Vendite on line..... caserecce.

Vendite on line..... caserecce.

Il commercio è in crisi per tanti motivi tra cui c'è anche quello delle vendite on line con i colossi mondiali che coprono ogni settore cercando di soddisfare la clientela anche se si tratta di gadget o merce di poco conto.
SE a questo si aggiunge anche la televendita fatta in casa si è arrivati davvero al limite. Per fortuna c'è chi vigila per noi.
I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa, nel corso di un’attività investigativa
finalizzata al contrasto della contraffazione di marchi e brevetti e dell’abusivismo
commerciale, svolta anche mediante il monitoraggio dei social network, hanno individuato
l’esistenza di un profilo Facebook riconducibile a due sorelle, attraverso il quale sono stati
posti in vendita prodotti di prestigiosi marchi, nazionali ed esteri, palesemente contraffatti
e a prezzi di gran lunga inferiori a quelli di mercato. Le responsabili utilizzavano, come
base logistica, un magazzino nella disponibilità di ulteriore soggetto, anch’esso indagato.
In particolare, le Fiamme Gialle della Tenenza di Pozzallo, partendo dal profilo Facebook,
sono giunti a identificare due persone, residenti in città, che tra le tranquille e
apparentemente sicure mura domestiche realizzavano dei veri e propri mercatini
telematici, durante i quali mostravano un ampio campionario di prodotti contraffatti, di
marchi italiani ed esteri, prendevano gli ordini dei clienti e, pur di aumentare le condivisioni
dei post, pianificavano un’estrazione a sorte che consentiva la vincita di regali.
I militari, nel corso della corrente settimana, hanno quindi fatto accesso nel garage presso
il quale era in corso la diretta Facebook, subito bloccata dalle due sorelle, rinvenendo
diversi articoli contraffatti, esposti su ripiani come in un qualsiasi negozio fisico, quali
scarpe, giubbini, cinture, pantaloni, portafogli, profumi e cosmetici nonché ulteriori prodotti,
la cui provenienza non è stata giustificata.
Le successive perquisizioni domiciliari, estese alle residenze delle sorelle, hanno
consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro, complessivamente, oltre 600 prodotti
contraffatti.
Le investigazioni proseguiranno al fine di ricostruire l’intera filiera del falso, individuare i
centri di produzione e di distribuzione delle merci contraffatte nonché identificare la
numerosa rete di clienti, nei confronti dei quali la normativa di settore prevede
l’applicazione di sanzioni amministrative.
I tre soggetti, per i quali vige la presunzione di innocenza e la cui responsabilità penale
sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna, sono stati
deferiti all’Autorità giudiziaria ragusana, che ha convalidato le perquisizioni e il sequestro
d’iniziativa operato delle Fiamme Gialle, per ricettazione e introduzione nello Stato e
commercio di prodotti con segni falsi.
L’attività di servizio, volta al contrasto agli illeciti in materia di produzione e commercio di
merci contraffatte, testimonia il costante impegno della Guardia di finanza a tutela dei
soggetti economici che operano nel rispetto delle regole e dei consumatori, esposti a
pericoli rilevanti per la salute e la sicurezza.


A Ragusa un incontro tra Disabilità e Povertà:

A Ragusa un incontro tra Disabilità e Povertà:

