Come la pensa Calabrese sul Castello!
Come la pensa Calabrese sul Castello!
“Il Castello di Donnafugata non può essere ridotto a un contenitore buono per tutte le occasioni. È un patrimonio storico e culturale che appartiene alla città di Ragusa e va gestito con serietà, trasparenza e rispetto”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Ragusa, Peppe Calabrese, che ieri ha presentato un'interrogazione (firmata anche dagli altri consiglieri dem Giuseppe Podimani e Mario Chiavola) per chiedere al sindaco e all’Amministrazione chiarimenti urgenti sulla gestione del Castello.
Nodo centrale della interrogazione, la circolare ministeriale dell'agosto 2025 che stabilisce che nell'ottica della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale di un territorio, la formula del Partenariato Speciale Pubblico-Privato (con la quale il Comune di Ragusa intende affidare la gestione del Castello) può applicarsi solo a beni dismessi o sottoutilizzati.
“È evidente - spiega il capogruppo dem – che il Castello di Donnafugata non rientra in questa categoria: era ed è un bene pienamente attivo. La scelta del Comune di emanare un bando per cercare soggetti cui affidare la gestione del complesso di Donnafugata (compreso il parco e il Museo del Costume) appare quindi quantomeno discutibile e, alla luce della circolare del ministero, rischia di esporre l’ente a ricorsi e contenziosi. Inoltre, ma lo abbiamo già detto anche in passato, la scelta del sindaco di affidare a privati un bene così importante per la città non fa altro che certificare il fallimento delle politiche turistiche e culturali da parte dell'amministrazione e del sindaco in particolare che, con il bando, ammette implicitamente di non sapere gestire il Castello nonostante le consulenze di cui si avvale”.
“Oltre agli aspetti legati al partenariato speciale - continua Calabrese - preoccupano anche le attuali modalità di gestione. Da più parti, infatti, arrivano segnalazioni su eventi che avrebbero ben poco di culturale e che, anzi, rischiano di snaturare la vocazione del Castello: ci hanno riferito di banchetti, feste private, persino dj set con centinaia di persone, forse ben oltre le capienze autorizzate. Vogliamo sapere se la Commissione spettacoli e i Vigili del fuoco siano stati coinvolti e se siano stati rispettati i limiti di sicurezza. Addirittura c'è chi sostiene che qualche assessore della giunta Cassì faccia parte del gruppo organizzativo di alcuni di questi eventi. Sarebbe cosa gravissima e il sindaco, se queste voci fossero vere, dovrebbe prendere seri provvedimenti”.
Il consigliere conclude con un appello: “Il Castello di Donnafugata non appartiene a una giunta o a un privato: appartiene alla città. Per questo chiediamo che venga restituito a una gestione realmente culturale e trasparente, capace di valorizzarlo e non di svenderlo. Chi svende il Castello, svende Ragusa”.
Non poteva essere diversamente.
Non poteva essere diversamente.
Siamo ormai abituati alle risposte educate, piene di belle parole e numeri accattivanti con le quali qualche assessorato regionale si difende da accuse ben precise su argomenti scottanti come l'aeroporto di Comiso. E ad accorgersene questa volta sono quelli di Controcorrente, il movimento creato da Ismaele Lavardera, che commentano così, amaramente, la risposta regionale ad un interpellanza all'Ars.
