I tagli alle province metteranno tutti in crisi.

I tagli alle province metteranno tutti in crisi.

scuola-tagliLa spending review rischia di portare al dissesto finanziario la gran parte dei Comuni, metterà a rischio la riapertura delle scuole (l'edilizia scolastica è gestita dalle Province) e "taglia" anche il diritto alla salute, dal momento che sottrae quasi 13 miliardi alle Regioni che si occupano, tra l'altro, anche della sanità. Comuni e Province oggi, e il leader della Cgil Susanna Camusso - per quanto riguarda i tagli che colpiscono la sanità - sono tornati a ripetere, in toni più che mai preoccupati, il loro dissenso di fronte ai tagli che il governo, con il varo definitivo, nei prossimi giorni, del decreto sulla spending review, si appresta a varare.

I sindaci domani alle 11 scenderanno in piazza a Roma, davanti a Palazzo Madama, per manifestare le proprie ragioni. "La sofferenza dei primi cittadini è forte, ed alta è l'aspettativa per l'appuntamento. Tutti comprendono la delicatezza e l' importanza del passaggio: la spending review, se approvata così come è, rischia di essere letale per molti comuni", spiega il presidente dell'Anci, Graziano Delrio. "La manifestazione di domani rappresenta una forma di 'resistenza democratica' da parte dei comuni d'Italia, fortemente preoccupati per le politiche decise dal governo, che rischiano di compromettere i diritti dei cittadini poiché costringono gli enti locali all'impossibilità di garantire l'erogazione dei servizi essenziali. Tradotto in parole semplici quanto drammatiche: la sospensione della Costituzione e della piena democrazia", sottolinea Luigi De Magistris, sindaco di Napoli. I sindaci, che domani saranno migliaia, incontreranno il presidente del Senato e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. Quest'ultimo, rispondendo al presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, che lamentava, in una lettera (resa nota dallo stesso Saitta), i tagli ai consumi intermedi delle Province, ha risposto senza mezzi termini: "Ho cercato invano di far cambiare quella norma. E' contraria a tutto quello che ho sempre pensato in materia di finanza locale. Speriamo che il Senato sia più saggio del Governo".  Proprio dalle Province, che oggi hanno incontrato i giornalisti in una conferenza stampa, è arrivato l'allarme più grave: "con questi tagli non siamo in grado di affrontare le spese per far partire l'anno scolastico nei 5000 edifici in cui facciamo manutenzione", dice il presidente dell'Upi, l'Unione delle Province Italiane, Giuseppe Castiglione. E c'é di più: "La metà delle Province andrà in dissesto, anzi, tecnicamente, lo siamo già". L'Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) si associa all'allarme lanciato dall'Upi: "E' a rischio - dice Roberto Gontero, presidente dell'associazione - la riapertura delle scuole paritarie". Le Province subiranno, a causa della spending review, un taglio di 500 milioni di euro per il 2012 e di 1 miliardo di euro per il 2013 perché il Governo considera come consumi intermedi un totale di 3,7 miliardi di euro. In realtà questa cifra include voci di bilancio delle Province che non sono consumi intermedi aggredibili, bensì servizi, dicono, in sintesi, Castiglione, Saitta e il presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza. I consumi intermedi sono stati ottenuti dal Governo prendendo la spesa corrente e sottraendovi le spese per il personale, quelle per gli interessi e per le funzioni obbligatorie ma il totale effettivo dell'ammontare dei consumi intermedi, escluse le spese per i servizi ai cittadini, è pari, per l'Upi, a 1,3 miliardi. "Parametrando 1,3 miliardi ai 500 milioni previsti dalla spending, il taglio reale che dovrebbe spettare alle Province - ragiona Castiglione - è pari a 176 milioni di euro per il 2012 invece dei 500 milioni previsti e 352 milioni di euro per il 2013 invece del miliardo previsto. Dunque il governo ha fatto male i conti". "Inoltre abbiamo 3 miliardi di mutui accesi presso la Cassa depositi e prestiti per manutenzioni delle strade e delle scuole. Sono capitoli impegnati che non possono essere improvvisamente tagliati", aggiunge Lacorazza.

