Carburante tra i più cari d’Italia e infrastrutture al collasso

Carburante tra i più cari d’Italia e infrastrutture al collasso

L’autotrasporto siciliano è ad un passo dal crollo totale.  “Guidare un mezzo in Sicilia oggi è un’impresa: tra cantieri eterni, gallerie interdette ai mezzi pericolosi e un prezzo del carburante che, paradossalmente, è il più alto d’Italia nonostante abbiamo alle spalle uno dei più grandi poli petrolchimici d’Europa. È un paradosso insostenibile per le nostre 67mila imprese”. È quanto denunciano congiuntamente i vertici di CNA FITA Sicilia, che lanciano un allarme chiaro: la rete infrastrutturale dell’isola è al limite del collasso e i costi di gestione rischiano di far implodere l’intero settore.
A pesare come un macigno sulle imprese di autotrasporto è innanzitutto il costo del carburante. Nonostante la presenza del polo petrolchimico ISAB di Priolo, uno dei più grandi d’Europa, in Sicilia si registrano i prezzi alla pompa più alti del Paese.
“All’enorme danno ambientale che sopportiamo – dichiara Giorgio Stracquadanio, responsabile di CNA FITA Sicilia – dovrebbe corrispondere un vantaggio competitivo, ma così non è. Il contenzioso legale tra ISAB e i distributori, in primis Lukoil Italia e Ludoil, continua a far lievitare i prezzi, scaricando sulla nostra categoria un costo insostenibile”.
Ma il caro-carburante è solo una delle facce del disagio. Le infrastrutture viarie, cuore pulsante della logistica isolana, versano in condizioni drammatiche. “Percorrere le arterie principali come la Palermo-Catania, la Catania-Messina o la Modica-Siracusa significa affrontare una gimcana infinita tra cantieri mai completati – spiega Giuseppe Taranto, presidente provinciale di CNA FITA. – Le statali 113, 114 e 115 sono diventate un campo di addestramento alla sopravvivenza. E il paradosso più clamoroso riguarda proprio l’autostrada Siracusa-Catania: le gallerie San Demetrio e San Fratello non sono ancora a norma, pertanto i mezzi ADR, quelli che trasportano merci pericolose come il carburante prodotto a Priolo, non possono percorrerle. Sono costretti a utilizzare strade secondarie, urbanizzate e trafficate, con un aumento esponenziale dei consumi e dei costi”.
Nonostante le sollecitazioni della Confederazione e i collaudi effettuati lo scorso 13 marzo dall’ANSFISA (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Infrastrutture), le gallerie rimangono inaccessibili. A ciò si aggiungono le criticità ormai croniche legate all’accesso portuale e ai costi dei traghetti, una vera e propria “tassa” sulla continuità territoriale.
“La Regione ha più volte celebrato l’autotrasporto definendolo il perno dell’economia isolana – conclude Salvatore Ranno, coordinatore di CNA FITA Sicilia – ma i fatti impongono di passare dalle parole ai fatti. Serve con urgenza un tavolo tecnico che metta al centro questi problemi: il caro-carburante, lo sblocco delle infrastrutture e la messa in sicurezza delle gallerie. Senza soluzioni immediate, il settore imploderà, trascinando con sé tutto l’indotto economico dell’isola. Non possiamo più aspettare”.