L’appuntamento, promosso da UNITALSI, Comune di Ragusa e Consulta Comunale
sulla Disabilità, si terrà giovedì 6 febbraio alle 17.30 presso il Salone San Giovanni
Paolo II della Parrocchia Preziosissimo Sangue di Ragusa..
Mettere a fuoco l’intersezione tra disabilità e povertà per comprendere come le
trasformazioni economiche e culturali stiano ridefinendo le marginalità del nostro
tempo. È questo l’obiettivo del convegno pubblico dal titolo "Disabilità e povertà.
Fragilità, disagi sociali e culturali, trasformazioni economiche. Sguardo verso una
realtà in cambiamento".
L’evento nasce dalla sinergia tra la Sottosezione UNITALSI di Ragusa, l’assessorato
ai Servizi Sociali del Comune di Ragusa e la Consulta Comunale sulla Disabilità. In
un’epoca di rapidi cambiamenti, la disabilità rischia di diventare un acceleratore di
isolamento e povertà; l’incontro si propone quindi di offrire strumenti concreti per
leggere queste dinamiche e promuovere percorsi di vera inclusione e
corresponsabilità sociale.
“Disabilità e povertà – dichiara l’assessora all’Inclusione e ai Servizi Sociali del
Comune di Ragusa, Elvira Adamo - si intrecciano spesso, creando situazioni di
grande fragilità per molte persone e famiglie.
Vivere con una disabilità significa affrontare ogni giorno ostacoli non solo fisici, ma
anche sociali e culturali: difficoltà nel trovare lavoro, nell’accedere ai servizi, nel
ricevere accoglienza e rispetto.
Quando a tutto questo si aggiunge la povertà, il peso diventa ancora più grande,
perché mancano le risorse per curarsi, muoversi, costruire un futuro sereno.
Per questo è importante occuparsi di fragilità e disagi sociali e culturali con
attenzione e responsabilità, promuovendo inclusione, ascolto e solidarietà, affinché
nessuno si senta invisibile.
L'appuntamento promosso da Unitalsi Ragusa e dalla Consulta Comunale per le
Persone con Disabilità è l'occasione per affrontare questi importanti temi e
impegnarsi a trovare delle risposte”.

L’iniziativa - dichiara Carmelo Ferraro, presidente Unitalsi della Sottosezione di
Ragusa - si rivolge a cittadini, operatori sociali, volontari, amministratori e a
chiunque desideri approfondire il tema della disabilità come questione sociale,
culturale ed etica, nella consapevolezza che solo una comunità attenta e inclusiva
può rispondere efficacemente alle fragilità emergenti. Un appuntamento che invita a
guardare la realtà senza filtri, per costruire insieme risposte concrete e umane a
bisogni e fragilità variate e sempre più complesse”.
Il dibattito sarà moderato da Emanuele Occhipinti, dell’Ufficio Comunicazioni
Sociali della Diocesi di Ragusa.
I lavori si apriranno con i saluti istituzionali di Elvira Adamo, Assessora ai Servizi
Sociali e alle Politiche per l’Inclusione. Seguiranno gli interventi di esperti qualificati
impegnati sul fronte del sociale:
- Sergio Platania, sociologo e dirigente delle politiche attive del lavoro.
- Vincenzo La Monica, responsabile dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse
della Caritas di Ragusa.
- Umberto Virgadaula, presidente della Cooperativa Sociale Ozanam di Vittoria.


Ordine del giorno sull’utilizzo delle risorse del Ponte

Ordine del giorno sull’utilizzo delle risorse del Ponte

Il  governo regionale ha ricevuto una lezione da parte dell’Assemblea che, con voto segreto, ha approvato un ordine del giorno dell’opposizione che impegna l’esecutivo a destinare le risorse già stanziate per il Ponte sullo Stretto alla ricostruzione dopo il ciclone Harry e alla frana di Niscemi”. “Se il governo regionale –dichiara Valentina Chinnici, deputata all’Assemblea Regionale Siciliana e vicesegretaria regionale del Partito Democratico – avesse una coscienza politica darebbe seguito alla volontà dell’Assemblea, che ricordo rappresenta la volontà dei cittadini siciliani”. Effettivamente ci sono enormi risorse stanziate ma non spese in questi anni  e ora sarebbe davvero necessario un cambio di passo nell’approccio amministrativo per sburocratizzare al massimo gli iter, snellendo le procedure per l’accesso ai fondi e per l’avvio dei cantieri. Secondo la Chinnici  gli enti locali, i sindaci in prima linea, devono essere messi nelle condizioni di utilizzare velocemente queste risorse, senza intoppi procedurali”.