L'entità complessiva dei tagli sarà di 15 miliardi, di cui 10,2 alle Autonomie, pari al 68%, mentre i tagli agli altri comparti dello Stato ammontano a 4,8 miliardi, pari al 32%. Nel quadriennio 2008-2011 la spesa corrente è diminuita del'1,97% per lo Stato, del 6,4% per le Province ma è aumentata dell'1,86% per le Regioni e dell'8% per i Comuni. Infine per i tagli alla sanità oggi a protestare è il leader della Cgil Susanna Camusso. "Anche nella sanità - dice - ci troviamo di fronte a tagli lineari che compromettono il diritto dei cittadini alla tutela della salute e a alle cure, mettendo in crisi i bilanci delle Regioni 'piu' virtuosé e il risanamento di quelle impegnate nei piani di rientro".

Articolo di Valentina Roncati su ansa .it


Benefici per la pesca a Scoglitti

Benefici per la pesca a Scoglitti

peschereccioIl sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, dopo avere appreso che, con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale degli interventi per la pesca dell’Assessorato regionale delle Risorse agricole ed alimentari, Rosaria Barresi, il Gruppo di azione costiera (Gac) ‘Ibleo’ era stato ammesso ai benefici previsti dal bando di attuazione della misura 1 del Fep “Sviluppo sostenibile nelle aree di pesca” del programma operativo 2007/2013, ha dichiarato che “tale inserimento costituisce un ulteriore risultato positivo dell’amministrazione comunale che rappresento in relazione a bandi regionali e a misure di finanziamento”.

“Ritengo un fatto assolutamente positivo – ha continuato il sindaco – che il Gac ‘Ibleo’, del quale è capofila il comune di Vittoria, sia stato ammesso ad importanti finanziamenti, finalizzati allo sviluppo del settore ittico, del suo indotto e dell’intero territorio. È il progetto che avevamo presentato mesi fa, esattamente nel mese di marzo 2012, allorquando abbiamo avviato la concertazione con i territori limitrofi e con il partenariato. Bruciando i tempi di partecipazione al bando, siamo riusciti a presentare un progetto che si è piazzato fra i primi in Sicilia. È l’occasione non soltanto per ringraziare i soggetti che hanno aderito al Gac ‘Ibleo’, ma anche per ringraziare coloro i quali ci hanno aiutato nella fase di progettazione e lo stesso Assessorato regionale per la celerità nella verifica dei requisiti di accesso al bando e nello stilare la graduatoria provvisoria. Siamo convinti che da ciò ne potrà derivare un importante sostegno al mondo della pesca ed alle zonecostiere, perché è una delle misure più importanti; da qui a qualche settimana avvieremo, ovviamente, la fase di concertazione con gli altri soggetti per dare esecuzione alle azioni previste nel Psl, una volta che sarà pubblicata la graduatoria definitiva. Intanto è un grandissimo risultato in termini di partecipazione a bandi”.

Fanno parte del Gac ‘Ibleo’ i comuni di Vittoria, Scicli, Santa Croce Camerina ed Acate, la Provincia Regionale e la Camera di Commercio di Ragusa e la Fiera Emaia; soci privati sono le associazioni di categoria del settore ittico Uncipesca, Unicoop pesca, Legapesca Sicilia, Agci Agrital, Federpesca, Associazione pescatori San Francesco, Coldiretti impresa pesca, Legambiente Sicilia, Confcommercio e Legacoop Ragusa.