Incredibile: 30.000 semi di pomodoro contraffatti

Incredibile: 30.000 semi di pomodoro contraffatti

All’esito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, i finanzieri
del Nucleo p.e.f., congiuntamente ai funzionari dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e
repressione frodi (I.C.Q.R.F.) di Vittoria, hanno sottoposto a sequestro oltre 30.000 semi di pomodoro
contraffatti e denunciato i titolari di due aziende agricole, di un vivaio orticolo e di una ditta
sementiera, coinvolti a diverso titolo nella filiera produttiva e distributiva, operanti a Vittoria e Gela.
In particolare, le indagini – svolte congiuntamente dalla Guardia di finanza e dall’I.C.Q.R.F., la cui
collaborazione a livello centrale è prevista nell’ambito della Cabina di Regia istituita presso il
Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – hanno consentito di individuare
all’interno di un’azienda agricola di Vittoria piantine di pomodori illecitamente riprodotte: i risultati
delle successive analisi genetiche eseguite hanno confermato l’utilizzo di sementi “copiate” e
coltivate come ibridi di pomodoro da mensa di alto valore agronomico, in assenza delle necessarie
autorizzazioni fornite dalle ditte comunitarie detentrici dei diritti di proprietà industriale.
I successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di ricostruire l’intera filiera e di appurare
il coinvolgimento di un vivaio orticolo di Vittoria, che ha acquistato i semi da una ditta di Gela,
rivendendoli altresì a un’ulteriore azienda agricola vittoriese. A seguito delle attività di perquisizione
delegate dall’Autorità giudiziaria iblea, sono stati sequestrati oltre 30.000 semi di pomodoro, la cui
contraffazione è stata recentemente confermata dall’esito delle analisi genetiche condotte da appositi
laboratori specializzati. I titolari delle aziende coinvolte sono stati deferiti alla Procura della
Repubblica di Ragusa ai sensi dell’art. 517-ter del codice penale, per fabbricazione e commercio di
beni usurpando i diritti di proprietà intellettuale. Ringrazio le Fiamme Gialle e gli ispettori dell’ICQRF per l’azione coordinata e l’impegno costante sul territorio. Il sistema dei controlli è un presidio fondamentale per sostenere chi opera correttamente nel settore agricolo e tutelare il valore delle nostre produzioni". Lo dichiara il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. La propagazione non autorizzata di varietà vegetali non solo costituisce un rischio fitosanitario,
favorendo la diffusione di malattie delle piante, ma è anche un atto di concorrenza sleale che
danneggia i produttori e i vivaisti che rispettano la legge. Inoltre, queste condotte arrecano gravi danni
economici ai detentori dei brevetti, che subiscono perdite ingenti derivanti dagli investimenti spesso
decennali di ricerca e di sviluppo per la creazione di nuove varietà.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di non
colpevolezza sino alla sentenza di condanna definitiva.


Il ciclo virtuoso della raccolta differenziata

Il ciclo virtuoso della raccolta differenziata

Bruxelles ha dato parere favorevole al Piano regionale dei rifiuti in Sicilia. La comunicazione ufficiale è stata data dalla direzione generale della politica regionale e urbana della Commissione Ue. «Andiamo avanti spediti sul progetto dei termovalorizzatori per cambiare concretamente e sistematicamente la gestione dei rifiuti in Sicilia - dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in qualità di Commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti -  Il via libera della Commissione Ue rappresenta un ulteriore passo avanti per mettere fine alla stagione del conferimento in discarica, gravosa per l’ambiente e onerosa per i cittadini e per i bilanci pubblici».Lo scorso novembre, Schifani aveva incontrato a Bruxelles la commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, proprio per un confronto sul nuovo Piano rifiuti, che la Sicilia attendeva da anni e che, adesso, sblocca anche la rete impiantistica per completare il ciclo virtuoso della raccolta differenziata e del riuso.Il Piano, approvato a Bruxelles, prevede la realizzazione di due termovalorizzatori, uno a Palermo (a Bellolampo) e uno a Catania (all'interno dell'area industriale), i cui progetti di fattibilità tecnico-economica (Pfte) saranno consegnati entro aprile. Le gare per la realizzazione degli impianti saranno pubblicate entro la fine del 2026, con l’aggiudicazione e l’avvio dei lavori nella primavera del prossimo anno.

Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera

Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera

Celebrata oggi ,a Ragusa come in tutta Italia,  la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, istituita il 23 novembre del 2012 con la legge n. 222, nella data della proclamazione, a Torino, il 17 marzo del 1861, dell'Unità d'Italia. E con le seguenti parole, che costituiscono parte del testo della legge 17 marzo 1861 n. 4671 del Regno di Sardegna, aveva luogo la proclamazione ufficiale del Regno d'Italia: "Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861". Il 21 aprile 1861 quella legge diviene la prima del neocostituito Regno d'Italia. Quest'ultimo è il risultato di un percorso iniziato con un'Italia divisa in sette Stati, attraverso la Prima guerra d'indipendenza (1848-49), la Seconda guerra d'indipendenza (1859- 1861) e la spedizione dei mille (1860), e conclusosi con la proclamazione di Vittorio Emanuele II Re d'Italia.  Il processo di unificazione continuò con la Terza guerra d'indipendenza (1866), la seconda spedizione di Garibaldi verso Roma (1867) e l'annessione di Roma (1870). Infine, la vittoria nella Prima guerra mondiale (1915-1918) farà coincidere i confini geografici della Nazione – intesa come comunità di individui che condivide storia, lingua e cultura - con quelli dello Stato – inteso come entità che esercita la propria sovranità su di una comunità di individui all’interno di un territorio attraverso un ordinamento giuridico formato da istituzioni e norme giuridiche.  Questo lungo e articolato processo storico è costato innumerevoli vite umane, spesso giovani uomini e donne che hanno donato la propria esistenza per il bene comune dell’Unità e Libertà del nostro Paese. Bene di cui oggi godiamo e che non dobbiamo dare per scontato ma custodire e preservare gelosamente per non rendere vanno il tremendo tributo di chi ci ha preceduto. La “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” vuole ricordare e promuovere i valori di cittadinanza, essenziali per la corretta e rispettosa convivenza civile, e riaffermare e consolidare l'identità nazionale attraverso la memoria civica.


Ragusa apre le porte alla bellezza: tornano le Giornate FAI di Primavera

Ragusa apre le porte alla bellezza: tornano le Giornate FAI di Primavera

Il fine settimana di sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 segna il ritorno della XXXIV edizione delle Giornate FAI di Primavera, il più importante evento di piazza dedicato alla riscoperta del patrimonio culturale e paesaggistico italiano. In provincia di Ragusa, l’iniziativa si traduce in un’opportunità unica per cittadini e turisti di accedere a luoghi spesso inaccessibili o poco valorizzati, trasformando l’ammirazione per il territorio in un gesto concreto di tutela e partecipazione attiva.
Tre le aperture straordinarie curate dalla Delegazione FAI di Ragusa, guidata dall'avvocato Gisella Scollo. A Ragusa Ibla, il Villino Arezzo di Trifiletti mostrerà i suoi raffinati ambienti borghesi e arredi storici. A Comiso, il protagonista sarà il Castello dei Naselli d’Aragona, testimonianza viva della memoria feudale della città. A Modica, i visitatori potranno scoprire la Chiesetta Rupestre di San Nicolò Inferiore, un gioiello medievale con affreschi bizantini dominati dal Cristo Pantocratore; questo sito è un esempio virtuoso dell'opera del FAI, essendo stato restaurato grazie alle campagne "Luoghi del Cuore".
Un ruolo centrale è affidato agli Apprendisti Ciceroni: studenti di vari istituti locali (come il "Crispi-Vetri", il "Carducci" e il "Verga") che, preparati dai loro docenti, accompagneranno il pubblico alla scoperta dei beni. L'evento punta inoltre sull’inclusività grazie alla collaborazione con le guide LIS dell’Ente Nazionale Sordi.
La missione del FAI si ispira all’articolo 9 della Costituzione: promuovere lo sviluppo della cultura e tutelare il paesaggio. L’accesso ai siti è a contributo libero, una scelta che permette a ogni cittadino di sostenere attivamente il restauro e la cura del patrimonio nazionale. Questa edizione, frutto di mesi di lavoro, è dedicata alla memoria di Letizia Gerotti, già vice capo delegazione.

 

 


Proteste per la Cavalcata di San Giuseppe a Scicli.

Proteste per la Cavalcata di San Giuseppe a Scicli.

