CGIL chiama e Schifani ... risponde
CGIL chiama e Schifani ... risponde
Lo Schifani Tropical Tour, promosso dalla Fillea CGIL e dalla CGIL Sicilia, ha fatto trappa stamani a
Ragusa, all’ingresso del Foro Boario dove sono in corso i lavori de Polo fieristico, presenti Salvatore
Tavolino, segretario generale della FILLEA CGIL, Francesco Maltese, segretario confederale della
CGIL di Ragusa e un gruppo di lavoratori edili.
“Seguilasagoma” è il claim con il quale è partita la campagna contro l’emergenza caldo nei cantieri
nel settore delle costruzioni.
La sagoma del presidente della Regione, Renato Schifani dalle proporzioni naturali, è stata utile
strumento a cui rivolgere alcune domande tutte aventi ad oggetto la necessità di determinare
condizioni di lavoro normali e in sicurezza in presenza del caldo torrido che si registra in queste
settimane nei cantieri di lavoro edili.
Ovviamente l’ironia e il sarcasmo che scaturiscono dal naturale silenzio sulle risposte non possono
sicuramente rimuovere un tema tremendamente serio perché riguardano la sicurezza e la salute
dei lavoratori. C’è da fare i conti con una condizione drammatica e pericolosa ovvero quella che
espone a gravi rischi (anche mortali) gli operai edili che lavorano alle alte temperature.
ma il presidente Schifani non si fa prendere in giro e ha subito emesso un' Ordinanza per tutelare la salute degli addetti più a rischio»
.Divieto di lavoro in Sicilia nelle ore e nei giorni più caldi per alcuni settori a rischio.
Tg del 16 luglio
Tg del 16 luglio
Nell'Indice: manca la luce a Marina di Ragusa. Che può fare il Comune. Lombardo si complimenta con Cassì. La situazoe sanitaria. L'ospedale di Continuità. Parla Giovanni Iacono. La morte di Gaetano Gebbia.Protocollo in prefettura per la lettura delle targhe. Intervista al senatore Sallemi su manifestazione a Catania sulla Mafia. I trasporti utili ed inutili. La ZTL a Pozzallo. Intervista al fotografo Tony Campo.
L'ospedale di Comunità
L'ospedale di Comunità
"Parlate di mafia"
"Parlate di mafia"
Giunge alla sua terza edizione “Parlate di mafia”, l’iniziativa promossa dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia alla Camera e al Senato in collaborazione l’Ufficio studi, che quest’anno si terrà a Catania il 18 luglio dalle ore 15.30 nel Romano Palace Luxury Hotel (via Kennedy 28).
I saluti istituzionali: Renato Schifani, Presidente della Regione Siciliana, Salvo Pogliese, Senatore Fratelli d’Italia e Coordinatore regionale per la Sicilia Orientale, Manlio Messina, Vice Presidente Fratelli d’Italia Camera dei Deputati, Gaetano Galvagno, Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, Enrico Trantino, Sindaco di Catania, Giampiero Cannella, Assessore Comune di Palermo e coordinatore regionale per la Sicilia Occidentale, Alberto Cardillo, Presidente Fratelli d’Italia provincia di Catania, Luca Sangiorgio, Presidente Fratelli d’Italia Catania città.
Introdurranno i lavori: Lucio Malan, Presidente Fratelli d’Italia Senato della Repubblica, Tommaso Foti, Presidente Fratelli d’Italia Camera dei Deputati, Giovanni Donzelli, Deputato Fratelli d’Italia e Responsabile dipartimento Organizzazione, Francesco Filini, Deputato Fratelli d’Italia, Coordinatore Ufficio studi e Responsabile dipartimento Programma, Arianna Meloni, Responsabile della Segreteria politica e del tesseramento Fratelli d’Italia
Due i panel previsti. “Paolo e Giovanni: la forza del coraggio, tra solitudine e ricerca della verità” a cui interverranno: Salvo Sallemi, Vice Presidente Fratelli d’Italia Senato della Repubblica, Vincenzo Ceruso, Autore del libro “La strage. L'agenda rossa di Paolo Borsellino e i depistaggi di via D'Amelio”. Le conclusioni saranno affidate a Chiara Colosimo, Presidente della Commissione Antimafia. Modera, Antonino Monteleone, Giornalista
Il secondo panel: “Da Caivano al resto d’Italia: liberare le nuove generazioni dalle mafie”. Interverranno: Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Andrea Delmastro Delle Vedove, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, Fabio Ciciliano, Commissario straordinario di governo per il territorio del Comune di Caivano, Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania. Modera, Sara Kelany, Deputata Fratelli d’Italia, Responsabile dipartimento Immigrazione e componente dell’Ufficio Studi.
