“Casa per casa, strada per strada”. 

“Casa per casa, strada per strada”. 

Un nuovo progetto editoriale nella veste più tradizionale: un bimestrale cartaceo, da diffondere brevi manu, “casa per casa, strada per strada”. “Comunità Progressista. Giornale del Circolo PD Ragusa” è un’operazione come non se ne vedevano da tempo nel panorama odierno dell’informazione, sempre più frastagliata e volatilizzata nella sfera digitale. Un ritorno all’analogico, al tempo lungo della riflessione e della lettura.

Il bimestrale nasce con diversi obiettivi: informare sulle attività del Circolo cittadino e dei suoi rappresentanti eletti, dare spazio agli approfondimenti e all’analisi sui temi, con uno sguardo rivolto alle grandi questioni nazionali e internazionali e alle loro ricadute sulla dimensione locale. E ancora, aprire un confronto non solo all’interno del Partito Democratico ma anche verso l’esterno, coinvolgendo i rappresentanti delle associazioni, il mondo della cultura e dell’attivismo, le voci della società civile che si rivedono nelle idee e nei valori democratici.
“La cadenza bimestrale è stata pensata proprio per questo – commenta Riccardo Schininà, segretario del Circolo di Ragusa e ideatore del progetto. – È il tempo necessario per raccogliere le idee ed elaborarle, sottraendosi alla fretta dell’oggi. Vogliamo aprire uno spazio di riflessione e di confronto plurale, ritornare all’analisi, restituire profondità al pensiero. Se la politica è complessità, le semplificazioni danneggiano la politica. ‘Comunità Progressista’ si muove in direzione ostinata e contraria, tracciando una linea chiara di cui rimanga il segno nel tempo”.
Il primo numero, che verrà presentato alla Rotonda di Marina di Ragusa giovedì 24 luglio dalle 19.30, raccoglie i contributi di diversi autori e autrici sui temi più caldi degli ultimi mesi: tra questi, l’Aeroporto Pio la Torre, la pace e le mozioni su Gaza, il DL Sicurezza, la scuola pubblica, Iblea Acque, l’Europa. Ampio spazio è inoltre dedicato alle nuove Segreterie, regionale e cittadina, all’indomani dei Congressi della primavera.
Direttore responsabile del bimestrale è Leandro Papa, caporedattore Vito Piruzza. Una versione in formato digitale sarà consultabile sul sito pdragusa.it.

Finalmente in Forza Italia

Finalmente in Forza Italia

Oggi finalmente possiamo mettere la parola fine al difficile  e articolato passaggio del sindaco Cassì nelle file di Forza Italòia, il partito fondato da Silvio Berlusconi.  In queste ultime settimane ci sono state notizie non confermate, richiami politici, ripensamenti, mal di pancia e tutto era rimasto fino ad oggi pomerggio in una specie di limbo politico. Probabilmente questo passaggio che qualcuno ha definito " una folgorazione" sulla via che porta all'Ars è stato pensato e ripensato ma alla fine "più del civismo potè"  lo scranno a sala d'Ercole . Ecco il comunicato stampa ufficiale: "L’adesione del sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, a Forza Italia è una prestigiosa conferma dell’ottimo lavoro che il partito sta svolgendo a livello nazionale, così come confermato dai risultati elettorali in Sicilia. Sempre più Forza Italia si dimostra una realtà in grado di attrarre e valorizzare competenze, persone appassionate e legate alle proprie comunità, la cui storia ne dimostra il valore. Questo passaggio ci permetterà di essere ancora più espressione dei territori, dei loro bisogni e delle loro potenzialità, rafforzando la nostra capacità di rappresentanza e di governoz confermandoci come luogo accogliente ed inclusivo". Con queste parole, il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, ha commentato l’ingresso del primo cittadino di Ragusa nel partito azzurro, avvenuto oggi a Roma alla presenza dello stesso Tajani e del segretario regionale Marcello Caruso. Per Caruso, "Oggi Forza Italia si conferma come la casa naturale dei liberali, i moderati e coloro che in continuità con il pensiero del Presidente Berlusconi si identificano nei valori del Partito Popolare Europeo. Accogliamo con entusiasmo la scelta di Peppe Cassì perché la sua adesione a Forza Italia non è solo un fatto politico, ma rappresenta un arricchimento per tutto il partito. Cassì porta con sé una ricca storia di competenza, passione amministrativa e radicamento nel territorio ibleo". Il Sindaco Cassì, nel formalizzare il passaggio, ha sottolineato le ragioni della sua scelta: "Ho scelto Forza Italia perché è il partito che sento più vicino alla mia sensibilità moderata, alla mia visione europeista e al mio stile di governo. La politica si fa con le persone e per i territori ed oggi Forza Italia mi permette di restare fedele ai principi che mi hanno sempre guidato: concretezza, rispetto istituzionale e attenzione al bene comune ". Caruso conclude: "L’ingresso di un amministratore così stimato è un segnale forte: dimostra che il nostro progetto, fondato su pragmatismo e servizio al territorio, continua ad attrarre le migliori energie. Con Cassì, il partito si rafforza nella sua missione di rappresentare una proposta credibile e di governo non solo per il territorio ibleo ma per tutta la Sicilia".


