Realizzazione del parcheggio multipiano di Ragusa Ibla [VIDEO]
Realizzazione del parcheggio multipiano di Ragusa Ibla [VIDEO]
Tg del 24 luglio
Tg del 24 luglio
Nell'Indice: La libertà di stampa ha bisogno della libertà economica. Servizio su confagricoltura. Il problema in Sicilia. La protesta di Marcello Guastella con un occhio a Comiso che dopo la confusione di l'altro ieri con il problema dell'Etna è tornato ad essere deserto. Il trasporto pubblico a Ragusa non tira. La ztl a Marina di Ragusa. Emanata ordinanza di divieto della pesca nei fiumi. Intervista al sindaco di Erice.
La battaglia di Libera contro le mafie.
La battaglia di Libera contro le mafie.
A pochi giorni dal trentaduesimo anniversario della strage di via D’Amelio ricordiamo il passaggio di un discorso di Paolo Borsellino che, volendo spronare la società civile, in un incontro pubblico si rivolgeva ai presenti dicendo: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, nei giornali, però parlatene!”
Il magistrato, collega/alleato e fraterno amico di Giovanni Falcone, aveva ben chiaro che il rischio che si correva (e che si corre ancora) in tanti territori era quello di abbassare la guardia, lasciando che la mafia operasse indisturbata in un clima dominato da disinteresse o quantomeno da un atteggiamento di costante e diffusa distrazione.
Sulla scia dell’invito che continua a rivolgerci il giudice vittima innocente della mafia, noi del Coordinamento Provinciale di Libera Ragusa più volte siamo intervenuti per manifestare preoccupazione rispetto alla presenza mafiosa/criminale nel ragusano, presenza che le varie relazioni della DIA certificano non solo nella zona nord della provincia, ma anche nella zona sud.
Oggi torniamo ad usare la nostra voce per cercare di alzare l’attenzione sugli elementi messi in luce dalle recenti indagini della magistratura di Siracusa, che sostanzialmente confermano quanto sostenuto in particolare da una delle ultime relazioni semestrali della Dia, cioè che «gli interessi della criminalità organizzata del territorio appaiono orientati anche all’infiltrazione delle attività economiche lecite» (Relazione DIA - primo semestre 2022).
Ci riferiamo a quanto emerge dal lavoro del Tribunale di Siracusa, così come riportano LaSiciliaWeb e altre testate giornalistiche, in relazione ad una nota azienda di Ispica, all’interno della quale avrebbe lavorato un certo Giuseppe Caruso, «detto «U Caliddu”, di Avola (….) affiliato alla cosca mafiosa Trigila Pinnintula, dominante nell’intera area sud della provincia aretusea». L’articolo, pubblicato lo scorso 12 luglio, presenta bene il quadro ricostruito dagli inquirenti «secondo cui il clan era impegnato ad acquisire con il metodo mafioso il controllo e la gestione di attività economiche». In particolare Giuseppe Caruso «era coinvolto in una serie di estorsioni ai danni di operatori del settore agricolo della commercializzazione e dei trasporti di prodotti ortofrutticoli. Di fatto, lavorando per conto di una ditta, la Gali Group Trasporti e Logistica Srl, si era imposto come mediatore, accreditandosi nelle aziende concorrenti come responsabile commerciale, come si evince in una delle tante conversazioni intercettate: “Io sono il responsabile commerciale dell’azienda Gali Group di Galifi”, diceva, impedendo agli altri trasportatori (dei prodotti ortofrutticoli della zona sud della provincia di Siracusa e Ragusa e diretti in tutta Italia) di lavorare liberamente in quello che lui stesso definiva “il suo territorio” e costringendo gli autotrasportatori e le aziende ad avvalersi della propria attività di intermediazione o a versargli somme di denaro». Concludendo l’articolo aggiunge che «Il Tribunale ha verificato la sussistenza di sufficienti elementi indiziari tali da ritenere che il libero esercizio delle attività economiche ed imprenditoriali della società Gali Group Trasporti e Logistica sia stato direttamente o indirettamente sottoposto alle condizioni di intimidazione o di assoggettamento esercitate da Giuseppe Caruso».
