Uniti per la Provincia

Uniti per la Provincia

Il dibattito di questi giorni, apertosi a seguito del provvedimento governativo nazionale che prevede la soppressione della Provincia di Ragusa, e la sua conseguente incorporazione nella Provincia di Catania, trova Confindustria Ragusa – dichiara il suo Presidente, Ing. Enzo Taverniti – in posizione decisamente contraria a un provvedimento che riteniamo ingiustificato, arbitrario e dannoso per la storia futura e per l'economia e il lavoro dell'intero territorio ibleo.

 

TavernitiIl provvedimento è anzitutto ingiustificato, perché – spiega Taverniti - non si cancellano con un colpo di spugna province sane e prosperose, efficienti e dinamiche, che dall'autonomia amministrativa hanno saputo nei decenni ricavare spazi di buona amministrazione e di preziosa supplenza rispetto all'evidente disattenzione dello Stato e della Regione nei confronti di un territorio già penalizzato dalla sua perifericità geografica e politica. Sarebbe stata equa e comprensibile una scelta che mantenesse tutte le province, contenendo gli sprechi di quelle non virtuose, ovvero ne prevedesse una integrale sostituzione con l'istituto dei liberi Consorzi fra Comuni, che era stato peraltro opportunamente concepito quale alternativa democratica di contenimento della spesa nel mantenimento del valore costituzionale delle autonomie locali.

 

Il provvedimento è altresì arbitrario, - aggiunge il Presidente dell'Associazione degli Industriali iblei - poiché fissa parametri di salvataggio, come la mera dimensione territoriale e la popolazione residente,  che sono privi di una logica chiara e funzionale. La scelta originaria, che garantiva le province con più di 300 mila abitanti, compresa Ragusa, è stata poi modificata e innalzata a 350 mila abitanti, se non per pura casualità, per ragioni di esclusiva contabilità di Stato, che nulla hanno a che vedere con la razionalità dell'organizzazione democratica del territorio secondo logiche di reale efficienza ed efficacia amministrativa, e di coerenza identitaria ed economica con le vocazioni oggettive dei diversi territori.  

 

Il provvedimento è infine dannoso – conclude Taverniti - per il futuro complessivo, e non solo economico e occupazionale, dell'area iblea. I parametri di salvataggio nulla prevedono, infatti, riguardo a quello che avrebbe dovuto essere il criterio principe per una valutazione circa l'opportunità di mantenere in vita una provincia, ovvero la sua dimostrata capacità di gestione sana ed equilibrata delle risorse pubbliche ad essa destinate. Nessuna distinzione fra province virtuose e province inefficienti. Nessuna considerazione per gli effetti veri e reali degli eventuali accorpamenti, che nel caso nostro porterebbero gli attivi della provincia iblea, piccoli in assoluto  ma significativi in relazione alle sue dimensioni, a compensare (solo) una parte dei passivi generati dagli sperperi altrui.

 

 

 

Si è chiesto, il Governo nazionale, se la scomparsa della Provincia di Ragusa produrrebbe davvero un risparmio o, piuttosto, non contagerebbe la mala gestione altrui anche a un territorio finora virtuoso? Si chiederà il Governo regionale, quando sarà chiamato a recepire la norma nazionale, se sia  conveniente per la finanza pubblica, e per il ruolo che una popolazione onesta e laboriosa potrebbe ancora svolgere nella sua autonomia per la crescita del contesto siciliano, subire le scelte deliberate a Roma senza fare un uso lungimirante del suo Statuto speciale?

 

Confindustria Ragusa, per le ragioni sopra esposte, contesta i contenuti del provvedimento nazionale, e sollecita le rappresentanze politiche e istituzionali e le parti sociali della provincia di Ragusa ad unirsi nel collaborare per impedire l'ennesima spoliazione del nostro territorio e per evitare a Ragusa e alla sua provincia l'umiliazione e il danno di un triste destino di periferia delle periferie.