Tg del 15 luglio
Tg del 15 luglio
Nell'Indice: Il sindaco gradito. Il bar dell'Ospedale. Le firme per il referendum sull'autonomia differenziata. Servizio. La delibera di Comiso che non sembra giusta. Andrea Ottaviano in Studio sul dopo Padre Floridia. La protesta di alcuni cittadini di Pozzallo. Delfo Laferla su Rally di Caltanissetta.
La delibera del Comune di Comiso per Aerolinee.
La delibera del Comune di Comiso per Aerolinee.
Come sentirete nella cllip estratta dal telegiornale di Teleiblea siamo venuti in possesso della copia di una delibera del Comune di Comiso nella quale si è disponibili ad assegnare uno spazio nell'area ex base americana alle Aerolinee Siciliane. La compagnia ne ha più volte fatto richiesta per realizzare le strutture idonee ad allestire un centro di manutenzione per aerei. Una bella notizia quindi perché sono anni che va avanti questa storia ed il comune di Comiso ha sempre cercato di ostacolare, sebbene non apparentemente, il progetto di Aerolinee. La delibera datata 11 luglio, sindaco assente, afferma che il comune è molto favorevole all'iniziativa ma da delle precise prescrizioni... Tutto bene direte voi. Ma non sembra sia così. Infatti già da una prima e veloce lettura si capisce che i burocrati casmenei hanno fatto un ottimo lavoro mostrando, da una parte, la disponibilità dell'ente, dall'altra inserendo tali e tanti paletti che sarà in pratica impossibile dare corso alla delibera. Mi chiedo se sono solo io ad aver capito che si tratta di qualcosa che potremmo definire "farlocco" nel senso che sembra ma non è, oppure sono in errore e con questa delibera la compagnia già da Novembre potrà dare mano ai lavori. Io propendo per la prima ipotesi. però siccome posso sbagliare chiedo a Leonardo Licitra, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Aerolinee di venire in studio e spiegarci quale è la vera interpretazione di questa delibera.
Il decreto Agricoltura recentemente approvato
Il decreto Agricoltura recentemente approvato
Il decreto Agricoltura recentemente approvato contiene una svolta per il settore e dà risposte importantissime alla Sicilia e in particolare al nostro territorio per tematiche sollevate da anni ma rimaste senza risposte organiche. Controllo della formazione del prezzo, moratoria per le imprese agricole in difficoltà, fondo per le aziende siciliane da 15 milioni di euro per i danni da siccità, rafforzamento del contrasto al caporalato".
Così il senatore Salvo Sallemi di Fratelli d'Italia fa il punto sui provvedimenti contenuti nel decreto Agricoltura focalizzandosi sui benefici per il territorio siciliano.
"Si tratta di un decreto che al suo interno contiene stanziamenti per 350 milioni, di cui 170 milioni per il settore pesca e 10 milioni aggiuntivi per il Fondo per la Sovranità alimentare. Da vittoriese sono estremamente orgoglioso di un articolo del decreto legge che si occupa del contrasto alle pratiche commerciali sleali con l'introduzione, oserei dire rivoluzionaria, del costo medio di produzione".
"Chiunque abbia mai interloquito con un produttore avrà sentito dalla sua bocca le dinamiche - spiega il senatore - a volte folli e scriteriate, della formazione del prezzo del prodotto e del suo lievitare da pochi centesimi di euro al chilo sino a 5,6,7 euro sui banchi della grande distribuzione. Adesso sarà stabilito un costo medio di produzione per contrastare queste speculazioni e ISMEA avrà l'incarico di stimare il costo di produzione medio per ogni derrata agricola: nei contratti in forma scritta i prezzi non potranno essere indicati al di sotto dei costi medi, salvo che il produttore agricolo non possa provarne convenienza in quanto capace di produrre con costi inferiori".
