Piano di spesa per la legge su Ibla.

Piano di spesa per la legge su Ibla.

Approvato dalla Commissione per il risanamento dei centri storici del Comune di
Ragusa il piano di spesa per il 2025 della legge speciale 61/81, un passaggio
strategico che traccia le linee di intervento per il rilancio e la valorizzazione del
centro storico cittadino, con un’attenzione particolare a Ragusa Ibla e il cuore di
Ragusa superiore.
Il piano, arrivato in Commissione dopo il decreto ricevuto nel mese di dicembre,
conferma un’impostazione ormai consolidata negli anni: la costruzione di una visione
complessiva attraverso un “progetto madre”, capace di orientare e integrare una serie
di interventi secondari ma strettamente collegati tra loro. Una strategia che punta a
coniugare progettazione a lungo termine, riqualificazione urbana e miglioramento
della qualità della vita per residenti e visitatori.
Focus del piano 2025 è proprio il progetto principale, che prevede la realizzazione di
un teatro all’aperto nel cuore di Ibla. L’intervento interesserà un’area di grande pregio
paesaggistico e storico, situata tra gli scavi archeologici, l’auditorium di San
Vincenzo Ferreri e piazza Hodierna, a ridosso dei Giardini Iblei. Qui sorgerà un
anfiteatro moderno, pensato come spazio dedicato alla cultura, allo spettacolo e alla
socialità, in grado di ampliare e diversificare l’offerta già vivace della città.
L’obiettivo è duplice: da un lato creare un nuovo polo culturale stabile, dall’altro
sostenere il crescente fermento artistico e turistico che negli ultimi anni ha
caratterizzato Ragusa, offrendo nuovi contenitori per eventi, rassegne e attività.
Il progetto sarà oggetto di un concorso di idee e vedrà il coinvolgimento di importanti
realtà accademiche, tra cui l’Università La Sapienza di Roma.
Previsti, in collaborazione con commissione centri storici, workshop e momenti di
confronto con tecnici, professionisti, studenti e cittadini, in un percorso partecipativo
che mira a costruire uno spazio condiviso e pienamente integrato nel contesto urbano.
Accanto al progetto principale, il piano di spesa prevede una serie di interventi
puntuali ma altrettanto significativi. Tra questi, la riqualificazione di Piazza delle

Poste, per la quale sono state stanziate le prime risorse destinate alla progettazione e
alla realizzazione di una nuova pavimentazione e al miglioramento complessivo
dell’area. Un intervento atteso che punta a restituire decoro e funzionalità a uno
spazio centrale, contribuendo a rafforzare l’identità urbana e la fruibilità quotidiana
del centro.
Il piano guarda inoltre ai giovani e alla vivibilità dei quartieri storici. In quest’ottica si
inserisce la riconversione dell’impianto sportivo di Santa Mari La Nova, che sarà
trasformato in una struttura multifunzionale con campi per tennis e calcio in erba
sintetica. L’obiettivo è offrire nuove opportunità di aggregazione e attività sportiva ai
residenti, in particolare agli studenti universitari e ai giovani che vivono a Ibla per i
quali è previsto anche un contributo per un sostegno agli affitti.
Non meno importante è il capitolo dedicato al recupero dell’edilizia abitativa. Il piano
prevede infatti lo stanziamento di risorse aggiuntive per incentivare interventi di
riqualificazione degli immobili del centro storico, favorendo il ripopolamento e
contrastando il degrado urbano. A questo si aggiungono fondi destinati alla
progettazione e alla manutenzione del patrimonio comunale, in un’ottica di gestione
equilibrata tra nuove opere e cura dell’esistente.
Si tratta, dunque, di un programma articolato che mette insieme visione strategica e
azioni concrete, con l’obiettivo di rendere il centro storico sempre più attrattivo,
vivibile e dinamico.