Rinviato il processo a Lombardo e fratello

Rinviato il processo a Lombardo e fratello

raffaele-e-angelo-lombardo-560Rinviato al 9 ottobre il processo per l'imputazione coatta per concorso esterno all'associazione mafiosa e voto di scambio nei confronti del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e di suo fratello Angelo . Il processo riprenderà dal controesame del maggiore Lucio Arcidiacono dei carabinieri del Ros che ha condotto le indagini dell'inchiesta Iblis. L'ufficiale dell'Arma doveva essere sottoposto a contro interrogatorio nel processo per reato elettorale, che si celebrava davanti il Tribunale monocratico, che si è però concluso il 19 luglio dopo che i procuratori aggiunti Michelangelo Patané e Carmelo Zuccaro hanno contestato ai due imputati anche l'aggravante di avere favorito l'associazione mafiosa. Il presidente Michele Fichera si è dichiarato incompetente e ha restituito gli atti alla Procura che chiederà un nuovo rinvio a giudizio. Attualmente sono due i fascicoli 'paralleli' nati da stralci dell'inchiesta Iblis su Raffaele e Angelo Lombardo, con reati in qualche modo assimilabili come il voto di scambio e il reato elettorale aggravato dall'avere favorito l'associazione mafiosa. Per questo l'ipotesi accreditata, da fonti dell'accusa e della difesa, e che le due inchieste vengano riunite in un solo processo, ma questo, molto probabilmente, comporterà un allungamento dei tempi dell'udienza preliminare che si protrarrà fin dopo l'estate a meno di richiesta di riti alternativi.  Da livesicilia.it


Bisogna firmare

Bisogna firmare

raccolta firmeSiamo di fronte ad una scelta importante per la nostra vita futura. La provincia potrebbe non esistere più, in base ai dettami nazionali, e questo secondo molti osservatori indebolirebbe, eccome, l'intero sistema ibleo. Se ne sono accorti un pò tutti ma c'è un rischio,  tangibile, che le iniziative portate avanti da esponeneti di partiti possano essere considerate come inserite in progetti politici e quindi che possono essere appoggiate solo da chi appartiene a quel partito o corrente di partito. Nino Minardo ad esempio ci comunica che da giovedì 26 a domenica 29 luglio, nelle principali piazze della Provincia, saranno istallati gazebo per la raccolta di firme che costituiranno la petizione popolare della Gente Iblea a difesa della nostra identità. Minardo vuole  affermare con forza ed in modo sobrio quella che è un’identità che si fonda su secoli in cui la nostra provincia è stata modello da imitare e non può essere cancellata nella sua esistenza e in ciò che esiste, in ragione di risparmi tutti da dimostrare.  Si tratta dunque di  un momento propositivo e non solo di protesta e  le proposte o  le idee che verranno fuori dai gazebo e dalla petizione on line già cominciata con la creazione di un gruppo su Facebook denominato “Difendiamo la NOSTRA IDENTITA’”, saranno poi ‘trasformate’ in emendamenti che lo  stesso Minardo presenterà in Parlamento. Quindi attenzione non è una cosa del PDL che deve trovare d'accordo solo quelli del PDL e che stanno con Minardo. Questa è una inizitiva che coinvolge tutti noi soprattutto per dimostrare che non si pò, in barba ad ogni principio democratico, cancellare la rappresentanza della gente. Perchè bisogna far mente locale che in questo modo non si eleggerà più nessun rappresentante del territorio ma ci saranno delle nomine dall'alto che coopteranno, in un governo territoriale con poche prerogative, coloro che sono già stati eletti nei comuni. C'è anche il problema  del numero minimo dei comuni. La legge dice che ci vogliono almeno 50 comuni per mantenere una provincia. VI facciamo un esempio la provincia di Sondrio, anche lei destinata a scomparire, ha quasi 80 comuni ma non supera i 180.000 abitanti in tutto. Vuol dire che   i 12 comuni della provincia di Ragusa in proporzione sono delle metropoli. Quindi non conta la quantità ma la qualità avrebbero detto gli antichi. E ancora sii parla di decentare e dare tutto il potere ai comuni. Va bene per i grandi, i capoluoghi con  decine o centinaia di migliaia di abitanti ma i piccoli quelli con appena un migliaio di abitanti come faranno ad andare avanti senza lo scudo della provincia?. Insomma se qualcuno è in grado di rallentare questo processo di cancellazione delle province lo faccia per il bene di tutti. E noi, pubblico dobbiamo dare una mano andando a firmare ai gazebo in piazza.


Ma che provincia è?

Ma che provincia è?