"Per rendere efficaci e stringenti queste misure contro le pratiche sleali che spesso hanno portato nei mercati a vere e proprie svendite (basti pensare al nostro ciliegino venduto a 20, 30 centesimi al chilo in alcuni periodi dell'anno) saranno potenziati i controlli e avranno un ruolo importante i direttori dei Mercati Generali che dovranno segnalare la mancata trasparenza delle contrattazioni all'Ispettorato Repressione Frodi"
Poi sulla siccità Sallemi spiega: "La Sicilia è in assoluta emergenza e vi sono conseguenze devastanti: il 70% degli agricoltori ha visto perdite con perdite importanti della produzione. Con i colleghi siciliani Salvo Pogliese, Ella Bucalo e Raoul Russo ho presentato un emendamento, che è stato approvato, volto a determinare un contributo alle imprese agricole isolane che hanno subito danni da siccità e che non erano coperte da assicurazioni di 15 milioni di euro. Un impegno importante per sostenere le aziende siciliane e che si aggiunge ai 20 milioni stanziati dal governo nazionale per gli interventi sulla rete siciliana e con la nomina di un commissario straordinario".
"Altra misura particolarmente importante risiede nella moratoria di 12 mesi mesi sui mutui (anche prestiti e cambiali agrarie) nel caso in cui le imprese agricole e della pesca e acquacoltura abbiano subito perdite di volume d'affari di almeno il 20% nel 2023 e a queste stesse imprese è riservato un contributo in conto interessi di 20 milioni di euro, 10 milioni nel 2025 e 10 milioni nel 2026", aggiunge il senatore.
"Proteggere le nostre imprese del settore primario vuol dire proteggere una eccellenza sottoposta, oltre alle difficoltà delle congiunture economiche, internazionali, climatiche. Il decreto interviene anche con forza sulla tutela del territorio, con il divieto di fotovoltaico a terra: il territorio è degli agricoltori e al posto di parchi fotovoltaici vogliamo campi coltivati. Le folli logiche europee hanno portato addirittura a sovvenzionare chi non coltivava! Adesso cambia il paradigma e cambia anche nel contrasto al caporalato, altra piaga annosa, con il potenziamento degli organici degli ispettori volti ai controlli", conclude.
Invecchiamento sano e attivo
Invecchiamento sano e attivo
“Invecchiamento sano e attivo: dalle politiche comunitarie alla situazione nazionale e
regionale. Buone pratiche nelle Province di Ragusa e Palermo” è il tema dell’evento
che si svolgerà a Ragusa il 18 luglio 2024 presso la sala AVIS, sita in Via Vittorio E.
Orlando.
L’iniziativa, voluta dall’Asp di Ragusa e alla quale ha aderito anche il Comune di
Ragusa, ha l'obiettivo principale di affrontare la tematica dell'invecchiamento sano e
attivo partendo da un inquadramento generale a livello europeo, esaminando la
situazione attuale e le prospettive future a livello nazionale e locale con specifico
riferimento alle attività realizzate dalle due Province di Palermo e Ragusa.
In questo campo le città di Ragusa e Palermo hanno presentato un progetto per la
creazione di un sito di riferimento internazionale per l'invecchiamento sano e attivo
(Reference site), con capofila l';A.S.P. di Ragusa e l'A.O.U.P. “Paolo Giaccone” di
Palermo, intitolato “Municipalità Palermo-Ragusa”.
Lo scopo è quello di realizzare, insieme agli altri siti di riferimento in tutta Europa,
un unico forum per promuovere l’invecchiamento sano e attivo.
Sarà un'occasione molto importante per mettere a confronto esperienze ed opinioni di
professionisti del settore.
L’iniziativa è rivolta agli operatori del Servizio Sanitario Nazionale (medici,
infermieri, oss, ecc.), assistenti sociali, care givers (familiari, badanti, ecc.), Cittadini
over 65 e famiglie e ai gestori di case di cura e di riposo.