Se da una parte esprimiamo la nostra piena fiducia nel lavoro avviato dalla magistratura, del quale attendiamo gli esiti, dall’altra non nascondiamo la nostra preoccupazione rispetto ad una presenza criminale/mafiosa che si mostra sempre più minacciosa nei confronti del nostro territorio e della nostra economia.
La presenza allarmante di metodi criminali è dimostrata infatti dalle indagini portate a termine recentemente - nella loro fase preliminare - dalla Procura di Ragusa, che è competente a Ispica, dopo mesi di duro lavoro della polizia giudiziaria e in seguito a coraggiose denunce degli sfruttati, con pesanti sanzioni e sequestro ad aziende peraltro recidive che secondo l’accusa (e secondo il Giudice delle indagini preliminari) praticavano con continuità caporalato e sfruttamento del lavoro.
Secondo il parere di esponenti della magistratura impegnati su questo fronte «oggi lo sfruttamento del lavoro e in particolare il caporalato rappresentano la nuova frontiera del racket con cui la criminalità ha gioco facile a inserirsi in un tessuto sano tramite il controllo capillare del territorio».
Occorre che tutti, a partire dalle istituzioni e dalla politica locali, alziamo il livello di attenzione nei confronti di un fenomeno contro il quale è necessario prendere posizione in modo deciso ed evidente, anche perché diversamente si rischia la connivenza. Come sosteneva Paolo Borsellino, «politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio
Legambiente propone
Legambiente propone
I circoli di Legambiente della Provincia avanzano una proposta per riduzione costi di trattamento e conferimento dei rifiuti. Ecco il dettaglio :
Fra i costi che compongono la TARI c’è il CTR (costi per l’attività di trattamento e di recupero dei rifiuti
urbani e delle operazioni per il conferimento delle frazioni della raccolta differenziata alle piattaforme o agli
impianti di trattamento). In parole povere i costi per la selezione dei rifiuti raccolti in modo
differenziato. Più è fatta bene la raccolta differenziata e meno si paga e viceversa.
In provincia di Ragusa tale costo spesso è considerevole e porta ad aumentare la TARI. Ciò è dovuto
principalmente al fatto che la comunicazione nei confronti dei cittadini per indirizzarli ad una corretta
raccolta differenziata in genere è scarsa o nulla. Eppure, nei piani finanziari degli appalti sono stati previsti
per la comunicazione verso il cittadino somme non trascurabili (ad esempio a Ragusa 114.000 € l’anno,
800.000 € in totale nei sette anni di appalto, spesi solo in minima parte).
A causa di questa carenza di comunicazione, la raccolta differenziata non viene eseguita correttamente,
soprattutto nel caso della carta, che in provincia di Ragusa contiene oltre il 10% di frazione estranea. Tanti
comuni iblei sono dunque costretti a far pulire la carta prima che venga inviata in cartiera per il riciclo
spendendo centinaia di migliaia di euro l’anno. Somma che avrebbero potuto pacificamente risparmiare, se
solo la raccolta differenziata si facesse bene.
A ciò si aggiunge l’abitudine a far viaggiare i rifiuti differenziati per la Sicilia, in contraddizione con la
transizione ecologica ed energetica, e con aumento ulteriore dei costi e della TARI. Ciò è conseguenza
dell’abitudine a bandire gare al massimo ribasso senza considerare il principio di prossimità previsto
dall’art. 181 comma 5 del d.lgs 152/06. Ultimo esempio: la gara per la selezione della carta appena espletata
dal comune di Ragusa.
Ciò secondo l’ANAC (delibera 146 del 20 marzo 2024) non è consentito. Infatti l’autorità anticorruzione
impone che “Nelle procedure di gara dirette all’affidamento dei servizi di recupero dei rifiuti urbani, in
relazione alle quali il legislatore ha imposto che sia privilegiato il principio di prossimità degli impianti,
l’ubicazione dello stabilimento del concorrente deve essere adeguatamente valorizzato in sede di offerta
tecnica attraverso l’attribuzione di un punteggio proporzionato”. Significa che le gare per la selezione dei
rifiuti raccolti in modo differenziato devono essere bandite esclusivamente con il sistema dell’offerta
economicamente più vantaggiosa per garantire un’adeguata tutela del principio di prossimità degli
impianti e quindi dell’ambiente secondo il combinato disposto dell’art. 181, comma 5, del d.lgs.