Non si ferma la corsa dei carburanti

Non si ferma la corsa dei carburanti

Neppure nel giorno di Pasqua si ferma la corsa dei carburanti. Anche oggi in Sicilia benzina e gasolio registrano nuovi aumenti, segno evidente che la proroga del taglio delle accise decisa dal Governo non basta a contenere i listini e a difendere realmente famiglie, lavoratori e automobilisti.
Secondo un’elaborazione del Codacons sui dati ufficiali del Mimit relativi ai prezzi medi regionali dei carburanti in Sicilia, oggi la benzina self sale a 1,802 euro al litro e il gasolio self raggiunge 2,137 euro al litro. Rispetto a ieri, la benzina aumenta di 0,4 centesimi al litro, mentre il gasolio cresce di 1,3 centesimi al litro. Numeri che confermano come i rincari alla pompa continuino a mangiarsi, giorno dopo giorno, gli effetti del taglio fiscale.
"Il dato di oggi è gravissimo soprattutto per il segnale che manda al Paese. Se benzina e gasolio continuano a salire perfino a Pasqua, vuol dire che la misura varata dal Governo non sta fermando affatto la corsa dei prezzi. Non siamo davanti a una tregua, ma all’ennesima illusione scaricata sulle spalle dei cittadini".
Per il Codacons, la proroga del taglio delle accise rischia di trasformarsi in un provvedimento insufficiente e ormai svuotato nei suoi effetti concreti, mentre il peso del pieno continua a diventare insostenibile per milioni di italiani. Il caro carburanti, inoltre, minaccia di ripercuotersi ancora una volta sull’intera economia, dai costi di trasporto alla distribuzione delle merci, fino ai prezzi al dettaglio.
"Il Governo deve smettere di inseguire l’emergenza con misure tampone. Serve subito uno sconto fiscale più forte, netto e realmente capace di abbassare il prezzo finale praticato ai consumatori. Ogni ulteriore ritardo significa colpire famiglie, pendolari, lavoratori e imprese, già messi in ginocchio da rincari continui"!
Il Codacons lancia quindi un nuovo e pressante appello all’Esecutivo affinché adotti senza indugi misure straordinarie per arginare l’emergenza carburanti e restituire ossigeno ai consumatori.
"Non si può chiedere agli italiani di continuare a sopportare tutto questo mentre i listini crescono ancora, anche nel giorno di Pasqua -  dichiara Tanasi - Se non arriverà un intervento immediato e realmente efficace, il Codacons è pronto a promuovere la mobilitazione degli automobilisti in tutta Italia per difendere il diritto alla mobilità e il potere d’acquisto delle famiglie" - conclude Tanasi.