No alle trivelle nel canale

No alle trivelle nel canale

piattaforma trivella mare N Un ordine del giorno per dire no alle trivelle nel mare siciliano. L'atto di indirizzo e' stato presentato in Giunta dall'assessore regionale per le Risorse agricole ed alimentari, Francesco Aiello, ed e' stato condiviso dal collega al Territorio e Ambiente, Alessandro Arico'. Il documento impegna la Giunta a chiedere al Governo nazionale "il blocco temporaneo e immediato di tutte le autorizzazioni per progetti di ricerca e perforazione off-shore, comprese quelle la cui istruttoria risulta ad oggi in itinere, in attesa di una celere e puntuale regolamentazione della materia". Nella nota, inoltre, Aiello sollecita "la rapida istituzione anche nel Canale di Sicilia di una Zona di Protezione Ecologica, cosi' come nel mar Ligure e nel mar Tirreno, che permetta di applicare a questa importante area marina, le norme dell'ordinamento italiano e del Diritto dell'Unione Europea in materia di protezione degli ecosistemi marini, comprese quelle relative ai Siti di Interesse Comunitario".

Altri due punti inseriti nell'ordine del giorno riguardano "la definizione dei Siti di Interesse Comunitari ai sensi della direttiva Habitat per tutelare aree marine di rilevante pregio ambientale nelle acque territoriali nel Canale di Sicilia" e "la regolamentazione piu' puntuale della materia di autorizzazioni e concessioni delle trivellazioni, compresi i sondaggi, finalizzato ad una piu' adeguata qualificazione delle capacita' tecniche economiche e finanziarie delle imprese proponenti, compreso l'adeguamento dei canoni di concessione e delle royalties a carico delle imprese concessionarie".


Riflessioni sulla movida

Riflessioni sulla movida

movida notturna

Ci scrive in redazione il dott. Peppe Cuzzilla laureato in Scienze turistiche ed imprenditore nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento. Vuole intervenire anche per l’esperienza che ha maturato negli ultimi anni lavorando proprio per quei locali che sono stati al centro dell’attenzione prima della questura e poi dei media a causa della  musica e della movida contestata.

Parlo di Marina di Ragusa perché ci vivo e ci lavoro e anche perché è il centro marittimo del capoluogo di Provincia, motivo per cui , in teoria, dovrebbe esserne anche il centro turistico più grande … invece attualmente è solo il più grande centro di villeggiatura della Provincia.

Io non sono il solito giovanotto che parla perchè la sera vuole casino e si vuole divertire fino all’alba, ma uno che parla di turismo in generale e che fa alcune riflessioni senza attaccare nessuno, ma gradirei almeno che queste fossero ascoltate.

Villeggiatura e turismo sono 2 cose che si annullano a vicenda quasi del tutto. Non è facile che coesistano.

Ma dobbiamo essere noi giovani a darci una mossa:  Facciamoci sentire, non con stupide parole o manifestazioni, ma con proposte serie e risolutive. Invece di criticare inutilmente e portare avanti battaglie perse in partenza, aiutiamo le generazioni che ci precedono a risolvere i problemi con innovazioni che mirino davvero a soddisfare ed accontentare tutti.  Siamo più avanti,dimostriamolo aiutandoli perché bisogna coinvolgere anche chi ci governa localmente.

 Che intenzioni hanno? Giusto per sapere come mi devo organizzare la vita e non per criticare e basta. Per Marina di Ragusa quale è il futuro?  Si vuole che continui ad essere la meta delle ferie/relax del ragusano, che fa la spesa al supermercato, va a mare e poi esce la sera per il gelato? Ok, nulla da obiettare, ma lo  si dica apertamente ed una volta per sempre! E’ inutile continuare a dare licenze per locali notturni, fare investire le persone e poi non farle lavorare e non solo, multarle trattandole come delinquenti.

Non è giusto dire “che se ne possono andare da Marina”, è sbagliato, ci si doveva pensare prima di dare le licenze.

Ed un piccolo appunto alche al villeggiante. La colpa non è sua,  al limite, ma di chi vuole accontentare tutti e non accontenta nessuno. Marina di Ragusa purtroppo non è stata pensata per il turismo come San Julian a Malta o Rimini in Emilia  per cui è tardi per cambiarla radicalmente, ma si può fare qualcosa per adeguarla senza rovinare l’esistenza a nessuno, portando solo benefici a tutti.

