Non resta che sperarci
Non resta che sperarci
Baps anche a Trapani
Baps anche a Trapani
BAPS apre la nuova filiale di Trapani in Corso Piersanti Mattarella 60, nel pieno centro della città. Con questa apertura l’Istituto porta a compimento l’obiettivo di presenza capillare sull’intero territorio siciliano, già delineato nel piano d’impresa Futura 2025-2027 e conseguito ad un anno esatto dalla nascita di BAPS, frutto della fusione per incorporazione di Banca Popolare Sant’Angelo in Banca Agricola Popolare di Ragusa. La filiale offre l’intera gamma dei servizi bancari e consulenza specialistica a famiglie, professionisti e imprese, con particolare attenzione al credito e al sostegno agli investimenti del tessuto produttivo. «L’apertura della filiale di Trapani costituisce una nuova tappa strategica del percorso di sviluppo intrapreso dalla Banca», dichara Saverio Continella, Amministratore Delegato di BAPS. «Con questa presenza completiamo la copertura territoriale di tutte le province siciliane. La nostra rete sull’Isola, integrata con le sedi di Milano e di Roma, ci consente di essere ancora più vicini ai clienti, offrendo competenza a valore aggiunto e supporto ai progetti di famiglie e imprese. Un modello che rafforza la capacità di generare valore e testimonia il nostro impegno a rafforzare il ruolo di interlocutore strategico per lo sviluppo dell’Isola». «BAPS è un istituto profondamente radicato in Sicilia», afferma Arturo Schininà, Presidente dell’istituto. «Siamo una banca autonoma, espressione del territorio, impegnata a sostenere lo sviluppo economico e sociale delle comunità attraverso strumenti moderni e una governance solida e affidabile».
Non ci posso credere. Annullato il partenariato per il Castello
Non ci posso credere. Annullato il partenariato per il Castello
Una mazzata per l'amministrazione ma soprattutto per il Sindaco Cassì che, come abbiamo più volte detto, ha fatto di tutto scontrandosi anche con le istituzioni locali per chiudere questo accorso mostrando, ci dispiace dirlo, una testardaggine esagerata in contrasto con l'intera società civile iblea. Sembra infatti che, dopo oltre un anno di discussioni e polemiche e la tenace volontà del Sindaco di portare avanti il partenariato con Civita Sicilia per la gestione del Castello di Donnafugata, la trattativa sia stata interrotta in modo improvviso da parte del comune di Ragusa. La delibera pubblicata sul sito ufficiale, in sintesi, stabilisce l'interruzione delle trattative con Civita Sicilia per mancanza di risposte e interventi necessari: Il Comune ha evidenziato di aver richiesto a Civita Sicilia, in fase di trattativa, di fornire risposte puntuali e precise su diversi aspetti cruciali dell'accordo di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) speciale. I punti specifici non chiariti o da rimodulare erano: Il Piano di Investimenti. Il Piano di Manutenzione Ordinaria Programmata. Le determinazioni relative al Canone, incluse le misure di trasparenza richieste. La necessità di rimodulare il Piano Economico Finanziario (PEF). Il dirigente Puglisi, che firma questa determina, poiché mancano i Presupposti per la Prosecuzione: prende atto che, per le ragioni sopra esplicitate, non ricorrono i presupposti per continuare le trattative.
Di conseguenza, l'accordo di PPP speciale non sarà sottoposto al Consiglio Comunale per l'eventuale approvazione. In poche parole, il Comune di Ragusa ha deciso di interrompere unilateralmente le trattative con Civita Sicilia poiché quest'ultima non avrebbe fornito le garanzie e le modifiche richieste su aspetti fondamentali dell'accordo (investimenti, manutenzione, canone e PEF), rendendo impossibile la prosecuzione nel rispetto dei principi di trasparenza e legalità.