Legambiente: Insostenibile il modello di gestione delle coste

Legambiente: Insostenibile il modello di gestione delle coste

“Le mareggiate causate dal ciclone Harry sono state le più violente in confronto a tutte quelle del
recente passato (come ad esempio quella del 12 novembre 2019): l’intensità dell’evento (onde fino
a 16 metri al largo) e la mancanza di precedenti fanno chiaramente capire che non si tratta di
semplice maltempo ma piuttosto di conseguenze della crisi climatica. Ma, se oggi si contano più
danni” – dichiarano i presidenti dei circoli Legambiente della provincia di Ragusa – “è anche e
soprattutto perché l’uomo che si è avvicinato al mare invadendone lo spazio naturale ed alterando
i delicati equilibri che presiedono alla formazione delle spiagge bloccando o deviando il flusso dei
detriti con opere nei corsi d’acqua e con strutture rigide come moli, porti, lungomari,
edifici. Nell’arco di qualche decennio: le dune e le spiagge della provincia di Ragusa sono state
spazzate via da urbanizzazioni spinte fin sulla battigia; a ridosso del litorale sono stati costruite
abitazioni col privilegio della “vista mare”; c’è stata una proliferazione di porti senza riguardo per il
loro impatto sulle spiagge sotto flutto.
Le risposte agli eventi dannosi, che si registrano con una frequenza sempre più alta anche per le
mutate condizioni del clima (esasperate dal fatto che il bacino del Mediterraneo, più piccolo e
chiuso, sta subendo un riscaldamento più rapido rispetto agli oceani), non possono essere
frangiflutti e pennelli (tra l’altro vietati dal piano paesaggistico) che, irrigidendo ulteriormente la
linea di riva, riflettono le onde ed innescano altra erosione nelle zone limitrofe.
Mai si pensa ad intervenire sulle cause del fenomeno che sono state ampiamente riconosciute dagli
enti governativi preposti; si pensa solo a riprodurre il circolo vizioso ‘urbanizzazioni – erosione –
opere di difesa’ che inghiotte imponenti risorse finanziarie. È ora di prendere atto che non si tratta
più di “calamità naturali” ma di fragilità permanente del sistema spiaggia che va affrontato in
termini di ripristino degli apporti sedimentari e di adattamento del waterfront.
Bisogna denunciare l’incapacità e la connivenza delle Amministrazioni pubbliche, che non si sono
mai attivate con interventi appropriativi sulla fascia di inedificabilità assoluta (150 mt dalla battigia)
utilizzando gli strumenti legislativi in loro possesso, come ad esempio l’espropriazione per pubblica
utilità della fascia (ancora dei privati) che avrebbe dovuto essere occupata dal cordone dunale
(barriera naturale contro l’erosione), che funge anche di protezione di quella retrostante. Forse Il
risarcimento dei danni lo dovrebbe chiedere lo Stato alle amministrazioni politiche (Regione,
Province, Comuni) inadempienti e che non hanno attuato le norme di tutela (istituzione di Riserve e
Parchi), o addirittura ne hanno ostacolato l’attuazione per interessi politici, con interventi legislativi
studiati ad hoc. Occorre proteggere le dune esistenti e procedere a interventi di rinaturalizzazione: rimozione
dell'asfalto e delle strutture artificiali che impediscono il movimento della sabbia, ricostruzione
delle dune e reimpianto di flora autoctona per stabilizzare il suolo.”