Progettiamo una grande zona per lo svago ed il divertimento e facciamo in modo che i turisti arrivino davvero e soprattutto si divertano e si trovino bene per ritornare..

Il turista  ha esigenze variegate: c’è che vuole il relax e nulla più, ma vuole anche dei buoni servizi a prezzi competitivi. C’è chi vuole rilassarsi e vuole divertirsi allo stesso tempo, magari, in un bel parco acquatico o noleggiando uno scooter d’acqua piuttosto che andando in discoteca, o portando  il figlio al lunapark o a pescando  in barca..o perché no? In un elegante night club …

Noi cosa abbiamo di tutto questo …? Il mare, e poi? Solo che il mare ce l’hanno tutti ..Dobbiamo ritagliarci la nostra fetta di mercato, ma lo dobbiamo volere veramente tutti. È per il bene di noi giovani, dei nostri e vostri  figli.

Purtroppo bisogna anche dire che noi facciamo ben poco per attrarre questi flussi  turistici:  l’offerta, dicevamo,  deve essere variegata il turista deve poter scegliere la vacanza che preferisce, grazie a Dio arte cultura storia ed enogastronomia ce le abbiamo già quindi ci vogliono i servizi, la quiete , lo svago, i divertimenti e la notte, se vogliamo che il “giocattolo” funzioni .

Invece costruiamo  solo villette in terreni di destinazione alberghiera con la conseguenza che in verità  nessuno investe nel turismo!

Almeno pensiamo a riorganizzare Marina: via il disturbo della quiete dal centro, basta dare licenze per locali notturni e poi assassinarli con normative e verbali, lasciamo quindi anche in pace i villeggianti, che ripeto, non sono turisti!!!Bisognerà per forza pensare ad  una zona,  magari non a Marina, adibita allo svago dove poi servizi nasceranno di conseguenza  in un luogo strategico che non disturbi, dotata di parcheggio, taxi, alcool test, locali, parco acquatico, sala giochi, cinema e discoteca autorizzata.

Così si possono cambiare le normative: basta musica in centro dopo la mezzanotte, lasciamo i ristoranti e la quiete e spostiamo la notte e lo svago, possibilmente vicino al porto turistico e consentiamo di investire altrove, ma consentiamo con lo scopo di far lavorare senza specularci e di fare venire gente a trovarci. E soprattutto occorre stare tutti un po’ più tranquilli, dalle forze dell’ordine al singolo cittadino!!! Vivi e lascia vivere nel rispetto reciproco!!!

Basterebbe investire e finanziare e crederci veramente. È la soluzione a tutti i problemi.

Se non si fa qualcosa in tal senso, toccheremo il fondo anche a Marina di Ragusa, come per Marina di Modica, Sampieri e tutto il resto, zone morte e sepolte da tempo.  