Che fine farà la Siracusa Gela?

Che fine farà la Siracusa Gela?

La foto di copertina ci riporta all'inaugurazione nello scorso anno del tratto ispica Modica della Siracuisa Gela. Da allora tutto tace se non la notizia certa della perdita dei 300 e passa milioni che rano stati stanziati per procedere nei lavorr. “Il lotto autostradale Modica-Scicli non può essere abbandonato. Dal  definanziamento di 350 milioni ad oggi non abbiamo più notizie ufficiali”. Lo sottolinea con forza la Cna territoriale di Ragusa mettendo in evidenza come “più volte, negli ultimi mesi, abbiamo richiamato l'attenzione sul completamento della Siracusa Gela, Ci sarebbero due soluzioni utili: da un lato completare il lotto 9 da Modica a Scicli per il quale insiste già un progetto esecutivo e le relative autorizzazioni ivi comprese quelle relative agli espropri che rischiano di scadere vanificando ingenti risorse economiche e tempo; dall'altro versante abbiamo posto l'attenzione sulla opportunità di iniziare i lavori da Gela verso l’area ipparina a sostegno di una parte del territorio che garantirebbe un bacino d'utenza non indiffere nte verso lo scalo aeroportuale di Comiso”. Il presidente territoriale Cna Ragusa, Giampaolo Roccuzzo, e il segretario territoriale, Carmelo Caccamo, sottolineano che “le stranezze di questa provincia ci fanno, purtroppo, prendere atto negativamente rispetto al fatto che spesso ormai si lanciano nel dibattito alcune tematiche forti anche se poi difficilmente si trovano soluzioni politiche adeguate in grado di avere ripercussioni economiche sul territorio. Diciamo questo – ancora Roccuzzo e Caccamo – perché dal ministero e dalla Regione non si hanno certezze su  una infrastruttura, la Siracusa Gela, ormai conosciuta nel panorama nazionale ed europeo come esempio emblematico delle incompiute storiche del nostro Paese e vorremmo comprendere il perché. Il nostro appello è rivolto, anche su questo argomento, come fatto per l'aeroporto di Comiso, alla politica regionale, nazionale e financo ai parlamentari europei, affinché promuovano azioni forti e concrete che  consentano un rifinanziamento di un'opera che ha portato dei benefici economici e turistici di rilevante portata già nei due tratti realizzati da Rosolini a Modica. E, ancora, diciamo questo perché ricordiamo a tutti che la Cna territoriale di Ragusa,  assieme al comitato dei fornitori e all’allora assessore regionale Marco Falcone,  propiziò l’attuazione di interventi specifici per sbloccare il lotto Rosolini-Ispica della stessa autostrada. Dunque, serve un’azione simile. E occorre subito una interlocuzione autorevole con il ministero delle Infrastrutture e trasporti per sbloccare la situazione di perenne stallo in cui questa provincia ormai vive, purtroppo accontentandosi di ciò che ci viene detto dai "piani superiori". Ci aspettiamo –concludono Roccuzzo e Caccamo – uno scatto d'orgoglio e una battaglia dura a tutela  di un diritto di tutte le imprese e dei cittadini del nostro territorio”.