PDLOGOPICCOLOE' stata presentata questa mattina in conferenza stampa l'iniziativa in programma venerdì 27 luglio alle ore 17,00 presso l'Hotel Miramare a Marina di Ragusa. Si tratta di un confronto aperto sulla drammatica situazione della Sicilia e di tutto il mezzogiorno d'Italia: la provincia di Ragusa tra recessione e sviluppo. A spiegare i contenuti della manifestazione il segretario provinciale Salvo Zago (il cui intervento aprirà i lavori), assieme a Giorgio Massari vice segretario provinciale, Giovanni Lucifora responsabile organizzativo del partito, Vito Piruzza tesoriere provinciale del partito. Il programma prevede gli interventi di Mariella Maggio (in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil), Giorgio Chessari (presidente Centro Studi Feliciano Rossitto Ragusa), Ettore Artioli (Consigliere Svimez), Mario Filippello (segretario Cna Sicilia) e Sergio D'Antoni (Responsabile Pd per il Mezzogiorno e vice presidente Commissione Finanze della Camera).

“Anche la provincia di Ragusa, una volta isola nell'isola – afferma Salvo Zago – sta vivendo un momento di congiuntura drammatica. L'agricoltura registra una crisi di mercato senza precedenti che si affianca alla stretta creditizia e alla sofferenza generata dal debito verso gli enti previdenziali. Il comparto industriale soffre di una ormai perdurante contrazione degli ordinativi e delle commesse a fronte di un continuo innalzamento dei costi di produzione legati alle fonti di energia e alla caduta della domanda per consumi. I ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle Pmi, hanno costituito un problema nel problema, trasformando molti investimenti in una pietra tombale sulla solvibilità aziendale ingessando i bilanci e contribuendo a pesanti indebitamenti. Naturalmente l'emergenza infrastrutturale e un'attenzione particolare sulla università in provincia di Ragusa. Le rivendicazioni della provincia di Ragusa, promosse da un ampio schieramento di forze tutte rappresentate nel Tavolo dello Sviluppo Ibleo, che comprende pure le Diocesi di Ragusa e di Noto, non riguardano la mancanza di “provvidenze” da parte dello Stato, in questo territorio da sempre sordo e assente, riguarda piuttosto il richiamo ai “doveri” inadempiuti dello Stato  verso un territorio che da sempre ha fatto riferimento solo ed esclusivamente sulle proprie risorse. La Questione Meridionale oggi è contenuta paradigmaticamente nella Vertenza Ragusa. Se muore Ragusa, muore qualunque prospettiva meridionalista, se vince Ragusa il Meridione d’Italia può contare su un modello di sviluppo alternativo. Per questi ed altri motivi l'iniziativa di venerdì a Marina di Ragusa. Un momento di confronto e di dibattito che il Partito Democratico di Ragusa sta organizzando, insieme ad altre iniziative, superando un ruolo “di parte” per coinvolgere al meglio le istituzioni e le rappresentanze sociali e produttive del territorio verso la risoluzione delle problematiche”.


Non c'è pace... politica a Santa Croce.

Non c'è pace... politica a Santa Croce.