In merito alla crisi ormai cronica dell’aeroporto di Comiso, arriva la risposta ufficiale dell’assessorato regionale alle Infrastrutture all’interrogazione parlamentare (n.1860) presentata dall’on. Ismaele La Vardera – fondatore del movimento Controcorrente – lo scorso maggio. L’iniziativa, fortemente sollecitata da Controcorrente Ragusa, con l’impegno di Massimo Iannucci, ex vicesindaco di Ragusa e oggi referente del faro territoriale, e di Saverio Buscemi, consigliere comunale di Ragusa, insieme al Comitato a difesa e sviluppo dell’aeroporto degli Iblei, aveva portato all’attenzione delle istituzioni regionali la situazione di isolamento in cui versa da mesi il territorio, complice la quasi totale paralisi dello scalo comisano. La risposta della Regione, recapitata con nota n.9272 del 27 agosto 2025, lascia però l’amaro in bocca a chi ogni giorno vive sulla propria pelle i disagi derivanti dall’assenza di collegamenti: secondo l’assessorato, l’aeroporto “non è chiuso”, conta “30 movimenti settimanali” e si prepara a un grande rilancio fatto di nuovi parcheggi, cargo, voli aggiuntivi e milioni di investimenti. Tuttavia, la percezione dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle imprese locali, è ben diversa da quella fornita dalla Regione.Controcorrente Ragusa, che aveva raccolto le istanze del territorio e sollecitato l’on. La Vardera ad agire, non si dice soddisfatta. “Conosciamo bene la realtà di Comiso: il terminal è deserto, i voli ridotti al minimo e il territorio abbandonato – affermano dal movimento –. Quella della Regione appare una risposta che non affronta in modo concreto i problemi reali. Si continuano a scrivere documenti e promesse, mentre le lavoratrici, i lavoratori, le famiglie e le imprese restano senza risposte tangibili”.A sostegno di questa posizione, il Comitato a difesa e sviluppo dell’aeroporto degli Iblei aveva aggiunto che “non basta citare numeri che poco corrispondono all’esperienza quotidiana di chi vive il territorio. Serve un piano straordinario di rilancio che coinvolga davvero la comunità e sappia attrarre vettori, investimenti e passeggeri, non solo nelle dichiarazioni di principio”. Controcorrente Ragusa, con il costante impegno di Massimo Iannucci, Saverio Buscemi unitamente agli altri referenti dei fari presenti sul territorio della provincia di Ragusa, rinnova l’impegno a vigilare sull’evoluzione dello scalo, affiancando i cittadini in azioni concrete di pressione e proposta: “Il nostro ruolo civico è quello di dare voce e rappresentanza ai bisogni autentici del territorio. Continueremo a lavorare perché l’aeroporto di Comiso possa tornare ad essere volano di sviluppo e connessione per la provincia, al di là delle rassicurazioni che, purtroppo, restano per ora solo sulla carta”. Nel frattempo, la richiesta di una strategia chiara e condivisa per il futuro dell’aeroporto resta più che mai attuale, nella speranza che alle parole seguano finalmente i fatti.
Ancora su Donnafugata all white.
Ancora su Donnafugata all white.
Il buon Nuccio Iacono, nominato castellano a vita dall'amministrazione Cassì, si sforza ancora per dare un'anima a Donnafugata. E' una casa della memoria, dice lui, e quindi si dovrebbe respirare quell'atmosfera tipica di fine ottocento per la quale il Castello era nominato. Ma oggi Iacono tace forse perchè gli ordini del capo e dei vice capo non si discutono neanche se sono veramente contrari alla decenza del luogo. Sono arrivate in redazione diverse foto che fanno riferimento a questa festa da ballo, miseramente presentata come appuntamento culturale e alla quale hanno partecipato tante, troppe, persone. I numeri ce li può dire solo la Siae perché l'ingresso era a pagamento e la musica ad alto volume. Dicevamo che si è usato l'escamotage della cultura, con l'esibizione di una scuola di danza e uno spettacolino di baskers, ma alla fine si è ballato, tutti rigorosamente in bianco. E non si è risparmiato il parco nel quale, in piena notte, tutti hanno potuto scorrazzare impunemente e fumando allegramente senza curarsi del pericolo di incendio
.. Chissà come era vestito l'assessore Gurrieri. Lo diciamo perchè, da più parti viene indicato lui come protettore della serata con alcuni suoi stretti collaboratori. E' bene dire che non c'è nulla di illegale, almeno nel concetto di festa da ballo ma per noi è errata la location, lo stile, e forse anche l'arroganza del potere e infine la mancanza di controllo da parte del principale: il sindaco Cassì come primo cittadino. Ci dicono che altre organizzazioni che operano al castello, hanno avuto problemi ad ottenere una deroga di una ventina di posti a sedere ma in questo caso a chi è stata chiesta l'autorizzazione e la conseguente deroga? Ma c'erano i pompieri, l'autoambulanza, le vie d'uscita, i controlli delle forze dell'ordine? Perché se scoppia un lite in quel casotto ci scappa il ferito grave. Aspettiamo una risposta non perché vogliamo criticare i giovani che si danno da fare ma perchè la legge è uguale per tutti e domani quando andremo a fare uno spettacolo di teatro o di lirica ci infiliamo mille persone e zitti tutti. Comunque ribadisco con con forza che il castello ha bisogno di interventi grossi e puntuali. Si sta deteriorando velocemente e il possibile affidamento a privati, che speriamo sia stato scongiurato dalle nuove circolari di agosto 2025, non prevede una manutenzione straordinaria e quindi continuerà ad andare in pezzi mentre le feste si faranno più volte la settimana.
