Tutti insieme per Palazzo Tumino
Tutti insieme per Palazzo Tumino
Peppe Cassì non demorde. Fallite già un paio di trattative questa volta tenta la via della Regione. Infatti questa mattina c'è stata la visita istituzionale a Ragusa dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla
Mobilità, Alessandro Aricò, del senatore Salvo Sallemi e del deputato regionale Giorgio Assenza.
Insieme si sono recati appunto a Palazzo Tumino che, ad onor del vero, è struttura che si presta ad ogni esigenza. In pratica sono più piani completamente liberi da muri divisori e quindi adatti ad ogni tipo di attvità. Il sindaco da tempo aveva pensato ad una " cittadella giudiziaria" mettendoci dentro tutti gli uffici del tribunale, a cerca di spazi dopo l'accorpamento con Modica, e poi le forze dell'ordine.
“Sotto la regia e il coordinamento della Prefettura di Ragusa – afferma il sindaco
Peppe Cassì - proseguono gli incontri istituzionali, a ogni livello, per attuare l’idea di
realizzare la nuova cittadella giudiziaria di Ragusa all’interno del Palazzo Tumino,
immobile di enormi dimensioni e potenzialità in una zona della città oggetto di
riqualificazione, con l’intervento in atto all’ex Scalo merci e il prossimo che
riguarderà la stazione.
Continua quindi a trovare conferme l’interesse del Governo e della Regione, i soli che hanno i mezzi per attuare questo progetto ambizioso, che potrebbe contribuire in modo decisivo al rilancio del quartiere”.
La visita è proseguita con un sopralluogo all’interno dell’immobile.
Servono le Province.. eccome
Servono le Province.. eccome
La variazione di bilancio approvata dall'assemblea dei sindaci del Libero consorzio di Ragusa dimostra quanto possa essere utile un ente sovracomunale che miri a migliorare le infrastrutture, e non solo, in tutto il territorio. E' bene dire che in questa vicenda ha un ruolo essenziale il neo direttore generale Nitto Rosso che non ha avuto paura di osare, prendendosi le giuste responsabilità, peraltro insite nel suo ruolo, riuscendo a fare impegnare un tesoretto, in avanzi d'amministrazione, di quasi 13 milioni di euro. In pratica negli anni passati, per disinteresse o per incapacità, nelle casse del LCC si sono accumulate ingenti risorse non spese. Da fare i complimenti anche al Commissario Valenti che ha creduto al suo direttore e ha voluto mettersi in prima linea per condurre questa manovra utile per l'intera provincia con importanti interventi su tutto il territorio. Torna quindi in auge il tema delle Province che sono un bene necessario e vanno reintrodotte dopo averle cancellate, mai definitivamente, per un esagerato senso del risparmio mai comprovato. Tutti, sindaci, operatori culturali, piccole e medie aziende, Proloco, mondo delle scuole, associazioni sono concordi nel dire che il rimedio è stato più dannoso della malattia costringendo i comuni a diventare delle entità solitarie che combattono ogni giorno con il disseto a causa dei troppi compiti a loro assegnati. Adesso è tempo di tornare alle Province e non mi dite che chi le vuole è di destra e chi è contrario è di sinistra ! Non c’è nessuna connotazione politica in questo, nessun proclama di parte, tutt’altro; l’errore è proprio quello di continuare a far delle Province una bandiera ideologica, sventolata da una parte e dall’altra.
Le province hanno un'importanza, amministrativa e politica capace di costituire un riferimento per l’intero sistema delle autonomie e in particolare per i Comuni, specie quelli di dimensioni minori” (sono parole della Corte dei Conti, contenute in una relazione di qualche anno fa). E sappiamo tutti (ce l’abbiamo sotto gli occhi) quale vuoto, nei processi decisionali e amministrativi, esso ha lasciato, penalizzando l’erogazione di servizi importanti. La manutenzione delle strade provinciali, la gestione delle scuole secondarie superiori, il turismo e la promozione e valorizzazione di siti culturali e ambientali, il supporto ai Comuni attraverso le stazioni appaltanti (siamo in piena epoca PNRR), l’impulso a manifestazioni e iniziative artistiche, culturali e sportive d’interesse sovracomunale, il supporto alle strutture ricettive, il sostegno delle attività artigiane …Negli ultimi anni queste funzioni sono state svolte con il contagocce mancando una adeguata rappresentanza territoriale.