FrancaiuratoChe ci fosse “maretta” all’interno della coalizione che sostiene Franca Iurato neo sindaco di Santa Croce si era già palesato da alcune mezze frasi che qualche componente della maggioranza aveva rilasciato. Adesso il gruppo agricoltori, rompe gli indugi e forma un nuovo gruppo “Sviluppo Camarinese”. Una posizione critica a pochi giorni dall’approvazione del bilancio di previsione. Impegni disattesi alla base dei contrasti:  “”Abbiamo condiviso questo progetto politico –dice Guglielmo Occhipinti, portavoce del costituendo gruppo perché sospinti e incoraggiati da alcuni amici come Giovanni Di Bari, Giansalvo Allù, Maria Giovanna Fidone , Fabrizio Arestia. Queste figure, per noi determinanti per la vittoria elettorale al fotofinish, sono venute meno e per questa ragione abbiamo deciso di fare un passo indietro  rispetto ad alcune posizioni. Restiamo, comunque, al fianco dell’amministrazione per gli impegni che il gruppo ha sottoscritto dinanzi agli elettori”. Tre i consiglieri comunali del costituendo gruppo “Sviluppo Camarinense”: Matteo Bellassai, Guglielmo Fidone e Salvatore Micieli, Due gli autonomi in consiglio Ignazia Agosta e Giovanni Puglisi, un'esponente dell’Mpa, Rosario Pluchino. Numericamente, il  partito democratico, ha perso pezzi consistenti della sua maggioranza. Restano “fedeli” al Pd solo Francesco Corallo, Lucia Cuciti e Mariula Zisa.  “Continueremo a sostenere il sindaco ,  dice Salvatore Micieli, capogruppo del movimento sviluppo camarinense – intendiamo portare avanti con dedizione quanto  promesso in campagna elettorale. Nostra intenzione è intraprendere azioni di coinvolgimento e di confronto con tutte le forze economiche e sociali  per il bene e lo sviluppo di Santa Croce”.   Intanto dibbiamo anche registrare una nota dell'ex assessore Giuseppe Pluchino che in merito alle dichiarazioni del Sindaco sulla situazione economica ha voluto precisare:  “Non c’è nessun buco nel bilancio del comune di Santa Croce Camerina” “Il sindaco Iurato, fa grande confusione in materia contabile, non distinguendo le sostanziali differenze tra bilancio di previsione da un lato e conto consuntivo dall’altro, per non parlare della terminologia contabile del tutto inappropriata quando afferma che ci sono buchi di bilancio e di disavanzo. Al 30 aprile del 2012,data dell’approvazione dei risultati di gestione, i conti del Comune risultavano in ordine. Nessun debito fuori bilancio e pieno rispetto del piano di stabilità. Il conto consuntivo registrava un avanzo di spesa di circa 229 mila euro tra accertamenti e riscossioni da un lato e impegni di spesa dall’altro. I dati sono pubblici e verificabili da tutti i cittadini attraverso le pubblicazioni degli atti amministrativi nell’albo comunale. Basta con le bugie e che  si inizi a lavorare seriamente partendo dall’approvazione del nuovo bilancio, senza impelagarsi in argomentazioni indifendibili. Questa è amministrazione carente sotto ogni profilo, a dimostrarlo è il giudizio pressocchè unanime della gente evidenziato quotidianamente anche dagli organi di stampa”.


Buon appetito amici...!!

Buon appetito amici...!!

AEROPORtobuonappetitoGli amici Toti Miccoli, Giacchi Angelo, Cirnigliaro Giovanni   dell'MPA di Vittoria hanno deciso di effettuare uno SCIOPERO DELLA FAME per l’immediata apertura dell’Aeroporto di Comiso. Loro sono  stanchi di essere MORTIFICATI come SICILIANI e soprattutto come Ragusani. Secondo il loro comunicato Il Governo e i Partiti che lo sostengono continuano a svendersi la Sicilia  e così fanno un appello ai cittadini della Provincia di Ragusa. Bisogna reagire scendendo nelle piazze e per le strade per difendere il Futuro che certamente potrà dare questa importante infrastruttura ai figli di questo territorio.  Così scrivono appunto i tre rappresentanti politici e se è vero che inizieranno uno sciopero della fame ad oltranza sarebbe il caso di chiamare i medici perchè sarà una cosa lunga, anzi lunghissima. Roba da morirci sopra, di fame si intende. Noi della redazione ci chiediamo come mai essendo l'aeroporto di Comiso sussidiario e a supporto di Catania la stessa società di gestione dell'aeroporto catanese non è riuscita a convincere l'Enav a svolgere il servizio, per esempio, per motivi di sicurezza e di protezione civile. Basta citare l'Etna e le sue eruzioni! Come è possibile che l'Enav non voglia fare assistenza al volo in un aeroporto già pronto che è di proprietà di un altro aeroproto che già paga il servizio?  Insomma non crediamo che basti un po di fame per sciogleire questi dubbi e trovare delle risposte soddisfacenti. Comunque grazie agli amici di prima e per rispetto della loro azione di protesta pubblichiamo l'intera nota che è stata inviata atutte le testate:

Siamo stanchi di essere mortificati e presi in giro da Governi Politici e Tecnici il cui unico interesse insiste a favore del Nord del Paese emassacra ogni legittima aspettativa di sviluppo del Meridione di Italia ed in particolare della Sicilia. Sono giorni questi in cui il cancro di tutta la crisi economica italiana pare essere la Sicilia, ci sono Partiti Politici Nazionali e Mass Media che non fanno altro che parlare degli innumerevoli sprechi della Sicilia, accusando la stessa di fare Assistenzialismo e di avere un elevato numero di dipendenti pubblici, di contro ci bloccano ogni infrastruttura fondamentale allo sviluppo economico che darebbe certamente l’imput all’iniziativa economica privata unica in grado di creare  occupazione per migliaia di siciliani.  L’Aeroporto di Comiso, l’Autostrada Ragusa-Catania, l’Autostrada Siracusa – Gela, segnata nelle cartine da almeno 30 anni e mai realizzata, la distruzione delle Ferrovie dello Stato…. queste rappresentano l’evidente disegno delle classi politiche che hanno governato l’Italia a danno della Sicilia, del Suo futuro e del Suo sviluppo. L’esempio per eccellenza è determinato dalla TAV al Nord e il Ponte sullo Stretto in Sicilia, mentre per il primo lo Stato, con l’avallo di quasi tutti i Partiti Nazionali, pur di realizzare l’opera avversata dalle comunità locali manda l’esercito, in Sicilia per il Ponte, che oltre ad essere stata come la TAV identificata come un’opera strategica per l’Europa e tra l’altro apprezzata e richiesta dalla maggioranza dei siciliani e dei calabresi, si fa di tutto per impedirne la realizzazione e per distarne i fondi!  Lo stesso sta accadendo per l’Aeroporto di Comiso, dopo aver speso milioni di euro di soldi pubblici e privati, nonostante le innumerevoli inaugurazioni, si fa circolare la voce che l’Aeroporto non è di interesse nazionale, forse è invece di Interesse Nazionale quello di Rimini, o forse quello di Forlì, o forse quello di Pisa o quello di Bergamo…, questi sono tutti aeroporti che distano solo qualche decina di km da importanti aeroporti quali quelli di Milano, Firenze, Bologna e ciò nonostante sono stati realizzati, sovvenzionati dalle tasse pagate anche dai siciliani ed hanno dirottato nei loro territori imponenti flussi turistici consentendone uno sviluppo economico rilevante.  Considerata la grave crisi economica che sta colpendo e mietendo giornalmente le imprese che sono costrette a licenziare quando non falliscono, crisi che sta colpendo tutti i settori: da quello agricolo a quello artigianale, da quello industriale a quello turistico di tutta la Provincia di Ragusa, e ritenendo fondamentale e non più procrastinabile l’apertura dell’aeroporto di Comiso, non volendo più attendere passivamente gli eventi, decidiamo di attuare una manifestazione di protesta “SCIOPERO DELLA FAME” che ci vedrà coinvolti, in prima persona e ad oltranza, per ottenerne l’apertura! Pertanto,facciamo APPELLO

Al Presidente della Regione Sicilia On. Raffaele Lombardo di portare al tavolo della discussione con in Presidente del Consiglio Mario Monti la questione “apertura immediata dell’aeroporto di Comiso”. 

Inoltre, ci rivolgiamo a tutti i cittadini della Provincia Regionale di Ragusa, delle Province limitrofe, alle Istituzioni, agli Imprenditori, alle forze sociali e a tutta la classe Politica (di qualsiasi partito e a qualsiasi livello) di unirsi, ognuno con i propri mezzi, in questa importante protesta di difesa del territorio e delle legittime aspettative di sviluppo che avrà inizio lunedì 23 luglio c.a. dalle ore 10:00 davanti l’ingresso dell’Aeroporto di Comiso a ridosso della strada provinciale Vittoria – Svincolo Ragusa Catania.    
                                                                   

                                                 


E Scarso pensa di ricorrere alla Corte Costituzionale

E Scarso pensa di ricorrere alla Corte Costituzionale

scarsoIl Consiglio dei Ministri ha definito i criteri per il riordino delle Province in Italia stabilendo che resteranno in vita gli enti con almeno 350 mila abitanti e con 2500 km quadrati di superficie avviando un iter normativo che dovrebbe concludersi entro il 2012. Questa scelta del Governo italiano ‘stride’ con le determinazioni dell’Assemblea Regionale Siciliana che con la legge 14/2012, oltre a commissariare le Province di Ragusa e Caltanissetta, ha stabilito di legiferare sul riordino delle Province entro la fine dell’anno fissando funzioni e competenze. Intrecci legislativi e normativi tra Stato e Regione che non aiutano a delineare il futuro di un Ente intermedio come la Provincia.