Il programma della giornata prevede dalle 9 alle 10 i saluti istituzionali portati
dall’assessora alla salute della Regione Sicilia, Giovanna Volo, dall’assessora della
famiglia, delle politiche sociali e del lavoro della Regione Sicilia, Nuccia Albano, dal
dirigente generale del Dipartimento Pianificazione Strategica Salvatore Iacolino, dal
dirigente generale Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio
epidemiologico, Salvatore Requirez, del responsabile servizio 3 - progetti, ricerca,
innovazione, internalizzazione, Angelo Foresta, dal sindaco di Ragusa, Peppe Cassì,
dall’assessora alle Politiche per l'Inclusione, Servizi Sociali e Pari Opportunità del
Comune di Ragusa, Elvira Adamo, dall’assessore alla sanità e Politiche della Salute
del Comune di Ragusa, Giovanni Iacono, dal direttore generale ASP Ragusa,
Giuseppe Drago, dalla direttrice Generale AOUP “Paolo Giaccone” di Palermo,
Maria Grazia Furnari, dal direttore sanitario ASP Ragusa, Raffaele Elia, dal direttore
amministrativo ASP Ragusa, Salvatore Torrisi e dal referente regionale ProMIS e
coordinatore del Reference Site “Municipalità PalermoRagusa”, Alberto Firenze.
I lavori proseguiranno con gli interventi dei relatori sui temi specifici dell’incontro e
con la presentazione del progetto del Reference Site “Municipalità Palermo-Ragusa”
e la presentazione dei componenti della rete.
Seguirà il dibattito e la raccolta feedback dei partecipanti. Le conclusioni sono
previste per il tardo pomeriggio.
“Virtus nel Cuore”.
“Virtus nel Cuore”.
Obbedisco!!! Ma..
Obbedisco!!! Ma..
Come Garibaldi anche Padre Floridia alla fine ha dovuto rispettare gli ordini arrivati dall'alto. Ma lui non ha scritto solo una parola, appunto, come il generale ma ha pubblicato sulla pagina FB del duomo una sua lunga riflessione che ha avuto decine di commenti e centinaia di condivisioni. Alcuni passaggi però lasciano perplessi. Uno soprattutto che riportiamo ora, prima di riportare tutto il testo del Post. " Con voi, senza riguardo per nessuno, con il rispetto dovuto e con la schiettezza che mi caratterizza, e nessuno può negare questo, ho lottato come un leone, come Sansone, contro tanti lupi famelici per difendere la vostra identità, le vostre tradizioni, i vostri beni e ringrazio Dio che palesemente ci ha aiutati. Per correttezza, è anche vero che non tutti hanno condiviso i miei atteggiamenti, soprattutto quelli che accampavano diritti non dovuti o interessi che stridevano con la giustizia o ciò che concerne il sacro.
Fa forse riferimento, quando parla della difesa delle tradizioni lottando come Sansone, alla questione del Patrono della città. Non c'è dubbio che Padre Floridia ne ha fatto più che di una semplice questione di tradizioni locali. Probabilmente ha esagerato, ha saltato i passaggi canonici andando direttamente a Roma. Questa battaglia lo ha visto insieme a quelli di Ibla quasi vincitore dopo la dichiarazione di San Giorgio "patrono aeque et principaliter" .
E a molti non è andato giù. Non capiamo però il riferimento a quelli che accampano diritti non dovuti che stridono con la giustizia o con il sacro. Insomma cose da Procura della Repubblica. Probabilmente quì ha sbagliato perchè avrebbe dovuto subito passare alle denunce e chiudere i conti una volta per tutte. Quando si chiude un occhio ma non si da comunque spazio si creano malumori e anche scontri pericolosi.
Per il resto la sua è una lettera piena di citazioni dei vangeli che concludono una vicenda lunga 37 anni.
Con i suoi difetti, comunque, è stato un parroco che ha lasciato il segno a Ibla. Ecco la sua lettera:
Carissimi e amati nel Signore, cari parrocchiani di San Giorgio e non, visto le illazioni, le dicerie e le malignità che circolano in alcuni social, che mi vengono riportate, credo che sia arrivato il momento di esprimere, doverosamente soprattutto a voi, in modo chiaro il mio pensiero e i miei sentimenti e la mia posizione.