Abbate Dipasquale e l'aeroporto di Comiso.
Abbate Dipasquale e l'aeroporto di Comiso.
“Chiederò al Governo parità di trattamento per gli aeroporti di Comiso e Trapani”. La dichiarazione è del Presidente della I Commissione Affari Istituzionali, On.Ignazio Abbate, che interviene
nuovamente sul Pio La Torre e sulla disparità di trattamento con un altro scalo dalla portata simile come quello di Birgi: “Premesso che da esponente del territorio ibleo ho ringraziato sia
pubblicamente che personalmente il Presidente Schifani per aver stanziato il contributo a favore dello scalo comisano ma oggi torno a chiedere al nostro Governatore un ulteriore sforzo per portare
l’entità di questo contributo alla pari di quello di Trapani. Mi auguro e sono convinto che in questo avrò la collaborazione di tutti gli altri colleghi deputati rappresentanti del nostro territorio. Nelle
prossime due sessioni di bilancio (variazione di bilancio e manovra finanziaria) si dovranno impinguare i fondi destinati all’aeroporto di Comiso o quantomeno si dovrà procedere ad una
redistribuzione equa dell’importo. Questo per evitare una Sicilia che va a due velocità distinte. Fin quì il comunicato dell'on Abate che solo negli ultimi tempi ha deciso di interesarsi all'aeroporto e lo sta facendo essendo a conoscenza delle disponibilità economiche della Regione. Ma arriova subito la nota di Nello Dipasquale. Leggo che l'on Ignazio Abbate ringrazia il presidente Schifani per il finanziamento destinato all’Aeroporto di Comiso - voglio ricordarlo: 9 milioni di euro divisi in tre anni - e annuncia di voler chiedere al Governo regionale parità di trattamento per il Pio La Torre rispetto allo scalo di Trapani. Su questo ho da dire due cose: l’on. Abbate, evidentemente, è stato così impegnato su altre questioni da non accorgersi che la notizia del finanziamento risale ad almeno nove mesi fa e non per opera del Governo regionale, ma per iniziativa parlamentare condotta in Aula dal me e dall’on. Giorgio Assenza; per quanto attiene, invece, la richiesta di parità di trattamento per gli scali minori di Sicilia, Comiso e Trapani per l’appunto, segnalo che questa richiesta da parte mia viene sottoposta al presidente Schifani fin dal suo insediamento, tre anni fa, e ancor prima era stata rivolta al presidente Musumeci durante tutto il suo mandato. Sia Schifani che Musumeci se ne sono altamente fregati continuando a finanziare sempre e solamente l’aeroporto di Trapani. Ci fa piacere, come organo di informazione, sempre impegnato a supportare l'aeroporto di Comiso, che i parlamentari della provincia si interessino sempre di più allo scalo. Ci permettiamo di aggiungere che sono importanti i soldi ma più importanti le modalità con le quali si spendono questi soldi. Fare bandi senza individuare con esattezza le destinazioni che interessano al territorio equivale e finanziare tratte inutili, che non fidelizzano, e si chiudono appena finiscono gli aiuti. E' quindi importante sapere chi avrà il compito di studiare le strategie di intervento e se ha queste capacità. Per ora possiamo solo dire che ci va bene ottenere finanziamenti nella speranza di utilizzarli bene. .