Ancora un rinvio del Piano casa

Ancora un rinvio del Piano casa

 “Il continuo rinvio del Piano casa, mentre cresce l’emergenza abitativa, certifica una responsabilità politica precisa: il Governo continua a non considerare la casa una priorità nazionale. E mentre a Roma si rinvia, in Sicilia la situazione peggiora giorno dopo giorno”. Così Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, che precisa: “Nell’Isola il disagio abitativo non è un’emergenza temporanea, ma una condizione strutturale. Abbiamo migliaia di famiglie in attesa di un alloggio pubblico, un patrimonio di edilizia residenziale degradato e spesso inutilizzabile, oltre che non adeguato sotto il profilo della sicurezza sismica, perché realizzato in gran parte durante il boom edilizio, quando la normativa antisismica era insufficiente. Ciò rappresenta un rischio grave per la sicurezza dei cittadini, oltre che un ulteriore segnale dell’abbandono delle politiche abitative pubbliche. E, allo stesso tempo, un mercato degli affitti fuori controllo rispetto ai redditi reali dei lavoratori”.  Non migliore la situazione a livello nazionale “dove sono oltre 250mila - spiega Pistorio - le famiglie in lista per una casa popolare, mentre circa un milione di under 40 non riesce ad acquistare un’abitazione. In Sicilia questi numeri pesano ancora di più: salari più bassi, precarietà diffusa e scarsa offerta pubblica rendono l’accesso alla casa sempre più difficile, soprattutto per giovani, lavoratori e famiglie monoreddito”. A ciò bisogna aggiungere il caro affitti che “nelle città siciliane – ancora Pistorio - sta diventando insostenibile. Negli ultimi anni i canoni sono cresciuti mediamente tra il 15% e il 25%, con picchi ancora più alti nelle zone universitarie e turistiche, a fronte di un aumento nazionale tra il 10% e il 15%. Ma il dato più grave è che in Sicilia i redditi sono più bassi della media italiana, quindi l’impatto reale degli aumenti è molto più pesante. Sempre più spesso un lavoratore è costretto a destinare oltre il 50% del proprio stipendio all’affitto. Questo significa che in Sicilia la casa non è solo più cara: è molto meno accessibile”.  A incidere in modo significativo è anche il fenomeno dell’overtourism. “Il turismo rappresenta una grande opportunità di crescita economica per la Sicilia - evidenzia Pistorio - ma senza una regolazione pubblica sta contribuendo ad aggravare il problema abitativo. Sempre più immobili vengono sottratti alla locazione residenziale e destinati agli affitti brevi, riducendo l’offerta disponibile per cittadini e lavoratori e facendo aumentare ulteriormente i prezzi. E le conseguenze sociali sono evidenti, soprattutto tra i più giovani, spesso costretti a lasciare l’Isola. Non solo per mancanza di lavoro stabile, ma anche perché non riescono più a sostenere il costo di un’abitazione”. Il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia rileva: “Il Piano casa nazionale del Governo prevede la ristrutturazione di circa 63mila alloggi pubblici con uno stanziamento di 970 milioni di euro, una cifra del tutto insufficiente. Oggi, con i costi di costruzione che superano i 2.000 euro al metro quadro, è evidente che non si può affrontare una crisi di questa portata con meno di un miliardo. Ne servirebbero almeno 35 per dare una risposta seria al fabbisogno abitativo”. Non solo. A detta di Pistorio “particolarmente critica è la scelta di affidarsi ai privati per la realizzazione di alloggi a canone calmierato. Col rischio concreto di sostituire una politica pubblica con una politica di mercato. E in Sicilia questa impostazione rischia di escludere le fasce più deboli”. Alla già difficile situazione si aggiunge il tema degli studenti fuori sede. I numeri parlano chiaro. “A fronte di circa 800mila studenti a livello nazionale - spiega Pistorio - i posti negli studentati sono appena 96mila. Anche in Sicilia questa carenza si traduce in un aumento ulteriore degli affitti e in un ostacolo concreto al diritto allo studio. La Regione Siciliana non può più limitarsi a osservare. In questi anni è mancata una strategia strutturale sulla casa: serve subito un piano straordinario regionale che recuperi gli alloggi pubblici inutilizzati, finanzi nuova edilizia residenziale pubblica, regolamenti gli affitti brevi e sostenga concretamente le famiglie in difficoltà. Le risorse ci sono e vanno utilizzate, a partire dai fondi di coesione”. Pistorio conclude: “Il diritto alla casa deve tornare al centro delle politiche pubbliche. Perché senza casa non c’è lavoro stabile, non c’è possibilità di costruire una famiglia, non c’è diritto allo studio. E senza tutto ciò non c’è futuro. Né per i giovani, né per la Sicilia”.


Le risorse nel limbo della burocrazia regionale.

Le risorse nel limbo della burocrazia regionale.

L'on Abbate è costretto a criticare aluni enti regionali che, in momenti così difficili, invece di dare una mano ai piccoli imprenditori erogando i contributi e gli aiutti previstio, continuano a mettere ostacoli impedendo praticamente che le pratiche arrivino al momento dell'erogazione. “E’ surreale, dice Abbate,  come la totale confusione che regna nella gestione attuale della nascita del nuovo organismo regionale IRCA, blocchi l’erogazione degli aiuti per 5 milioni di euro stanziati a fine 2025 grazie alla L.R 1/2026 “Prestiti di Conduzione alle aziende agricole siciliane” che ad oggi non si riesce a sbloccare. Ringrazio ancora una volta l’assessore Sammartino e il Direttore Generale Bellomo per aver ulteriormente sollecitato l’IRCA sullo sblocco della convenzione per mettere a disposizione le risorse. Oggi è sotto gli occhi di tutti come un ente che voleva accorpare IRCAC e CRIAS, che funzionavano egregiamente e che per decenni sono state punto di riferimento per le aziende siciliane, sta invece rallentando in modo evidente una norma approvata dal Parlamento per il rifinanziamento di una legge già esistente che avrebbe dovuto avere un percorso preferenziale.
Per non parlare delle altre misure approvate dal parlamento che non sono state mai attivate come l'elevazione del massimale di esercizio e la possibilità di usufruire con i finanziamenti a medio termine, concessi dalla Crias, dei contributi a fondo perduto concessi dal fondo "Più Artigianato". E’ invece sotto gli occhi di tutti l’incapacità nella gestione delle risorse. Sono amareggiato nel constatare che, risorse esistenti e pronte per poter essere erogate alle aziende (per le quali mi sono battuto personalmente nella scorsa finanziaria) restano nel limbo della burocrazia regionale. Sono certo che l’Assessore alle Attività Produttive che ha dato sempre prova di vicinanza al mondo delle imprese, prenderà in mano la vicenda e in poche ore risolverà finalmente una agonia che ormai le aziende siciliane, specialmente quelle agricole, non possono sopportare”.