Sull’ultima decisione del Governo Nazionale interviene il commissario straordinario Giovanni Scarso: “Avevo esplicitato già nei giorni scorsi la mia posizione, dichiarandomi contrario all’accorpamento con la provincia di Siracusa. L’ennesima decisione del Governo sul riordino delle Province contribuisce a creare confusione e persevera nella violazione dialcuni principi costituzionali come quelli che prevedono che lo Stato riconosca e conferisca agli enti territoriali locali funzioni di amministrazione attiva (articoli 114, 117 e 118 Cost.). Nell’insistere con lo svuotamento funzionale delle Province – per di più con un atto legislativo eccezionale ma di rango ordinario - si appalesa un attacco reiterato all’assetto costituzionale e territoriale della Repubblica quale quello fissato dall’art. 5 Cost., laddove il principio di riconoscimento, secondo la lettura che ne dà la teoria della garanzia istituzionale di matrice ibero-germanica e che in Italia trova riscontri giurisprudenziali costituzionali a partire dalla fine del secolo scorso, sta a significare la presa d’atto, l’assunzione di un limite da parte del legislatore financo costituzionale che “lo Stato non può lecitamente sottrarre competenze alle autonomie locali al punto da renderne irriconoscibile la rispettiva identità”. E su quest’aspetto credo che ci siano i presupposti di una nostra iniziativa per un eventuale ricorso all’Alta Corte.  Questo è un aspetto, poi vi è l’aspetto anche questo incostituzionale su cui dovrebbe muoversi soprattutto la Regione Siciliana che il decreto legge del Governo Italiano è in contrasto con l’articolo 15 dello Statuto Siciliano. Quindi ci sono argomenti straboccanti sul piano giuridico per ribadire il no all’accorpamento della Provincia di Ragusa con altre province, restano poi gli aspetti culturali ed economici che non sono secondari sull’identità del nostro territorio rispetto a Siracusa e ora addirittura a Catania”.

Giovanni Scarso esprime preoccupazione per queste notizie che hanno un effetto devastante nei confronti dei cittadini che stanno perdendo i loro riferimenti istituzionali.

“Se apprezzo e condivido pienamente i tentativi del Governo nazionale di diminuire la spesa pubblica in questi tempi difficili di crisi globale, non posso condividere l’ipotesi dell’eventuale e irrimediabile perdita dell’identità e dell’orgoglio “ibleo”. In un passato non così lontano, 85 anni fa per la precisione, è stata istituita la provincia di Ragusa, distaccando una parte del territorio dalla Provincia di Siracusa, perché quest’ultima non era in grado di rispondere con la dovuta attenzione, alle specifiche esigenze del mondo agricolo ed industriale di questo territorio confinante con la provincia di Caltanissetta. Un accorpamento irrazionale e fatto solo sulla fredda regola dei numeri sarebbe indubbiamente un atto antistorico ed impopolare, che penalizzerebbe il lavoro quella popolazione ragusana estremamente ligia al proprio dovere civico e che, a fatica, ha costruito la sua identità grazie alla sua intraprendenza e laboriosità nel campo produttivo e culturale”.

 

 