Porto di Pozzallo: incremento del 14%
Porto di Pozzallo: incremento del 14%
Crescono i traffici dei porti del Sistema portuale della Sicilia orientale: nel primo semestre 2025, rispetto all’anno precedente, si registra un nitido +50% di tonnellate di merci e un +13% di rinfuse solide. Nello specifico, grazie anche all’entrata nel sistema portuale del porto di Siracusa con la rada di S. Panagia, il primo semestre del corrente anno vede un aumento consolidato dei volumi complessivi di merci rispetto al medesimo periodo del 2024, pari al 50.8%, dovuto in larga parte al contributo fornito dallo scalo siracusano sulle tonnellate di rinfuse liquide. Siracusa infatti nel primo semestre scorso ha contribuito per un totale di 6,7 milioni di tonnellate su un totale di 16.534.176 di prodotti liquidi. Per quanto riguarda le rinfuse solide (merci allo stato solido, non imballate e trasportate in grandi quantità, come minerali, grano, carbone, cemento, sale, ecc.) l'incremento nel semestre è pari quasi al 14%, soprattutto per la crescita del porto di Pozzallo, che nei primi sei mesi del 2025 ha contato circa 265mila tonnellate di rinfuse solide, mentre Augusta è interessato da importanti lavori di riorganizzazione delle aree di banchina con allestimento di nuovi terminal. Sale pure il numero di croceristi, raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2024, grazie non solo all’ingresso dello scalo aretuseo, ma anche ad un + 35% sviluppato dallo scalo catanese.
Infine, il terminal contenitori, spostato da marzo 2024 da Catania ad Augusta evidenzia un confortante innalzamento dei numeri pari al 27.9% dovuto anche ai valori di Pozzallo che sono in crescita attestandosi ormai a 5000 TEU, quantità di tutto rispetto per il piccolo scalo del Ragusano. “Nonostante la presenza di numerosi cantieri, lavori di manutenzione straordinaria e opere in corso - spiega il presidente dell’Autorità di Sistema portuale della Sicilia orientale Francesco Di Sarcina - che chiaramente limitano gli spazi per le attività portuali, le cifre confermano un’ottima condizione di salute, frutto di una forte riorganizzazione che è stata data agli scali e di una sinergia tra gli stessi messa in campo grazie all’annessione sotto un unico ente di gestione. Ciò significa centralità negli scambi commerciali della rete portuale della Sicilia orientale che, nel panorama nazionale, offre ormai un significativo contributo al sistema paese”.
Castello: nuove direttive ministeriali per il partenariato.
Castello: nuove direttive ministeriali per il partenariato.
Dopo la vicenda del luglio scorso che ha avuto come protagonista la gestione del castello di Donnafugata in molti sapranno che il metodo del partenariato speciale pubblico-privato consentiva di superare le rigidità di alcuni strumenti che regolano il rapporto tra l’amministrazione pubblica nella gestione e lo sviluppo del patrimonio culturale.