 LAV Ragusa interviene con forza sulla tradizionale Cavalcata di San Giuseppe, riaccendendo i riflettori su una celebrazione che, dietro il folklore e l’arte dell’infiorata, nasconde una realtà di profondo disagio per gli animali coinvolti.
Tradizione o Maltrattamento?
Nonostante le rassicurazioni di facciata, i cavalli a Scicli sono costretti a subire bardature opprimenti e stimoli ambientali incompatibili con la loro natura:
 - Bardature: la testa dell'animale completamente intrappolata, totalmente contra natura.
 - Il terrore del fuoco: Il passaggio ravvicinato ai falò (i tradizionali pagghiari) è una fonte di stress estremo per gli animali.
 - L'assedio della folla: Il contatto fisico forzato e il rumore assordante violano ogni norma di benessere etologico.
LAV Ragusa rivolge un appello accorato alle autorità religiose che patrocinano l'evento. È necessario un esame di coscienza collettivo:
"In un momento storico in cui il fragore delle bombe stermina popoli vicini e costringe migliaia di profughi alla fuga, l'uso dei fuochi d'artificio e dei botti è un insulto alla pace," dichiara LAV Ragusa.
"È inaccettabile che la Chiesa permetta che una festa religiosa si trasformi in una simulazione di guerra sonora. Chiediamo coerenza con il messaggio di San Francesco e dell’Enciclica Laudato Si’: rispettare il Creato significa rispettare la sensibilità degli animali e il dolore delle vittime dei conflitti."
LAV Ragusa chiede formalmente al Sindaco di Scicli e agli organizzatori:
- Limiti rigorosi per le bardature, con controlli veterinari indipendenti prima e durante la sfilata.
- Abolizione totale dei botti e dei fuochi d'artificio, sostituiti da spettacoli di luce silenziosi in segno di rispetto per gli animali e per chi soffre a causa delle guerre.
- Distanziamento dei falò dal percorso degli animali per prevenire incidenti e ustioni.
"Non siamo contro le radici di Scicli," conclude LAV Ragusa, "ma crediamo che una città candidata all'eccellenza culturale debba saper evolvere. Una festa è tale solo se nessuno soffre: né l'animale sotto il peso del manto, né l'uomo sotto il peso delle bombe."

Prezzi più bassi e la migliore gestione societaria

Prezzi più bassi e la migliore gestione societaria

C'è voluto un po' di tempo ma alla fine Luigi Crispino ce l'ha fatta. Aveva promesso ai Siciliani ma anche ai suoi azionisti che lo scopo principale della compagnia sarebbe stato raggiunto in tempi relativamente brevi. E così è stato. Bisogna tener presente che mettere su una compagnia aerea non è facile. A parte la questione economica c'è soprattutto la parte burocratica e quella della sicurezza che non può essere trascurata. Oggi dunque possiamo affermare che il sogno di far volare gli aerei di una società interamente siciliana, auto finanziata dai propri azionisti, è realtà.
Ci sono ancora alcuni punti da chiarire per quanto riguarda le rotte e le destinazioni perchè c'è sembrato di capire che i grandi scali siciliani sono soprattutto esterofili, guardano ai collagamenti intercontinentali ma non pensano ai propri conterranei senza preoccuparsi, assolutamente, del caro voli . Invece dal 14 marzo, sul sito www.aerolineesiciliane.com
e www.aerolinee.com  è dunque possibile comprare i biglietti aerei per volare dalla Sicilia a Milano Bergamo a partire dal 31 maggio. Il pagamento potrà essere effettuato con bonifico bancario ma al più presto verrà attivata anche la carta di credito.
“Il sistema di biglietteria ha dato ottimi risultati nello stress test che abbiamo realizzato negli scorsi giorni e pertanto è pronto per le esigenze dell’impresa, al servizio dei nostri clienti”, ha spiegato Luigi Crispino, general manager di Aerolinee Siciliane che fa quindi un altro passo avanti per la piena operatività nella stagione estiva 2026. “Il sito e il sistema di biglietteria sono stati un’altra delle nostre sfide vinte. Know how per offrire un servizio dal gusto e dall’eleganza siciliani – ha aggiunto Crispino -. Il nostro vettore ha due missioni fondamentali: cancellare le incertezze nel costo del viaggio e garantire agli azionisti i prezzi più bassi e la migliore gestione societaria. Chi è azionista avrà i massimi benefici, mentre i siciliani potranno avere la garanzia del miglior servizio e della maggiore trasparenza e comodità, oltre all’opportunità di diventare azionisti”. Aerolinee Siciliane rende noto che stabilirà un rapporto privilegiato con il canale agenziale: le adv possono registrasi e per loro è prevista una commissione.

Le Uova di Pasqua AIL

Le Uova di Pasqua AIL

Tornano anche quest’anno nelle piazze della provincia di Ragusa le Uova di Pasqua AIL, l’iniziativa solidale promossa dall’AIL - Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma - per sostenere la ricerca e garantire assistenza ai pazienti ematologici e alle loro famiglie. L’appuntamento è per il 20, 21 e 22 marzo, quando i volontari saranno presenti in numerosi comuni del territorio per offrire le tradizionali uova di cioccolato solidali.