Dar da mangiare agli affamati! Pistorio visita Cirnigliaro

Dar da mangiare agli affamati! Pistorio visita Cirnigliaro

pistoriocomisoCirnigliaro e Giacchi continuano la loro "parca" lotta in nome dell'aeroporto di Comiso. Intanto siamo già  al 5° giorno e non c'è nessuna novità almeno per quanto riguarda il fronte delle istituzioni romane.  Tutto tace soprattutto in tempi di spread a nessuno interessa Comiso. Tra l'altro basta leggere l'articolo della nostra rete nel settore economia ( 70 milioni per lFontanarossa) per rendersi conto che la Sac con l'Enav, l'Enac e i vari ministeri ci bazzica quotidianamente ma solo per i propri problemi. Dunque se Cirnigliaro sciopera e rischia di sentirsi male non è una questione che può interessare a quello che, a detta loro, è il più grande aeroporto del mezzo giorno. Almeno, però, Cirnigliaro incassa la solidarietà delle itituzioni locali. Prima la prefettura con la visita della dott.ssa Caruso  vice  della Cagliostro e poi il Commissario Scarso che da compaesano di Giacchi e Cirnigliaro ha voluto mostrarsi a completa disposizione In verità la Prefettura avrebbe fatto pressioni affiche Cirnigliaro decidesse di soprassedere in questa azione senza speranza. Ma lui, pur evidentemente debilitato, ha rifiutato sdegnosamente assicurando che andrà avanti fino alle estreme conseguenze. Un po' troppo considerando  poi che se di Comiso non frega niente a nessuno perchè si dovrebbe rischiare di persona? Inoltre bisogna anche dire che i termini della questione sono ben diversi dalla fase propagandistica. Va bene chideersi perchè una struttura del genere, già pronta non possa partire ma caricare l'intero sviluppo economico della provincia su un aeroporto che, sappiamo tutti, avrà bisogno di almeno 5 anni per non andare in perdita è un pò troppo.  Infine nel pomeriggio è arrivato Pistorio uno dei massimi esponeneti del partito di Lombardo. Pistorio è uno pronto a fare "casino" e forse questa sua venuta a Comiso potrebbe servire per portare la protesta in altra sede. IL senatore ha fatto questa dichiarazione: "Non si puo' arrivare alla piu' colpevole omissione, da parte del ministero all'Economia che continua a non autorizzare la sottoscrizione della convenzione con l'Enav. Annuncio sin da adesso che non votero' la fiducia al Governo Monti sulla spending review al Senato. Questo governo, da un lato taglia e dall'altro si rende responsabile di gravissime inadempienze verso il Sud e la Sicilia per cronici pregiudizi che negano diritto allo sviluppo. Il caso di  Comiso e' emblematico di un atteggiamento verso l'Isola.   Questa infrastruttura andava bene quando la Sicilia era teatro di guerra, ora che e' stata convertita ad usi civili viene bloccata perche' del nostro sviluppo non interessa nulla al sistema politico ed economico centralista".  Comunque chi scrive queste righe volgerebbe l'atetnzione più vicino, proprio dopo aver letto il pomposo comunicato della SAC dove si sprecano i milioni, 600 e passa in qualche anno, e si parla di Enac come se fosse un compagnetto di classe. Nella foto vedete Pistorio a Comiso ed il senatore in serata andrà poi a Ragusa ad incontrare gli esponenti dell'MPA in vista della tenzone elettorale. L'MPA sarà probabilmente priva del suo vate e "duce" e bisognerà far capire agli adepti chi farà le veci di Raffaele e con quale imprimatur. Non è facile !