Innanzitutto, esprimo la mia commozione per le tante esternazioni di affetto e di stima che ho ricevuto da tantissime persone da ogni parte della diocesi e di ciò a queste gliene sono grato. Se per tantissimi la notizia del mio trasferimento in un’altra parrocchia ha causato dolore e sbigottimento, non meno lo è stato per me. Sono 37 anni che vivo e servo la comunità di San Giorgio - preferisco chiamarla comunità e non parrocchia in quanto ingloba anche tantissime persone non residenti nel territorio parrocchiale - e non mi è facile distaccarmi. Ho conosciuto i vostri bisnonni, nonni, padri, e ho visto crescere sotto i miei occhi i vostri figli, nipoti e anche bisnipoti, e ho condiviso e partecipato affettivamente alle vostre gioie e ai vostri dolori. Era il 1987 quando la Chiesa mi volle pastore nella vostra comunità e io, proveniente da un’altra città con tradizioni completamente diverse, nello spirito dell’incarnazione, mi sono calato nelle vostre realtà e tradizioni ed ho sposato in tutto la vita del mondo ibleo. Sono stato parte della vostra grande famiglia e, spero che sicuramente e me ne diate atto, ho lavorato perché questa porzione di Chiesa diventasse una famiglia. Siete stati tutti, soprattutto i giovani, il mio vanto. Con voi, senza riguardo per nessuno, con il rispetto dovuto e con la schiettezza che mi caratterizza, e nessuno può negare questo, ho lottato come un leone, come Sansone, contro tanti lupi famelici per difendere la vostra identità, le vostre tradizioni, i vostri beni e ringrazio Dio che palesemente ci ha aiutati. Per correttezza, è anche vero che non tutti hanno condiviso i miei atteggiamenti, soprattutto quelli che accampavano diritti non dovuti o interessi che stridevano con la giustizia o ciò che concerne il sacro. Ma sarebbe grave e mi preoccuperei se tutti parlassero bene di me, lo dice Gesù (cfr Lc. 6, 26). Diventando un peso per questi miei detrattori, sono diventato per qualcuno oggetto di antipatie, di calunnie e di giudizi temerari inventati ad arte. A volte mi consolavo leggendo il brano del libro della Sapienza seguente: “Tendiamo insidie al giusto, perché ci è di imbarazzo ed è contrario alle nostre azioni; ci rimprovera le trasgressioni della legge e ci rinfaccia le mancanze contro l'educazione da noi ricevuta. Proclama di possedere la conoscenza di Dio… È diventato per noi una condanna dei nostri sentimenti; ci è insopportabile solo al vederlo, perché la sua vita è diversa da quella degli altri, e del tutto diverse sono le sue strade. Moneta falsa siam da lui considerati, schiva le nostre abitudini come immondezze” (2, 12-16).
Ma questo non mi ha per niente intimorito ed ho continuato con più tenacia a lavorare con coscienza cristiana e di prete. Non sono un santo. Posso dire con S. Paolo: che “anche se non sono consapevole di colpa alcuna non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!” (1Cor. 4, 4). L’apostolo Pietro scrive: “adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo” (1Pt 15-16).
Incarnandomi nella vostra vita parrocchiale e Iblea, la mia preoccupazione principale è stata quella di dare gloria a Dio e, come scrive S. Paolo, “di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso” (1Cor 2,2). Nell’immaginetta-ricordo della mia ordinazione presbiterale, facendo mia una preghiera di Grandmaison, facevo scrivere: “ O Gesù, fa’ di me un rapitore di anime, colui che le getta in te.… Tutta la mia ambizione consiste nell’essere strumento della tua gloria… fa di me il dito che indica l’amore, la voce che lo canta, che rivela gli insensibili un po’ dei suoi splendori e delle sue amabilità. In tutto io non voglio che te, Gesù: te conosciuto, te glorificato, te amato da tutti”, e questa è e sarà sempre la mia preghiera e il mio obiettivo ovunque il Signore mi manderà.