Prima regione italiana per siti culturali, archeologici e artistici
Prima regione italiana per siti culturali, archeologici e artistici
Forse non tutti sanno che la Sicilia è una delle terre più ricche di patrimonio storico e culturale, con sette siti riconosciuti dall’UNESCO, 188 teatri, 139 musei e 32 parchi archeologici. Questi numeri la rendono la prima regione italiana per siti culturali, tesori, zone archeologiche e patrimoni artistici. Un primato che da un lato ci rende orgogliosi ma che dall’altro ci lascia l’amaro in bocca perche, tutti sanno, invece, che questo ben di Dio non ci porta ad essere tra le regioni più sviluppate d’Italia. lo diciamo da sempre: noi potremmo vivere con i proventi del turismo e della cultura, oltre ad una buona percentuale di agricoltura ed industria e invece, a causa del mal governo , siamo carenti nei servizi, sperperando denaro pubblico, con scuole obsolete, ospedali, mezzi di trasporto ed infrastrutture fatiscenti. Inoltre dilaga la delinquenza e alcune aree naturali, che dovrebbero essere curate con i guanti, sono ancora immerse nella sporcizia e nel degrado assoluto. E riguardo a tali patrimoni artistici-culturali dei dati impietosi arrivano dal rapporto “Sistema Cultura Sicilia” presentato da The European House Ambrosetti. La ricerca fa emergere un paradosso grave, infatti la vasta ricchezza culturale che abbiamo, non vede la partecipazione della popolazione alle attività culturali. Solo il 24% dei residenti ha visitato un sito archeologico, mentre l’80% dei giovani sotto i 35 anni non ha mai frequentato un luogo culturale.
Tant’è che secondo le statistiche, la Sicilia si posiziona all’ultimo posto negli ultimi dodici mesi per partecipazione a eventi culturali, e dall’indagine risulta che il 78% dei giovani afferma di non aver preso parte ad alcuna attività culturale nell’ultimo anno. La ricerca indica che le ragioni per questo interesse derivano principalmente dalla mancanza di tempo, una scarsa informazione, una limitata offerta di eventi accessibili e l’immersione dei giovani nel mondo dei social media di internet, che ha ampliato l’offerta delle attività appetibili con cui svagarsi. Insomma, i giovani sono disinformati, “pigri” ed interessati più al mondo virtuale. Tutto ciò porta inevitabilmente a delle conseguenze e la più eclatante è il fatto che i giovani vanno via dalla Sicilia. Un’emigrazione che sa tanto di sfiducia e rassegnazione sul fatto che le cose possano cambiare. Semplicemente proponendo politiche che migliorino le condizioni di vita della nostra isola. E per “semplicemente” intendiamo che è semplice la risposta, non che sia semplice farlo. E a questa affermazione ci arriviamo per deduzione: perché mai un giovane dovrebbe essere interessato a vedere delle attrazioni di un luogo che non ama, che quasi disdegna perché non gli dà alcuna prospettiva futura? . E se non i ragazzi siciliani non si interessano dei loro siti culturali, è perché evidentemente non sono interessati alla Sicilia. Una terra che potrebbe dargli tutto, ma che invece purtroppo gli da poco.
Sostegno ai Comuni con prestigiosi riconoscimenti
Sostegno ai Comuni con prestigiosi riconoscimenti
Il comma 21 contenuto nell’articolo 11 della legge regionale, destina risorse significative a sostegno dei Comuni che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti come la Bandiera Blu per la salubrità del mare e gli standard naturali, la Bandiera Verde per l’educazione ecologica nelle scuola, la Bandiera Lilla per le città inclusive e il titolo di
"Comune Plastic Free" per i comuni che hanno bandito la plastica dai loro territori. Il provvedimento,
che prevede l'assegnazione complessivamente di un milione di euro (400mila per la Bandiera Blu,
200mila per la Verde, 100mila per la Lilla e 300mila per Plastic Free) per l'esercizio finanziario 2026,
rappresenta un intervento mirato e necessario. “Queste risorse – secondo l'Onorevole Abbate – sono
la dimostrazione che la Regione è al fianco di quei sindaci e di quelle amministrazioni che, con
lungimiranza e grandi sforzi, hanno investito per innalzare gli standard di qualità territoriale,
ambientale e turistica. Ottenere un riconoscimento come la Bandiera Blu o la Bandiera Verde non è
un punto di arrivo, ma l'inizio di un impegno costante come ho sempre sostenuto da quando ero
sindaco. Molti dei nostri Comuni, pur avendo investito per raggiungere questi traguardi di eccellenza,
si trovano oggi ad affrontare l'oggettiva difficoltà di mantenere gli elevati standard che le "Bandiere"
richiedono, in un contesto di bilanci comunali sempre più compressi. Queste certificazioni non sono
solo un bollino, ma richiedono la costante manutenzione della qualità delle acque, la cura delle
spiagge, l'implementazione di servizi dedicati, l'attenzione alla salute dei più piccoli e l'accessibilità.
Senza un aiuto concreto, rischiamo di disperdere questo inestimabile patrimonio di qualità”.