Dovranno tornare presidenti, assessori, consiglieri che non sono solo "sederi" per poltrone come qualcuno le aveva definiti ma in alcune realtà, Ragusa per esempio, la Provincia regionale è stata autentica leva di decentramento e autonomia, amministrativa e finanziaria. E poi il fatto che sono i cittadini a eleggere i propri rappresentanti si chiama democrazia diretta. In questo caso inoltre si votano le persone, con nome e cognome, che si presentano con un programma politico, con una squadra di assessori e con delle liste di candidati al Consiglio provinciale e ci si rimette al giudizio insindacabile delle urne. La cancellazione delle province ha rappresentato il solito papocchio italiano: la riforma pensata dal governo Renzi doveva essere temporanea, doveva cioè traghettare le Province verso la completa rottamazione salvando soltanto le città metropolitane; solo che dopo il fallimento del referendum renzicida del 2016 le Province sono rimaste nell’articolo 114 della Costituzione quali enti costitutivi della Repubblica e la legge Delrio non ha fatto altro che aumentare la confusione. Poi mentre il presidente Crocetta metteva fine agli enti durante una diretta televisiva, in Italia non solo le province sono rimaste e fanno attività ma ne sono nate altre ancora.
L’Ars ha tempo fa “segretamente” bocciato, per una mera ripicca partitica, il ritorno delle province ma siamo certi che dopo l'estate il progetto verrà riproposto senza le fibrillazioni dei manager o degli incandidabili. Insomma, la strada é quella lì e va percorsa con il buon senso di chi – da destra a sinistra – voglia continuare a lavorare per la reintroduzione delle Province, contenendone i costi, certo, ma non nel solco di un’austerity forsennata, bensì nel segno precipuo d’una opportuna sostenibilità gestionale. I risparmi tranchant si pagano in confusione e disservizi; altra cosa, buona e giusta, è la razionalizzazione.
Un comitato "gigante"
Un comitato "gigante"
L'Idea, lanciata un paio di giorni fa, di costituire un comitato per la difesa dell'aeroporto di Comiso sta prendendo velocemente piede tanto che in poche ore già un centinaio di persone hanno voluto aderire. A guidare la protesta l'ormai famoso tassista Crocifisso insieme al vittoriese Prelati ed altri. Chi vi scrive è stato cooptato avendo già detto in televisione di essere d'accordo a creare un organismo di protesta forte. Un comitato eterogeneo che però sia lontano da chiunque, in questi anni, ha avuto incarichi dal comune o sia dipendente della Sac o comunque ha rapporti con enti ed istituzioni. Non è certo un reato essere nel libro paga della Sac ma questa condizione impedisce di fare scelte delicate ed intraprendere nuove strade,.. Naturalmente non si deve andare in guerra ma bisogna finalmente sapere la verità. Il comitato che, come dicevamo ha già numeri importanti per l'adesione di tanti ragusani che operano nel settore ricettivo, deve far chiarezza sui rapporti tra la Sac ed il Comune, vuole capire perchè in tutti gli aeroporti d'Europa vola la Ryanair e a Comiso no! Soprattutto si vuole sapere perchè dalla mattina alla sera dalla Sac è stato disatteso disatteso un contratto già concordato con gli irlandesi facendo cancellare almeno 200 voli della summer del 2023. Vogliamo saper una volta per tutte se Comiso è ruota di scorta, buona solo in emergenza o è uno scalo funzionale e capace di far crescere il turismo, per ora in calo, nella provincia di Ragusa. E' una rivolta che se ben orchestrata troverà molti consensi anche da chi non ci si aspetterebbe mai una mossa del genere. Ma ormai non se ne può più. Parlavo con Leontini ieri alla ex provincia e ricordava le battaglie fatte dai parlamentari iblei, senza distinzione, per ottenere i fondi necessari a trasformare la ex base americana in aeroporto civile. Ci sono riusciti ma solo in parte perchè gli errori commessi dai sindaci ricadono sulla popolazione e sulla piccola imprenditoria che vorrebbe vivere di turismo. Sono sicuro che qualcosa verrà fuori. Il presidente Schifani che è l'interlocutore finale deve smettere di fare depistaggio buttando denaro nell'ipotesi cargo e decidersi, essendo in pratica proprietario della Sac attraverso i suoi commissari, di intervenire su Comiso per il settore passeggeri.