Ora il Signore mi chiede attraverso la decisione del vescovo di smontare la mia tenda e andare a lavorare altrove, in un’altra parte della Sua Vigna e serenamente dico il mio “Fiat”, il mio “eccomi”. Non nego, e sarei un ipocrita se lo negassi, che per tanti motivi provo una certa sofferenza interiore, ma ripeto: sono sereno. Difatti, mi è stato insegnato, e lo credo fermamente, che “l'obbedienza, ed essa sola, è quella che ci manifesta con certezza la divina volontà. È vero che il superiore può errare, ma chi obbedisce non sbaglia. L'unica eccezione si verifica quando il superiore comanda qualcosa che chiaramente, anche in cose minime, va contro la legge divina. In questo caso egli non è più interprete della volontà di Dio . ..[Questa è] l'unica via nella quale possiamo rendere a Dio la massima gloria. Se esistesse una via diversa e più adatta, il Cristo l'avrebbe certamente manifestata con la parola e con l'esempio... La prova della nostra perfetta carità sia l'obbedienza, da esercitare soprattutto quando ci chiede di sacrificare la nostra volontà.” (S. Massimiliano kolbe). Dico a chi è più reticente in questa querelle che anche se la motivazione addotta (“fare nuove esperienze”) può sembrare strumentale e per niente convincente, su ogni cosa c’è Dio che “suscita il volere e l’operare secondo i suoi benevoli disegni” (Fil 2, 13), conduce la storia degli uomini, sa cambiare l’acqua in vino e il deserto in un giardino. A noi, ripeto, tocca obbedire. Chi avrebbe pensato che Giuseppe, figlio di Giacobbe, venduto dai fratelli, sarebbe diventato viceré d’Egitto e salvatore dei suoi stessi fratelli traditori?
Il Signore si fa beffe dei malvagi (cfr Sl 2, 4) e “sconvolge le vie degli empi” (Sl 145, 9). Non è che mi ritengo il Giuseppe della Genesi e non aspiro a niente. Spero solo che Dio mi usi misericordia.
Ho quasi 70 anni e a quanti giustamente e logicamente, secondo il pensiero umano, esprimono l’irragionevolezza di un tale trasferimento, ricordo che Dio non la pensa come gli uomini; la logica di Dio non è la logica degli uomini. Difatti, solo per citare un esempio, si dice che Abramo fosse ottantenne quando, per volere di Dio, dovette lasciare la sua terra e andare altrove. Nella Sacra Scrittura e nella storia della Chiesa non mancano episodi di persone, molto più anziane di me, usate grandemente dal Signore. Credo che non faccio male se spero che il Signore faccia altrettanto anche per me?
Come credo e sono sicuro che farà anche con il parroco eletto, don Peppino Antoci. Conosco e apprezzo le sue capacità professionali e sacerdotali e sicuramente farà con voi quanto io non ho potuto fare, per tanti motivi. Se mi fosse stato chiesto quale dei sacerdoti avrei visto al mio posto, come qualcuno di voi può testimoniare, avrei indicato, fra i pochi, proprio don Antoci. Vi chiedo, quindi -e sono sicuro che lo farete- di pregare per lui e di accoglierlo con gioia, lavorando e collaborando con lui, come avete fatto con me. Diversamente dimostrereste che io non ho seminato. Pregate anche per il nostro vescovo: la sua missione è molto delicata dovendo guidare come buon pastore e padre la Chiesa di Dio che è in Ragusa e ciò non è per niente facile. Esorto me e tutti, ministri ordinati e non, a fare e lavorare per la gloria e gli interessi di Cristo, distinguendoci da chi anche nella Vigna del Signore lavora per la gloria personale e per i propri interessi (cfr Fil 2,21). In ultimo, vi chiedo a tutti la carità della preghiera anche per me perché, nonostante i comprensibili timori logistici e di adattamento per il mio nuovo incarico, trovi e mi sia concessa nuova forza dallo Spirito del Signore Risorto e dall’aiuto materno della Beata Vergine Maria attraverso la Quale ogni giorno mi offro e consacro all’unico mio e vostro Signore e Salvatore, Gesù Cristo, a cui va la lode, la gloria e l’onore nei secoli dei secoli. Amen. Vi porto tutti nel cuore, vi metto nei Cuori Santissimi di Gesù e Maria e invoco Dio Onnipotente perché benedica