La Provincia al verde. Scarso "incavolato" scrive a Napolitano e Monti

La Provincia al verde. Scarso "incavolato" scrive a Napolitano e Monti

SCARSO-RAGUSAConferenza stampa questa mattina del Commissario della provincia. Tema dell'incontro la difficlissima situazione finanziaria dell'ente che in pratica rischia di non poter onorare alcuni impegni precedentemente presi. Ad esempio la questione università. Se viene confermato l'atteggiamento dell'ateneo catanese che insisite nel richiedere, anche per vie legali, il pagamento del pregresso, nonostante  tutti sanno che gli enti pubblici, come il comune e la provincia, non hanno  tali disponibilità, si rischia veramente di dover rinunciare a questo servizio d'eccellenza. Infatti nei bilanci non ci sono i fondi necessari e quindi sarà obbligatoria la rinuncia. Lo stesso dicasi per tanti altri servizi. La provincia nel bilancio appena approvato ha davvero  cancellato ogni spesa inutile ma tutto questo non basta anche considerando le previsioni che, per questo ed il prossimo anno, parlano di 2,5 milioni di euro in meno agli enti locali e quindi per la provincia qualcosa come una decina di milioni di euro. Per l'avvocato Scarso dunque è gioco forza tagliare su tutto e chiudere le porte della provincia a qualunque richiesta di patrocinio o contributo. La parola d'ordine dunque è ridurre le spese ad oltranza e sperare nel governo Monti che possa rivedere alcune sue decisioni assolutamente azzardate. Al termine della  conferenza stampa l' Avv Scarso ha distribuito ai giornalisti  presenti la copia della lettera che ha inviato al Presidente della repubblica, a Monti ed ad altre importanti cariche dello stato.  Si tratta di alcune dure riflessioni  sulla vicenda dell'abolizione di alcune province cosa che in Sicilia stride fortemente con lo statuto e quindi con la legge in vigore. Ecco il testo:  Il Consiglio dei Ministri ha definito, nell’ultima riunione dl 20 luglio c.m., i criteri per il riordino delle Province in Italia stabilendo che resteranno in vita gli enti con almeno 350 mila abitanti e con 2500 km quadrati di superficie avviando un iter normativo che dovrebbe concludersi entro il 2012. Questa scelta del Governo italiano ‘stride’ con le determinazioni dell’Assemblea Regionale Siciliana che con la legge regionale n.14/2012, oltre a commissariare le Province di Ragusa e Caltanissetta, ha stabilito di legiferare sul riordino delle Province entro la fine dell’anno fissando nuove funzioni e competenze.  L’ennesima decisione del Governo sul riordino delle Province contribuisce a creare confusione e persevera nella violazione di alcuni principi costituzionali come quelli che prevedono che lo Stato riconosca e conferisca agli enti territoriali locali funzioni di amministrazione attiva (articoli 114, 117 e 118 Cost.). Nell’insistere con lo svuotamento funzionale delle Province - per di più con un atto legislativo eccezionale ma di rango ordinario - si appalesa un attacco reiterato all’assetto costituzionale e territoriale della Repubblica quale quello fissato dall’art. 5 Cost., laddove il principio di riconoscimento, secondo la lettura che ne dà la teoria della garanzia istituzionale di matrice ibero-germanica e che in Italia trova riscontri giurisprudenziali costituzionali a partire dalla fine del secolo scorso, sta a significare la presa d’atto, l’assunzione di un limite da parte del legislatore financo costituzionale che “lo Stato non può lecitamente sottrarre competenze alle autonomie locali al punto da renderne irriconoscibile la rispettiva identità”.  Questo è un aspetto, poi ce n’è un altro, sempre di carattere costituzionale, ovvero che il disegno di legge del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012 è in contrasto con l’articolo 15 dello Statuto Siciliano. Quindi ci sono diverse motivazioni sul piano giuridico per ribadire il no all’accorpamento della Provincia di Ragusa con altre province. Restano poi gli aspetti culturali ed economici, che non sono secondari, sull’identità del territorio di Ragusa rispetto a Siracusa e ora addirittura a Catania.  Nell’apprezzare e condividere pienamente i tentativi del Governo nazionale di diminuire la spesa pubblica in questi tempi difficili di crisi economica, non posso condividere l’ipotesi dell’eventuale e irrimediabile perdita dell’identità del territorio di Ragusa. In un passato non così lontano, 85 anni fa per la precisione, è stata istituita la provincia di Ragusa, distaccando una parte del territorio dalla Provincia di Siracusa, perché quest’ultima non era in grado di rispondere con la dovuta attenzione, alle specifiche esigenze del mondo agricolo ed industriale di questo territorio confinante con la provincia di Caltanissetta. Un accorpamento irrazionale e fatto solo sulla fredda regola dei numeri sarebbe indubbiamente un atto antistorico ed impopolare, che penalizzerebbe il lavoro della popolazione ragusana estremamente ligia al proprio dovere civico e che, a fatica, ha costruito la sua identità grazie alla sua intraprendenza e laboriosità in campo economico e culturale.-

 


Nuovo assessore a Santa Croce.

Nuovo assessore a Santa Croce.

santacroce 1-490x285Oggi Giovedì 26 Luglio 2012, presso il Palazzo comunale di Santa Croce 
Camerina, il Sindaco Franca Iurato, ha proceduto alla nomina del Signor Dino 
Aprile quale Assessore con deleghe ai Lavori  Pubblici, Edilizia Scolastica, 
Servizi Cimiteriali, Urbanistica e Verde Pubblico 
Il Partito Democratico di Santa Croce  Camerina esprime grande apprezzamento per la 
scelta fatta dal Sindaco Iurato, riconoscendo a Dino Aprile, tesserato del partito 
democratico, le qualità per assolvere al meglio i compiti assegnati. 
Il PD augura buon lavoro al Sindaco Franca Iurato e all’Amministrazione, che, nonostante 
una inarticolata organizzazione della macchina  burocratica comunale, data dall’assenza 
costante della figura del Segretario comunale, si sta adoperando per la risoluzione della 
stessa. 