In questa prospettiva però – si legge nella nuova circolare emanata ad agosto del 2025 il partenariato speciale viene inquadrato nell’ambito dei contratti gratuiti che non rientrano nel perimetro della disciplina dei contratti pubblici, fermo restando l’obbligo di rispettare le norme generali sul procedimento amministrativo e i principi generali del Codice dei contratti pubblici. In particolare, nell’escludere che il partenariato possa trovare applicazione in relazione ad attività estranee alla valorizzazione di beni culturali come i servizi di vigilanza, bigliettazione, pulizia e gli altri servizi strumentali (assoggettati alle procedure ordinarie previste dal Codice dei contratti pubblici) viene invece ribadito che l’applicazione del partenariato speciale possa trovare attuazione, in particolare, per i beni in disuso o sottoutilizzati, nei casi in cui il bene necessiti, per renderlo fruibile, di un progetto gestionale e culturale nel suo complesso. IL castello non era e non èp certo un bene in disuso o sottoutilizzato e la formula usata dal Comune è contestabile. A questa nuova circolare è inoltre allegato uno schema di Avviso pubblico quale punto di riferimento nella definizione ed elaborazione delle procedure. Naturalmente tale schema è lontano anni luce dal bando, contestato, emanato lo scorso anno in gran segreto dal Comune di Ragusa. Alla luce di quanto detto sopra sarebbe opportuno rivedere tutta la progettazione e l'iter tecnico politico che ha portato l'amministrazione Cassì alla decisione di affidate uno dei patrimoni più importanti del territorio ad alcuni privati. E' anche vero che ancora la delibera non è andata neanche in consiglio e forse questa nuova circolare, permettendo a chiunque di fare un bel ricorso, potrebbe mescolare le carte ed ingarbugliarle un bel po'. Intanto arrivano lamentele sulla attuale gestione del castello che è diventato un bene " buono per tutte le occasioni". Spettacoli, banchetti, matrimoni, festival, picnic, feste in maschera, diciottesimi e chi più ne ha più ne metta. Da aggiungere che il viale d'entrata sembra un suk tunisino cancellando l'atmosfera che dovrebbe rievocare una traquilla casa di campagna negli iblei. Dicono, ma sono sempre le solite malelingue, anche se autorevoli personaggi me lo hanno confermato, che nei giorni scorsi c'è stata una festa, in bianco, alla quale hanno partecipato molte persone, molte ma molte in più di quelle che per sicurezza si sarebbero dovuto ospitare. Ma che problema c'è. Nelle altre città, non in Sicilia badate bene, si supera tutto mettendo dentro l'organizzazione un assessore, un esperto o un consulente, fino ad arrivare ai vertici. Ma a Ragusa no! Quindi se fosse vero che effettivamente a questa festa, fuori luogo tra altro per il contesto che offre il maniero, c'erano il doppio o il triplo delle persone autorizzate dovrebbe intervenire il sindaco a fare un po di pulizia. Purtroppo ora lui non è più un sindico civico!!!!
I
San Giovanni ... pensaci tu!
San Giovanni ... pensaci tu!
La foto sembra quella che si mette all'entrata di una fabbrica o di un'attività importante per mostrare tutto l'organigramma direttivo. Serve per far vedere all'eventuale visitatore chi comanda, quali sono gli uomini e le donne che hanno in mano le sorti dell'azienda. E a questi uomini e donne in verità dobbiamo affidare il futuro della città e della provincia. La speranza è che San Giovanni ci metta un po' d'impegno e riesca ad indicare la strada giusta a tutti questi simpatici personaggi. Siamo all'inizio della stagione 25/26 ed occorrerà molta determinazione. Ci sono novità politiche ed amministrative. Ci sono i guai dell'aeroporto e quelli di Iblea Acque. Si sente aria di elezioni ma state pur certi che loro un'accordo lo troveranno di sicuro perchè pare che siano in campi avversi ma alla fine ..... Ma parliamo di San Giovanni con il comunicato stampa che ci hanno inviato.
Una festa straordinaria. Così come straordinario è stato il bagno di folla che ha voluto
rendere onore a San Giovanni Battista, patrono della città e della diocesi di Ragusa. A
decine di migliaia, ieri, le presenze. In molti hanno voluto partecipare alla
tradizionale processione serale che, caratterizzata dall’incedere prima dell’Arca santa
e poi del simulacro del precursore, alla presenza delle autorità civili e militari, oltre
che, naturalmente, di quelle religiose, con la guida del vescovo, mons. Giuseppe La
Placa, si è snodata per le principali vie del centro storico, riuscendo a coinvolgere in
maniera come sempre intensa tutti i ragusani. All’arrivo del simulacro in piazza San
Giovanni, il messaggio del vescovo ai fedeli.