Crocetta in veste elettorale: Lombardo? non lo conosco

Crocetta in veste elettorale: Lombardo? non lo conosco

RosarioCrocettaRiguardo alle dichiarazioni rilasciate dall’onorevole D’Alia contro di me su Live Sicilia, vorrei partire dall’ultima “ non siamo nati ieri”. Infatti, caro onorevole D’Alia, sono perfettamente convinto che tu non sia nato ieri. E proprio perché non sei nato ieri, sei stato a tua volta prima uomo di Cuffaro e poi di Lombardo, contribuendo a farlo eleggere e a tenere in carica il suo governo fino all’anno scorso”. Lo dichiara Rosario Crocetta, eurodeputato del Partito Democratico e candidato alla presidenza della regione Sicilia. “La mia candidatura continua - è nata da sola, ed è una candidatura che trova un consenso tra le persone. Lei mi vuole portare all’abbraccio con Lombardo, in modo da vantare la tua discontinuità, solo che prima che fossi tu a dire che bisognava mandare a casa Lombardo, la rottura col governo Lombardo l’avevo già fatta io. Quindi non hai assolutamente i titoli né morali né politici per attaccarmi. Nella mia vita io sono stato sempre autonomo e non mi sono neppure permesso di offenderti, cosa che tu invece fai, per riacquistare una nuova verginità politica. I cittadini però sanno distinguere molto bene e sanno leggere il mio presente e il mio passato e credo anche il tuo. Il passato tuo e del tuo partito, che ha condiviso sette anni di governo con Cuffaro – aggiunge Crocetta - non avendo mai nulla da ridire su una delle gestioni più massacranti che abbia visto la Sicilia. Per quel mi riguarda, io vado dritto per la mia strada, anche perché del beneplacito dei salotti romani che tu cerchi disperatamente, io non ne ho bisogno. Ho un grande sostegno popolare che, sono sicuro, porterà una rivoluzione e un cambiamento radicale. D’altra parte quanto tu ami la Sicilia, lo si è visto in questi giorni, quando ha richiesto il commissariamento. Arrivi persino ad auspicarti che il governo Lombardo rimanga ancora in piedi, in modo tale che possa scaldare gli animi attorno alla tua candidatura. Sappi che per quel che mi riguarda, - conclude Crocetta - io sono pronto adesso, ad agosto, a settembre, a ottobre e pure ad aprile prossimo a correre per le elezioni e, sicuramente, non mi farò intimidire da te”


No Triv a Scoglitti

No Triv a Scoglitti

notravPer la manifestazione organizzata al porto di Scoglitti (Vittoria) da Agci Agrital, Legacoop Pesca e Greenpeace, si sono riuniti per la prima volta la Regione, numerosi sindaci della costa della Sicilia Meridionale e associazioni di categoria per siglare un patto contro le trivelle nel Canale di Sicilia. Da qui parte l’iniziativa di un coordinamento sul territorio a tutela del mare e delle economie locali ad esso legate. Il prossimo appuntamento sarà a Sciacca il 27 luglio per coinvolgere anche i sindaci dei comuni più settentrionali.

Ad oggi sono ventinove i sindaci che hanno sottoscritto l’Appello di Greenpeace [1] per chiedere al Ministero dell’Ambiente di fermare le trivelle e tutelare il Canale di Sicilia con l’istituzione di una ZPE (Zona Ecologica Protetta) sul modello di quanto già fatto per il mar Ligure e il mar Tirreno. Insieme a loro le principali associazioni di categoria e l’Assessore Regionale all’Agricoltura e Pesca, Francesco Aiello, che ha deciso di sostenere l’iniziativa e portare la questione all’attenzione del governo regionale e nazionale. «Con la corsa alle trivellazioni, è a rischio la vita di una civiltà millenaria. Troppe volte abbiamo lasciato che venisse distrutto il nostro territorio: è ora di prendere una direzione diversa» – ha dichiarato Aiello. Significativi anche gli interventi dei sindaci di Licata, Noto, Porto Palo di Capopassero e del vicesindaco di Ragusa, che hanno tutti ribadito l’importanza delle amministrazioni locali nel tutelare gli interessi del territorio e combattere insieme le minacce che lo mettono a rischio.

«Oggi è un giorno importante: al di là delle barriere e degli schieramenti, siamo riusciti ad unire soggetti profondamente diversi per tutelare l’interesse di un bene comune – dichiara Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia. - Questa iniziativa non si ferma qui: adesso è importante che questo coordinamento locale si allarghi e diventi una realtà per portare il nostro messaggio forte e chiaro al ministero dell’Ambiente» - conclude Giannì. 

Sono intervenuti ed hanno firmato l’appello anche: il sindaco di Vittoria, il vicesindaco di Butera, l’assessore del Comune di Acate, l’assessore all’Agricoltura del comune di Scicli, i rappresentanti del Consorzio di ripopolamento ittico di Agrigento e Siracusa.