152/2006 (codice dell’ambiente) e dell’art. 108, comma 7, del d.lgs. 36/2023 (codice degli appalti).
Tale impostazione è stata confermata dal rappresentante del ministero dell’ambiente intervenuto al
seminario formativo territoriale sulla gestione dei rifiuti organizzato da Anci Sicilia e CONAI venerdì 28
giugno a Ragusa. Le gare inerenti la selezione dei rifiuti raccolti in modo differenziato utilizzando il criterio
del massimo ribasso sono pertanto illegittime.
Nel prossimo futuro, per ovviare a 12 o più procedure di gara un po' più complesse, la soluzione migliore
sarebbe una unica gara gestita dalla SRR che per di più spunterebbe prezzi più bassi in virtù di
economie di scala. A ciò si dovrebbe affiancare un’unica gara per la comunicazione per la cui progettazione sarebbe ideale affidarsi all’IFEL, la fondazione di ANCI, con il contributo economico di
CONAI. Il tutto gestito sempre dalla SRR.
Continuare ad opporsi a queste elementari soluzioni gestionali condannerebbe i cittadini della provincia di
Ragusa a continuare tariffe TARI doppie rispetto a tante altre realtà italiane.
Chiedo le dimissioni dell'assessore Massari! E non solo
Chiedo le dimissioni dell'assessore Massari! E non solo
Signor Sindaco Cassi è tempo che lei diventi adulto, facile avere il gradimento quando non ci si schiera, decida se accettare l'abbraccio mortale di Abbate per qualche migliaia di euro per San Giovanni, o confluire nel asfittica compagine di Fratelli d'Italia oppure vada a incontro alla gente e sia della protesta. Il Suo assessore è inadeguato! Facile tirare la pietra e poi nascondere la mano, proporrò un microfono da tenere come propria cosa per l'assessore Massari ed il sindaco Aiello ma che ne facciano buon uso, nelle more aspettiamo ancora speranzosi. Con i debiti e le difficoltà dei lavoratori e delle famiglie non si scherza, questo forse volevate fare.
Tg del 23 luglio
Tg del 23 luglio
Nell'Indice: Il commercio nei centri storici. Servizio. L'Etna e un'aeroporto inadeguato. Intervista a Antonio Prelati in rappresentanza del Comitato per Comiso. Il ministro Lollobrigida a Siracusa parla dell'agricoltura siciliana. Intervista al giornalista Pippo Cascio. Intervista a Lollobrigida. La strategia delle Bandiere Blu. Il mare per tutti. Strutture per i disabili a Marina di Ragusa. Servizio. Sport
Le firme della CGIL
Le firme della CGIL
Cresce anche in provincia il comitato promotore per l'abrogazione dell’autonomia Differenziata
che ad oggi conta 38 organizzazioni aderenti.
È già partita alla grande la raccolta firme anche nel territorio ibleo che ha visto, nello scorso fine
settimana, otto punti di raccolta firme in tutta la provincia.
Così come sta avvenendo in tutta Italia, importanti rappresentanti Istituzionali stanno prendendo
posizione schierandosi apertamente contro l'autonomia differenziata, aderendo ai comitati
provinciali.
Nel territorio ibleo hanno aderito i sindaci di Vittoria, Aiello, di Pozzallo, Ammatuna, di
Chiaramonte Gulfi, Cutello, di Giarratana, Giaquinta e il vice sindaco di Monterosso Almo
Giaquinta.
“Un atto politico ed istituzionale molto importante, commenta Peppe Scifo, segretario generale
della CGIL di Ragusa, da parte di chi rappresenta le comunità locali che a sud dovranno fare i conti
con gli effetti di questa riforma iniqua e inefficiente sotto il profilo dei rapporti istituzionale.
L'Autonomia Differenziata con l'approvazione in Parlamento segna un punto di non ritorno
nell';equità dell'assistenza sanitaria nella disponibilità di risorse per le politiche sociali e socio
assistenziali, tra le regioni del sud rispetto a quelle del nord.