Screening in movimento

Screening in movimento

Riprenderà martedì 7 aprile “Salute a Bordo”, la campagna itinerante di screening promossa dall’ASP di Ragusa per avvicinare i programmi di prevenzione ai cittadini dei dodici comuni iblei.
L’iniziativa sarà realizzata attraverso un motorhome attrezzato, che farà tappa nei diversi centri del territorio provinciale offrendo servizi informativi e prestazioni legate agli screening oncologici promossi dall’Azienda.
La prima tappa è prevista a Monterosso Almo, dove il mezzo resterà da martedì 7 a sabato 11 aprile in piazza San Giovanni, dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Si proseguirà con Giarratana (dal 13 al 19 aprile) e Chiaramonte Gulfi (dal 20 al 26).
A bordo sarà possibile effettuare esami mammografici, ritirare le provette per il test del sangue occulto nelle feci, nell’ambito dello screening per il tumore del colon-retto, e ricevere informazioni sui tre programmi di screening.
“La campagna - dice il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Ragusa, Giuseppe Smecca -, che ha già riscontrato un ottimo successo lo scorso dicembre, punta a promuovere la cultura della prevenzione, sensibilizzando la popolazione sull’importanza di aderire ai controlli periodici, fondamentali per una diagnosi precoce e per l’efficacia degli interventi di cura”.

Controlli interforze.

Controlli interforze.

La Polizia di Stato, congiuntamente all’Arma dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza, ha svolto servizi straordinari di controllo del territorio finalizzati al contrasto del fenomeno dello
spaccio di sostanze stupefacenti e dell’immigrazione clandestina a Ragusa.
L’attività svolta nel mese di marzo, grazie anche al supporto di personale tecnico dell’Enel e del Comune di Ragusa, ha permesso di effettuare controlli su diversi complessi edilizi del centro storico, al fine di verificarne la corretta destinazione d’uso, l’effettiva presenza degli aventi diritto, nonché la regolarità dei contratti di locazione e delle utenze collegate.
L’impiego complessivo di circa 110 operatori ha consentito di conseguire i seguenti risultati:
 28 posti di controllo effettuati;
 974 persone identificate;
 553 veicoli controllati;
 16 infrazioni al Codice della Strada accertate;
 19 cittadini stranieri espulsi, di cui 5 accompagnati presso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio;
 5 esercizi pubblici sottoposti a controllo.
Infine, nell’ambito delle verifiche presso i locali pubblici, i controlli interforze sono stati assicurati con la collaborazione dei Vigili del Fuoco, dell’Ispettorato del Lavoro e dell’A.S.P. di
Ragusa, per verificare il possesso dei requisiti tecnici e delle necessarie autorizzazioni.


Il PD ragusano è per le spiagge libere

Il PD ragusano è per le spiagge libere

Si è svolta  in piazza Torre a Marina di Ragusa, la segreteria del circolo cittadino del Partito Democratico dedicata al tema del piano spiagge e alla tutela della libera fruizione del litorale. Al centro dell’iniziativa, la denuncia di una progressiva riduzione degli spazi pubblici a favore di concessioni private e l’annuncio di una proposta concreta per invertire la rotta. “L’estate 2025 – ha dichiarato il segretario cittadino Riccardo Schininà – ha registrato una crescita indiscriminata di ombrelloni e sdraie in un contesto di spiagge già limitate. Con costi medi di circa 20 euro a persona, il rischio è che il mare diventi un privilegio e non più un diritto. Per questo proponiamo un regolamento consiliare che vincoli i nulla osta del Comune al rispetto del piano spiagge approvato dal Consiglio comunale, garantendo equilibrio tra interesse privato e fruizione pubblica”. Nel corso dell’incontro è stata inoltre ufficializzata la presentazione della proposta di regolamento per disciplinare i criteri di rilascio dei nulla osta alle concessioni demaniali marittime di breve durata, con l’obiettivo di colmare il vuoto normativo e tutelare l’uso pubblico delle spiagge.“Il Partito Democratico – ha aggiunto il capogruppo Peppe Calabrese – è dalla parte delle spiagge libere. Non è accettabile che, in assenza di un piano pienamente operativo, si continui a concedere porzioni di arenile fino a privatizzare quasi l’intera costa. I ragusani hanno il diritto di vivere il mare liberamente. Il regolamento promesso dall’amministrazione non è mai arrivato: oggi lo presentiamo noi e chiediamo al Consiglio comunale di assumersi la responsabilità di decidere”. A sostegno dell’iniziativa, il PD ha lanciato anche una raccolta firme per coinvolgere cittadini e rafforzare la battaglia politica a difesa delle spiagge libere.