“Il passaggio del santo tra le vie, tra le case della nostra città – ha detto mons.
Giuseppe La Placa – è in realtà il passaggio di Dio tra le nostre famiglie, nei luoghi in
cui si svolge la nostra vita quotidiana, tra gioie e dolori, fatiche e speranze. Egli porta
nel cuore di ciascuno di noi una luce di speranza e di consolazione. Come Giovanni
Battista preparò la via al Signore nel deserto, così oggi invita tutti noi a fare spazio,
nel nostro cuore e nella nostra vita, al Signore, a lasciare che la sua presenza proprio
nella nostra vita trasformi le nostre scelte, i nostri rapporti, le nostre quotidiane
occupazioni. Ogni gesto, ogni incontro, ogni momento vissuto con fede può diventare
occasione di grazia, segno della Sua presenza che rende la vita più bella e più vera. Il
passaggio di San Giovanni per le nostre strade non è dunque solo un fatto legato alla
tradizione: è una chiamata a riconoscere Dio nel cuore della nostra città, nelle nostre
famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni di ogni giorno. Accogliamo dunque
questo invito con gratitudine e fiducia, lasciandoci guidare dal suo esempio di
coraggio, umiltà e dedizione profonda”. A mezzanotte in punto, poi, i fuochi pirotecnici, effettuati dalla ditta Pirotecnica iblea di Lorenzo Massari di Ragusa sul ponte San Vito, che la cittadinanza ha avuto modo di seguire lungo la vallata Santa
Domenica, sistemandosi, in particolare, sugli altri due ponti. Nel pomeriggio, c’era
stata la solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Giambattista Diquattro,
nunzio apostolico in Brasile. Subito dopo, l’inizio della solenne processione del
patrono. Prima, come detto, l’uscita dell’Arca santa, seguita dai fedeli con i ceri
votivi. Anche in questa circostanza, segnale speciale di devozione. Subito dopo,
l’uscita del venerato simulacro del patrono che è stato accolto sul sagrato dal
tradizionale lancio di volantini colorati, dal suono a festa delle campane, dallo sparo
dei fuochi d’artificio. Alla processione hanno partecipato il vescovo di Ragusa, le
autorità civili e militari, i canonici del capitolo della Cattedrale, il clero, i religiosi e
le religiose, i cavalieri del Santo sepolcro di Gerusalemme. La processione si è
snodata lungo le vie principali del centro storico. Subito dopo, la seguitissima
celebrazione eucaristica presieduta dal canonico sacerdote Giuseppe Burrafato,
parroco della chiesa cattedrale. In mattinata si era tenuto il solenne pontificale che era
stato presieduto dal vescovo di Caltanissetta, mons. Mario Russotto, alla presenza del
clero diocesano e delle autorità civili e militari. “Giovanni Battista – aveva detto
mons. Russotto – ci invita a prendere posizione, innanzitutto dentro la nostra anima, a
capire se possiamo andare avanti con l'ipocrisia che ci vede vivere a compartimenti
stagni, il Vangelo da una parte, il quotidiano dall'altra. Dobbiamo ritrovare l'osmosi e
l'armonia di un Vangelo senza soluzione di continuità con la vita. Giovanni ha avuto
il coraggio di dire a chi governava "Non ti è lecito"”. Al termine delle celebrazioni, il
parroco ha ringraziato il vescovo La Placa, il vescovo Russotto, il nunzio apostolico
Diquattro, il clero diocesano, il sindaco di Ragusa, i rappresentanti delle istituzioni, le
autorità militari, gli sponsor e tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla
buona riuscita dei festeggiamenti.
Cambiare si può!
Cambiare si può!