Da stasera il Tour Letterario Ibleo
Da stasera il Tour Letterario Ibleo
Apre questa sera la manifestazione all'insegna della cultura, organizzato dal Tour Letterario Ibleo di cui fa parte la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo interamente autofinanziato. Novità assoluta la location visto che ci si ritroverà a Villa Ottaviano a Marina di Ragusa, che apre le sue porte alla cittadinanza. Nelle tre serate previste dall'evento Stefania Campo, Andrea Guastella e Stefano Vaccaro, si confronteranno con vari ospiti all’interno del gioiello architettonico in stile Liberty di via Dandolo 52, ed impreziosite dalle letture dell’attore Massimo Leggio. In particolare, la serata dedicata alla letteratura vedrà Stefano Vaccaro intervistare l’archeologo Giovanni Distefano e il regista Andrea Traina, la serata dedicata al cinema sarà invece condotta da Stefania Campo e si parlerà del rapporto fra cinema e iblei con Lina Giarratana e Gianni Papa e a seguire un’intervista a Teresa Bellina, autrice del docufilm Wrong America. Durante la serata conclusiva Andrea Guastella parlerà di arte contemporanea dialogando con il pittore Giovanni Robustelli e con Vincenzo Cascone, filmaker e curatore di Bitume e FestiWall. E' d'obbligo ringraziare la famiglia Ottaviano che sta aprendo le porte di questo immobile di pregio nel cuore di Marina che sta per essere acquisito dal Comune di Ragusa grazie ad un fondo regionale. Gli spazi esterni, tra l’altro, si prestano benissimo ad eventi come quello che parte stasera.
Tg del 19 luglio
Tg del 19 luglio
Nell'Indice: L'assemblea dei sindaci. Approvate variazioni di bilancio per 12.6 milioni di euro. Intervista al commissario Valenti. L'aeroporto di Comiso sempre peggio. Mal Comune con Cesare Pluchino. I problemi di Marina. Le manifestazioni estive. Presentata quella di ispica. Interviste. Il Modica calcio nuova esperienza.
12,6 milioni di euro di avanzo da investire
12,6 milioni di euro di avanzo da investire
Torna al lavoro il dott. Nicosia
Torna al lavoro il dott. Nicosia
E' tornato al lavoro all’Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa il primario di Cardiologia, Antonino Nicosia, a cui è stato revocato dal GIP del Tribunale di Catania il provvedimento di custodia agli arresti domiciliari. E' stata una naturale conclusione di questa prima parte della vicenda che lo ha visto coinvolto in un'indagine della GdF insieme ad alcuni eminenti primari di altri ospedali della Sicilia sud orientale. E' chiaro che gli inquirenti andranno avanti ma ci era sembrato esagerata la decisone di porre agli arresti domiciliari il dott. Nicosia. Abbiamo scritto che la sanità iblea ha già tanti problemi e ridurre l'operatività di un reparto così importante come l'emodinamica al Giovanni Paolo II era davvero un guaio considerando che , obiettivamente, non c'è il pericolo di reiterare l'eventuale reato di cui si parla.
Tg del 17 luglio
Tg del 17 luglio
Nell'Indice: Momenti internazionali per il voto. La Cgil chiama Schifani per il lavoro durante il perido troppo caldo. Schifani emette un'ordinanza. la sanità in provincia. Intervista al manager dott Drago. Il PD critica il sondaggio per Cassì. Problemi a Marina di Ragusa. Acqua gialla dai rubinetti. calabrese accusa Iblea Acque. Il dono dell'Avo all'astanteria del PD di Ragusa. Un anno dopo l'incendio a Fontanarossa. Tutto Tace. Intervista all'on Campo.