La Sicilia pensa alla difesa!!

La Sicilia pensa alla difesa!!

Quasi 35 miliardi di euro riprogrammati in tutta Europa, oltre 7 miliardi per l'Italia che sposta 4,665 miliardi alla competitività delle imprese, 1,119 miliardi alle politiche abitative, 629 milioni alla gestione dell’acqua, 396 milioni alla transizione energetica e 248 milioni alla difesa ma di questi ultimi, inspiegabilmente,  il peso maggiore sarà della Sicilia.
La revisione di medio termine della politica di coesione conferma il cambio di rotta della Commissione von der Leyen: le risorse pensate per ridurre i divari territoriali vengono riallocate verso nuove “priorità strategiche” a partire da competitività e difesa. Nel dettaglio, secondo i dati presentati mercoledì dal vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, gli Stati membri hanno riallocato 34,6 miliardi di euro, pari a circa il 10% dell’intero bilancio della coesione 2021-2027, destinandone  tra le altre cose 15,2 a competitività e tecnologie critiche e  11,9 miliardi a difesa e preparazione civile.  In particolare l’Italia ha riprogrammato 7,08 miliardi di euro su una dotazione di oltre 42 miliardi per il periodo 2021-2027, intervenendo su 35 programmi su 48 (28 regionali e 7 nazionali). La fetta più grossa, 4,665 miliardi, finisce alla competitività delle imprese. Seguono 1,119 miliardi per le politiche abitative, 629 milioni per la gestione dell’acqua, 396 milioni per la transizione energetica e 248 milioni destinati alla difesa, che nel perimetro Ue include capacità industriali, tecnologie dual-use e mobilità militare, misure di cuber-sicurezza. È la voce politicamente più sensibile. Sarà per questo se non compare nella nota in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a ventiquattr’ore dall’annuncio – arrivato del resto nelle ore caldissime tra le dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi e quelle di Daniela Santanché – ha rivendicato la rimodulazione come risultato della “riforma delle politiche di coesione promossa dal Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto”. La premier, elencando le voci che verranno rimpolpate grazie alle risorse Ue, si è limitata a citare la competitività delle imprese, gli alloggi a prezzi calmierati e gli interventi sul fronte idrico ed energetico. Va però considerato che ogni euro spostato verso le nuove voci è un euro sottratto agli obiettivi originari di riequilibrio. I fondi oggetto di riprogrammazione provengono in larga parte dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo sociale europeo Plus, cioè gli strumenti cardine della politica di coesione. Risorse pensate per finanziare sviluppo territoriale, occupazione, inclusione sociale, innovazione e infrastrutture locali, in particolare nelle regioni più deboli. Ora dove vengono spostate? La Sicilia ha deciso di dirottare quasi 200 milioni, su oltre 1 miliardo complessivamente riprogrammato, alla voce difesa. Stessa scelta ma per cifre molto inferiori per Calabria (14,8 milioni), Basilicata (13,7), Abruzzo (11,2), Lombardia (7,5) e Molise (1,9). Ecco è questa la domanda che ci facciamo. Tocca alla Sicilia pensare alla difesa della nazione? E perchè?  E' vero che se si guarda al confronto europeo, comunque, il peso della difesa nella riprogrammazione italiana resta relativamente contenuto. Ma resta sempre la domanda del perchè tocchi alla Sicilia sopportare il disagio economico maggiore. A causa della nuova realtà internazionale la distribuzione degli 11,9 miliardi riallocati a quella voce è molto concentrata tra pochi Paesi. In prima linea la Polonia con la bellezza di 6,3 miliardi su 8 riallocati, seguita dalla Romania con oltre 900 milioni e curiosamente dalla Spagna – il Paese che lo scorso anno ha ottenuto una deroga dall’obiettivo Nato del 5% del pil a difesa e sicurezza – con circa 435 milioni. Cifre importanti anche per Paesi baltici come la Lituania (oltre 400 milioni) e la Lettonia (quasi 400 milioni), coerentemente con la loro esposizione geopolitica. Molto inferiori le somme destinate da Francia (circa 100 milioni) e Germania (poco più di 130 milioni). Berlino aveva però previsto già dopo l’invasione russa dell’Ucraina un piano di investimenti nel comparto con pochi precedenti.  Insomma La Russia ha cambiato lo scenario europeo ma secondo noi sbagliando completamente la strategia. Dopo oltre 4 anni di guerra stressante la Russia di Putin non sembra essere in grado di guardare con bramosia alle altre nazioni vicine. e quindi investire in difesa fa solo arricchire le lobby delle armi che già in Usa e altre parti del mondo detano legge. Ma da noi i Sicilia dateci qualche infreastruttura in più. Grazie.