600 milioni per l'aeroporto di Catania che non pensa mai a Comiso

600 milioni per l'aeroporto di Catania che non pensa mai a Comiso

Il prossimo mese di novembre vedrà il via dei lavori con la riqualificazione della pista di volo, degli strip, dei raccordi e della rampa di atterraggio all'aeroporto di Catania..Questi lavori comporteranno la necessaria chiusura di Fontanarossa dal 5 novembre al 5 dicembre 2012.

AeroportoCatania“Un intervento improcrastinabile  ha detto il presidente della Sac  Mancini che prevede il rifacimento della pavimentazione a cominciare dalle fondazioni che risalgono a circa cinquanta anni fa e sono inevitabilmente usurate; il miglioramento dei piazzali e, soprattutto, la realizzazione degli strip laterali: accorgimenti tecnici che garantiscono maggiori condizioni di sicurezza nel caso in cui l’aeromobile andasse fuori pista”.  Per ovviare ai problemi che saranno generati da queste operazioni di ristrutturazione la Sac in coordinamento con Enac e la collaborazione del Ministero della Difesa e dell’Aeronautica militare, prepara un piano di utilizzo della struttura militare di Sigonella. Naturalmente nei pensieri di Catania, il suo aeroporto sussidiario non entra neanche per scherzo. Nonostante sia tutto pronto l'aeroporto ibleo, che per funzionare avrebbe bisogno di 2,5 milioni che sono in cassa, non viene neanche preso in considerazione. Comunque tutti questi interventi fanno parte di un finanziamento che per i prossimi quattro anni prevedono  l'investimento complessivo di centoquaranta milioni. L'obiettivo è superare la soglia di dieci milioni di passeggeri l’anno.Un investimento di 70 milioni di euro per interventi infrastrutturali nell’aeroporto di Fontanarossa. La Banca Europea degli Investimenti (Bei) ha destinato questi fondi per un intervento infrastrutturale dello scalo catanese, che supererà così la soglia di dieci milioni di passeggeri all’anno.  “Sac – commenta il suo presidente, Gaetano Mancini - ha messo in atto una procedura competitiva, attualmente in corso, con advisor Mediobanca alla quale hanno risposto la Cassa Depositi e Prestiti e i principali gruppi bancari operanti sul mercato europeo".  Ma i settanta milioni di euro concessi dalla Bei non sono gli unici investimenti previsti nei prossimi anni per l’aeroporto di Fontanarossa. L’investimento, infatti, sarà di centoquaranta milioni per i prossimi quattro anni, e il progetto prevede durante i quarant’anni di gestione dello scalo da parte di Sac, un totale di seicento milioni di euro.  Ad accompagnare Sac nella richiesta di finanziamento alla Bei – banca con sede in Lussemburgo il cui board è composto dai ministri delle Finanze dell’Ue – è stata Mediobanca, advisor finanziario della società di gestione dell’aeroporto di Catania. La Bei, a fronte dei positivi risultati di gestione della governance guidata dal dicembre 2007 da Gaetano Mancini ha approvato la partecipazione al finanziamento degli investimenti.  Il programma dei lavori prevede di aumentare in modo esponenziale la capacità ricettiva ed attrattiva dell’aeroporto di Catania, ad oggi il più grande scalo del mezzogiorno d’Italia e infrastruttura di riferimento per sette delle nove provincie dell’isola. Ma non sarà solo l’aeroporto a beneficiare dell’investimento approvato in sede europea, infatti, è prevista una riqualificazione della vecchia aerostazione Morandi che potrà ricevere altri due milioni e mezzo di passeggeri l’anno. Saranno inoltre migliorate le strutture di parcheggio con la realizzazione di un multipiano nell’area del terreno comunale, dove oggi ha sede il campetto di calcio Fontanarossa.   Mai un accenno a Comiso (ndr).