Il decalogo per evitare rischi alimentari

Il decalogo per evitare rischi alimentari

Con l’arrivo del caldo, i casi di disturbi gastrointestinali causati da alimenti contaminati da microrganismi o dalle tossine che essi producono registrano un preoccupante incremento. A lanciare l’allarme è il Codacons, che segnala come, soprattutto nelle località turistiche, sia ancora frequente trovare cibi e bevande esposti per ore sotto il sole cocente.  "Se nella preparazione o conservazione degli alimenti vengono trascurate le basilari norme igieniche e le corrette temperature di conservazione, il rischio di intossicazioni alimentari cresce in modo esponenziale –  Si tratta di un pericolo concreto per la salute pubblica, che può configurare un reato ai sensi dell’art. 444 del Codice Penale, che punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni chi immette sul mercato alimenti pericolosi. Per questo chiediamo alle forze dell’ordine controlli a tappeto in chioschi, ristoranti e punti vendita stagionali".
Il Codacons invita inoltre i cittadini alla massima cautela, diffondendo un vademecum con dieci semplici regole per evitare rischi alimentari durante l’estate:
1) Nei ristoranti poco conosciuti, diffidate di carrelli con cibi freddi tenuti a lungo a temperatura ambiente, soprattutto se contengono uova, maionese, creme o mascarpone.
2) Se una confezione surgelata presenta brina all’esterno, significa che non è stata conservata correttamente.
3) Evitate alimenti confezionati che appaiono rigonfi: è un possibile segnale di alterazione del contenuto.
4) Non acquistate bottiglie d’acqua o bibite esposte ai raggi solari. Controllate sempre la data di scadenza: alcuni chioschi estivi smaltiscono rimanenze dell’anno precedente.
5) Pesce e frutti di mare devono essere venduti solo in confezioni sigillate con etichetta indicante provenienza e scadenza. Vanno conservati al massimo per quattro giorni a una temperatura di 6°C.
6) Evitate i negozi con congelatori stracolmi: una conservazione corretta richiede che il carico non superi i limiti previsti. Preferite freezer verticali con sportelli chiusi.
7) Se un gelato ha perso consistenza o presenta cristalli di ghiaccio evidenti, significa che la catena del freddo è stata interrotta: va scartato.
8) Il personale non deve mai toccare alimenti con le mani nude. Se ricevete panini o bicchieri manipolati senza pinze o palette, potete segnalarlo alle autorità.
9) Non acquistate prodotti deperibili da ambulanti sprovvisti di celle frigorifere a norma.
10) Controllate sempre la scadenza di ogni alimento, anche nei mercatini o nei supermercati stagionali.
Il Codacons invita infine i cittadini a denunciare ogni irregolarità alle autorità competenti. Chi dovesse contrarre un’intossicazione alimentare in un villaggio turistico, albergo o ristorante può rivolgersi all’associazione per ricevere assistenza legale e chiedere il risarcimento dei danni subiti.

Ragusa punta a diventare un modello nazionale di sviluppo

Ragusa punta a diventare un modello nazionale di sviluppo

 Ragusa non si accontenta di essere un’anomalia virtuosa nel Sud Italia: punta a diventare un modello nazionale di sviluppo. È stato questo il filo conduttore dell’Assemblea annuale di Sicindustria Ragusa, dal titolo “The Collective Table – Laboratorio di Opportunità”, che si è svolta ieri sera al Poggio del Sole Resort. Nel corso dell’incontro, il presidente della delegazione iblea, Giorgio Cappello, ha presentato una strategia al 2034 per trasformare la provincia in un hub di innovazione, sostenibilità e attrattività imprenditoriale. “Abbiamo imprese solide, capitale umano, una biodiversità economica unica – ha detto Cappello –. Ora serve un passo in più: metterci insieme. Basta pensare in piccolo, serve un ecosistema collettivo per essere davvero competitivi”.

Una visione condivisa dal presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo, che ha preso parte all’Assemblea e, davanti a una fitta platea di imprenditori e stakeholder, ha sottolineato: “Il Modello Ragusa è già realtà: qui si fa sistema, si lavora in rete, si guarda oltre il proprio orticello. È un esempio da proteggere e replicare. Ma ora serve una politica all’altezza, che traduca le idee in opere e le urgenze in priorità”.