I contributi, ripartiti equamente (50% in base alla popolazione e 50% in base al numero di Comuni
premiati), sono espressamente destinati all'attivazione o al potenziamento di interventi e servizi di
accoglienza e promozione territoriale e turistica. “Contestualmente all’approvazione del comma 21 c’è stata anche quella riguardante un altro comma, il 26, che premia invece quei piccoli comuni che hanno ricevuto i premi “Borgo più bello d’Italia” e “Borgo dei borghi”. Ai primi vanno 1 milione e 200 mila euro da ripartirsi tra i
comuni per metà in parti uguali e per metà in base alla popolazione comunque per un massimo di 80
mila euro a testa, ai secondi 400 mila euro da ripartirsi in parti uguali. Anche in questo caso si tratta
di contributi vincolati all’utilizzo per accoglienza e promozione turistica.
Incoerenze strutturali e stime inattendibili nel piano rifiuti
Incoerenze strutturali e stime inattendibili nel piano rifiuti
Riportiamo un comunicato di Rifondazione Comunista nelle province sud orientali dove si parla della difficili condizione nella quale versa la Sicilia per quanto riguarda la raccolta lo smaltimento dei rifiuti.
La recente deliberazione della Corte dei Conti, 4 dicembre 2025 – Delibera n. 275/2025, sulla gestione dei rifiuti in Sicilia è una vera e propria bocciatura senza appello: trent’anni di politiche emergenziali, piani incompleti e scelte impiantistiche discutibili hanno prodotto un sistema caotico, inefficiente e finanziariamente insostenibile. Il documento fotografa una realtà che smentisce clamorosamente la narrazione secondo cui i cosiddetti termovalorizzatori (è un imbroglio anche linguistico) sarebbero la soluzione miracolosa per chiudere il ciclo dei rifiuti e chiudere un’emergenza alimentata ad arte.
Emblema di questo disastro è il piano dei rifiuti, in ritardo cronico, pieno di lacune e incapace di guardare alle sfide del futuro e alla reale valorizzazione dei materiali di scarto. Il PRGRU 2024, infatti, approvato in regime emergenziale, è già inattuale: utilizza dati del 2022, ignora la reale distribuzione impiantistica e non garantisce né prossimità né autosufficienza degli Ambiti Territoriali Ottimali. La Corte denuncia incoerenze strutturali, stime inattendibili e una pianificazione che non rispetta la gerarchia europea dei rifiuti: prevenzione, riuso, riciclo prima del recupero energetico. Invece, la Regione continua a puntare su due inceneritori da 600 mila tonnellate/anno, senza certezze su tempi, costi e impatto ambientale. Basti far notare che almeno 400 mila tonnellate di questi rifiuti avrebbero tutte le potenzialità per essere trasformate in risorsa.
In questo contesto, la risposta degli inceneritori all’emergenza rifiuti può essere sintetizzata così: costi enormi, benefici incerti, affari e prebende, per i soliti noti, assicurati. Secondo la delibera, gli inceneritori di Palermo e Catania costeranno 400 milioni di euro ciascuno, finanziati con i fondi per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Ma la Corte avverte: le quantità di rifiuti da bruciare sono basate su stime, non su dati certi. Inoltre, questi impianti non risolvono il problema degli scarti, delle ceneri e delle emissioni, né riducono la dipendenza dalle discariche. Al contrario, rischiano di drenare risorse che dovrebbero essere destinate a impianti di riciclo e compostaggio, veri pilastri dell’economia circolare, ma di cui non si vede nessuna attuazione.
Per quanto riguarda la raccolta differenziata, la Sicilia è ancora il fanalino di coda italiano. Nonostante un lieve miglioramento (dal 38% del 2019 al 55% del 2023), la regione resta lontana dall’obiettivo europeo del 65%. Palermo e Catania sono le peggiori con il 34,9% e il 49,1%, mentre solo Trapani e Ragusa superano la soglia. La Corte sottolinea che senza impianti di selezione e recupero, la raccolta differenziata è un costo aggiuntivo: i materiali finiscono fuori regione, con spese milionarie che ricadono sui Comuni e sui cittadini.