Crisi dell'edilizia. L'ance interviene

Crisi dell'edilizia. L'ance interviene

costruzioniIl Presidente,  dell'Ance Giuseppe Grassia, ha avviato una serie di incontri sia con il Commissario della Provincia che con i neo Sindaci per fare il punto sulla crisi dell'edilizia che mette in difficoltà aziende e lavoratori del settore. Non sono state le solite visite di cortesia per i neo Sindaci della nostra provincia ma si è colta l’occasione per fotografare l’attività degli Enti Locali e verificare le prospettive di sviluppo del settore. Per il Comune di Scicli si è intravisto un positivo sblocco dei progetti di edilizia convenzionata privata e una buona chance di pervenire all’appalto del depuratore di Contrada Arizza (per € 2,5 milioni), al Comune di Chiaramonte Gulfi, oltre al noto problema del patto di stabilità che impedisce all’Ente di onorare i suoi impegni, abbiamo potuto verificare come da qui a qualche mese verranno posti in appalto opere per circa 1 milione, drammatica la situazione, invece, a Monterosso e Giarratana. Abbiamo discusso anche delle procedure da seguire per il Piano delle Città, varato dal Governo centrale ed inserito nel decreto per la crescita, e confidiamo che i Sindaci, tutti, non sottovalutino tale importante occasione, ammesso che abbiano progetti immediatamente cantierabili!

Di tutt’altro tenore è stato l’incontro con il Commissario della Provincia, Avv. Scarso, con il quale abbiamo fatto il punto della situazione del progetto pilota, al quale stalavorando l’Ispredil S.p.A. (società dell’ANCE), per la dismissione di edifici scolastici e la realizzazione di un nuovo polo, energeticamente efficiente, economicamente sostenibile, altamente performante; abbiamo convenuto con il Commissario di avanzare una proposta di convenzionamento con il MIUR (Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca) al fine di candidare il tale progetto alla ripartizione dei 100 milioni messi a disposizione dallo Stato.

Abbiamo, purtroppo, verificato la scarsa conoscenza delle opportunità di finanziamento e di intervento messe in campo dall’Europa e, con spirito prospettico, abbiamo allertato il nostro Ufficio di Brussels con il quale organizzeremo per il prossimo Settembre un incontro con i dirigenti ed i funzionari degli Enti locali per sviscerare le tematiche dei Fondi Europei che posso essere utilizzati per l’efficientamento energetico degli edifici, per la mobilità green, per la riqualificazione urbana di aree degradata e così via. Ci poniamo lo scopo, quindi, di fornire, gratuitamente, alla Pubblica Amministrazione gli strumenti per pianificare lo sviluppo sostenibile delle nostre Città. Il momento di crisi è tale che non possiamo stare alle finestra e vedere cadere il mondo, occorre prepararsi ora per trovarsi pronti domani.”


Movida a Marina di Ragusa, D'Aragona: "Si metta mano al Prg"

Movida a Marina di Ragusa, D'Aragona: "Si metta mano al Prg"