La fotografia economica del territorio conferma le basi solide da cui partire. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2024 il PIL della provincia è cresciuto dello 0,55%, a fronte dell’1,3% in Sicilia, dell’1,1% nel Mezzogiorno e dello 0,9% a livello nazionale. Il tasso di disoccupazione si attesta al 10%, al di sotto della media regionale (13%). L’export ragusano ha raggiunto i 583 milioni di euro (+3% su base annua), trainato da agroindustria, materiali da costruzione, plastica per l’agricoltura e prodotti trasformati come conserve e salumi. Tra i mercati principali: Germania, Malta e Francia. Dal 2001 a oggi, l’export ha registrato una crescita media annua del 5%, pari a un aumento complessivo del 207%.

“In un contesto regionale in calo, penalizzato dalla crisi del comparto petrolifero – ha aggiunto Cappello – Ragusa si conferma un territorio resiliente, con un tessuto produttivo internazionalizzato e una solidità finanziaria superiore alla media”.

Ma il futuro non si costruisce da solo. Per questo Cappello ha tracciato cinque direttrici strategiche: infrastrutture; giovani e formazione; transizione energetica e ambientale; digitale e intelligenza artificiale; internazionalizzazione e attrazione investimenti. In particolare, l’attenzione è puntata sul completamento dell’autostrada Siracusa-Gela e della Ragusa-Catania; sul potenziamento del porto di Pozzallo; sul rilancio dell’aeroporto di Comiso, con l’obiettivo di un milione di passeggeri l’anno; sullo sviluppo dell’intermodalità ferroviaria e sul rafforzamento degli ITS e delle politiche per il rientro dei giovani formati altrove. Al centro anche la transizione energetica, con focus su comunità rinnovabili e idrogeno verde, e la trasformazione digitale delle PMI, attraverso formazione su intelligenza artificiale, cybersecurity e promozione internazionale del territorio.

“Non possiamo più permetterci – ha sottolineato Cappello – che le imprese vengano ostacolate da oneri inutili o da lotti industriali bloccati. Vanno eliminate le barriere burocratiche, riconosciuta la prelazione alle aziende già insediate, sbloccati i terreni di Modica-Pozzallo. La crescita non può aspettare i tempi della carta bollata. Abbiamo tutte le carte in regola per diventare un territorio guida”.


Le spiagge sono un patrimonio comune, non un affare per pochi.

Le spiagge sono un patrimonio comune, non un affare per pochi.

L’occupazione di ampie porzioni dell’arenile di Marina di Ragusa da parte di strutture private sta generando crescente malcontento tra cittadini e turisti, sollevando al contempo forti dubbi sulla trasparenza e regolarità del procedimento amministrativo che ha portato a tale situazione. Il circolo cittadino del Partito Democratico di Ragusa interviene per fare chiarezza e individuare le responsabilità politiche dietro quanto sta accadendo nella località balneare.  “Il Comune di Ragusa – spiega l’avvocato Riccardo Schininà, segretario cittadino del PD – non ha mai completato l’iter di approvazione del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM). Dopo una fase di pre-adozione, il procedimento è rimasto fermo. Ad oggi manca ancora la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), passaggio obbligatorio per la definitiva approvazione del Piano”. In assenza di un PUDM approvato, diverse aziende hanno ottenuto dall’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente autorizzazioni temporanee – della durata massima di 90 giorni – per l’installazione di strutture balneari amovibili che offrono servizi a pagamento. Il risultato è evidente: per l’intera stagione estiva, ampie porzioni di spiaggia risultano sottratte alla libera fruizione. “Pur trattandosi di autorizzazioni rilasciate a livello regionale – prosegue Schininà – la responsabilità politica di quanto accade è da attribuire interamente all’Amministrazione comunale. Il Consiglio comunale aveva approvato il PUDM già nell’agosto 2022, ma l’Amministrazione ha omesso di avviare la procedura di VAS, impedendo il completamento dell’iter. Se il Piano fosse stato definitivamente adottato, avrebbe consentito una gestione regolamentata e trasparente delle concessioni, garantendo il giusto equilibrio tra gli interessi economici dei privati e il diritto dei cittadini a godere liberamente, e gratuitamente, di almeno metà delle nostre spiagge”. Particolarmente preoccupante, secondo il segretario dem, è il fatto che, dopo quasi tre anni di totale immobilismo, l’Amministrazione comunale abbia riattivato improvvisamente il procedimento per la VAS solo lo scorso aprile. “Questo tardivo risveglio – continua Schininà – ha paradossalmente generato un effetto contrario a quello auspicato: ha stimolato una corsa da parte dei privati a ottenere autorizzazioni temporanee prima che il Piano venga eventualmente approvato, sottraendo ulteriori spazi alla collettività”. Altra anomalia riguarda la distribuzione delle autorizzazioni: le istanze riguardano aree diverse dell’arenile, evitando così qualsiasi sovrapposizione e quindi ogni procedura comparativa. Una coincidenza che fa temere una regia organizzata. “C’è un legittimo sospetto – aggiunge Schininà – che esista un disegno dietro la proliferazione ordinata di queste richieste. Inoltre, alcune autorizzazioni insistono su porzioni di spiaggia che il PUDM comunale non aveva destinato a concessione, sollevando dubbi sulla legittimità di tali provvedimenti. Riteniamo che anche le autorizzazioni temporanee debbano rispettare quanto affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 108 del 5 maggio 2022, che ha dichiarato l’illegittimità di concessioni marittime su aree non previste dal piano demaniale”. Il gruppo consiliare del Partito Democratico annuncia iniziative istituzionali per fare piena luce sulla vicenda. “Presenteremo un’interrogazione al Sindaco e all’assessore competente – dichiarano i consiglieri comunali del PD, Peppe Calabrese, Mario Chiavola e Peppe Podimani – per chiarire l’iter seguito e le motivazioni dei ritardi nella procedura di VAS. È inaccettabile che, in piena stagione estiva, si continui a gestire in modo opaco un bene pubblico come il demanio marittimo. L’inerzia dell’amministrazione Cassì ha compromesso una pianificazione seria, all’altezza delle aspettative della comunità. Le spiagge sono un patrimonio comune, non un affare per pochi. Occorre una gestione trasparente, rispettosa della legge e dell’ambiente, al servizio dell’interesse pubblico”.