Regole nei locali pubblici e nelle attività di intrattenimento

Regole nei locali pubblici e nelle attività di intrattenimento

Presieduta dal Prefetto, Tania Giallongo, si è tenuta,  un seduta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicata principalmente all’esame del
contesto provinciale con riferimento all’esigenza del rispetto delle regole nei locali pubblici e nelle attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo, al fine di garantire la tutela di lavoratori ed avventori.
Il tema di particolare attualità anche a seguito della tragedia di Crans-Montana, è stato richiamato all’attenzione in una recente direttiva del Ministro dell’Interno.
Alla riunione hanno partecipato, oltre ai vertici territoriali delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, il Presidente del Libero Consorzio Comunale, il Sindaco del Capoluogo, ed una
rappresentanza del NIL dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
L’analisi ha preso le mosse da un monitoraggio aggiornato dei controlli effettuati e dei profili di criticità emersi. Alla luce dei dati riferiti al contesto provinciale, si è convenuto di intensificare gli interventi su eventi di intrattenimento, soprattutto in un’ottica preventiva, avviando controlli mirati aggiuntivi rispetto a quelli ordinari delle Forze di Polizia, proprio per constatare eventuali irregolarità, forme di esercizio abusivo e garantire adeguate condizioni di sicurezza.
Il prefetto ha sottolineato la necessità di una stretta collaborazione con i sindaci per la ricognizione dei locali presenti nei rispettivi territori e la verifica delle autorizzazioni rilasciate, evidenziando il ruolo delle Commissioni comunali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.
Le verifiche riguarderanno la documentazione tecnica, la conformità degli ambienti alle normative vigenti e la rispondenza delle strutture alle condizioni previste per il rilascio delle licenze.  I Vigili del fuoco effettueranno i necessari riscontri sul rispetto delle misure di prevenzione incendi, sulla gestione delle vie di esodo e sulla sicurezza strutturale dei locali, inclusi materiali e arredi. L’attenzione si è concentrata, inoltre, su locali, come bar e ristoranti, che pur non rientrando, come attività prevalente, nella normativa specifica del pubblico spettacolo, propongono comunque, anche occasionalmente, attività di intrattenimento. Gli esiti dell’attività di ricognizione, controllo e le eventuali criticità, saranno valutati al fine di
ulteriori interventi. Nel corso della riunione è stata evidenziata l’esigenza di lavorare in stretta collaborazione, puntando anche su una formazione dedicata ai gestori dei locali, così da favorire l’adozione di soluzioni conformi alle norme. Un’apposita riunione sarà tenuta, nei prossimi giorni con le associazioni di categoria al fine di coinvolgerle in un ruolo di attiva collaborazione attraverso attività di formazione e sensibilizzazione dei gestori.


Non ne posso proprio piu!

Non ne posso proprio piu!