Allarme digitale

Allarme digitale

Si registra una crescente diffusione della circolazione, attraverso chat e social network, di file, documenti e link apparentemente innocui che, una volta aperti, possono esporre gli utenti a seri rischi per la sicurezza dei dati personali e dei dispositivi. Tali contenuti vengono spesso presentati come materiali informativi, aggiornamenti urgenti o file di immediato interesse, ma possono in realtà celare strumenti idonei a determinare accessi non autorizzati a informazioni sensibili, rubriche e funzionalità del dispositivo, con conseguenze rilevanti sotto il profilo della tutela della privacy.
Si assiste sempre più spesso a una nuova diffusione di contenuti ingannevoli  che sfruttano contesti di forte attenzione pubblica per indurre gli utenti ad aprire file o cliccare su link senza le necessarie verifiche. Anche un gesto apparentemente banale può tradursi in una concreta compromissione della sicurezza digitale.
Il fenomeno si alimenta attraverso meccanismi di condivisione rapida tra contatti, spesso anche fidati, che contribuiscono ad accrescere la credibilità dei messaggi e a favorirne una diffusione capillare.
"È indispensabile mantenere alta la soglia di attenzione  afferma il Codacons evitando di aprire contenuti di provenienza incerta e di lasciarsi condizionare da messaggi che sollecitano azioni immediate o fanno leva su urgenza e preoccupazione". Sempre il  Codacons richiama, infine, l’importanza di mantenere aggiornati i dispositivi e di fare riferimento esclusivamente a fonti ufficiali e canali informativi verificati, soprattutto in presenza di notizie o contenuti relativi a eventi di particolare rilevanza.

Martedì alla raffineria di Priolo per un sit-in

Martedì alla raffineria di Priolo per un sit-in

"Il sud frana e sprofonda nel baratro", questo significherebbe la ricaduta sulla economia del Sud l'impennata e il perdurare dei prezzi dei carburanti, dove l'economia trainante rimane l'agricoltura dopo essere stati seduti ed abbandonati dalla industria cha ha seguito una delocalizzazione selvaggia.
 In perdita già prima di cominciare nella fienaggione, nella mietitura del grano, in perdita nella produzione del pomodoro e ortaggi che devono affrontare circa 2000 (duemila) chilometri prima di arrivare nei mercati europei, in perdita perché la economia del sud è già deficitaria e questo è il colpo di grazia. Questo dichiara Marcello Guastella che rappresenta le "aziende che resistono".  Chiamiamo tutti a raccolta perché è necessario esserci per imprimere una svolta dove una classe politica inetta e schiava delle segreterie di partito  non trova soluzioni.                          Spetta a noi si deve cambiare passo si attinga ai fondi destinati al ponte perché è necessario ridare slancio alla economia del sud! Necessario uno strumento economico finanziario che svolga funzione di volano per la economia del sud. La mostra agricoltori è stata sacrificata  sull'altare di una ragione di stato senza dare un'alternativa alle imprese, prima gli accordi con realtà produttive che di fatto hanno istituzionalizzato la concorrenza sleale ora l'impegnativa del prezzo dei carburanti vanno a sancire la morte della nostra agricoltura e quindi del sud!!!!
Guastella conclude con un apèpello:   Chiamiamo tutti a raccolta per riaffermare che serve un cambio di passo possibile solo se tanti e determinati  ad imprimere una svolta, non Masanielli di turno ma responsabili del ruolo che abbiamo nella proposta e nella protesta!!
Ti aspettiamo martedì alla raffineria di Priolo in un sit-in necessario per il proseguo di una mobilitazione vera!!!