Bus è bello e più sicuro.

Bus è bello e più sicuro.

Tutte le idee  sono valide se ben studiate. Ma è importante la partecipazione dell'utente. Staremo a vedere che numeri  si faranno con questi bus. Si moltiplicano le iniziative per invitare i giovani a lasciare moto e auto e viaggiare sulle strade della provincia in bus perché è comodo e sicuro. E' in corso una sensibilizzazione lanciata dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa che ha come obiettivo  tutelare la sicurezza dei giovani offrendo loro una concreta alternativa gratuita all’uso dell’automobile nelle ore notturne, quando i rischi legati alla guida in stato di ebbrezza aumentano in modo significativo.  Il servizio prevede l’attivazione di navette gratuite ogni venerdì, sabato e domenica del mese di agosto, dalle ore 20:00 alle ore 04:00, con partenza dalle principali località della provincia e destinazione i locali del litorale ibleo. Si tratta di un’iniziativa di grande responsabilità e buon senso. Abbiamo voluto dare un segnale forte e concreto a favore della sicurezza dei nostri giovani che siamo certi avrà la massima condivisione”,  Per garantire la massima efficacia del servizio, il Libero Consorzio ha invitato tutti i Comuni della provincia a segnalare, entro tre giorni dalla ricezione della comunicazione ufficiale, le tratte prioritarie da attivare. Le proposte saranno poi valutate e definite in una riunione operativa che si svolgerà presso la sede del Consorzio, con la partecipazione dei rappresentanti dei Comuni aderenti. Il servizio sarà interamente gratuito per gli utenti, e realizzato in collaborazione con agenzie di vigilanza, associazioni di volontariato e un numero verde attivo per informazioni e supporto. La campagna sarà accompagnata da un’attenta comunicazione sui media locali e istituzionali.
Ma a quanto pare a Ragusa ci avevano gia pensato perche  è attivo il servizio di trasporto pubblico pensato per chi vuole andare a ballare
comodamente e in sicurezza. Con partenza da Ragusa Ibla (Largo Ottaviano) alle 22.50, da Piazza Zama alle 23.00 e da via Brin a Marina di Ragusa alle 23.25, il servizio arriverà al Koala Maxi alle 23.30 circa. Ritorno con partenza alle 2.50, per raggiungere via Brin alle 3.00, piazza Zama alle 3.25 e Ragusa Ibla alle 3.30. Costo del servizio 2.90€ a tratta da Ragusa e da Ibla, 1.90€ da Marina.
Con un biglietto dal costo basso si potrà andare a ballare e tornare a casa in tutta tranquillità per sé e per gli altri”.