Villa Ottaviano a Marina nuova location culturale.
Villa Ottaviano a Marina nuova location culturale.
Una tre giorni all’insegna della cultura, in uno scenario inedito, come quello di villa Ottaviano, a Marina di Ragusa, che sabato, domenica e lunedì, apre le sue porte alla cittadinanza. L’evento è organizzato dal Tour Letterario Ibleo di cui fa parte la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, in collaborazione con la Pro Loco Mazzarelli, in particolare del contenitore culturale Liolà, ed è interamente autofinanziato. Tre serate, in cui Stefania Campo, Andrea Guastella e Stefano Vaccaro, si confronteranno con vari ospiti all’interno del gioiello architettonico in stile Liberty di via Dandolo 52, ed impreziosite dalle letture dell’attore Massimo Leggio. In particolare, la serata dedicata alla letteratura vedrà Stefano Vaccaro intervistare l’archeologo Giovanni Distefano e il regista Andrea Traina, la serata dedicata al cinema sarà invece condotta da Stefania Campo e si parlerà del rapporto fra cinema e iblei con Lina Giarratana e Gianni Papa e a seguire un’intervista a Teresa Bellina, autrice del docufilm Wrong America. Durante la serata conclusiva Andrea Guastella parlerà di arte contemporanea dialogando con il pittore Giovanni Robustelli e con Vincenzo Cascone, filmaker e curatore di Bitume e FestiWall.
Tre giorni di incontri, proiezioni e fotografie dedicati dunque alla letteratura, al cinema e all'arte che raccontano la bellezza e la cultura del territorio ibleo. “Non possiamo non ringraziare la famiglia Ottaviano, che sta aprendo le porte di questo immobile di pregio nel cuore di Marina – evidenzia Stefania Campo – un immobile che, tra l’altro, sta per essere acquisito dal Comune di Ragusa grazie ad un fondo regionale. Gli spazi esterni, tra l’altro, si prestano benissimo ad eventi come quello che stiamo organizzando anche grazie a quanti si stanno spendendo per potere portare, nel cuore dell’estate, tre giorni di buona cultura nella frazione marinara”. Nella serata di apertura sarà offerto un piccolo spuntino con i prodotti a chilometro zero a cura del Gas Mazzarelli.
Non è tutto oro....
Non è tutto oro....
Non avendo riportato nessun comunicato riguardante il sondaggio del Sole 24 ore abbiamo qualche remora a pubblicare la nota de Pd. Pur tuttavia le valutazioni fatte dal segretario cittadino, che si basano su dati statistici oggettivi e sulla percezione della cittadinanza ci sembrano interessanti. D'altra parte quel sondaggio ci aveva lasciato abbastanza perplessi perchè se è vero che, di primo acchito, chiedendo ai "rausani" che ne pensano del sindaco, ti diranno "tantu beddu" ma poi andando avanti nei quesiti vengono fuori, a poco a poco, diverse incongruenze. Che sono poi quelle che il PD enuncia nel comunicato. Forse questa critica può avere un effetto benefico, non ci speriamo molto a dire la verità, nel senso che il sindaco potrebbe scendere qualche gradino del suo piedistallo alto 63% di voti. Ecco la nota:
Ciò che sui social network viene mostrato dal sindaco e dalla sua maggioranza, di una città modello e senza problemi, non corrisponde alla realtà che è fatta, invece, di disagi, disservizi e persone arrabbiate, checché ne dica il quarto posto di Cassì nella classifica Governance Poll de Il Sole 24 Ore”. Lo dichiarano dalla la segreteria cittadina del Partito Democratico di Ragusa, congiuntamente al Gruppo consiliare a Palazzo dell’Aquila, per bocca del segretario cittadino Peppe Calabrese.