Un comitato che cresce insieme alla consapevolezza dei cittadini di dovere cancellare questa
riforma che inasprirà tante diseguaglianze già presenti nel Paese, L'desione di molti Sindaci
aggiunge forza alla battaglia e soprattutto la qualifica attraverso la scelta di schierarsi da un punto
di vista istituzionale
Incapacità e sudditanza. Salta la data del 7 agosto
Incapacità e sudditanza. Salta la data del 7 agosto
Si è appena conclusa l'ennesima eruzione dell’Etna che come è ormai prassi ha portato alla chiusura l’aeroporto di Catania quasi per tutta la giornata di martedì 23 luglio. Alla chiusura dello scalo di Catania sono seguiti pesanti disservizi subiti dagli sfortunati passeggeri. Le compagnie aeree hanno la facoltà di decidere quale aeroporto usare in questi casi e dopo aver intasato Palermo, Trapani ed anche Malta finalmente qualcuno ha deciso di atterrare anche a Comiso. Naturalmente questo ha causato una certa confusione nello scalo ibleo ma gli operatori sono stati contenti di vedere la struttura piena come accadeva una volta. Purtroppo è questione di un giorno e domani si ritornerà ai soli 2 o 3 voli e poca gente all'interno dell'aeroporto. Cresce però la protesta che è raccolta dal neo costituito Comitato per la Salvaguardia di Comiso. In pochi giorni ci sono state centinaia di adesioni e naturalmente questo fa paura. Basti pensare che la data del primo incontro ufficiale fissata per il 7 agosto all'anfiteatro all'aperto di Poggio del sole è stata annullata per la decisione della proprietà di non collaborare con l'iniziativa. Capiamo che ci sono appartenenze ed accordi politici ma la desolazione di Comiso fa male a tutti. Questa sera Teleiblea ha intervistato Antonio Prelati in rappresentanza del comitato e sono state messe in evidenza le tante incongruenze di questo scalo che potrebbe anzi dovrebbe avere molti più passeggeri. Il guaio è che gli unici che possono intervenire sono proprio quelli della Sac che in frangenti gravi come l'incendio dello scorso anno o le continue eruzioni dell'Etna hanno dimostrato di non essere all'altezza. Anche il quotidiano catanese più letto si è scatenato contro Fontanarossa ribadendo che non è certo un aeroporto internazionale elencandone le continue e numerose deficienze, dalle file per i bagni e ai check in e ai controlli, alla enorme confusione e l'aria condizionata insufficiente fino al traffico esterno sempre in tilt. Eppure i dirigenti della Sac non mollano. Quest'anno sembra abbiano chiuso in perdita a causa dei danni per l'incendio ma i bilanci non sono reperibili on line. Chissà perche? Il presidente Schifani, maggiore azionista della SAC deve decidersi a prendere una decisone. Bisogna procedere con le elezioni alle Camere di Commercio e quindi rinnovare i vertici della Sac sperando che venga qualcuno più capace anche per gestire Comiso. Intanto ecco l'intervista a Prelati.
Tg del 22 luglio
Tg del 22 luglio
Nell'Indice: La rinuncia di Biden. Il comitato per l'aeroporto prende piede. Salvini a Catania per la metro e parla di Ponte sullo Stretto. La rccolta di firme per il referendum. Parla Lionti della UIL e l'on Dipasquale del PD.- I guai della sanità Intervista al dott. Nicosia. Il palazzo Tumino si avvicina. La movida a Marina. I tour Letterari a Marina di Ragusa. Stage di Calcio . Lo stretto a nuoto, Intervista
L’autonomia differenziata spacca il Paese
L’autonomia differenziata spacca il Paese
Il Partito Democratico dà il via anche a Ragusa alla raccolta firme per chiedere il referendum contro l’autonomia differenziata.
Fino al 31 luglio, sarà possibile firmare presso i locali della segreteria politica della federazione provinciale del PD, in piazza del Popolo n. 1 a Ragusa, dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 19, tutti i giorni dal lunedì al venerdì.
“L’autonomia differenziata spacca il Paese - dichiarano dalla segreteria provinciale del PD - creando cittadini di serie A e di serie B in base a dove vivono, aggravando le diseguaglianze già esistenti tra Nord e Sud, colpendo i servizi ai cittadini come sanità, istruzione e trasporto pubblico. Non lo possiamo permettere. Il traguardo da raggiungere è quello di 500mila firme e serve una grande mobilitazione. Firmare vuol dire difendere l’Unità nazionale”.
In tempi brevi sarà possibile firmare anche online su una apposita piattaforma che sarà pronta nei prossimi giorni.