Non parliamo del carattere delle persone e tanto meno dei sindaci. Facciamo riferimento alla muova facciata della scuola Lipparini che a Scicli per decenni ha rovinato l'immagine della Piazza principale della cittadina barocca. Lo diciamo perchè anche a Ragusa dovremmo fare degli interventi per cancellare alcune brutture realizzate nel recente passato. Ma non sembra ci sia la voglia a cominciare da Palazzo Ina. A Scicli dove la costruzione moderna della "Lipparini" era davvero un obbrobrio ci sono voluti parecchi anni ma alla fine è iniziata dunque la Fase Due. Un atto amministrativo di portata storica è stato esitato ieri per riscrivere la storia della scuola media “Lipparini-Miccichè” dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Dantoni” in piazza Italia.
Il CUC, la centrale unica di committenza, di Comiso ha pubblicato il bando europeo per la progettazione relativa all’adeguamento sismico e architettonico, nonché alla diagnosi sismica ed energetica dell’edificio, nell’ambito del Programma FSC 2021/2027 – Del. Cipess n. 25/2023.
Si tratta di una procedura di gara aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, un passaggio fondamentale per avviare il percorso che porterà la scuola ad avere una struttura sicura, moderna ed efficiente.
L’appalto sarà aggiudicato entro il 2025. In questo caso però non si parla solo della facciata ma dell'intero edifico. In atto sono in corso i lavori alla scuola Micciché di corso Mazzini per adeguare e riammodernare l’edificio che ospiterà ben 12 aule. Tra gli interventi previsti anche l’installazione dell’ascensore e della scala antincendio. Qui saranno realizzati i nuovi bagni per alunni e docenti. I lavori saranno ultimati a breve e sono parte del finanziamento per un importo totale di 8 milioni 993 mila euro, il più grande finanziamento in Sicilia per l’ammodernamento di una scuola.
L’edificio Miccichè, denominato "dificio tampone" ospiterà gli studenti durante tutto il periodo di realizzazione dei lavori di adeguamento sismico e di ricostruzione della facciata della scuola prospiciente piazza Italia.
Il raddoppio della Ragusa mare.
Il raddoppio della Ragusa mare.
"Soprattutto dopo l'ennesimo incidente mortale , Il raddoppio della Sp 25, Ragusa-Marina di Ragusa, non è una questione più rinviabile. Cassì, da sindaco di Ragusa, da vicepresidente del Libero Consorzio e da esponente di Forza Italia (partito di governo a Palermo e a Roma) non ha più scuse: ha tutte le possibilità per farsi finanziare un progetto che non può rimanere nei cassetti ma che invece deve vedere una accelerazione”. Lo dice la deputata regionale del Movimento 5 Stelle di Ragusa, Stefania Campo, riferendosi all’importantissimo asse viario che collega il capoluogo ibleo alla sua località balneare. “Si tratta – prosegue Campo - anche dell’unica arteria che consente alle centinaia di migliaia di residenti, pendolari, turisti e visitatori quotidiani, che arrivano da Catania, dal calatino, dal siracusano e dal resto dell’intera Sicilia, di raggiungere Marina di Ragusa, le varie spiagge e i borghi di mare che costellano la riviera iblea da Punta Secca a Playa Grande, durante la lunga stagione balneare e turistica. Non solo: Marina di Ragusa è diventata una località dove tantissimi ragusani risiedono tutto l’anno, continuando però a lavorare a Ragusa. Si rende dunque necessario quanto prima un intervento, anche per il fatto che l’arteria è tristemente nota per la sua pericolosità: carreggiata stretta (a singola corsia per senso di marcia per circa 15 km), intersezioni pericolose per l’ingresso alle varie contrade di campagna e alle tantissime strutture ricettive disseminate lungo il percorso e volumi di traffico superiori alla capacità provocano code, disagi, disservizi e rallentamenti. Se Cassì ha davvero le giuste interlocuzioni con i maggiorenti del proprio partito riprenda dunque in mano un progetto che esiste, e cerchi le somme per adeguarlo in modo definivo per la redazione di un progetto esecutivo o si individuino nuove linee di finanziamento e reperimento delle risorse in conseguenza della titolarità di una progettazione già esecutiva immediatamente cantierabile”
FOTO DI REPERTORIO
Ancora su turismo.
