barocco, la domanda politica rimane la stessa: qual è il disegno culturale che tiene insieme queste iniziative? Quale progetto ha in mente l’amministrazione Cassì per il futuro culturale di Ragusa?”
Pur accogliendo con favore l’annuncio, Mauro ha ribadito la necessità di andare oltre il singolo evento: “Il taglio del nastro è importante, ma serve un sistema che leghi le iniziative tra loro. La differenza è tra ospitare la cultura e costruire una politica culturale. Noi chiediamo di conoscere quale futuro l’amministrazione immagini per Ragusa, superando la logica degli eventi isolati” .
Mauro pensa ad una Fondazione culturale, una cabina di regia capace di unificare il patrimonio comunale, regionale, ecclesiastico e privato, garantendo una programmazione pluriennale . Non è male come idea a patto che le scelte vengano fatte puntando sul merito e le capacità piuttosto che alle raccomandazioni o all’intuito dell’amministrazione che fino ad ora è stato sempre smentito.
Interessante anche il progetto delle “residenze d’artista” nei palazzi storici sottoutilizzati, come Palazzo Cosentini, la Cancelleria e Palazzo Sortino Trono.
“Un patto intelligente tra città e creativi che, oltre ad arricchire il patrimonio, permetterebbe di destagionalizzare il turismo, portando flussi economici anche nei mesi invernali”, ha spiegato Mauro
Il Comune mette a disposizione gli spazi storici offrendo agli artisti un luogo dove poter studiare e creare. In cambio, la città non chiede denaro, ma valore: prime nazionali gratuite, spettacoli, mostre o la donazione di opere e installazioni che diventerebbero patrimonio permanente dei ragusani . Un’operazione che, se concentrata nei mesi invernali, favorirebbe la destagionalizzazione turistica: gli artisti, soggiornando in città per settimane o mesi, usufruirebbero di ristoranti, alberghi e negozi in un periodo dell’anno in cui il turismo tradizionale è solitamente assente, sostenendo così l’economia locale .
In risposta,