"Le polemiche a cui stiamo assistendo in questi giorni a marina di Ragusa, tutto hanno a che vedere tranne che con lo sviluppo e la crescita della frazione rivierasca”. Il consigliere comunale di Ragusa Grande di Nuovo Giampiero D’Aragona interviene nel dibattito che si è instaurato tra amministrazione comunale e commercianti su musica e vendita di alcolici. “Premesso che i residenti hanno tutto il diritto di riposare tranquilli e i commercianti di svolgere la propria attività nel migliori dei modi senza danneggiare nessuno – dice il consigliere comunale di maggioranza - è evidente che in passato sono state fatte scelte politiche superficiali e che oggi sarebbero proprio gli stessi che dovrebbero rispondere del danno che stanno arrecando a commercianti e residenti. I titolari dei locali di Marina di Ragusa, che grazie all’intermediazione dell’assessore Barone avevano trovato gli accordi precisi sul rispetto delle regole, sono tutti giovani imprenditori che hanno avuto il coraggio di investire sul proprio territorio, e dunque è un dovere di tutti tutelare il loro coraggio facendo sì rispettare l’ordinanza ma, allo stesso tempo, facendo in modo che questo primo e ultimo mese di stagione trascorra nella massima serenità. D’accordo con i controlli, non concepisco l’accanimento dei controlli stessi, troppo serrati nei confronti dei commercianti già soffocati da una stagione ridotta ormai al solo mese di agosto e che mai in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando potrebbero arricchirsi sulle spalle dei residenti”. Le soluzioni? Secondo D’Aragona, non essendo possibile intervenire nell’immediato, è necessario mettere mano al Prg. “In modo da – spiega - individuare una zona e destinarla a uso solo ed esclusivamente turistico ricettivo (ci vorrebbero tanti anni per l’attuazione ma non sarebbe mai troppo tardi), e la zona attuale che insisterebbe su via Tindari e zone limitrofe destinarla a uso socio-culturale con intrattenimenti soft, piccoli lounge bar, trattorie locali uffici informazione per i turisti e luogo dove potersi confrontare serenamente: insomma fare diventare la zona un vero e proprio centro di confronto e dibattito a cielo aperto. Mi auspico, quindi, che ci sia una concertazione tra tutti gli attori coinvolti in questa vicenda”. Sugli schiamazzi notturni e l’ordine pubblico, infine, D’Aragona propone di importare il modello Malta: “Sperimentiamo un postazione fissa di Ps in prossimità di via Tindari – conclude - ma con 10 agenti di Polizia ogni notte addetti al controllo solo ed esclusivamente visivo della zona, e posizioniamo un addetto alla sicurezza in ogni pub della zona: tutto questo sicuramente farebbe da deterrente per i più facinorosi e sicuramente i residenti eviterebbero la mattina di trovare uno spettacolo a dir poco desolante”.


Non è mai troppo tardi!!!

Non è mai troppo tardi!!!

Scorsoitaliaecondo le previsioni di SiSosta, la società che sta realizzando il parcheggio sotterraneo multipiano in piazza Matteotti (piazza Poste), anche la seconda corsia della carreggiata di Corso Italia potrà essere presto riaperta. Dopo il sopralluogo dei tecnici  si dovrebbe arrivare alla completa riapertura dell’importante arteria centrale già il prossimo 11 agosto, quando il cantiere si fermerà per qualche giorno di ferie. I box uffici sono intanto stati già spostati sul marciapiede attiguo al Comune e da qui a metà agosto anche i mezzi tecnici e i materiali edili saranno spostati dalla corsia attualmente occupata in corso Italia. Venendo incontro alle richieste dei commercianti, la società ha cercato di ridurre al massimo i tempi di intervento su quest’area del cantiere in modo da aprire prima possibile la strada che diventerà di grande supporto al futuro assetto pedonale di via Roma dove si sta intervenendo con i lavori di riqualificazione programmati dall’Amministrazione comunale. Intanto si lavora alacremente per completare gli interventi della piazza, secondo il nuovo progetto, e dei vari livelli del parcheggio sotterraneo che presumibilmente sarà ultimato ad ottobre e garantirà 250 posti auto in centro storico. In questi giorni, mediante un’autogru, sono stati trasportati in piazza sia il bassorilievo del maestro Cappello, che sarà presto installato accanto alla scala centrale che si collega con corso Italia, e sia le due enormi statue che compongono il monumento ai caduti postelegrafonici. Presto sarà realizzato il basamento per installare le due statue mentre successivamente si lavorerà all’impiantistica e alla pavimentazione della piazza che diventerà finalmente un’area pedonale pienamente fruibile dai cittadini. “Stiamo lavorando per portare prima possibile a compimento il nostro progetto di finanza – spiega l’amministratore delegato di SiSosta, Lorena Virlinzi – La realizzazione del parcheggio va verso la fine. Dovremo, secondo quanto mi dicono i tecnici, ultimare l’impiantistica e i rivestimenti nei vari piani per essere del tutto pronti ad inizio autunno. Si lavora anche nell’area superiore, quella della piazza, dove già nelle scorse settimane è stata rimontata la monumentale fontana centrale e dove, dopo la pavimentazione, si procederà all’installazione dell’arredo urbano”.