I guai dell'aeroporto e il veto per Aeroitalia.

I guai dell'aeroporto e il veto per Aeroitalia.

Il comitato a difesa dell'aeroporto. in copertina il logo ufficiale, giustamente è stato ormai  riconosciuto in ogni tavolo e sta svolgendo il suo ruolo con grande dignità e con la adeguata conoscenza dei fatti.  Oggi ci arriva un comunicato stampa che mi permetto di condividere in massima parte ma resto dubbioso sulla lotta che lo stesso comitato sta portando avanti contro Aeroitalia. Nel comunicato si legge. Tutti sanno dei disastri creati nella gestione dell’aeroporto di Comiso dal 2016, anno in cui si è visto tutto il potenziale dello scalo, con 459.469 passeggeri nazionali e internazionali, fino a oggi, con il calo clamoroso degli arrivi e delle partenze (18.168 passeggeri nel primo quadrimestre del 2025, con un calo del 31,9% rispetto allo stesso periodo del 2024). Al tavolo del Libero Consorzio Comunale di Ragusa sono stati annunciati i due prossimi passaggi operativi fondamentali per il futuro dell’aeroporto di Comiso: la richiesta di un incontro con SAC, da tenersi subito dopo il 25 luglio (data attesa per la definizione della nuova governance della società di gestione), e l’avvio di
un confronto istituzionale con la compagnia Ryanair. Nel comunicato si chiede inoltre di far luce sul mistero sull’abbandono repentino della compagnia irlandese dalla pista di Comiso nell’estate del 2023 che è ancora irrisolto. E il Comitato per la difesa e lo sviluppo dell’aeroporto ibleo si chiede ancora, e chiede alla presidente della Provincia Schembari di capire perché Ryanair, che da sempre predilige gli scali
minori per poter sviluppare le sue tratte e contribuire al loro sviluppo, abbia sviluppato questa strana,
stranissima repulsione per Ragusa e i suoi dintorni. Cosa era contenuto nell’accordo tra SAC e Ryanair, e cosa
è andato storto? Questo lo vogliamo capire. Voci insistenti e “autorevoli” di corridoio affermano che la
compagnia irlandese tornerebbe se solo SAC riassumesse gli impegni presi in precedenza.
Strano, stranissimo —si ripete nel comunicato  — che Catania, in palese overbooking,
continui ad accogliere Ryanair nello scalo etneo, mentre la sorellastra iblea continui a fare la Cenerentola.
È stata eliminata anche l’addizionale comunale, come richiedeva il management di Ryanair. Vogliamo capire
perché, e se si può invertire la rotta. Ci sembra una richiesta più che legittima che può essere soddisfatta solo se le nostre autorità politiche riusciranno a far parlare la Sac facendo chiarezza sulla vicenda ( sembra comunque difficile visto, che secondo me, non è stata solo la Sac a fare la manovra e di mezzo ci andrebbero anche rappresentanti di alto livello.  Il comitato poi insiste sul boicottaggio per  Aeroitalia. Se è vero, come sembra sia vero, che la compagnia è stata l'unica a partecipare al bando della continuità territoriale volenti o nolenti ce la ritroveremo a fare i collegamenti nazionali su Comiso. Non serve bandirla ne tanto meno chiamare al boicottaggio perché, come ho detto già tante volte,  e il comitato è anche testimone di alcuni miei tentativi di mediazione, non facciamo altro che darci la zappa sui piedi. Se Aeroitalia rinuncia restiamo con "zero tituli". Invece la Provincia potrebbe creare una specie di commissione di controllo sull'operato di Aeroitalia che, avendo le dovute informazioni, possa giustificare o meno gli eventuali disservizi. Tutte le compagnie hanno momenti di difficoltà l'importante è che non ci sia malafede e cioè la volontà di fregare un aeroporto piuttosto che un altro di fronte a necessità tecniche o di orari.  Quindi se Aeroitalia e la "minestra" cerchiamo di renderla appetibile aggiungendo i condimenti giusti. Se poi risulta immangiabile ugualmente perché la materia prima è proprio scarsa allora faremo intervenire tutta la provincia. Per me la cosa più importante è la sicurezza e su questo tasto non si può scherzare.