Ancora su turismo.
Il turismo sta cambiando. Ma io lo avevo capito e lo avevo detto. Ci siamo fatti ubriacare dai risultati stratosferici del dopo Covid però il 2025 è andato, in definitiva, sotto le aspettative dal punto di vista del bilancio finale. Ma questo nasce dal fatto che le aspettative erano troppo alte. Ho detto più volte che c'è l'esigenza di ridurre le spese, specialmente in Italia. Quindi tutto è aumentato pacchetti, i biglietti, i voucher, ma gli introiti mensili dei cittadini e quindi dei turisti potenziali, sono rimasti sempre gli stessi. Si possono fare varie considerazioni. La prima è il last minut che non aiuta come si potrebbe pensare. Questo termine era stato introdotto dalle compagnie aeree indipendenti, da quelle cosiddetta di bandiera, tipo la Virgin sui tragitti intercontinentali, che vendevano gli ultimi posti a prezzi scontati per riempire comunque il volo. Oggi non è così. I motori di ricerca, con i loro algoritmi, funzionano al contrario: più tardi prenoti più paghi e gli ultimi posti in aereo costano una fortuna. Quindi è essenziale pensarci con largo anticipo, scegliere combinazioni che possono essere cancellate senza penali e organizzarsi per tempo, anche se è per solo qualche giorno, e rivolgersi a strutture ufficiali, garantite che mostrano buone recensioni. All'ultimo minuto si trovano spesso alloggi precari, forse irregolari, mal gestiti e costosissimi. Ora come è possibile pagare il 20, il 30% in più per un viaggio, se lo stipendio della famiglia è uguale da anni? Naturalmente questo è un problema economico serio che dovrebbe interessare le istituzioni italiane (e anche ragusane), e invece sembra che tutto vada bene così. Che le cose stiano procedendo per il verso giusto. Evidentemente le istituzioni non riescono a capire la difficoltà delle persone. Dicevamo le istituzioni. Ragusa si vanta di avere un'organizzazione turistica all'avanguardia. Conta su un sindaco assessore al turismo, che in pratica non si occupa del settore, ci sono esperti che curano solo gli spettacoli che, grazie a Dio a Ragusa e a Marina, non mancano riempiendo le tasche di simpatici imprenditori locali (questo almeno è positivo). Ora c'è anche la moda del food. Italiano a base di focaccine e fritture, arabo con cuscus e simili l'impotante è creare un'area dove la confusione è sovrana, mancano i servizi, si fa pipì lungo i muri delle case ma l'imprenditore che guadagna bene questa volta non è locale. E' il momento di cambiare, di creare un'organizzazione che si occupi della promozione, quella giusta, che controlli le strutture e anche i prezzi. Siamo in democrazia e nel libero mercato ma non si può rovinare l'immagine di una località speculando sul turista. Gli operatori devono capire che questa nuova immagine del turismo deve essere compresa e convertita in qualche forma di offerta adeguata alla domanda. Chiediamo con forza un momento di confronto con il sindaco ma non con i suoi soliti amici che dicono sempre si, non con le organizzazioni compiacenti, come Confcommercio, che non hanno il coraggio di parlare se non offrendo dati nazionali. E infine l'aeroporto. Ho visto articoli di testate nazionali imputare il flop alla poca attività dello scalo. Ci può stare ma non è tutto. Ho sentito interventi che fanno rabbrividire. Paragonare la tratta mancante a Bergamo con la situazione di Comiso è davvero una barzelletta come pure voler difendere per forza gli sbagli dei vertici di categorie del settore. Insomma è una nuova stagione che deve essere valutata quotidianamente e indirizzare le proprie forze nella direzione giusta. Organizzare una specie di "stati generali del turismo" indipendentemente dalle manfrine dei Gal e delle scuse degli esperti sarebbe un primo passo....