Nella Sicilia orientale, e in particolare nelle province di Siracusa e Ragusa, la situazione è drammatica, con qualche nota positiva. L’assenza di impianti di trattamento e di riciclo, soprattutto della parte umida del rifiuto, ha generato una cronica instabilità, con trasferimenti fuori regione e tariffe alle stelle. Siracusa, pur registrando un aumento della produzione di rifiuti, non dispone di infrastrutture adeguate e dipende da impianti privati in amministrazione giudiziaria. Ragusa, invece, rappresenta un’eccezione positiva: ha raggiunto il 65% di raccolta differenziata e dispone di un impianto di compostaggio potenziato, ma resta isolata in un contesto regionale disomogeneo. Senza una rete integrata, anche le province virtuose rischiano di essere penalizzate.
In conclusione, è evidente che serve una svolta radicale e occorre fermare subito l’iter degli inceneritori. Schifani è ormai un’anatra zoppa che può compromettere il futuro della nostra terra. Del resto, la Corte dei Conti è chiara: occorre riscrivere il piano rifiuti seguendo la gerarchia europea, investire su impianti di riciclo e riduzione, garantire trasparenza e dati certi. Gli inceneritori non sono innovativi ma un rottame del passato che ovunque in Europa e in Italia stanno dismettendo e soprattutto non chiudono il ciclo e non trasformano i rifiuti in risorsa, come spesso si favoleggia a sproposito. In sostanza, gli inceneritori sono un ritorno al passato, con rischi ambientali e finanziari enormi. Continuare su questa strada significa perpetuare l’emergenza (per continuare a fare affari?) e tradire gli obiettivi di sostenibilità e di valorizzazione delle enormi risorse della Sicilia.
La “Magia del Natale” a Ibla
La “Magia del Natale” a Ibla
A Ragusa sta per tornare l’incanto delle feste con la nuova edizione della “Magia del
Natale”, un evento molto amato nella scorsa edizione e che illuminerà la città già in
questo primo weekend di dicembre, dal 6 all’8. Organizzato dal centro commerciale
naturale Antica Ibla in collaborazione con il Comune di Ragusa, questo
appuntamento trasformerà le strade e le piazze in un autentico villaggio natalizio
dove luci scintillanti, profumi avvolgenti e tradizioni locali si fonderanno per creare
un’atmosfera indimenticabile.
Passeggiando tra i Giardini Iblei, si potrà curiosare tra i colorati mercatini di Natale,
dove artigiani locali esporranno le loro creazioni e le delizie gastronomiche della
tradizione. Per i più piccoli (e non solo), il Christmas Village a San Vincenzo Ferreri
offrirà un mondo magico fatto di giochi e sorprese, mentre i giochi d’acqua luminosi
regaleranno spettacoli di luci e colori davvero suggestivi. “Il Christmas Village di
quest’anno – spiega la vicepresidente di Antica Ibla, Loredana Gurrieri, che ne sta
curando l’allestimento – è completamente differente da quello dell’anno scorso.
Avremo spazi più aperti e luminosi, strutture più coinvolgenti e una allettante
postazione selfie all’ingresso. Non mancheranno, naturalmente, Babbo Natale, il
Grinch e il team degli elfi. E, a gennaio, anche la befana”.
Non mancheranno, inoltre, gli altri simboli più amati del Natale: il presepe
monumentale del maestro Criscione nella chiesa del Santissimo Trovato, la mostra
dei presepi presso la chiesa della Maddalena e il presepe contemporaneo di Carmelo
Scalone in via XI Febbraio, vere e proprie opere d’arte che raccontano la Natività con
occhi diversi. E per chi ama sognare, il trenino di Babbo Natale partirà da piazza
Duomo per un viaggio incantato attraverso la città (su prenotazione). Tra le vie di
Ragusa risuoneranno le note gioiose della Christmas Street Band, mentre gli “elfi
erranti” intratterranno i più piccoli con trucca-bimbi e storie itineranti.
Ogni giornata sarà scandita da eventi speciali: il 6 dicembre si inaugureranno
ufficialmente il Christmas Village e i mercatini, a partire dalle 17, con il coro Mariele
Ventre a fare da colonna sonora alle prime emozioni natalizie. Il 7 dicembre sarà
dedicato ai sapori con degustazioni di formaggi e specialty coffee ai Giardini Iblei,
racconti con Babbo Natale all’antico mercato e il pranzo della domenica con Gaia
Bongiorno e i vini Enotria. La giornata si arricchirà con la parata di Natale da piazza
Duomo e la presentazione del libro “E-movere” di Giò Scifo, senza dimenticare la
Cheese experience con ricotta calda da passeggio. Anche l’8 dicembre, presepi,
mercatini e spettacoli itineranti continueranno a regalare emozioni. “Magia del
Natale” vi aspetta per vivere insieme lo spirito autentico delle feste, tra tradizione,
cultura e tanto divertimento per tutta la famiglia. Il programma è consultabile su
www.iblamagiadelnatale.it
Il bilancio non affronta le debolezze strutturali di Ragusa
Il bilancio non affronta le debolezze strutturali di Ragusa
Finalmente la Vallata Santa Domenica.