Questa mi piace!!!!

Questa mi piace!!!!

Questa è davvero una idea interessante che renderebbe la Sicilia più appetibile sotto diversi punti di vista.  Perchè non chiedere alla Regione Siciliana di utilizzare immediatamente la nuova fiscalità di sviluppo per intervenire concretamente sul caro-carburante, che continua a rappresentare una delle voci più pesanti nel bilancio delle famiglie e delle imprese dell’Isola. Con l’approvazione della norma di attuazione dello Statuto speciale, la Regione dispone ora di uno strumento fiscale pienamente legittimo per dare risposte immediate e incisive ai bisogni economici del territorio.
"In Sicilia la benzina continua a costare troppo, e i cittadini lo avvertono ogni giorno – suggerisce  il Codacons – Ora che la Regione ha finalmente la facoltà di esercitare la propria autonomia fiscale, non ci sono più alibi. È possibile adottare misure concrete per attenuare l’impatto del caro-carburanti, nel pieno rispetto delle normative nazionali ed europee". Occorre ricordare che, pur non potendo intervenire direttamente sulle accise, tributi statali non modificabili su base regionale,  la Sicilia può comunque agire in autonomia per compensarne gli effetti economici. La Regione ha la possibilità di eliminare eventuali aggravi fiscali locali, introdurre forme di detrazione o rimborso per le categorie più penalizzate e destinare risorse alla mitigazione dei costi legati alla mobilità e alla logistica. "La fiscalità di sviluppo non può restare una dichiarazione di principio – insiste il Codacons- deve essere applicata subito, in modo serio, mirato, e a beneficio della popolazione. Se non si interviene sul prezzo dei carburanti, uno degli elementi più critici per chi vive e lavora in Sicilia, allora si tradisce lo spirito stesso dell’autonomia fiscale conquistata".

Impegno chiaro e duraturo per il futuro dello scalo ibleo

Impegno chiaro e duraturo per il futuro dello scalo ibleo

“L’aeroporto di Comiso è una risorsa strategica per il rilancio economico e sociale del Sud Est della Sicilia. Non è più accettabile assistere a interventi frammentati e a logiche emergenziali. È il momento di una pianificazione strutturale, pluriennale, capace di garantire stabilità, crescita e occupazione”. È l’appello lanciato da Giorgio Cappello, presidente di Sicindustria Ragusa, che chiede alla Regione siciliana di assumere un impegno chiaro e duraturo per il futuro dello scalo ibleo, al pari di quanto fatto per altri scali minori dell’isola, come quello di Trapani.
“La disparità di trattamento – aggiunge Cappello – non è più tollerabile. È necessario adottare una visione industriale che riconosca all’aeroporto di Comiso il ruolo che gli spetta. Non possiamo più permetterci esitazioni o rinvii: ulteriori ritardi nelle decisioni comprometterebbero seriamente anche la stagione estiva 2026. Il tempo è scaduto, le scelte vanno fatte adesso”.
Sicindustria Ragusa indica un obiettivo concreto e realizzabile: raggiungere un milione di passeggeri annui già dalla prossima stagione estiva, attraverso due aeromobili basati su Comiso, replicando il modello vincente attuato a Trapani. Per raggiungere questo traguardo, serve: una governance chiara e autorevole; una pianificazione a lungo termine; un investimento politico e finanziario stabile.
“Invitiamo con urgenza la deputazione regionale dell’area iblea a farsi promotrice di un incontro ufficiale con il governatore Renato Schifani, coinvolgendo tutte le istituzioni e le parti sociali – incalza Cappello – così da avviare un confronto risolutivo nel più breve tempo possibile. Comiso può e deve diventare uno snodo aeroportuale moderno, efficiente e pienamente integrato nella rete della mobilità siciliana”. Sicindustria Ragusa ribadisce la propria disponibilità a contribuire attivamente al rilancio dell’aeroporto, mettendo in campo competenze, visione industriale e determinazione. “Non stiamo chiedendo privilegi – conclude Cappello – ma equità, strategia e responsabilità. Comiso ha tutte le carte in regola per diventare un motore di sviluppo per tutto il Sud Est dell’isola. Tocca adesso alla Regione dimostrare di crederci davvero”.