Il consigliere comunale di FI al comune di Ragusa,  Gaetano Mauro rompe gli indugi e annuncia ufficialmente il passaggio al Gruppo Misto, dichiarandosi indipendente. Coerenza contro convenienza,   ha dichiarato, per Iblea Acque tra debiti milionari e danni erariali: io non sarò complice.
Una scelta di dignità, motivata dall'impossibilità di condividere una linea politica che ha barattato la trasparenza amministrativa con il sostegno incondizionato al Sindaco Cassì. Il paradosso del "Regolamento-Scudo" e le violazioni di Legge Mauro attacca duramente la difesa del Sindaco Peppe Cassì sulla sua permanenza alla Presidenza del Comitato sul controllo analogo di Iblea Acque: “Siamo al paradosso giuridico: il Sindaco si trincera dietro un regolamento interno per non lasciare la poltrona di controllo, mentre la società che lui stesso dovrebbe vigilare ignora le Leggi dello Stato. È un’offesa all'intelligenza dei cittadini: si pretende il rispetto sacrale di un cavillo burocratico aziendale proprio mentre emergono criticità contabili spaventose. Non si può usare un regolamento come scudo quando il controllo analogo ha fallito su tutta la linea.” I numeri del disastro: Debiti e Danno Erariale Il consigliere entra nel dettaglio delle cifre emerse dalle ultime risultanze: “Non sono solo i 30 milioni di euro di debiti a preoccupare, ma la gestione opaca delle risorse pubbliche. Parlo degli oltre 300.000 euro consegnati illegittimamente al vecchio Amministratore Unico, una vicenda che configura un palese danno erariale. Mentre si spreca denaro pubblico in questo modo, ai ragusani vengono chiesti sacrifici economici sempre maggiori per servizi idrici spesso inefficienti. È una gestione da ‘Repubblica delle banane’ che non può essere avallata da chi ha a cuore il bene comune.” L’accento sulla gestione del partito: Mauro prende le distanze da Forza Italia: “Quando sono entrato in Forza Italia, il partito condivideva ogni mia critica su Cassì in ordine alla gestione di Iblea Acque. Oggi, per convenienza elettorale, la visione è cambiata. Prendo le distanze dalle dichiarazioni di Giancarlo Cugnata: non è coerente affermare di condividere la mia azione ispettiva e, contemporaneamente, definire ‘buona’ la gestione di Cassì. La politica non è un mercato dove si negoziano le idee. Io sono rimasto fermo sulle mie posizioni; sono altri ad essersi spostati sull'altare del potere.” Valori e Amicizie: “Uomo di centrodestra, sempre” Nonostante lo strappo, Mauro ribadisce la sua identità: “Mi riconosco sempre nei valori del centro destra e mantengo la stima per i tanti amici con cui ho condiviso il mio percorso politico. Ma le mie battaglie per la legalità vengono prima di ogni poltrona. Esco dal gruppo per continuare a guardare i miei elettori negli occhi, da uomo libero e indipendente.”


Le ragioni del "no"

Le ragioni del "no"

Si è svolto ieri sera a Ragusa Ibla, presso l’Auditorium Santa Teresa, l’incontro pubblico “Capire le ragioni del NO”, evento inaugurale della campagna referendaria contro la riforma della giustizia promosso dalla Federazione provinciale e dal Circolo di Ragusa del Partito Democratico.
L’iniziativa ha registrato una partecipazione attenta e qualificata, confermandosi come un momento di approfondimento reale, lontano da slogan e semplificazioni, su una riforma che interviene direttamente sugli equilibri costituzionali e sulla separazione dei poteri.
Fulcro del confronto è stato l’intervento del dott. Ignazio De Francisci, già Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Bologna, che ha offerto un’analisi tecnica e rigorosa del testo referendario. De Francisci ha sottolineato come la riforma sia stata promossa senza un autentico dibattito parlamentare e senza ascoltare le critiche dell’Associazione Nazionale Magistrati e delle opposizioni. Nel merito, ha evidenziato che la separazione delle carriere distrugge l’unità culturale della magistratura, non risolve alcuno dei problemi strutturali della giustizia – dalla durata dei processi al sovraffollamento carcerario – e introduce meccanismi, come il sorteggio dei componenti del CSM, che mortificano competenze ed esperienza. Particolarmente severo il giudizio sulla previsione dell’Alta Corte disciplinare, definita tecnicamente inadeguata e priva di un reale grado di appello, in contrasto con i principi costituzionali.
Nel corso del dibattito è intervenuto l’on. Nello Dipasquale, che ha inquadrato la riforma come parte di un disegno politico più ampio, portato avanti da una destra che non ha contribuito alla costruzione della Costituzione e che oggi tenta di svuotarla. Dipasquale ha parlato di un messaggio intimidatorio rivolto alla magistratura e di un’azione sistematica di indebolimento dei controlli democratici, richiamando gli attacchi alla Corte dei Conti, alla libertà di stampa e alle altre istituzioni di garanzia.
Il segretario provinciale del PD Angelo Curciullo ha criticato duramente il metodo con cui la riforma è stata approvata, frutto di un’impostazione governativa rimasta intatta durante l’iter parlamentare. Secondo Curciullo, il provvedimento rivela l’insofferenza dell’attuale maggioranza verso ogni vincolo costituzionale e verso gli organi chiamati a esercitare un controllo di legalità.
A chiudere il quadro politico, l’intervento del segretario del Circolo PD di Ragusa Riccardo Schininà, che ha definito la riforma Nordio un tassello di un più generale processo di indebolimento delle democrazie contemporanee. Schininà ha evidenziato come il sorteggio rappresenti lo strumento principale per aumentare l’influenza della politica sulla magistratura e ha lanciato un monito sui rischi combinati di questa riforma e del premierato, che potrebbero condurre a una gestione del potere sempre più sbilanciata a danno dei cittadini.
L’incontro ha confermato la necessità di un’informazione puntuale e consapevole su una scelta referendaria che incide direttamente sulla qualità della nostra democrazia. Il Partito Democratico di Ragusa proseguirà nelle prossime settimane il percorso di mobilitazione e confronto pubblico per sostenere le ragioni del NO.