"Dentro un Uovo di Pasqua Ail c'è molto di più di una semplice sorpresa. Con un contributo minimo di 15 euro, ci aiuterai a sostenere la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma e a portare aiuto a tanti pazienti. È importante continuare a camminare insieme per rendere i tumori del sangue sempre più curabili", dichiara la presidente di AIL Ragusa, Carmela Nicita.

Attività che ogni mese portano aiuto e speranza ai malati e alle famiglie della provincia di Ragusa, grazie al lavoro costante dei volontari dell’associazione. Servizi fondamentali come l’assistenza domiciliare, la consegna dei farmaci, il contributo per i viaggi solidali o il sostegno psicologico.

I punti di distribuzione in provincia di Ragusa:

  • Ragusa – Piazza Libertà (20, 21 e 22 marzo)
  • Modica – Piazza Matteotti (20, 21 e 22 marzo)
  • Vittoria – Piazza del Popolo (20, 21 e 22 marzo)
  • Santa Croce Camerina – Piazza Vittorio Emanuele (22 marzo)
  • Scicli – Piazza Busacca (21 e 22 marzo)
  • Ispica – Piazza Santa Maria Maggiore (21 e 22 marzo)
  • Chiaramonte Gulfi – Corso Umberto I (21 marzo)
  • Comiso – Piazzale Annunziata (21 e 22 marzo)
  • Pozzallo – Piazza delle Rimembranze (22 marzo)
  • Marina di Ragusa – Piazza Duca degli Abruzzi (21 e 22 marzo)
  • Acate – Piazza Matteotti (29 marzo)

A Ragusa saranno presenti inoltre punti di distribuzione anche presso il Mercatino degli Agricoltori (21 marzo), la Parrocchia Preziosissimo Sangue (22 marzo), la Parrocchia San Pio X (22 marzo) e la Chiesa Sacra Famiglia (22 marzo).

"Grazie a questa campagna di solidarietà riusciamo a dare un impulso alla programmazione e al mantenimento delle attività che impegnano la nostra associazione sul territorio. Quindi sostenere concretamente i progetti e i servizi che ogni giorno aiutano i pazienti ematologici del territorio e le loro famiglie. Un piccolo gesto che può fare una grande differenza", conclude la presidente Nicita.