“Innanzitutto, va fatta una rapida considerazione sul sondaggio – proseguono dalla segreteria dem e dal Gruppo consiliare – che è realizzato dall’Istituto demoscopico Noto sulla base di un campione di soli 600 cittadini rispetto ai 73.684 abitanti attestati dall’ISTAT a dicembre 2023. Ciò vuol dire che quel 60% di consensi registrati nell’indagine riguardano 360 ragusani che rappresentano lo 0,49% del totale. Insomma, un risultato che va preso con le pinze se rapportato al campione ridotto interpellato. Poi c’è un dato: il sindaco è stato rieletto lo scorso anno con il 63% dei voti, stando al risultato appena ottenuto avrebbe perso tre punti percentuale in appena dodici mesi, una tendenza che, se confermata in futuro, potrebbe essere preoccupante. In ultimo, ci piace pensare che in politica l’unico esame statistico di qualche valore è quello delle elezioni: Cassì non potrà sottoporsi nuovamente alla prova delle amministrative e quindi non potremo sapere, tra quattro anni, quale sarà il reale gradimento dei cittadini sul suo operato”.
“La percezione che abbiamo noi del Partito Democratico – spiega poi il segretario Calabrese – è completamente diversa dal risultato del Governance Poll e da ciò che appare sui canali social del primo cittadino. Non possiamo evitare di far notare l’enorme incongruenza che esiste tra le emergenze che la città affronta (o subisce) quotidianamente e l’effimero che l’amministrazione insegue e pratica, probabilmente nel tentativo di mettere a tacere le voci critiche, di sopire le lamentele, il classico “panem et circenses” insomma. Mentre i disservizi sono diventati di più dei servizi, insieme a parecchi cittadini che evidentemente dei social e dei sondaggi poco si interessano, ci chiediamo: ma in questi sei anni di amministrazione cittadina quali sono i risultati concreti di questa amministrazione? Sui piatti della bilancia della buona amministrazione quanto pesa aver inaugurato un pezzo di lungomare rispetto ai blackout che durano ore e che si verificano puntualmente in estate a Marina di Ragusa? Cosa ha fatto l’amministrazione per risolvere questo problema? E quanto pesa, invece, il fatto che Ragusa ha la rete idrica ridotta a un colabrodo e nell’assestamento di bilancio dell’altro ieri l’amministrazione non ha previsto un centesimo per intervenire? Tutto ciò nel corso di una crisi idrica che oggettivamente pare irrisolvibile così su due piedi. Cosa poter dire, poi, sul fatto che da mesi e mesi chiediamo al sindaco di prendere una decisione chiara e risolutiva sulla questione IbleaAcque, tirando fuori Ragusa dalla SPA che ci impedisce di mettere mano alle nostre reti idriche? Inoltre: la città è sempre più sporca, il centro comunale di raccolta di Marina di Ragusa è chiuso e lo sarà ancora per chissà quanto, quello di Ragusa che era stato chiuso alcune settimane fa ha riaperto e non sappiamo grazie a quale Santo, il contratto con la ditta che gestisce il servizio di raccolta rifiuti in città sta per scadere e ancora non si sa nulla del nuovo appalto. Il centro storico di Ragusa è sempre meno sicuro, ma a proposito di un episodio di qualche mese fa il sindaco sui social ci invitava a non soffermarci sulle cose che non vanno, ma a concentrarci solo su ciò che di buono c’è a Ragusa. Noi, ovviamente, non ci stiamo”.
“Allora – aggiunge Calabrese - se non Cassì, che ha conquistato questo momentaneo quarto posto nella classifica di gradimento dei sindaci, è la sua squadra che deve dare conto di ciò che accade in città. Questa amministrazione ha in mano la città da sei anni e non abbiamo visto cambiare in meglio di una virgola ciò di cui noi (e tanti cittadini) ci lamentiamo. Ammettiamo per assurdo che il lavoro del primo cittadino valga veramente quel gradino appena sotto il podio della Governance Poll 2024, e noi dubitiamo fortemente di questo, deve essere il resto della giunta municipale a correre ai ripari. La retorica che spaccia il traguardo di uno come prodotto del lavoro di tutti non ce la beviamo. In sei anni non abbiamo visto progressi – ripete concludendo il segretario dem – ora vogliamo cambiamento e risultati”.