Finalmente la Vallata Santa Domenica.
La vallata santa Domenica negli ultimi anni ha goduto di diversi interventi con l'intento di trasformarla in un vero e proprio parco cittadino. E' una bella intenzione a patto che si consideri le difficoltà logistiche che riguardano la normale fruizione di un parco e poi la questione sicurezza in ogni senso. Chi ha avuto la possibilità di percorrerla da Via Natalelli fino alle cave di Gonfalone sa che l'ambiente è davvero suggestivo ma in alcuni casi sembra di trovarsi in una giungla verdeggiante ma anche pericolosa. E poi c'è anche la maleducazione della gente che ha spesso usato il sito come discarica. Ora arriva il comunicato dell'assessore Guffrida che dice:
“A pochi mesi dalla conclusione del corposo intervento di riqualificazione della
Vallata Santa Domenica vogliamo proporre un momento condiviso in cui le associazioni e ogni cittadino
possano cominciare a essere protagonisti del futuro Parco della Città.
L’appuntamento è fissato per sabato 6 dicembre, con un doppio incontro.
Alle ore 9:30, dall’ingresso di via Natalelli (di fronte Museo Archeologico) prenderà
avvio un sopralluogo durante il quale i tecnici che hanno seguito il progetto
illustreranno le principali trasformazioni apportate e il nuovo stato di fatto da cui
ripartire.
A seguire, orientativamente intorno alle 11.00, ci sposteremo nel vicino Auditorium
del Centro Commerciale Culturale di via Matteotti 61 dove, in un processo
coordinato e guidato, ogni partecipante potrà condividere proposte, suggerimenti e
osservazioni utili a definire una visione progettuale e gestionale per questo nuovo
spazio collettivo.
Siamo convinti conclude Giuffrida che il dialogo rappresenti la strada più fruttuosa per una gestione
consapevole e condivisa del Parco della Città e di ogni altro bene pubblico”.
Domiciliari per Cuffaro ed altri
Domiciliari per Cuffaro ed altri
La notizia anche se in molti se la aspettavano ha fatto un certo scalpore. Gli arresti, anche se domiciliari, di Totò Cuffaro fanno pensare ad un quadro accusatorio pesante, più di quanto speravano . A venti giorni dagli interrogatori di garanzia la Gip Carmen Salustro ha assunto le sue decisioni. Oltre che per Cuffaro, gli arresti domiciliari sono stati decisi per Roberto Colletti, ex manager dell’azienda ospedaliera Villa Sofia e per Antonio Iacono. A parte gli arresti domiciliari per Cuffaro, Colletti e Iacono, di fatto il Gip ha respinto tutte le richieste della Procura che certo non può ritenersi soddisfatta e non è escluso che presenterà ricorso al Tribunale del riesame confermando la richiesta delle misure cautelari. Disposto per i tre anche un “assoluto divieto di comunicazione così da escludere qualsiasi possibilità di mantenere contatti con altri coindagati o con soggetti terzi, comunque appartenenti alla pubblica amministrazione e all’imprenditoria”. Per il braccio destro di Cuffaro, Vito Raso, ha deciso l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per Mauro Marchese e Marco Dammone, rispettivamente rappresentante legale e funzionario della ditta Dusmann ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto, per un anno, di esercitare attività imprenditoriali. Per tutti gli altri indagati (Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Paolo Bordonaro, Alessandro Caltagirone, Giuseppa Di Mauro, Sergio Mazzola, Paolo Emilio Russo, Giovanni Giuseppe Tomasino e Alessandro Vetro) il gip ha respinto la richiesta di domiciliari e non ha applicato alcun provvedimento cautelare. Lo stesso (cioè respinta la richiesta di arresto e nessun provvedimento cautelare) anche per gli altri due indagati eccellenti, ossia Saverio Romano, deputato nazionale e coordinatore di Noi Moderati, e Carmelo Pace, deputato regionale e capogruppo della Democrazia Cristiana all’Assemblea Regionale.