Strategie per contrastare l’abbandono di rifiuti

Strategie per contrastare l’abbandono di rifiuti

E' stato presentato, presso la sede del Libero Consorzio Comunale di Ragusa in viale del Fante, il libro di Attilio Tornavacca “Strategie ed azioni sinergiche per contrastare l’abbandono di rifiuti”, edito da ESPER (Ente di Studio per la Pianificazione Sostenibile delle Risorse – società benefit). L’incontro, organizzato dal circolo Legambiente “Il Carrubo” di Ragusa e moderato da esponenti di Legambiente di diversi circoli provinciali, ha visto
l’intervento dell’autore, seguito da una tavola rotonda con rappresentanti delle forze dell’ordine, tecnici esperti in materia e la partecipazione dei sindaci di Ragusa, Vittoria e Giarratana.
Sono state presentate le strategie più efficaci per contrastare la piaga dell’abbandono di rifiuti, un malcostume diffuso in molte zone d’Italia, compreso il territorio ibleo, e che, oltre a provocare notevoli danni all’ambiente e una sensazione di degrado diffuso, diventa un pessimo biglietto da visita per un territorio ad alta vocazione turistica come il nostro, e pertanto ha ricadute negative anche sull’economia. Inoltre, la rimozione dei rifiuti abbandonati rappresenta un costo aggiuntivo per i Comuni, che va a ricadere sulla TARI di tutti gli utenti che pagano regolarmente ed osservano le regole del corretto conferimento. Le suddette strategie sono:
- Analisi e caratterizzazione del fenomeno di abbandono dei rifiuti;
- Attività di educazione, formazione, informazione, sensibilizzazione della cittadinanza;
- Concertazione delle attività di monitoraggio, contrasto, repressione, comunicazione alla
cittadinanza e bonifica ambientale tra i diversi Enti coinvolti;
- Azioni di vigilanza (anche tramite droni e telecamere) ed accertamento quale deterrente
verso chi abbandona, ed uso anche di immagini riprese da privati cittadini;
- Introduzione di ispettori o guardie ecologiche per coadiuvare le azioni di vigilanza ed
accertamento;
- Introduzione di meccanismi incentivanti come la tariffazione puntuale;
- Verifica degli utenti evasori della TARI tramite incrocio tra le banche dati di catasto e
ufficio rifiuti;
- Quantificazione dei costi di rimozione dei rifiuti abbandonati nella bolletta TARI (per
sensibilizzare ogni utente a lottare contro gli abbandoni, anche per salvaguardare il
proprio interesse economico oltre all’ambiente)
- Diffusione di applicazioni per la segnalazione di rifiuti abbandonati;
- Corretta identificazione delle utenze che non conferiscono correttamente grazie al
monitoraggio dei conferimenti;
- Agevolazione del corretto invio a recupero dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali, tramite
centri di raccolta con orari comodi e personale qualificato;
Anche la successiva discussione e la tavola rotonda hanno evidenziato come la lotta
all’abbandono dei rifiuti non si possa compiere soltanto sul piano repressivo, ma consta di una
serie di iniziative in sinergia tra diversi Enti. L’auspicio dell’Associazione Legambiente è che
questi suggerimenti vengano fatti propri da tutti i sindaci dei Comuni del Libero Consorzio di
Ragusa, in modo da mettere in campo da subito ogni possibile azione per contrastare il
fenomeno dell’abbandono di rifiuti.


Un protocollo d’intesa per formazione professionale

Un protocollo d’intesa per formazione professionale

Figure tecniche in settori come quello amministrativo, dell’edilizia, della meccanica, dell’impiantistica, del web e del marketing: sono alcune delle qualifiche più richieste, in questo momento, dal mercato del lavoro in Sicilia. Proprio per allineare la formazione professionale alle esigenze delle imprese, è stato siglato oggi a Palazzo d’Orléans, a Palermo, un protocollo d’intesa tra il presidente della Regione, Renato Schifani, e i vertici siciliani di Confindustria e Ance, Diego Bivona e Salvatore Russo. Presente anche l’assessore all’Istruzione e alla formazione, Mimmo Turano.
«Gli indicatori economici sono positivi - dice il presidente della Regione Renato Schifani - e la Sicilia è tra le regioni italiane che più delle altre in questo momento sta attraendo investimenti sulle grandi opere per decine di miliardi di euro con impegni da parte di grossi gruppi imprenditoriali. Abbiamo il dovere di cogliere questa occasione irripetibile. Per questo, abbiamo messo in campo misure come il south working e la decontribuzione per le assunzioni finanziandole con 600 milioni di euro in tre anni. Allo stesso tempo è, però, fondamentale che il mercato del lavoro si faccia trovare preparato e sia in grado di rispondere alle reali esigenze delle aziende dando nuova occupazione. L'intesa siglata oggi conferma ancora una volta come la collaborazione con il mondo produttivo sia imprescindibile nel settore della formazione professionale. Intendiamo andare avanti in questo percorso che in passato ha già portato all'accordo con Webuild e all'organizzazione dei recruiting day dell'azienda in Sicilia».
«La sottoscrizione del protocollo si inserisce in una scelta politica precisa del governo regionale – ha aggiunto l’assessore Mimmo Turano – e segna una svolta per la formazione professionale in Sicilia. Finalmente viene creato un sistema che finanzia la domanda, agganciando i fabbisogni delle imprese all’offerta formativa e rispondendo al meglio alle esigenze delle imprese. L’intesa rappresenta un passaggio indispensabile e propedeutico alla pubblicazione del nuovo Avviso, che sarà pubblicato lunedì».
Incrociando le esigenze espresse dalle associazioni imprenditoriali con le figure inserite nel repertorio delle qualificazioni della Regione Siciliana, sono state identificati alcuni profili professionali sui quali gli enti della formazione punteranno per avvicinare l’offerta di lavoro alla reale domanda che arriva dal mondo produttivo.