Balneari in ginocchio

Balneari in ginocchio

Il passaggio del ciclone Harry ha inferto un colpo durissimo alle imprese balneari della costa orientale siciliana. Le mareggiate eccezionali che hanno colpito il litorale hanno devastato stabilimenti, danneggiato gravemente le infrastrutture e compromesso attrezzature che rappresentano il frutto di anni di investimenti e lavoro da parte degli imprenditori del settore.  "Ci troviamo di fronte a una doppia emergenza, climatica e normativa, che rischia di mettere in ginocchio un pilastro dell'economia turistica regionale", dichiara Mario Fazio, Presidente di CNA Balneari Sicilia. "Da un lato, le nostre imprese devono affrontare danni ingenti e l'urgente necessità di ricostruire; dall'altro, vivono nell'incertezza totale sul futuro delle concessioni balneari. Come si può chiedere a un'impresa di investire nella ricostruzione e nella messa in sicurezza, quando non sa se potrà continuare la propria attività domani?".  "Questa emergenza combinata mostra tutta la fragilità di un settore strategico. Le nostre imprese, già provate dalle difficoltà degli ultimi anni, hanno bisogno di risposte concrete e immediate. È indispensabile un supporto economico straordinario per far fronte ai danni subiti e, al contempo, è una priorità assoluta avere finalmente certezze sul quadro normativo delle concessioni.  La CNA Balneari Sicilia rivolge pertanto un pressante appello alle istituzioni regionali e nazionali, chiedendo interventi urgenti su due fronti: l'attivazione di misure di sostegno economico per la riparazione dei danni causati dagli eventi meteorologici estremi e una definitiva risoluzione della questione delle concessioni balneari. "Solo così", concludono Fazio e Miceli, "potremo restituire serenità e prospettive a migliaia di imprenditori e lavoratori che, nonostante tutto, continuano ogni giorno a lavorare per valorizzare e presidiare le nostre splendide coste".


Mercoledì 21 gennaio scuole chiuse

Mercoledì 21 gennaio scuole chiuse

Ad integrazione e parziale rettifica della precedente ordinanza n. 77 di data odierna,
fermo restando che i fenomeni atmosferici avversi, a partire da questa sera, sono
previsti in costante attenuazione, e sarebbero tali comunque da non giustificare
provvedimenti di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private;
tenuto conto tuttavia della necessità che si proceda ad una puntigliosa verifica delle
strade urbane e delle vie di collegamento extraurbane colpite dalle abbondanti piogge
delle ultime ore e a tratti invase da pietrame e fango, e che si proceda alle conseguenti
iniziative di messa in sicurezza che potranno richiedere molte ore di lavoro; tenuto
conto altresì delle difficoltà manifestate in particolare da parte dei numerosissimi
studenti pendolari che avrebbero difficoltà a raggiungere le scuole ragusane,
considerata la precarietà e la necessità di interventi di ripristino di molte strade di
collegamento.
Considerato quindi più opportuno e rispettoso delle esigenze della intera popolazione
scolastica, incluso il personale e il corpo docente, in via cautelativa e prudenziale,
prolungare per la intera giornata di domani la chiusura di tutte le scuole di ogni
ordine e grado della città,
Si dispone per la giornata di domani 21 gennaio 2026 la chiusura delle scuole di ogni
ordine e grado, pubbliche e private, della città di Ragusa


Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

La Diocesi di Ragusa, attraverso l’Ufficio Pastorale di Ecumenismo e Dialogo
Interreligioso, invita tutti i fedeli a vivere un tempo di intensa comunione spirituale in
occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si terrà dal 18 al
25 gennaio. Il tema scelto per quest’anno, tratto dalla Lettera agli Efesini (4,4),
richiama alla comune vocazione dei credenti: «Uno solo è il corpo, uno solo è lo
Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati».
Alla settimana parteciperanno sette comunità cristiane presenti nel territorio:
la Chiesa cattolica, la Comunità Luterana di Sicilia, la Chiesa Avventista del Settimo
Giorno di Ragusa, la Chiesa Ortodossa rumena di Vittoria, la Chiesa pentecostale
Sabaoth di Vittoria, la Chiesa pentecostale di Santa Croce Camerina e la Chiesa
pentecostale “Nuova Creazione” di Scoglitti.
Sono previsti due momenti di preghiera comunitaria:
• Martedì 20 gennaio, presso la chiesa pentecostale “Nuova Creazione”, sulla
strada Vittoria–Scoglitti.
• Giovedì 22 gennaio, presso la chiesa cattolica “San Giovanni Battista” di Santa
Croce Camerina.
Le preghiere e le riflessioni di quest’anno sono state preparate da un gruppo
ecumenico coordinato dal Dipartimento per le Relazioni Interreligiose della Chiesa
Apostolica Armena. Negli anni precedenti i sussidi liturgici sono giunti da diverse
parti del mondo: Indonesia, Burkina Faso, Minnesota (USA), Medio Oriente e dalla
Comunità di Bose.
«È un’esperienza di comunione che viviamo prima di tutto tra noi – afferma
Francesca Cabibbo, direttrice dell’Ufficio Pastorale Diocesano di Ecumenismo e
Dialogo interreligioso - accogliendoci reciprocamente nelle nostre diversità. Si nutre

UFFICIO COMUNICAZIONI SOCIALI DIOCESI DI RAGUSA – VIA ROMA 109, RAGUSA – 0932.646419
di anni e decenni di amicizia e di stima reciproca, ma soprattutto della comunione
tensione verso un obbiettivo: l’unità della famiglia dei figli di Dio. La storia di 2000
anni del cristianesimo ha prodotto delle separazioni e degli scismi. Ciò che in
passato, e in parte anche oggi, venivano considerate “divisioni”, per noi oggi sono
ricchezza della diversità».
Papa Francesco ricordava nel 2019: «È facile scordare l’uguaglianza
fondamentale che esiste tra noi: che all’origine eravamo tutti schiavi del peccato e
che il Signore ci ha salvati nel Battesimo, chiamandoci suoi figli. È facile pensare che
la grazia spirituale donataci sia nostra proprietà, qualcosa che ci spetta e che ci
appartiene. È possibile, inoltre, che i doni ricevuti da Dio ci rendano ciechi ai doni
dispensati ad altri cristiani. È un grave peccato sminuire o disprezzare i doni che il
Signore ha concesso ad altri fratelli, credendo che costoro siano in qualche modo
meno privilegiati di Dio».
In un mondo segnato da divisioni e conflitti, la Settimana di preghiera per
l’unità dei cristiani rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire ciò che unisce le
diverse confessioni: la fede in Cristo, la speranza condivisa e il desiderio di
camminare insieme verso la piena unità.